Privacy Policy Intruder - Il terrore senza volto che viene dal supermercato - Il Sotterraneo del Retronauta

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Intruder – Il terrore senza volto che viene dal supermercato

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

Così, a secco: Intruder, da noi (s)conosciuto come Terrore senza volto – e stranamente, vattelapesca perché, riportato da Google pure come Notte di sangue – è in assoluto uno dei migliori slasher degli anni ’80. Anzi. Probabilmente uno degli ultimi grandi slasher, duri e puri, degli anni ’80.

Mettiamola in questo modo: immagina un film in cui ci sono, tutti insieme appassionatamente, i fratelli Sam e Ted Raimi. I loro amici di vecchia data Bruce Campbell, Scott Spiegel e Lawrence Bender. Supportati, inoltre, da Howard Berger, Robert Kurtzman e Greg Nicotero.

Intruder non è un sogno ma una solida realtà

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

Ora, per non sapere chi siano Bruce Campbell, Sam Raimi e suo fratello Ted, devi per forza aver vissuto finora sotto un sasso. Su Marte. Con le dita nelle orecchie. Per quanto riguarda gli altri, beh… Scott Spiegel è amico di Sam da circa ‘na vita e mezza.

Ex compagni di scuola, insieme hanno scritto soggetto e sceneggiatura di Evil Dead 2. Lawrence Bender invece, nei primi anni ’80 faceva il cameraman. Dopodiché, da Intruder in poi, per cui ha scritto la sceneggiatura insieme a Spiegel e sganciato i dindini coi Raimi, s’è messo a fare il produttore a tempo pieno.

Tra l’altro, Bender è stato il primo produttore di Quentin Tarantino, quello che ha tirato fuori la pecunia per Le Iene, nel 1992. Da allora, oltre quelli di Tarantino, i film prodotti da Bender hanno ricevuto trentasei nomination agli Oscar, vincendone di conseguenza otto. Per dire.

Sempre per dire, Berger, Kurtzman e Nicotero invece, partiti proprio da Intruder con cui hanno avuto la loro grande occasione, sono i fondatori di KNB Efx Group. All’epoca, giovini di talento che stavano velocemente affermandosi nel settore, oggi una vera istituzione degli special Fx prostetici.

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

La KNB Efx Group s’è occupata negli anni di tutta ‘na serie di progetti che vanno da Army of Darkness fino all’attuale The Walking Dead, passando per Nightmare, Dal tramonto all’alba e compagnia cantante. Se volevi di meglio, potevi chiamare solo Tom Savini o Stan Winston.

Ecco, allora se tanto mi dà tanto, com’è che ‘sto Intruder – Terrore senza volto non sta lì, in alto, nel pantheon dei grandi slasher? Fondamentalmente perché, senza lanciarsi in chissà quale approfondita disamina, s’è trovato ad arrivare troppo lungo sul periodo.

Superficialmente, la storia è molto semplice: alla chiusura, i dipendenti di un piccolo supermercato di quartiere cominciano a fare l’inventario e sistemare la merce sugli scaffali per il giorno dopo. La solita routine serale, ripetuta uguale ogni santa volta.

Solo che a un certo punto, sul tardi, al negozio si presenta un certo Craig, l’ex fidanzato di Jennifer, una della cassiere. Una pernacchia tira l’altra e i due finiscono per riempirsi di male parole. Così, viene fuori che l’ultimo annetto e qualcosa, Craig l’ha passato in prigione per omicidio colposo.

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

Il fatto che Jennifer non l’abbia aspettato ma, anzi, lasciato appena andato in galera, proprio non se ne scende. Quindi volano gli schiaffi, scoppia la rissa coi ragazzi del supermercato che, alla fine, riescono a buttarlo fuori; ma Craig non s’arrende.

A ogni modo, visto che la rissa con lo spostato s’è tirata per le lunghe, ormai si trovano lì e i due proprietari decidono di dare la bella notizia ai dipendenti: siccome non riescono a stare al passo coi mega-mall, hanno deciso di chiudere, vendendo baracca e burattini.

In altre parole, tutti hanno perso il lavoro di punto in bianco. Nel frattempo, Craig è ancora lì fuori, acquattato nel buio, cercando il modo di entrare nel negozio fra una telefonata minatoria e l’altra. Vista la situazione e vista l’ora, Linda, l’altra cassiera, decide di chiuderla lì e tornarsene a casa.

