Privacy Policy Predator (1987) - 10 Curiosità che magari non sapevi - Il Sotterraneo del Retronauta

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Predator (1987) – 10 Curiosità che magari non sapevi

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

Predator, trentacinque anni dopo, classico di culto conosciuto in lungo, in largo e sì, fai pure avanti e indietro, va. Oggi, però. Trentacinque anni, una specie di universo espanso comprensivo di ogni sorta di paccottiglia e una serie di seguiti, dalla dubbia qualità, dopo.

Oggi, sì, Predator è considerabile un vero e proprio pilastro della fantascienza. Tuttavia, era il 1987: nei cinema davano RoboCop, La storia fantastica e Ragazzi perduti. Steven Spielberg con E.T. e Ridley Scott con Alien, il punto, per quanto riguarda il discorso alieni, l’avevano fissato.

Predator e i suoi fantastici amici

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

Copie, a titolo generico, che cercavano di sfruttare la scia dei film di ‘sti due tizi te le tiravano appresso pochi cent la tonnellata, figuriamoci. L’argomento sembrava esaurito e il trend cambiato. Vattelapesca poi, che da un progettino su cui avevano puntato giusto quattro spicci, tirassero fuori tutto questo.

Soprattutto, considerando il fatto che Predator, fondamentalmente, nasce quasi per scherzo da una battuta in voga a Hollywood negli anni ’80 su Rocky. All’epoca, era il 1985, Rocky Balboa metteva al tappeto Ivan Drago, difendendo così l’onore e i valori degli Stati Uniti.

A quel punto, gli studios erano leggerissimamente a corto di idee: Rocky aveva battuto tutti, con chi doveva combattere ormai, con gli alieni? Contro E.T., magari? Ecco, metti che su ‘sta scemenza i fratelli Jim e John Thomas, ci si so’ fiondati come disperati.

Scritta la sceneggiatura, il cui titolo era inizialmente Hunter ed è ancora visibile sui ciack nelle scene eliminate messe nell’edizione speciale del DVD, i due poi sono andati allegramente in giro a fare la collezione di grazie, ma no grazie. Il problema? Non interessava a nessuno.

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

La storia di questo alieno, super-tecnologicamente-equipaggiato a caccia di un gruppetto di militari, insomma, non suscitava proprio tutto ‘sto grandissimo entusiasmo. Alla fine però, i Thomas arrivano alla Fox che, tutto sommato, ci vede del potenziale.

Tanto, che per lo sviluppo di Predator mettono sul piatto, ma proprio la strabiliante guarda, cifra di quindici milioni. La regia invece, la danno a John McTiernan; che in quel momento, pare, fosse l’unico disponibile. Si sente, è nell’aria: Predator profuma di b-movie scrauso a km di distanza.

Eppure… visto il successo di Commando e come stava bene a fare il soldato super-cazzutissimo, quelli della Fox contattano Arnold Schwarzenegger. Arnoldone accetta e, proprio per questo, a ruota dicono sì pure Carl Weathers, Jesse Ventura e tutti gli altri membri del cast.

Partono le riprese di Predator e in brevissimo, si trasformano in un incubo. Nella finzione, il film è ambientato a Val Verde, un paese fittizio che a Hollywood usano spesso quando gli serve una generica location sudamericana. Molti film, tra cui pure Commando, per dire, sono ambientati lì o ne fanno menzione.

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

Nella realtà, per girare Predator la produzione è sbarcata nelle giungle del Messico. Quasi tutti, nella migliore delle ipotesi, si so’ beccati ‘na cacarella ai limiti del fatale a causa di acqua non potabile e cibo scadente. E metti che questo succedeva in Hotel, eh.

Comunque, nonostante si trovassero in una giungla, si gelava. Per girare buona parte di tutte le scene del film, per evitare che agli attori venisse pure un coccolone, bisognava quasi sempre trascinarsi appresso, montare e smontare una serie di grosse lampade riscaldanti sul set.

