Privacy Policy Una poltrona per due (Trading Places) - 10 curiosità sul film - Il Sotterraneo del Retronauta

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Una poltrona per due (Trading Places) – 10 curiosità sul film

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Una poltrona per due: si scrive così, ma si legge Il Natale. Da noi, almeno. No, ché Trading Places, titolo originale con cui in patria è conosciuto il film di John Landis, metti che lì, appunto, usciva in estate. Nel Giugno del 1983, a voler essere proprio proprio precisi.

Invece qua è dal 1997, cioè quasi venticinque anni, che puntualmente viene mandato ogni sera della vigilia. Quasi venticinque anni. Impossibile ci sia qualcuno che non abbia mai visto Una poltrona per due, che non sappia la storia – forse leggenda, a ‘sto punto? – di Louis Winthorpe e Billy Ray Valentine.

Al contrario, probabilissimo siano molti di più quelli a cui sfuggono le storie dietro la storia. Quindi, Natale è praticamente alle porte e Una poltrona per due sta già lì, in agguato, pronto a colpire. Quale momento migliore per andare a buttare un occhio a ‘na decina di cose che magari non sapevi sul film?

Una poltrona per due – Il ruggito del Natale

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Sostanzialmente, il concetto alla base del film è lo scambio di ruoli/persona: il ricco, Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd) che diventa povero e il povero, Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) che diventa ricco. Con tutti gli inevitabili annessi e connessi derivati, ovviamente.

Oggi come oggi, ‘na formula talmente, come dire… “consolidata”, da essere quasi un leitmotiv se non addirittura un cliché usato un tanto al kg, no? Appunto, ché il tema dello scambio di ruoli non è roba di ieri o ieri l’altro, ma viene da Il principe e il povero, romanzo di Mark Twain scritto nel 1881.

Sì, la struttura poi è quella, ma l’idea di fare Trading Places, però, lo scrittore e sceneggiatore del film Timothy Harris non se l’andò a pescare da Twain. In realtà, l’ispirazione da cui poi nacque il progetto viene dai trascorsi personali, due in particolare, dello stesso Harris.

In primis, dal posto in cui è cresciuto: una zona degradata nella periferia di Fairfax Avenue a Los Angeles. Posto che ha descritto in seguito come squallido e pieno di criminalità, dove tutti s’erano trovati, almeno una volta, con un’arma puntata in faccia.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Il perno principale su cui ruota l’intera storia, invece, viene dal fatto che da adulto, Harris giocava spesso a tennis contro due fratelli. A quanto pare ricchi, nel senso stretto del termine, ma con le manine più tirate di un tirannosauro rachitico. Inoltre i due erano competitivissimi da far schifo e si scommettevano contro su ogni cosa.

Dopo una partita e l’ennesima sparata, tornato a casa esasperato e schifato dal conflitto della coppia, Harris ha concluso che, semplicemente, erano persone orribili. Tuttavia, proprio ‘sta cosa gli ha dato l’idea di due fratelli che scommettono sulla natura dell’uomo.

Bello, eh? Intanto, mai fatto caso che di film come Una poltrona per due ce ne sono, relativamente, pochi se non pochissimi? In un’intervista del 2013, Timothy Harris e il co-sceneggiatore del film Herschel Weingrod, parlavano proprio della riluttanza di Hollywood a realizzare film di ‘sto tipo.

Cioè, film che usano la commedia per satireggiare sull’avidità e le convenzioni sociali in genere.

Harris, diceva:

“Trading Places è una sorta di ritorno al passato che deve più ai film degli anni ’40 e ’50 che a qualsiasi cosa stava succedendo (a Hollywood) in quel momento. Per esempio, Chi più spende… più guadagna! (1985) era una commedia sociale sul denaro, l’avidità e ciò che fa alle persone.

Dopo non ci sono stati più film così. Le commedie erano specificamente dirette a un gruppo preciso di bambini, per nulla interessati a guardare quella roba in particolare. Nemmeno a Hollywood lo sono più di tanto. Quelli che contano, lì, sono persone davvero, davvero ricche e squallide. Non ci tengono a farsi prendere in giro su questo.”

