Recensione del film Hellboy del 2019

Hellboy (2019) – Sympathy for the Devil

Ieri sera, appena finito di vedere questo Hellboy (2019) di Neil Marshall, nuovo, e quanto mai preso a pernacchie, adattamento del personaggio creato da Mike Mignola nel 1993, m’è venuta in mente una cosa. Una scintilla se vogliamo, che mi è passata in testa mentre mi avviavo alla macchina nel parcheggio del cinema:

C’è qualcosa che non va. E non sto parlando di Hellboy, ma del mondo.

Recensione del film Hellboy del 2019 diretto da Neil Marshall.

Cerchiamo di capirci, viviamo in un periodo in cui ci stiamo annegando nei film di supereroi. In questo senso, non è che si sentisse, in generale, tutta ‘sta grandissima esigenza di vedere un altro, ennesimo, cinecomics. Il mondo, poteva benissimo fare a meno, nello specifico, di un nuovo film di Hellboy.

Fondamentalmente, non che m’importi granché, insomma. L’ho detto ennemila volte e lo ripeto per l’ennesima: gli aggregatori di recensioni, per tanti, troppi motivi, lasciano il tempo che trovano. Ma comunque, il Tomatometer di Rotten Tomatoes per Hellboy arriva, appena appena, a un miserabile 15%. A cui, va ad aggiungersi lo strabiliante incasso che, al momento, si attesta sui (scarsi) cinque milioni di dollari. Poco più di un’elemosina, praticamente.

Recensione del film Hellboy del 2019 diretto da Neil Marshall.

Quindi, se tanto mi dà tanto, il dubbio poi è lecito: ci dovrà pur essere un perché a una situazione tratteggiata in maniera così tragica, no? Sul serio, negli ultimi tre, quattro giorni, ero privo di aprire Facebook che la bacheca se ne cadeva di gente che ci teneva, ma fortissimo, a dire quanto faccia “cagare” Hellboy. Ma è davvero così?

Onestamente, per quanto mi riguarda, non voglio dire che ho amato ogni secondo di ‘sto film, ma quasi.

David Harbour: Anung Un Rama 2019

Di norma, quando c’ho intenzione di andarmi a vedere un film e tirarci poi giù due righe in merito, mi tengo alla larghissima da tutto e tutti. Però, ‘sta cosa di Hellboy (2019) che in appena quattro giorni, da Giovedì che è uscito a oggi, Domenica, che sto scrivendo, s’è trasformata in un gioco al massacro, m’ha fatto strano. Troppo. Alla fine, so’ andato a buttare un occhio per capire, cos’è di preciso che faccia tanto schifo di ‘sto film.

Onestamente? Non l’ho capito. Anzi. Ora, facciamo n’attimo un passo indietro. Chiaro, fare un parallelismo non è necessariamente d’obbligo, ma comunque opportuno. In quanto, pare non si possa fare a meno di tirarli in mezzo. Capisco che i suoi film di Hellboy siano tenuti, adesso, in altissima considerazione dagli appassionati. Tuttavia, prima di mettersi ad attaccare i manifesti “Guillermo del Toro The Best Foreva in da Hart”, ci sarebbe da considerare un piccolo, quanto significativo dettaglio.

Ian McShane: Trevor Bruttenholm

Sia l’originale Hellboy che Hellboy II: The Golden Army, sono usciti, rispettivamente, nel 2004 uno e nel 2008 l’altro. Sono prodotti figli del loro tempo, che appartengono a un’epoca, ormai, piuttosto lontana. E il panorama dell’epoca, quello dei cinecomics 1.0, non è che fosse proprio tutto rose e fiori, eh. C’avevamo robe come Daredevil e Catwoman. Elektra, The Punisher, e poi ancora Hulk, Blade: Trinity

Voglio dire, bastano già ‘sti titoli per capire di che stiamo parlando, insomma. Normale poi, che in un contesto simile, uno come Guillermo del Toro che se ne esce, sì con la solita cartoonesca pacchianata PG-13, ma solo leggermente più curata della media, quella media, ti vince automaticamente a mani bassissime. Ma comunque, pure i suoi Hellboy all’epoca l’hanno presa la loro bella dose di pernacchie, eh. Non dimentichiamocelo.

David Harbour: Hellboy 2019

S’è per questo poi, pure lo stesso Mike Mignola, se la fece salire storta con del Toro e la sua, ché di questo si tratta, versione del personaggio che non rispecchiava quella dei fumetti. A differenza del film di Neil Marshall che, sempre a detta sua, è il giusto, vero adattamento, reale trasposizione dei suoi fumetti. Onestamente? Per quanto mi riguarda, ha ragione Mignola.

Cerchiamo di capirci: quelle di Hellboy, sono storie veloci, brillanti, affascinanti. In grado di fondere perfettamente umorismo e orrore. Hanno un’atmosfera di grande impatto grazie al talento artistico di Mignola. Tuttavia, sono anche storie strane, a volte confuse e ripetitive. Che perlopiù, coinvolgono il malvagio di turno che dice a Hellboy che è destinato a distruggere il mondo prima di essere preso a papagni. In pratica, non sono questo grandissimissimo esempio di profondità narrativa.

Milla Jovovich: Nimue / Regina di Sangue

Questo è, essenzialmente, un male? No. Ché i fumetti sono belle imperfezioni. Il nuovo Hellboy di Marshall, non me la sento neanche di dire che sia un guilty pleasure; dato che riesce a catturare, anche se in modo grezzo, l’energia e gli onnipresenti elementi schlock dei fumetti. E questo, quando si parla di adattamento, è forse l’elemento più importante. In quanto non esiste niente di peggio, di un adattamento che tradisce, snatura il senso e il significato del materiale su cui si basa.

