Poster e recensione del film Terminator Genisys

Terminator Genisys – No, grazie

Terminator Genisys è, sul serio, qualcosa di fenomenale. Perché sì, la storia della settima arte è costellata di film brutti. Nel corso degli anni, n’è venuta fuori di roba, per un motivo o per l’altro, orripilante. Tuttavia è difficile, anche solo immaginare, riuscire in un colpo solo a sbagliare così tante cose contemporaneamente.

In buona sostanza è chiaro, se non ovvio, che l’unico scopo di eventuali seguiti è quello di mungere a sangue un concetto. Un personaggio. O magari, perché no, un intero genere. In questo senso, Terminator è solo uno fra i tanti di una lunga lista. Uno dei tanti casi in cui un’idea valida, viene sfruttata oltre i suoi stessi limiti, iterazione dopo iterazione, fino a trasformarsi nella caricatura di se stessa.

Terminator Genisys o di come provare a cavare sangue dalle rape

Recensione di Terminator Genisys film del 2015 diretto da Alan Taylor

Cerchiamo di capirci: quel The Terminator del 1984 da cui tutto è cominciato era, essenzialmente, un b-movie. Costato meno di sei milioni e mezzo di dollari – cifra raggiunta ma con le unghie e con i denti, proprio. Ché inizialmente, i dindini in gioco per il film erano un bel po’ di meno – alla fine, Terminator ne incassò quasi ottanta.

Un film modesto ma onesto, insomma. Un action sci-fi dalle tinte vagamente viranti all’horror la cui trama, semplice e diretta, era tanto efficace quanto suggestive erano le idee di fondo su cui poggiava. Per farla breve, il punto di Terminator non è quello che racconta; bensì ciò che mostra.

Il concetto alla base è lo stesso di qualunque film creature features. Da Spiriti nelle tenebre a Pitch Black, passando per Lo squalo fino ad Alien, indipendentemente dal genere il succo quello è e quello rimane. Le cose funzionano in quanto i protagonisti non hanno alcun modo di ragionare con “la bestia”.

Recensione di Terminator Genisys film del 2015 diretto da Alan Taylor

In questo senso, Terminator è, essenzialmente, una fuga. Da cui emerge il costante senso d’impotenza dei protagonisti, braccati senza tregua da un essere inarrestabile e letale con cui non può esserci alcun tipo di contatto. Sullo sfondo, a reggere tutto ‘sto teatrino di sparatorie e morti ammazzati, c’è una suggestiva backstory di fantascienza.

Trentacinque anni dopo: Terminator Genisys. In un mondo che c’ha regalato sequel, reboot e requel di Predator, Die Hard, RoboCop e Ghostbusters PG-13 che nessuno voleva e nessuno aveva chiesto, ecco l’ennesima risposta a una domanda che nessuno aveva fatto. O meglio, una domanda, lecita, c’è e sorge spontanea: sul serio c’è gente pagata per scrivere cose simili?

Recensione di Terminator Genisys film del 2015 diretto da Alan Taylor

Il problema, principalmente sta nel fatto che quella backstory di guerre future, macchine assassine e viaggi nel tempo, sì, è suggestiva, affascinante, intrigante e tutto quel che vuoi. Ma è meno affidabile di un cane in una salumeria per costruirci un film. Prova ad allargare lo sfondo ed è un attimo che c’anneghi in un mare di ma perché e sì, va be’.

Dovrebbe essere chiaro a chiunque che tutti quei concetti, stanno bene lì, inespressi a fare, appunto, da sfondo al nucleo principale. Come se in Ritorno al futuro, spiegassero cos’è e come funziona, nello specifico, il flusso canalizzatore. Non solo sarebbe ininfluente ai fini della trama; ma anche piuttosto sciocco ficcarsi, volontariamente, in un vicolo cieco di spiegazioni ridicole e insensate.

Soprattutto, sempre a proposito di chiarezza, c’è un punto in particolare che pare diventato un concetto inarrivabile: cioè, la grande differenza che passa fra protagonista e comprimario. In Terminator, la protagonista è Sarah Connor. Lei è il perno su cui ruotano tutti gli avvenimenti. Kyle Reese e il T-800 sono, rispettivamente comprimario e antagonista.