Sfortunatamente, viene pugnalata millemila volte appena arrivata alla macchina. Bill, il co-proprietario del supermercato, s’accorge che qualcuno sta cercando di entrare dalla porta sul retro. Uscito per indagare, arriva giusto a vedere Craig di sfuggita; mazzata letale in testa e per lui la storia finisce lì.

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

A questo punto, chiaro ci sia qualcuno, “un intruso”, che per “qualche motivo” ha preso di mira i dipendenti. I quali, si ritrovano bloccati, braccati e massacrati uno dopo l’altro senza manco aver capito il perché.

Parliamoci chiaro: un film horror ambientato in un supermercato?! Sul serio? A sentirla così, ‘na cosa del genere non sta in piedi. Tuttavia… Di suo, lo slasher è già un filone, un sottogenere. Normalmente funzionale, certo; ma non è che offra chissà quale incredibile rateo d’azione, eh.

Nel senso che, essenzialmente, tutto è riducibile a due opzioni: puoi puntare tutto sulla brutalità e giocartela col gore, tipo Maniac o The Mutilator. Oppure, buttarla sul ridere con la commedia. Tipo Serial Mom o Tucker & Dale vs Evil, giusto per dirne pure uno abbastanza recente. Naturalmente, le due cose non è che si escludano a vicenda.

Cioè, sì, puoi anche avere un film divertente in cui la commedia nasce da sangue, mutilazioni e violenza a titolo generico. Però, diventa piuttosto difficile trovare un film in cui sono presenti elementi umoristici ricorrenti, abbastanza da farti fare un sorriso, ma non troppo da buttarla in farsa ed escludere l’elemento thriller.

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

Questo è il grande pregio di Intruder: aver raggiunto una sorta di punto d’equilibrio, bilanciando i due estremi dello spettro d’azione disponibile. Cosa questa, che porta a un altro tipo di valore aggiunto: il setting del film viene sfruttato attivamente.

Ovvero, la scelta di ambientare un horror in un supermercato, superficialmente, pare tremendamente scema. Diciamo ‘na cosa stravagante buttata lì, così, giusto per cercare di distinguersi dalla massa di titoli similari che affossano il settore.

Ecco, al contrario, con Intruder Spiegel usa l’ambientazione a suo vantaggio, in modo che lo sviluppo della trama si presti poi a toccare certi temi che aiutano a trascendere l’argomento. Il messaggio è piuttosto chiaro: il supermercato stesso è un simbolo.

Ciò che avviene all’interno, il gioco al massacro dei dipendenti, lento ma inesorabile, è sia giustapposizione che prefigurazione di ciò che accade “all’esterno”. Il gioco al massacro, lento ma inesorabile, delle piccole imprese costrette a una lenta dipartita economica causata dalle grandi catene in franchise.

Recensione di Intruder (Terrore senza volto) film del 1989 scritto e diretto da Scott Spiegel, scritto da Lawrence Bender e prodotto da Sam Raimi

Il punto è che nonostante ci fossero molti film precedenti, tipo Reazione a catena di Bava per dirne uno, che in sé accorpavano la maggior parte delle caratteristiche che sono poi andate a definirlo, generalmente l’archè del filone slasher è considerato Halloween di Carpenter.

Però, Halloween usciva nel 1978, no? Metti che da lì, in circa quindici anni, anno più anno meno, di film del genere ne so’ usciti come se buferasse. Proprio a tirarteli appresso pochi cent la tonnellata, insomma. Basterebbe considerare il fatto che The Night Crew era il titolo originale previsto per il film.

Titolo che, del resto, avrebbe meglio rispecchiato il contenuto, la storia stessa. Tuttavia, i distributori erano dell’idea che un titolo generico da slasher generico, sarebbe stato più commerciabile. Questo è, fondamentalmente, il grosso problema di Intruder.

Si tratta di un film molto divertente, incredibilmente solido nell’economia del genere e pure sorprendentemente acuto. Il sottotesto e le conseguenti critiche socioeconomiche sono abbastanza evidenti e sono cose che, tutto sommato, non ti aspetti da ‘na roba presentata in questo modo.

Sicuro Intruder è la summa maxima di più menti creativi che si trovavano insieme in un momento particolarmente ispirato. Sicuro avrebbe meritato – e merita – di essere molto più noto; ma che vuoi farci… alla fine, ‘sto film s’è semplicemente perso, annegando nell’oceano di titoli che ha saturato il mercato.

Ebbene, detto questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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