I Goonies – Cosa significa trent’anni dopo

I Goonies, mi rendo conto col proverbiale senno di poi, è la tipica espressione di un’opera il cui insieme supera la somma delle sue parti. Chiaro comunque, che oggi, gran parte del discorso sia, come dire… puro Gestalt: cioè, molto del fascino de I Goonies, nasce dalla percezione di un’esperienza passata, anziché essere frutto di veri e propri meriti.

Effettivamente, sin dagli albori il film ebbe un certo successo ma, la critica non è mai stata unanime nei suoi confronti: c’era chi lo esaltava e chi invece, considerava I Goonies un semplice collage di slogan stranamente memorabili (“Ma allora sei cretino, se Dio ce lo faceva così ci pisciavamo tutti quanti in faccia!”, “Bisogna sempre separare le droghe!”) senza alcun significato specifico che andasse al di là del momento.

The Goonies never say die

I Goonies - Cosa significa trent'anni dopo

In altre parole, questo per dire che, sì: I Goonies è un film piuttosto sciocco. Essenzialmente una storia moralistica, se vogliamo metterla in questo modo, piena di difetti anche abbastanza evidenti. A guardarlo oggi per la prima volta, la probabilità di sbattersene una beata mazza di niente è pericolosamente alta.

Al contrario, per tutti quelli che hanno visto il film per la prima volta da ragazzini, I Goonies è qualcosa che va oltre. La summa maxima di un periodo, concentrato di amicizia e avventura, trofeo splendente da primo posto al campionato sweet memories.

Sean Astin, Mickey Walsh nel film I Goonies del 1985

Ma, ok: I Goonies di qua, I Goonies di là… ciò nondimeno cosa sono I Goonies, o meglio, cosa vuol dire Goonies? In pratica, come viene più volte detto all’inizio, i ragazzi abitano tutti a Goon Docks, una periferia – immaginaria – di Astoria, dove è stato girato il film. A sua volta, Astoria è un centro abitato situato nella contea di Clatsop in Oregon.

Ora, “Goon” in slang assume il significato di “semplicione”, “sciocco”. Di “babbeo”, insomma. Ecco, “Goonies” alla fine non è altro che un gioco di parole. Basato sul nome dell’umile e modesto quartiere in cui vivono e la loro condizione di sfigatelli di periferia. Insomma, sono solo “Poveri Goonies”, come Mickey, con quel tono da pecora lagnosa, ci tiene a ricordare ogni 2, 8 secondi durante il film.

La città di Astoria, in Oregon dove hanno girato il film I Goonies del 1985

Ah, apro e chiudo parentesi, così, giusto ché non si sa mai: Astoria è una località piuttosto famosa e, principalmente, conosciuta per I Goonies. Tanto che dal 2010, il sette di Giugno, giorno in cui il film uscì al cinema nel 1985, si festeggia il Goonies Day. Tuttavia, Astoria è conosciuta anche perché sempre lì, c’hanno girato pure Corto Circuito, Un Poliziotto alle Elementari e Free Willy. Mica fischi, eh.

La casa di Stephanie Speck ad Astoria nel film corto circuito
La casa di Stephanie in Corto Circuito
La casa di Joyce Palmieri nel film Un poliziotto alle elementari ad Astoria
La casa di Joyce in Un poliziotto alle elementari

Non tradirò mai i miei amici di Goon Docks

Il discorso di Mickey Walsh nel pozzo dei desideri: Ma qua sotto è il nostro momento. È il nostro momento qua sotto. E finirà tutto nell'istante in cui salteremo dentro questo secchio

A ogni modo, ci sarebbe da considerare quanto i tempi siano, inevitabilmente, cambiati. Certo, è normale: dopotutto, nulla resta inamovibile nel tempo, congelato come il pesce nel banco frigo del supermercato. Tuttavia, cambiamento non significa necessariamente miglioramento. A buttare un occhio al passato, ti rendi immediatamente conto di quanti film per famiglie ci siano stati negli ultimi… uhm… facciamo vent’anni o giù di lì.

