Privacy Policy Suicide Squad - Un suicidio di massa - Il Sotterraneo del Retronauta

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Suicide Squad – Un suicidio di massa

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Suicide Squad, per quei pochissimi appena usciti dalla vasca per la crioconservazione, all’epoca, il lontano 2016, rappresentava la grande speranza della Warner/DC di tirar su il proprio cinematic universe. Su carta, almeno.

In pratica, Suicide Squad s’è rivelato l’equivalente dell’anonimo furgoncino bianco, guidato dal tizio inquietante che prova a farti salire a bordo offrendoti le caramelle. In altre parole, ‘na cosa orribile e tutto tranne che divertente.

Suicide Squad – Il quadro della disperazione

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Non che ci voglia la scienza per arrivarci ma, oggi, grazie al proverbiale senno di poi, la situazione dovrebbe essere abbastanza chiara a tutti. Al successo di Batman Begins e de Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, i rivali della Disney/Marvel rispondevano con Iron Man.

Le cose sarebbero potute andare avanti così, botta e risposta, film dopo film, un personaggio dopo l’altro. La grande differenza, che alla Disney, abilissimi nel bilanciare capacità manageriali e malvagità, s’erano detti: perché limitarsi a uno, quando c’abbiamo ‘na pletora di personaggi da sfruttare fino al midollo?

Tecnicamente, ci sarebbe da specificare che la brillante idea di portare a schermo le avventure della Squadra Suicida, risale a inizio 2009. Nessun problema, se non fosse per un paio di piccolissimi dettagli. Tanto per cominciare, il fatto che la pre-produzione del film cominciò a fine 2014.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Poco dopo cioè, che l’ex presidente della Warner, Kevin Tsujihara, probabilmente preoccupato dal fatto che gli Avengers si preparavano a tornare in azione e fare soldoni, proprio a Ottobre 2014, annunciò Suicide Squad come uno dei dieci film DC Cinematic Universe che sarebbero usciti da lì al 2020. Alé.

In secondo luogo, che tutta la baracca si manteneva su di un unico presupposto: il tentativo matto e disperatissimo di raggiungere, a corsa già iniziata, gli avversari. A ‘sto punto… Avanti, Macduff.

In fondo, non è mica Shakespeare; si tratta di film dove la gente si piglia a schiaffi ogni due parole, mentre ogni cosa attorno a loro esplode minimo ottanta volte. Cosa potrebbe mai andare storto? Cioè, a parte tutto.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Dopotutto, quelli della Disney/Marvel, stavano facendo i big money pure coi film su personaggi che – a parte quei pochi che in vita loro un paio di fumetti se li so’ pure letti – nessuno conosceva o che, addirittura, non erano adatti al consueto pubblico PG-13.

Considerato che, persino nell’ottica dei film di genere, la storia di Suicide Squad è meno plausibile di una moneta da tre Euro, questo la dice molto lunga. Però, va be’, uno dice è un film di supereroi. Nel contesto, se i personaggi funzionano, il resto può anche passare in secondo piano, giusto? Giusto.

Perciò, diamo a Cesare quel che è di Cesare: almeno, Suicide Squad è riuscito a fare schifo su tutti i fronti. Su questo, niente da dire, per carità. E ci credo, se tiri fuori sette versioni diverse di una sceneggiatura scritta in appena sei settimane, mi pare pure ovvio.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Se sganci altri venti milioni e passa, spesi per un terzo atto girato ex novo e il montaggio finale lo affidi alla società che ha realizzato il trailer, mi pare normale che ti prendono a sputi e fischi. Tutto questo, solo per copiare la concorrenza. Diciamo pure grazie a ‘sta ceppa che i risultati so’ quelli che sono.

Per farla breve, Suicide Squad gira sulla fantastica idea dell’agente governativa Amanda Waller (Viola Davis) di tirar su ‘na super task force composta, esclusivamente, da pericolosi criminali pezzi di melma a marchio registrato. Perché, dice, se dovesse presentarsi un altro Superman però cattivo?

Non so, chiamare Batman, magari? La prima volta ha funzionato. Oppure Flash? Perché non Aquaman, Wonder Woman o uno qualunque dei super tizi che ha preso a calci in culo i cattivi che vuoi reclutare, per esempio? No, così, per dire.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Ma no, la Waller pensa che i cattivi, sacrificabili, c’hanno una marcia in più. Perdincibaccolina. Perciò, se dovesse presentarsi un altro essere dai poteri quasi divini, gli mandiamo contro gente tipo Capitan Boomerang e Harley Quinn. Un’idea geniale.

