Privacy Policy I morti non muoiono - Loro no, ma tu sì e di noia

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I morti non muoiono – Loro no, ma tu sì e di noia

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

I morti non muoiono. Forse. Non dovrebbero ma, in questo caso, lo faranno se ti chiami Jim Jarmusch. Il punto è questo: Jarmusch è quello di Stranger Than Paradise, Daunbailò, Dead Man e via dicendo; in altre parole è un “autore”. Cosa succede quando uno come lui si dedica ai film di genere? Dipende.

Il discorso è più o meno lo stesso del nostro Gabriele Salvatores quando, ‘na ventina e passa d’anni fa, se ne uscì con Nirvana. Ecco, i risultati possono variare a seconda, ma tutto dipende da come affronti la cosa. Per esempio, la fantascienza in Italia è, più o meno da sempre, considerata poco più di robetta per bambini e adulti fulminati.

I morti non muoiono ma gli hipster li ammazzano

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

Salvatores, come chiunque altro abbia la capacità cranica per essere in grado di fare due più due, sa bene che non è così. Per questo, ha trattato il genere nel migliore dei modi, al massimo delle sue capacità e dei mezzi che aveva a disposizione.

Jim Jarmusch avrebbe potuto/dovuto fare lo stesso con I morti non muoiono. Soprattutto, considerando quanto tiri il filone fantastico negli States. Invece, l’umorismo metareferenziale, la satira sociale a livelli da ribellino behsìnzommacioè di primo liceo e la pedissequa applicazione di tutte le convenzioni del genere, danno tutt’altra impressione.

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

I morti non muoiono inizia, e inizia con I morti non muoiono di Sturgill Simpson. Canzone anche orecchiabile, volendo; se non venisse mandata in loop continuo. Tre volte di seguito solo all’inizio, in appena dieci minuti. Va be’, sarà che Jarmusch ci tiene a sottolineare il tema del film. Va be’, sarà che c’è pure lo stesso Simpson in un cameo.

Poi ci sono i protagonisti: lo sceriffo Cliff Robertson e il suo vice Ronnie Peterson. Rispettivamente Bill Murray e Adam Driver. Ascoltano la canzone e, nel mentre, Murray si chiede perché gli suonasse così familiare. “Perché è il tema del film”, gli risponde Driver. Naturalmente.

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

Ah, a proposito di Adam Driver, nel film non fa altro che ripetere una battuta: “Questa storia finirà male”. Alla fine del terzo atto, verrà spiegato, diciamo, il perché di questa affermazione ripetuta più e più volte. Cosa che, del resto, dovrebbe essere divertente, ma no. Non lo è per niente.

L’idea stessa che una battuta banale, ripetuta alla nausea nel disperato tentativo di renderla memorabile e, in un certo qual modo, più significativa di quanto sia realmente, è l’antitesi del divertimento.

Nel frattempo, sullo sfondo comincia a scorrere la backstory: sembra che, a causa di un qualcosa chiamato fracking polare, la Terra sia uscita dal suo asse. Questo ha portato a un cambiamento climatico, gli animali alla pazzia e la Luna a emettere strani raggi blu-violacei che fanno risorgere i morti dalle tombe.

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

Segue poi, dolorosamente lenta, carrellata di personaggi: Eremita Bob (Tom Waits) il pazzo della città che vive nei boschi e mangia scoiattoli. L’eccentrica Zelda Winston (Tilda Swinton) di giorno becchina della città, letale ninja-samurai-guerriera nel tempo libero.

C’è il fattore Frank (Steve Buscemi) il classico redneck che va in giro col cappellino rosso con su scritto Make America White Again. Il titolare della stazione di servizio (Caleb Landry Jones) nerd fino al midollo e poi, nel mezzo, buttaci pure tutti gli altri: Chloë Sevigny, Danny Glover, Rosie Perez, Selena Gomez. C’è addirittura Iggy Pop.