Considerando che Predator è stato girato tutto su un terreno accidentato e collinoso… Dulcis in fundo, poiché la storia prevedeva un ambiente incontaminato, primitivo quasi, quelli della troupe ci mettevano ore a spargere fogliame su tutte le aree in cui si erano spostati veicoli e persone.

Dai fogliame, togli fogliame. Sempre. A ogni ciack, per dare l’impressione di questa giungla inalterata. A quanto pare, lì, l’unica cosa incontaminata era il pantano dove hanno girato il combattimento finale col Predator: una pozza stagnante, regno incontrastato delle sanguisughe.

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

La cosa buffa è che, nonostante tutto questo, all’inizio delle riprese a John McTiernan anziché Tirannosauri superdotati, gli attori parevano delle “ballerine delicate”. Per questo è stato assunto come consulente/addestratore un veterano del Vietnam che ha messo tutti sotto torchio.

Cicli di allenamento quotidiano, comprese sessioni di resistenza con lunghe corse all’alba, erano diventate la norma. Giusto per far mantenere il fisico a tutti, mentre lentamente deperivano con la cacarella. Durante il press tour, a proposito di questo, McTiernan disse: “Non è stato un film, ma un corso di sopravvivenza”.

Tra l’altro, a proposito di fisici e gente che non crede nelle magliette, in un’intervista Carl Weathers raccontò di come a tutti o quasi, compreso lui, era salita malissimo la smania a chi fosse il più grosso della giungla. Ovviamente, l’avversario da battere era Arnoldone.

Quindi, sia lui che gli altri fisicati del film, s’alzavano tipo alle 03:00 del mattino per mettere mano agli attrezzi e darsi giusto quella pompatina in più che non guasta mai. Così, per arrivare belli tirati alle riprese della mattina, in scioltezza e disinvoltura.

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

Peccato solo per Jesse Ventura e le risate che s’è fatto fare dietro a causa di ‘sta cosa. Il fatto è che a un certo punto, Ventura si presentò dai costumisti del film e fra ‘na cosa e l’altra, gli dissero che la circonferenza dei suoi bicipiti era di quasi due cm più ampia di quelli di Schwarzenegger.

Che te lo dico a fare: un attimo, proprio, che Ventura va a sfidare Arnold a chi avesse le braccia più grosse. Anzi. Ci mise pure che il perdente avrebbe dovuto pagare da bere all’altro. Nello specifico, una costosa bottiglia di champagne. Indovina un po’ com’è andata a finire?

Jesse Ventura è quello che alla fine ha dovuto sganciare il soldo. In realtà, erano le sue di braccia a essere più piccole di oltre due cm rispetto a quelle di Arnold Schwarzenegger. Il quale, conoscendo Ventura, era andato dai costumisti a dire di raccontargli ‘sta cazzata.

A ogni modo, molto probabilmente è Kevin Peter Hall quello a cui è andata peggio di tutti. In sostanza, metti che in fase concettuale il Predator appariva molto diverso da come poi realizzato concretamente. Su carta, l’alieno doveva avere un aspetto snello, veloce. Elegante quasi.

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Per certi versi, aspetto e movenze avrebbero dovuto ricordare un ninja. Inoltre, l’intera fisionomia, proprio per sottolineare maggiormente quest’impressione slanciata e agile, era molto diversa: il collo, per esempio, appariva lungo e flessibile, mentre il cranio era piatto, ampio e grossomodo triangolare.

Su carta. In pratica, il risultato della prima suit realizzata con queste specifiche, somigliava più a una grossa papera anziché l’agile e letale alieno che tutti s’erano immaginati. Si prova comunque ad andare avanti su questa strada. Cosa nota ormai, a indossare il costume c’era un giovine e pressoché sconosciuto Jean-Claude Van Damme.