No, sul serio, pure se ci vuoi credere fortissimo. Con tutta la buona volontà di questo mondo, ma se questi so’ i presupposti, per forza la sospensione del dubbio ti alza bandiera bianca. Parliamoci chiaro: Will Smith e Margot Robbie mantengono, da soli, l’intera baracca in uno sforzo disperato. Il problema è il contesto.

Will Smith in Suicide Squad interpreta Will Smith, un ragazzo cresciuto nel ghetto di Philadelphia che si trasferisce dai ricchi zii a Bel-Air. Portandosi dietro le armi. Poi c’è Harley Quinn, una ragazza di, sì e no, quaranta chili scarsi e forti problemi di autostima.

La persona ideale da mandare contro un eventuale Superman incarognito. Come sperare di fermare un carrarmato con una pistoletta ad acqua, praticamente. Però, aspe’, è pazza. C’ha la mazza da baseball e dice di essere cattiva. Ah, allora sì che cambia tutto.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Suicide Squad è, in un due parole, il quadro della disperazione. Un progetto nato in un modo e finito in un altro, a causa del disperato tentativo di dimostrare che pure alla Warner/DC sanno pisciare lontano. Un film confuso, dal tono sbagliato e il ritmo incoerente. Indovina perché?

La produzione di Suicide Squad è arrivata a costare quasi duecento milioni di petroldollari. Centosettantacinque e passa, a voler essere precisi. Pochi mesi prima, di petroldollari invece, se n’erano duecentocinquanta milioni così, in scioltezza, per Batman v Superman: Dawn of Justice.

All’uscita, la Warner puntava al miliardino tondo tondo d’incasso. Sai, fosse anche solo per una questione di prestigio. Peccato che ‘sti soldi manco col binocolo l’hanno visti. Anzi. Il break-even l’hanno raggiunto per un soffio. Questo, più l’enorme incasso di Deadpool, hanno mandato quelli della Warner nel pallone. Suicide Squad non poteva andare in perdita.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Probabilmente, pure lui c’avrà le sue colpe; alla fine però, se uno come David Ayer s’è trovato alla regia di un film simile, un motivo c’è e, appunto, fa rima con soldi. In altre parole, assumere registi esperti, che hanno dimestichezza con produzioni di tale portata, costa. Costa e nemmeno poco.

Perciò, si fa di necessità virtù, rivolgendosi a quelli con meno esperienza (e meno fama). Sulla base del rischio calcolato che, in qualche modo, saranno in grado di portare a casa la giornata. Il tentativo di alleggerire i toni del “dramma pieno di sentimento” descritto da Ayer e gran parte del girato finito sul pavimento e il resto montato alla cazzomannaggia hanno fatto il resto.

Praticamente su due ore di film, la prima mezz’ora se ne va per le schede bios dei personaggi; e non per modo di dire. Sul serio, ogni personaggio viene letteralmente spiegato col cucchiaino, messo in scena tipo carta collezionabile dei Pokemon. Il resto, ‘na specie di clip show: un collage di scene d’azione, dozzinali e piuttosto anonime, messe giusto ché dovevano esserci.

Recensione di Suicide Squad film del 2016 scritto e diretto da David Ayer. Basato sull'omonimo gruppo di supercattivi dei fumetti DC Comics

Tutto si riduce a una noiosissima ora mezza di tizio fa così, caio fa cosà e sempronio che ti spiega questo e quello ogni due secondi. Nonostante quello che stia accadendo sia palesemente, dolorosamente ovvio. All’improvviso – e nel più delirante dei cazzomannaggia – viene fuori “La Minaccia”, che più LOL di così si muore, ed ecco Suicide Squad.

Sfortunatamente, a qualcuno non è ancora chiaro il fatto che spendere soldi, pure all’infinito, non è come lanciare un incantesimo. Le cose, non le risolvi in questo modo, come per magia. Esattamente come per la sospensione del dubbio, nel progetto puoi crederci quanto vuoi.

Tuttavia, realizzare dieci film in cinque anni, tutto è tranne che uno scherzo. Soprattutto considerando che si parla di produzioni complicate, blockbuster da centinaia di milioni. Però, ormai l’hai detto. Il dietrofront non è più una possibilità contemplabile.

E no, non si tratta solo del fatto che hai già annunciato il film al pubblico. Mani e manine si sono strette e il carrozzone del dio denaro è partito: una volta siglati accordi con partner commerciali a livello globale, non ci torni indietro.

Per usare le parole del critico e premio Pulitzer Joe Morgenstern: “Suicide Squad è l’equivalente di un attacco a tutto spiano all’idea stessa d’intrattenimento”. Solo un palese, disperato tentativo di fare soldi sfruttando la mania del momento copiando chi, a differenza tua, ci sta riuscendo.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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