Nomi. I morti non muoiono è pieno di grandi nomi. Il problema sta nel fatto che è tutto qui e risulta fin troppo facile capire come gira la cosa: l’intera città e i personaggi che la animano, pare più un limbo per le idee inutilizzate di Jarmusch. Contesto, azioni, reazioni, interpretazioni. Insomma, tutto risulta incredibilmente piatto e svogliato.

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

Per dire, nel secondo atto, finalmente arrivano gli zombie e, la mattina dopo, il capo Cliff e Ronnie trovano le due dipendenti della tavola calda sbranate. Ronnie, all’improvviso e con tutta calma, se ne esce: “Secondo me, sono stati gli zombie”. Risposta: “Ah, ok. Prepariamoci all’apocalisse”.

Una, magari due volte, la giustapposizione di scene gore a reazioni laconicamente sottostimate dei personaggi può anche essere divertente. Sì, però poi basta. Ché alla fine, non è più sarcasmo ma pare, piuttosto, che tutti siano lì giusto per fare un favore a un amico. In scioltezza e senza impegno.

Mettiamola così: un film è solo un modo per raccontare una storia; e le storie, possono veicolare un messaggio oppure, limitarsi al semplice intrattenimento. Esempio con due film dello stesso genere de I morti non muoiono: Il ritorno dei morti viventi di Dan O’Bannon e Zombie contro Zombie di Shinichiro Ueda.

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

Entrambi, fanno ricorso alla narrazione metareferenziale solo che, nel caso de Il ritorno dei morti viventi, O’Bannon sfrutta gli zombie socio-politicamente impegnati di Romero per dar vita a una storia di puro intrattenimento. Certo, non si perde qua e là un po’ di polemiche e qualche frecciata cattiva, ma tant’è; il punto rimane l’intrattenimento.

Ueda invece, utilizza la figura dello zombie per “dialogare” con lo spettatore. Per dirgli quanto, spesso e volentieri, sia complicato il mondo del cinema. Lo so, non è il massimo messa così, ma spiegare ‘sto film – che si basa tutto su due enormi risvolti – senza spoilerare niente è impossibile.

I morti non muoiono invece? Pare di vedere un bizzarro incrocio fra Tre manifesti a Ebbing, Missouri e La notte dei morti viventi. Cioè, il tentativo di mettere in mostra un dramma di provincia ingigantito dalla piccolezza del contesto, con gli zombie buttati nel mezzo. Per dirla in un altro modo, il ragù fatto con la maionese.

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

La scusa dell’assurdismo che inquadra i difetti come intenzionali, non funziona. La metanarrazione non è il baluardo dietro cui puoi nascondere ogni sciocchezza. Mai, neanche una volta, il film riesce a staccarsi da tutte le tombe da cui è andato a saccheggiare spunti e idee appiccicate a sputi e preghiere.

Non c’è un messaggio, non c’è intrattenimento e tutto sembra irrilevante e privo di mordente. Addirittura, tanto per capirci, fra i millemila personaggi de I morti non muoiono, c’è un gruppo di ragazzi nel centro di detenzione minorile della città. Ora, su carta almeno, questa sottotrama dovrebbe avere uno sviluppo di qualche tipo, no?

Recensione de I morti non muoiono (The Dead Don't Die) film del 2019 scritto e diretto da Jim Jarmusch

Allora, a più riprese nell’arco del film cominci a seguirli e questo, ripeto, dovrebbe portare a qualcosa. Poi nel terzo atto, quando pensi che tutta ‘sta tiritera avrà un qualche risvolto, i personaggi scompaiono. Non è che vengano sottostimati e/o decentrati, no. Scompaiono del tutto, così, a secco.

Il meta-umorismo è troppo e fine a se stesso. Quella che dovrebbe essere graffiante satira sociale, sono un mucchio d’irritanti ovvietà ripetute fino alla nausea, ma col tono di chi pare ti stia rivelando chissà quale sconvolgente verità. Alla fine, tutto fa a cazzotti con tutto.

Il problema principale de I morti non muoiono è che Jim Jarmusch dà l’impressione di essersi approcciato al genere come se fosse una stupidaggine. Un hipster che prova a montare un mobiletto di Ikea così, tanto per scherzo, per farsi due risate con gli amici.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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