In una scena tagliata, quando i ragazzi si trovano sotto al pozzo dei desideri, hanno la possibilità di salvarsi. Di chiuderla lì, con quella storia di essere inseguiti da una banda di criminali attraverso tunnel pieni di marchingegni mortali. Andy (Kerri Green) infatti, è la prima a voler saltare sul secchio della salvezza, dicendo di non essere una Goonie. E qui viene recitato il giuramento dei Goonies:

“I will never betray my goon dock friends / We will stick together until the whole world ends / Through heaven and hell, and nuclear war / Good pals like us, will stick like tar / In the city, or the country, or the forest, or the boonies / I am proudly declared a fellow Goony”

Mickey Walsh (Sean Astin) ne I Goonies discorso nel pozzo dei desideri

Questa parte, così anni ’80 nei toni (vedi il pezzo della guerra nucleare, per dire) è stata tagliata. Ma resta comunque il monologo di Mickey (“Ma qua sotto è il nostro momento. È il nostro momento qua sotto. E finirà tutto nell’istante in cui salteremo dentro questo secchio”) che convince gli altri a restare uniti e andare avanti. In nome della salvezza di Goon Docks, dell’avventura e, soprattutto, in nome dell’amicizia che li lega.

Perché non fanno più film come questo? Che fine hanno fatto I Goonies? Che fine hanno fatto gli Explorers? Dove sono i Navigator, la Piramide di paura, la Monster Squad e i Giochi Stellari? Sia chiaro, adoro Shrek, Madagascar (specialmente i pinguini), Gli Incredibili e compagnia cantante. Ma dove sono andati a finire tutti i film per ragazzi coi ragazzi? Da quando, esattamente, i film per ragazzi hanno smesso di parlare di ragazzi?

Comunque, tre cose: a proposito del pozzo dei desideri, delle scene tagliate e del personaggio di Andy. Innanzitutto, in origine la parte di Andy era praticamente andata a Heather Langenkamp, cioè la Nancy Thompson di Nightmare. Il suo provino andò a bomba, con Donner e Spielberg che festeggiavano con cappellini e fischioni. Eppure, alla fine dovettero silurarla in favore di Kerri Green, a cui poi andò il ruolo.

Andrea Theresa "Andy" Carmichael (Kerri Green)

Il problema nacque da una questione di esigenze visive: Andy, su carta, avrebbe dovuto avere sedici, diciassette anni. Al più. Anche se “Nancy” era brava e, essenzialmente, in linea col personaggio esteticamente, al tempo era già sui ventidue anni. Per questo, la differenza di età con gli altri ragazzi poi era palese. Perciò, anche se a quanto pare Spielberg fu quello che rimase peggio per ‘sta cosa, alla fine la Langenkamp venne scartata.

Apro e chiudo parentesi: ‘sto fatto non è che, come si dice… gli scivolò addosso, eh. Intendo a Heather Langenkamp. Qualche anno dopo, Spielberg stesso le offrì il ruolo della dottoressa Ellie Sattler in Jurassic Park. Ma lei stava ancora a rosica’ per la storia de I Goonies e rifiutò la parte, dicendo di aver preso già impegni per girare Nightmare – Nuovo incubo. Uscito comunque l’anno dopo Jurassic Park. Brava Heather, quando c’hai proprio il fiuto per gli affari, eh?

I Goonies film 1985 pozzo dei desideri

Per quel che riguarda il pozzo invece, non puoi andare a scavare un pozzo e non accorgerti di quello che c’hai proprio in bocca, praticamente. Chiunque abbia scavato quel pozzo, avrebbe dovuto, per forza, sapere della rete di tunnel sotterranei, palesemente artificiali. Non solo: mettici pure la rete idraulica, in cui i ragazzi s’imbattono poco dopo essere scesi nelle gallerie. Che dal faro, da dove sono entrati, si estende sotto tutta la città.

Infatti, battendo sui tubi nel tentativo di farsi sentire, distruggono le tubature della scuola e del Country Club. Ancora, vai a fare una rete idrica nel sottosuolo, e non t’accorgi, o quantomeno non vai a esplorare, una serie di gallerie chiaramente non naturali? Difatti, questo è, probabilmente, il più grosso errore del film.