Emilia Clarke: Sarah Connor

Successivamente, anche se leggermente decentrata a favore del figlio, Sarah rimane comunque la protagonista di Terminator 2. Il ruolo di comprimario, passa da Reese al T-800. Il quale, come personaggio, ha un risalto maggiore. Da qui in poi, cosa hanno fatto tutti i seguiti di Terminator? Continuare a spingere sulla figura di Arnold Schwarzenegger.

Per la maggior parte del tempo, Terminator Genisys s’impegna disperatamente nel tentativo di giustificare due cose: in primis, la presenza e l’aspetto decadente di Schwarzenegger. In secondo luogo, un’assurda logica fatta di spiegazioni altalenanti. Tentativi, poco plausibili, di ridefinire ogni cosa di Terminator.

Arnold Schwarzenegger: Guardiano / T-800

Gli sceneggiatori – Laeta Kalogridis e Patrick Lussier, gente che probabilmente ha sbagliato mestiere – tirano in mezzo tanti di quei “what if” (scritti su presupposti unicamente commerciali) che Terminator Genisys pare una fan fiction, piuttosto che un film scritto da professionisti. Il peggio poi, è che nessuno sembra accorgersi, o ammettere in questo caso, quanto siano orribili quelle idee e quanto male si traducano sullo schermo.

Questo, ovviamente, senza contare quanto la sceneggiatura sia pure satura di dialoghi agghiaccianti. Per esempio, chiunque abbia visto i primi due film, sa perfettamente che i T-800 hanno un’autonomia di centoventi anni con le batterie in dotazione. L’idea che i tessuti umani di cui sono ricoperti siano passibili di vecchiaia, è un’idea presente già ai tempi del primo film. Quindi, ci può ancora stare.

Tuttavia, i personaggi nel film non hanno alcun tipo di evoluzione. Si limitano solo a fornire spiegazioni a convenienza. C’è un motivo particolare per cui il T-800 vecchio, arrivato nel passato quando Sarah era una bambina, sia così acciaccato? C’è un motivo particolare per cui sembri più debole rispetto allo stesso modello con cui lotta all’inizio del film?

Brett Azar: T-800 nel 1984 e nel 1973 (volto e voce di Arnold Schwarzenegger)

No. La cosa è talmente percepita, che il film mi evita la fatica di ragionare, inculcandomi direttamente il concetto in testa. Come? Mandando il T-800 il loop, a ripetere la battuta “Vecchio, non obsoleto!” in continuazione. Tutto ciò, non fa altro che peggiorare le cose, rendendole più irritanti di quanto già non siano.

Senza contare del resto, che in generale il T-800 qui sia un semplice pupazzone. Una macchietta, a grandi linee. In apparenza una macchina dura e fredda, ma in realtà pieno di sentimenti verso quella specie di figlia adottiva. Un cyborg modello Tronky: croccante fuori e morbido dentro, insomma.

Onestamente, non ho idea di come sia potuto venire in mente a qualcuno una cosa del genere. Cercare poi a tutti i costi il cliché della “famiglia atipica”, disfunzionale ma unita e nel frattempo, buttarci pure un abbozzo di critica morale, retorica svogliatamente imbarazzante verso la tecnologia e l’uso che ne facciamo oggi… Santo. Cielo.

Recensione di Terminator Genisys film del 2015 diretto da Alan Taylor

Terminator Genisys è un film desolante, scontato e banale dal taglio estremamente infantile. Da cartone animato, quasi. Il senso di paura? Svanito. Il senso di pericolo? Anche. Epicità? Zero. I Personaggi? Uno più ridicolo dell’altro, stereotipati, bidimensionali e senza carisma.

Praticamente, Terminator Genisys è la summa massima, la cuspide di tutto il peggio che questa saga ha potuto offrire, in ogni media, nel corso degli anni. La prova lampante di come una storia debba piegarsi alla logica dell’incasso facile. Del tipo, il nome tira ancora, proviamo a incollare quattro cazzate insieme che tanto, qualcosa la guadagniamo comunque.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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Terminator Genisys
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Terminator Genisys – No, grazie”

  1. La saga sarebbe dovuto rimanere ai due film di Cameron che aveva stabilito un finale perfetto e logico…”ho bisogno di una vacanza”

    1. Sì, anche perché al secolo, Cameron scrisse di botto l’intera storia. Solo che, molto semplicemente, mancava la pecunia per realizzare tutto quanto. Successivamente, tutto quello che venne scartato da Terminator, coi dovuti accorgimenti, divenne la storia di Terminator 2.

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