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Comunque. Fin dall’inizio, visto il grandissimo successo riscosso come duo comico, i ruoli di Whintorpe e Valantine vennero scritti per essere interpretati, appositamente, da Gene Wilder e Richard Pryor. Dopotutto, Nessuno ci può fermare (Stir Crazy) e Wagons-lits con omicidi (Silver Streak) erano stati grandissimi successi.

Problema: erano entrambi professionisti di alto profilo, certo. Sullo schermo, insieme, davano il massimo e andavano alla grande, sicuramente; ma non erano per niente amici. Anzi. Al contrario, fuori dal set il rapporto fra i due era ai limiti dello schifio.

Anche, ma soprattutto perché, Pryor aveva gravi problemi di droga. Lo stesso Wilder, per quanto lo stimasse come professionista, più volte ha ribadito che non era per nulla piacevole averlo intorno. Specie nei momenti in cui Pryor si presentava imbottito di quello che sembra talco ma non è.

Appunto, a seguito di giorni passati solo a tirare peggio di un aspirapolvere, così, de botto, Pryor fece praticamente il bagno nel rum e si dette fuoco. Si salvò perché la polizia era riuscita a bloccarlo mentre correva per strada, nudo e in fiamme, fuori dalla sua villa di Los Angeles.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Fondamentalmente, questo è il motivo per cui venne fanculizzato dalla produzione di Una poltrona per due. Siccome s’era già deciso, molto elegantemente d’altronde, che il povero doveva essere uno di colore venne scritturato Eddie Murphy che all’epoca, stava andando alla grandissima.

Tuttavia, Murphy era ancora agli albori della carriera cinematografica. Perciò fece ‘na certa cagnara per far silurare pure Gene Wilder. Non ché Murphy ce l’avesse con Wilder, eh. Semplicemente, non c’aveva nessunissima intenzione di farsi etichettare come clone di Pryor. Così, fuori Wilder e dentro Aykroyd e chi s’è visto s’è visto.

A ogni modo, una delle tante cose che rientrano in quella che generalmente viene definita come magia del cinema, è la capacità d’influenzare in vari modi la vita reale: termini, modi di dire, espressioni, concetti e via dicendo. Tanto forti, da travalicare la fantasia per entrare nell’uso e consumo del linguaggio comune.

In un certo senso, la capacità di colmare, in un modo o nell’altro, la differenza dicotomica fra reale e irreale. Bello, eh? Eh… e tutto ‘sto pippone per dire cosa? Che nel 2010 è stata aggiunta una voce al Wall Street Transparency and Accountability act sulla regolamentazione del mercato azionario/finanziario.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

In pratica, viene fatto divieto a chiunque di utilizzare informazioni per accaparrarsi quote di mercato favorevoli. Cioè, quello che tentano di fare i fratelli Duke nel film col mercato delle arance. Siccome l’editto prende ispirazione proprio da Una poltrona per due, ufficialmente è conosciuto come Legge Eddie Murphy.

Altra cosa: in linea di massima, non è ‘na questione di buone idee se il film è ancora tanto solido, se regge ancora tanto bene quasi quarant’anni dopo. Semmai, il punto non è cosa fai, ma come lo fai. In questo senso, prendi la fine analogia fra la scommessa dei Duke e il Libro di Giobbe.

I fratelli Duke si giocano il destino di Whintorpe e Valentine proprio come nella Bibbia, appunto nel Libro di Giobbe, Dio e satana scommettono sulla fede e le motivazioni che spingono Giobbe a credere. Oppure, prendi la giusta vendetta che alla fine si prendono i protagonisti.

Quello che fanno Whintorpe e Valantine mandando all’aceto Randolph e Mortimer Duke, alla fine è più o meno la stessa cosa che fa Edmond Dantes a Danglars ne Il Conte di Monte Cristo. Queste so’ finezze, insomma. Come so’ finezze tante altre cose.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Per dire, il tema centrale della storia di Una poltrona per due, durante l’esecuzione del film viene ripetuto e sottolineato in continuazione. Però, non tipo alla Zack Snyder, tanto per prenderne uno a caso. Cioè, coi personaggi del film che si fermano ogni cinque minuti per spiegarsi in continuazione l’un l’altro quattro cazzate.