I Goonies film 1985 una retrospettiva su cosa significa il film trent'anni dopo

Mettere pezze, nel disperato tentativo di dare una spiegazione logica a certe scivolate, è una cosa che non si dovrebbe mai fare. Tuttavia è interessante notare la creatività di certe… diciamo soluzioni. Nel tempo ne so’ venute fuori parecchie ma, la più interessante, probabilmente è quella in cui s’ipotizza che la ricca élite della città fosse a conoscenza del tesoro.

Quando trovano la mappa su in soffitta, Mickey spiega agli altri la leggenda del favoloso tesoro del pirata Willy l’Orbo, che suo padre, il curatore del museo locale, gli aveva raccontato. Alla fine Brand, suo fratello, lo interrompe dicendo che tutti conoscevano la leggenda di Willy. Anzi. Pure i loro genitori, i loro nonni e praticamente tutti, ai loro tempi, erano andati a cercare il tesoro di Willy e nessuno aveva mai trovato ‘na ceppa.

I ragazzi trovano in soffitta la mappa del tesoro del pirata Willy l'Orbo

Il fatto che fosse tutta ‘na bella favoletta poi, viene sottolineato sempre da Brand, che appunto, fa notare che se la storia fosse vera, la mappa che c’hanno in mano dovrebbe stare in una cassetta di sicurezza da qualche parte, anziché buttata nella loro soffitta. Su questa base, la teoria sarebbe che i pirati riusciti a fuggire da Willy con la mappa, abbiano poi fondato la città.

La facoltosa élite di Astoria, quindi il Signor Perkins, suo figlio Troy e compagnia bella, sarebbero i loro discendenti e perciò, che fossero a conoscenza del tesoro. Questo spiegherebbe perché Perkins, l’uomo più ricco della città, voleva radere al suolo Goon Docks per farne un campo da golf. Un modo cioè, per impedire a chiunque di svelare il mistero dopo che, cinquant’anni prima, l’esploratore e cercatore di tesori Chester Copperpot, c’era andato tremendamente vicino, scomparendo poi nel nulla.

Tutta una questione di “tracobetti”

L'articolo di giornale che I Goonies trovano in soffitta, riguardo il cercatore di tesori scomparso Chester Copperpot

Tutto molto bello, sicuramente. Peccato solo, che nello storyboard originale de I Goonies era presente tutta una parte d’approfondimento, che poi venne eliminata per favorire, come dire… un certo alone di mistero, insomma. Effettivamente, a parte poche cose menzionate ogni tanto qua e là, di Willy l’Orbo non sappiamo praticamente ‘na beata mazza di niente.

Ebbene, nella parte eliminata poi dalla sceneggiatura finale, a un certo punto Francis Fratelli, prendendo il doblone a Chunk, dimostra di conoscere bene la storia di One-Eyed Willie, nome originale del pirata nel film, da noi tradotto come “Orbo”. Tra l’altro, vallo a sapere perché, visto che “Occhio-Solo” sarebbe stata una traduzione più fedele, ma tant’è.

I Goonies il pirata Willy l'Orbo il cui vero nome era William B. Pordobel

Comunque, il vero nome di Willy l’Orbo era William B. Pordobel. Prima di diventare un pirata, era stato una specie di buffone di corte. Si diede al crimine quando alcuni giudici spagnoli, vista la sua propensione a tirar fuori “scherzi” tanto ingegnosi quanto pesanti e di cattivissimo gusto, lo misero al bando. Così Willy, furbo e intelligente, si diede alla pirateria e in poco tempo aveva già assaltato un centinaio di navi e messo da parte un tesoro enorme.

Diventato una minaccia piuttosto grave, il re di Spagna mobilitò la flotta da guerra per far fuori il pirata. Dopo una battaglia piuttosto difficile, messo alle strette Willy riuscì a ripiegare in una caverna, la cui entrata franò sotto il fuoco dei cannoni delle navi nemiche. Rimasto bloccato, trascorsero un paio di anni nel tentativo di riparare la nave e trovare un’uscita. Nel frattempo però, pian piano era sempre più vicino alla pazzia.