Visto il suo background, l’idea era che le sue peculiari abilità fisiche avrebbero fornito il giusto contrappunto: un nemico in grado di sfrecciare, invisibile, tra le cime degli alberi. Magari, il fatto che pare un bizzarro incrocio fra ‘na papera e Pippo caduto nel tunnel della droga poi passa in secondo piano.

Sfortunatamente, no; e non solo perché Van Damme s’è rivelato un tipo difficile con cui lavorare. Metti ché la sua faccia non sarebbe mai stata visibile a schermo. Che il nome non sarebbe finito nei credits. Che quel primo costume rosso abbagliante faceva a cazzotti col verde della giungla.

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Metti questo e metti quello, tempo totale di Van Damme sul set di Predator: due giorni. Ora, tutto questo è vero; ma vero fino a un certo punto, però. Nel senso che, sia la tuta indossata da lui, sia quella finale che si vede nel film, era incredibilmente pesante.

Con quell’affare addosso, moriva di caldo, non vedeva praticamente niente e, in generale, l’intero baracchino limitava quasi completamente la sua mobilità. In un’intervista poi, tornando sull’argomento Van Damme disse che abbandonò il set a causa di un litigio riguardo una scena di stunt.

In pratica, tutto impupazzato da Predator, gli chiesero di balzare a terra da un ramo a circa quattro-cinque metri d’altezza. Lui rispose che ‘sta cosa era una pazzia e che a farlo, minimo si sarebbe rotto le gambe. Cosa che poi, in effetti, successe al tipo che inizialmente l’aveva rimpiazzato.

La stessa cosa è successa, appunto, a Kevin Peter Hall, l’uomo che poi alla fine ha interpretato il Predator. No, non che si sia spezzato una gamba o altro. Piuttosto, il costume completo pesava uno sproposito, cosa che influiva male sull’equilibrio.

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Inoltre, attraverso la maschera non vedeva quasi niente e posizioni e movimenti erano tutti a memoria. Per questo Schwarzenegger s’è preso in bocca ‘na valanga di papagni veri durante le riprese. Sia quel che sia, a Van Damme alla fine diedero il ben servito a causa della sua stazza.

Essenzialmente, rispetto a gente come Arnold Schwarzenegger, Jesse Ventura e Carl Weathers, non sembrava per nulla minaccioso. Quelli di Fox, quindi, hanno assunto Kevin Peter Hall, precedentemente il BigFoot in Bigfoot e i suoi amici (Harry and the Hendersons).

Hall, che coi suoi due metri e venti d’altezza tirannosaureggiava letteralmente su tutti, riprenderà il ruolo dell’alieno in Predator 2, poco prima di morire, appena trentaseienne, per HIV contratto da una trasfusione. Comunque, la sua è una figura diventata leggendaria anche per merito di Stan Winston.

Winston è il genio del trucco e degli effetti speciali che ha progettato la suit del Predator che tutti conosciamo. Non solo: in fase di riprogettazione di quello schifo di costume a papera, un suggerimento per nulla indifferente è arrivato da James Cameron.

10 Curiosità che magari non sapevi sul film Predator del 1987

Cameron è il tipo a cui è venuto in mente il fatto che un alieno con le mandibole era inusuale e avrebbe potuto rivelarsi interessante. Qualcosa di strano, che ricordasse un granchio o qualcosa di simile. Winston accettò il suggerimento, poi diventati uno dei tratti più distintivi del Predator.

Ah, un’ultima cosa, a proposito delle mascelle: nel 2012, un gruppo di ricercatori che lavorava nella foresta pluviale brasiliana ha scoperto un nuovo genere di ragno. Una volta identificato come appartenente agli Oonopidae, noti anche come ragni goblin, si sono accorti che questa specie presentava una strana particolarità.

In pratica, i cheliceri (le mandibole) dei maschi hanno una conformazione particolare, risultando così pressoché identici alle mandibole del Predator. Cosa che ha portato i ricercatori a battezzare questa nuova specie Predatoroonops schwarzeneggeri. Bello, eh?

Ebbene, con questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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