La sequenza del banco dei pegni, no? Quando Whintorpe, con la fame agli occhi, si trova costretto a vendersi l’orologio, il famoso Rochefoucauld che segna contemporaneamente sei fusi diversi. Ovviamente, non esiste nessuna marca di orologi chiamata Rochefoucauld.

In realtà, il nome è una citazione al filosofo francese Francois de La Rochefoucauld. Celebre per i suoi scritti tipo L’umana Doppiezza o La Fatica di diventare Migliori e sui cui concetti è costruito il personaggio di Whintorpe e le motivazioni del conflitto che animano il suo story arc.

Oltretutto, Una poltrona per due è uno di quei film che ancora aveva una costruzione ben precisa e pertanto, anche se difficile farci proprio proprio caso, poteva mettere in mostra la prefigurazione. Cosa, ormai, sempre più rara da vedere in polpettoni di tre ore che per farteli scendere, pare di vedere un’unica, lunghissima sequenza.

In sostanza, le musiche dei titoli di testa in una Poltrona per due vengono dall’overture de Le Nozze di Figaro. Ora, in una delle scene inziali, si vede Whintorpe che sta lasciando l’ufficio fischiando l’inizio dell’aria Se vuol Ballare, ok? Il tema di quella parte è la dichiarazione del piano di Figaro.

Praticamente, Figaro scopre tutte le magagne che il conte ha tirato su per esercitare il suo diritto allo ius primae noctis e ingropparsi Susanna, moglie di Figaro, prima che abbiano il tempo di “consumare” il loro matrimonio. Figaro canta di come, invece, glielo metterà in saccoccia al conte. Ovvero quello che Whintorpe e Valentine fanno ai Duke alla fine.

Il finale di Una poltrona per due spiegato in termini brutti e poveri

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Ora, visto che Una poltrona per due da noi non è un film di Natale, ma IL film di Natale per antonomasia, due parole su ‘sta cosa in virtù della sua importanza, sono praticamente d’obbligo, insomma. Perché, metti, che la storia delle arance sarà pure buttata a uso ridere, sicuramente.

Tuttavia, le dinamiche con cui Whintorpe e Valentine mandano all’aceto i fratelli Duke, non lo sono per niente e per niente buttate manco a casaccio. Al contrario, proprio. Sotto questo aspetto, Una poltrona per due è insolitamente tecnico e specifico.

Pertanto, il problema che rende difficile capire il finale di Una poltrona per due, riguarda i meccanismi di ciò che viene effettivamente comprato e venduto: non è il succo d’arancia in sé, ma sono i cosiddetti future contracts nel mercato del succo d’arancia il punto su cui personaggi s’accaniscono.

Allora: lo schema “compra a poco, vendi a tanto” è abbastanza semplice, no? Ecco, nel commercio di materie prime, ‘sti futures sono in sostanza degli accordi. Accordi stipulati in partenza fra le parti, per acquistare o vendere una merce a un prezzo fisso stabilito in quel momento.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

In altre parole, i futures che vai a comprare o vendere stabiliscono la quota fissa e ti obbligano, poi, a comprare o vendere un bene a quella specifica quota in una certa data in là nel tempo. Indipendentemente dal prezzo di mercato raggiunto da quello specifico bene in quello specifico giorno.

Quindi, nel finale di Una poltrona per due, i fratelli Duke, sulla base del finto rapporto che si ritrovano sono assolutamente certi che quell’anno, il raccolto di arance sia stato un disastro. Per estensione, un cattivo raccolto significa che l’offerta non sarà in grado di soddisfare la domanda.

Perciò, appena partono le trattative di mercato, i Duke intimano al loro broker di comprare futures sul succo d’arancia come se non ci fosse un domani: sono convinti che il prezzo del succo aumenterà. Considerando ‘sto rischio più che calcolato, se ne sbattono altamente di quanto le quote dei futures stiano salendo.