Perciò ordinò di costruire tutte quelle grotte sotterranee, con trappole e strani congegni per proteggere il tesoro. Alla fine, solo uno dei suoi uomini riuscì, non si sa come, a scappare e a raccontare poi la storia di Willy. Questa cosa, de facto, dimostra che tutti siamo umani: un errore è, e rimane, un semplice errore. Magari, così, per sfizio è pure divertente ma impelagarsi a trovare spiegazioni, nel tentativo di far combaciare le cose a tutti i costi, non porta mai da nessuna parte.

Richard Data Wang (Jonathan Ke Quan)

Per quel che riguarda le scene tagliate, fra le varie la più celebre sicuramente è quella del piovrone gigante. In questo caso, per anni mi sono chiesto, quando alla fine i Goonies riabbracciano i loro genitori, che cacchio fosse quella storia de “la piovra veramente spaventosa” che Data racconta ai giornalisti. Boh! Pensavo fosse un’iperbole, ‘na balla tanto per enfatizzare l’avventura o comunque ‘na cosa simile. E invece…

I Goonies scene tagliate della piovra gigante
Data affronta la piovra gigante nelle scene eliminate da I Goonies
I Goonies piovra gigante

Invece nella parte in cui i Goonies raggiungono finalmente la nave di Willy l’Orbo, una piovra gigante spuntava dall’acqua, afferrando Stef e Mouth. A mettere una pezza e salvare gli amici, era proprio Data. Che schiaffava in bocca alla bestia un walkman-radiolina con la musica a palla che manda in pappa il polipone. Scusa Data. Per anni t’ho dato del pallonaro, quando invece eri un piccolo grande eroe.

Ah, sub-trivia: la canzone in sottofondo che fa sbroccare la piovra, è 8 Arms To Hold You dei The Goon Squad. Inutile dire che il singolo, stampato come se non ci fosse un domani, tagliata la scena della piovra andò perso pure lui. Va da sé che, alla fine, non se l’incul… vendette nulla.

L'organo fatto di ossa umane, una delle trappole piazzate da Willy l'Orbo per proteggere il suo tesoro

Comunque, mi sono sempre chiesto cosa, di preciso, sia in grado di rendere un film memorabile. Quel certo quid, insomma, che ti spinge a guardarlo e riguardarlo dieci, cento, mille volte. Fondamentalmente, sono dell’idea che un film sia tanto memorabile, tanto quanto la sua capacità d’impressionare, di colpire l’immaginazione dello spettatore. In questo senso, non è difficile capire perché I Goonies sia qualcosa di così… così epico, ecco.

È una storia d’avventura, nuda e semplice. Proprio come dovrebbe essere: una forma d’intrattenimento leggero. Divertente da guardare e soddisfacente da seguire. Con dei ragazzini che giganteggiano nel ruolo incontrastato di eroi, sorta di piccoli Indiana Jones in miniatura. Ma non è solo questo.

Leggerezza e semplicità non sono, e non dovrebbero mai essere intesi come sinonimi di stupidità e infantilismo. Il problema di molti film attuali, viene dal fatto che è come se si vergognassero di essere semplice intrattenimento senza pretese. Come se la voglia di raccontare una storia, col solo scopo di emozionare lo spettatore, sia qualcosa da cui prendere le distanze.

Lotney "Sloth" Fratelli (John Matuszak).

Per questo una serie di film come quella di John Wick sta avendo tanto successo: non prova a nascondersi dietro a un dito. Non prende una storia riassumibile su un post-it in due righe, rendendola inutilmente pomposa e ridondante. Infarcendola di scialbe velleità autoriali senza capo né coda.