Qualunque sia la cifra raggiunta in quel momento, quando andranno a comprare/rivendere il succo d’arancia, sempre convinti ci sarà ‘na carestia da pazzi che un po’ di succo di frutta andrà a peso d’oro, per loro il prezzo sarà quello fissato nei futures. In pratica, compra a poco e vendi a tantissimo.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

Nel frattempo, gli altri broker intuiscono che i Duke devono, per forza, sapere qualcosa e allora si buttano tutti a rotta di culo a comprare futures. Ovviamente, nel momento in cui tutti stanno comprando come pazzi e nessuno vende, il valore dei futures schizza alle stelle.

A un certo punto, però, Winthorpe, capito che i futures hanno raggiunto il picco e non andranno oltre quel valore, scatena l’equivalente in giacca e cravatta della battaglia del fosso di Helm. All’improvviso, urla: “SELL 200 April at 142”. Cioè, sta dicendo “Venderò succo d’arancia ad Aprile, a 142 centesimi per libbra”.

Il delirio si scatena perché, di botto, mentre tutti si stanno ammazzando a comprare viene fuori uno che sta vedendo. Questo porta a un’inversione e il valore dei futures comincia a sgonfiarsi. Comunque, tutti sono ancora contenti perché convinti che ad Aprile il prezzo del succo sarà molto più alto.

Peccato quando arriva la rivelazione: il vero rapporto sul raccolto delle arance, quello in possesso di Whintorpe e Valantine, viene comunicato e si scopre che tutto è andato benissimo; il succo d’arancia non subirà alcun rincaro. Anzi. Semmai è il contrario: ad Aprile il prezzo sarà più basso della norma.

Curiosità e spiegazione del finale di Una poltrona per due (Trading Places) un film del 1983 di John Landis

A ‘sto punto, tutti quelli che si sono obbligati a comprare rischiano di rimanere bloccati col succo d’arancia per cui hanno pagato un botto; e poiché il succo d’arancia si guasta, devono assolutamente vendere a tutti costi per evitare la perdita completa. La frenesia di vendere fa precipitare il prezzo ancora più velocemente.

Winthorpe e Valentine, giusto il tempo di vedere gente che comincia a tirar fuori corda e sapone, e invertono di nuovo la rotta. Stavolta comprano, ma a prezzo meno che stracciato. Alla fine, si ritrovano con ‘sta marea di futures ultra vantaggiosi.

In sostanza, ad Aprile ‘sti contratti che si so’ accaparrati obbligano loro a comprare succo d’arancia a prezzo ridicolo e nello stesso tempo, obbligano gli altri a comprarlo pagandoglielo come se fosse oro. Praticamente, quello che speravano di fare i Duke e invece si ritrovano nella situazione opposta.

Situazione ancor più grave quando ricevono la “chiamata di margine” alla fine della giornata di trading. Tra l’altro, questo è pure il motivo per cui il maggiordomo Coleman e Ophelia, danno a Winthorpe e Valentine tutti i loro soldi. Quando fai trading in futures, devi avere un “margine” disponibile al momento.

Cioè, devi avere una somma che corrisponde a una percentuale del valore dei contratti future e pagarla a quelli con cui stai concludendo l’accordo. A Winthorpe e Valentine frega meno di zero: i futures che hanno sono garantiti come più che redditizi. Nessuno gli negherebbe mai un prestito per il margine.

Al contrario, i Duke, che hanno solo comprato come pazzi, dovrebbero coprire al momento oltre trecento milioni di petroldollari di margine sui contratti. Cifra assolutamente agghiacciante che, naturalmente, non hanno. Per questo, alla fine gli viene confiscato tutto e si trovano barboni dalla mattina alla sera.

Ebbene, detto questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

Un commento su “Una poltrona per due (Trading Places) – 10 curiosità sul film

  1. Avrei aggiunto, solo come nota di colore, che i fratelli ricompariranno in un cameo del “Principe cerca moglie” proprio come barboni!
    Per il resto gran bell’articolo e finalmente una bella spiegazione del finale, grazie!

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