Guardando chi c’è dietro a I Goonies, diventa immediatamente chiaro che ‘sto film non è una botta di culo. Almeno in parte. In primis, parliamo di Steven Spielberg, uno che ancora oggi, a settanta e passa anni è troppo giovane pure per se stesso. El Señor Spielbergo qui si è occupato della produzione e di scrivere la storia. Storia sviluppata poi da Chris Columbus, altro tizio che coi suoi film, gli anni ’80 li ha tenuti per le palle manco John Connor con Skynet.

Steven Spielberg sul set de I Goonies nel 1985

Alla regia poi, c’hanno schiaffato Richard Donner. Che te lo dico a fare: The Omen, Superman, Giocattolo a ore, Ladyhawke, Arma letale… Insomma, dall’horror al fantasy, dalla commedia all’azione, un tizio in grado di fare praticamente qualunque cosa.

Ah, e già che ci siamo, mettiamoci pure Frank Marshall e sua moglie, Kathleen Kennedy. I tizi che insieme a Spielberg hanno fondato la Amblin Entertainment. Oltre I Goonies, negli anni hanno prodotto e supervisionato cose tipo Gremlins, Indiana Jones, Ritorno al futuro, tanto per dirne un paio. Giusto robetta di poco, insomma.

Richard Donner sul set de I Goonies nel 1985

Con nomi del genere alle spalle è chiaro, quasi ovvio, che I Goonies difficilmente avrebbe fallito come prodotto. Tuttavia, non è solo una questione di saperci fare. Di “mestieranti” bravi nel loro lavoro, che si mettono assieme e ti fanno il bel pacchettino regalo ad hoc.

Ora, non ricordo esattamente dove dissi ‘sta cosa, ma chissene. In qualche modo, oggi, si cerca disperatamente di ricreare il fascino di quelle opere che oggi consideriamo caratteristiche. Ma questo, caratteristiche, lo sono diventate col tempo. I Goonies, come i Ghostbusters, Breakfast Club, La donna esplosiva e compagnia cantante, erano semplice intrattenimento di massa, regolato dalle convenzioni del giorno.

Per dire, il tema principale de I Goonies era Goonies R Good Enough di Cyndi Lauper. Per il video del singolo, venne realizzato un vero e proprio corto di tredici minuti circa, diviso successivamente in due parti. Inoltre, a parte riprendere, naturalmente, la storia del film il video c’aveva delle piccole, quanto più… diciamo suggestive differenze.

Cyndi Lauper  The Goonies 'R' Good Enough

Praticamente, nel video di Goonies R Good Enough i ricchi imprenditori che volevano radere al suolo Goon Docks per farne un campo da golf, erano: “Rowdy” Roddy Piper, Iron Sheik, Nikolai Volkoff e Freddie Blassie. Nel ruolo di Sloth c’era André The Giant e, come se non bastasse, ci ficcarono pure Captain Lou Albano, nei panni del padre di Cyndi Lauper.

Ora, se non fosse chiaro, stiamo parlando di Cyndi Lauper, nel 1985 all’apogeo della sua carriera, e dei nomi di punta dell’epoca d’oro del wrestling ai tempi della WWF. Se questo non è stare sul pezzo, non so che diavolo possa esserlo. Contesto: questo è il punto. Contesto che col passare del tempo, diventa manifesto caratteristico.

"Rowdy" Roddy Piper, Iron Sheik, Nikolai Volkoff e Freddie Blassie nel video della canzone The Goonies 'R' Good Enough di Cyndi Lauper

Alla fine della fiera, al momento ci ritroviamo con una valanga di film dalla forte attrattiva nostalgica. Tuttavia, a ributtarci un occhio prendendo le dovute distanze, ti accorgi che sono cose più fragili di un castello di carte sulla sabbia. Al contrario, è stato abbastanza sorprendente ributtare un occhio a I Goonies armato del senno di poi da vecchio incarognito, e accorgersi che, nonostante tutto, funziona.

Che fine hanno fatto I Goonies?

Un fatto curioso è che nel film, i nomi dei personaggi vengono menzionati molto raramente. Se non mai, addirittura. Nondimeno, c’hanno nome, cognome e pure soprannome, e sono: Michael “Mickey” Walsh (Sean Astin) e suo fratello Brandon “Brand” Walsh (Josh Brolin). Poi abbiamo Clark “Mouth” Devereaux (Corey Feldman), Richard “Data” Wang (Jonathan Ke Quan) e Lawrence “Chunk” Cohen (Jeff Cohen). A chiudere il gruppo, Andrea Theresa “Andy” Carmichael (Kerri Green), Stephanie “Stef” Steinbrenner (Martha Plimpton) e dulcis in fundo, Lotney “Sloth” Fratelli (John Matuszak).

Con tutti ‘sti personaggi, fondamentalmente, non è difficile per lo spettatore riconoscere o identificarsi con almeno uno dei Goonies. Perché non erano personaggi bizzarramente alieni e tanto così sopra le righe, come… che so, Fred Savage ne Il piccolo grande mago dei videogames, per dire. No, erano come te. Parlavano come te. Come te, sognavano qualcosa di più grande. Sognavano l’avventura. E poi d’altronde, tutti nella vita abbiamo avuto l’amico sportivo come Brand. O come il goffo e imbranato Chunk, oppure ancora, il tipo splendido come Mouth.

La "Infierno", la nave del pirata Willy l'Orbo

Alla fine di Stand by me, Gordie Lachance ormai adulto scriveva: “Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?” Ebbene, I Goonies sono proprio questo: amicizia, avventura, videogames, corse in bici, gioventù, fumetti, scoperta, eccitazione, pericolo. Tutti “vecchi amici” che, in un modo o nell’altro, crescendo perdi irrimediabilmente di vista.

In fondo, chi più chi meno, siamo tutti un po’ Goonies. Per questo è così bello rivedere questo film. Perché è come rivedere un vecchio amico dopo tanti anni, e scoprire che è rimasto esattamente come lo ricordavi.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

I Goonies

  • Titolo originale: The Goonies
  • Regia: Richard Donner
  • Produzione: Richard Donner, Harvey Bernhard
  • Sceneggiatura: Chris Columbus
  • Soggetto: Steven Spielberg
  • Starring: Sean Astin, Josh Brolin, Jeff Cohen, Corey FeldmanKerri Green, Martha Plimpton, Ke Huy Quan
  • Casa di produzione: Amblin Entertainment
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Data di uscita: 7 giugno 1985
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I Goonies - Cosa significa trent'anni dopo
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Una retrospettiva su cosa significa riguardare I Goonies a più di trent'anni dall'uscita del film
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Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “I Goonies – Cosa significa trent’anni dopo”

  1. Bell’articolo. L’ho rivisto poco tempo fa in compagnia di una persona che non lo aveva mai visto. Ero curioso di vedere se,senza ragioni affettive a e l’effetto nostalgia,sarebbe piaciuto. Alla fine del film mi ero gia risposto da solo e come pensavo era davvero piaciuto ed era piaciuto a tutti e due! Mi sono sentito a mio agio,rivedendo un film e ritrovando in esso le cose che avevo amato,ma scoprendo la sua capacità di restare sempre nuovo…fresco. “I Goonis” ci mette di fronte all’avventura dei nostri sogni,coinvolgendoci e facendoci sentire a casa,mentre esploriamo luoghi misteriosi,alla ricerca di un antico tesoro pirata.Come può non piacere,se si ha dentro di se almeno un frammento del bambino che si è stato?
    Ps:io la piovra l’avrei tenuta. so che dipese dal timore di renderlo troppo spaventoso per un pubblico giovane…ma ci sarebbe stata bene.

    1. Grazie Victor.
      Per quanto riguarda “le prime visioni”, avulse dal fattore nostalgia, diciamo che sto a 50/50: alcune persone che non l’avevano mai visto l’hanno adorato. Altre, se ne so fregati bellamente.
      Sulla piovra invece, non so di preciso quali siano stati i motivi che hanno portato alla cancellazione della scena. Probabilmente, immagino che il film così diventasse poi, come dire… troppo ridondante.
      Ma non è nemmeno da escludere il passo indietro della produzione riguardo l’impatto sul pubblico.
      Comunque sia, anche io l’avrei tenuta.

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