Sia chiaro, non sto assolutamente negando i difetti di questo film. Perché di difetti, oggettivamente, ce ne sono. Per esempio, il rapporto problematico padre-figlio, con Hellboy che fa il tipo alla cihoiprobblemi e il professor Bruttenholm padre distante ma in fondo amorevole, è una cosa che alla lunga stanca. Stanca, perché fra David Harbour e Ian McShane non c’è la benché minima alchimia. Anzi. Stanno proprio su due pianeti diversi.

Recensione del film Hellboy del 2019 diretto da Neil Marshall.

La cgi invece, complice il budget da scappati di casa con la necessità di mettere in scena orrori cosmici e sovrannaturali, va dal decente al tutto sommato accettabile, fino al facepalm così forte da farti uscire il sangue dal naso. La sequenza coi giganti, appunto, è ai limiti dell’orribile.

Il montaggio poi, è frenetico. Nel terzo atto quasi psicotico, tanto che a un certo punto, pare che qualcuno abbia premuto il tasto fast forward. E questo, si riflette anche sulla (mancanza di una) battaglia finale. Si parte con una cosa assurdissima, per certi versi, molto simile ai capitoli de L’Eclissi in Berserk. Con l’arrivo di tutti ‘sti mostri incredibili e violentissimi che fanno a pezzi tutto e tutti. Se avete letto Berserk, più o meno, la situazione è quella. Solo però, che poi si taglia corto in modo piuttosto raffazzonato.

Recensione del film Hellboy del 2019 diretto da Neil Marshall.

Ora, a parte questo, è qui, secondo me, che nasce il problema. Quello che m’ha martellato in testa dal parcheggio del cinema fino a casa: ok, Hellboy c’ha questi difetti. Ma sul serio, bastano per demolire il film in modo così eclatante? Per quanto mi riguarda, la risposta è semplicemente no.

La trama, in sé, è piuttosto semplice. Ma nulla di diverso da qualunque altro cinecomics di ieri e di oggi, del resto. Magari pecca nel voler ficcare tutto, troppo e subito, pescando da molte storie: dall’imprescindibile Seed of Destruction fino a Wake the Devil. Anche se, la sceneggiatura si basa fondamentalmente su Hellboy: The Wild Hunt.

Hellboy 2019 ruiz vampire

Nel complesso però, che piaccia o meno, quello è il tono. Hellboy (2019) sono due ore di semplice, divertentissimo b-movie. Due ore che filano a velocità DeLorean guidate da uno come Neil Marshall, noto per le sue stravaganti gore-bizzarrie. Non cerca la profondità emotiva o la contemplazione della natura umana e i suoi significati intrinseci. Semplicemente, confeziona un film d’azione veloce, dichiaratamente tamarro e assolutamente divertente da guardare.

Quello che mi deprime, è pensare che Hellboy (2019) è un film concreto, di carattere. Diverso dai cinecomics™ a misura di bambino, plasticaccia senz’anima prodotta in serie per cavalcare la scia e vendere pupazzetti. Ci dev’essere, per forza, qualcosa che non va, ma nel mondo, se un film orribile come Venom, viene tiepidamente criticato e fa ottocento milioni d’incasso a livello globale.

C’è qualcosa che non va, se insipida plasticaccia senz’anima come Shazam! o Captain Marvel, che condividono esattamente le stesse “problematiche” riferite a piattezza di trama e personaggi, per loro sono dettagli sorvolabilissimi, mentre per Hellboy sono macigni che lo mandando a fondo.

David Harbour: Anung Un Rama 2019

Altro esempio: Deadpool. Perché un film come Deadpool è stato praticamente idolatrato, mentre Hellboy, essenzialmente uguale, è stato preso a sputi e fischi? Eppure, le meccaniche sono identiche. Anzi. Deadpool è pure peggio, ché lo sboccato fine a se stesso, essenzialmente, non fa ridere. Neanche se t’impegni a infilarci pippe, culi e scoregge.

Baba Yaga

Il rating R, per dire, fa il suo sporco lavoro. Capiamoci: fintanto che volano schiaffi e sputi, li puoi pure tirare fuori un paio di scontri belli tesi, senza mostrare una goccia di sangue. Per il resto… è come tirare un uovo contro un muro e sperare che il muro si rompa.

Naturalmente, il discorso non è basato sul sangue o la violenza in sé. Semmai sul fatto che un mostro inumano si comporti da mostro inumano. Squartando, lacerando, massacrando e via dicendo. A proposito, la sequenza della strega Baba Yaga che mangia i bambini, con la sua personale macelleria nella stanza accanto, è l’esempio perfetto di quanto sto dicendo.

Oppure ancora, che un proiettile in testa produca gli effetti di uno stramaledettissimo proiettile in testa. O così, o altrimenti teniamoci tutta la serie serie di campi e controcampi epilettici per non far vedere niente e tenersi stretto il bel PG-13, che senza, pare che il mondo vada veramente incontro all’apocalisse.

Recensione del film Hellboy del 2019 diretto da Neil Marshall.

In definitiva, il nuovo Hellboy (2019) potrà piacere come che no. Ma dal punto di vista del divertimento, non gli si può dire assolutamente nulla. Le critiche che gli stanno piovendo addosso, le allucinanti stroncature che fioccano da ogni parte, vista e considerata la situazione generale dei cinecomics, sono assolutamente ingiustificate.

Film come Shazam!, Doctor Strange, Black Patnher, Aquaman e via dicendo, a causa della loro stessa natura usa e getta, fra dieci anni spariranno nell’etere. Ma questo Hellboy, no. Vivrà sempre nelle infinite visioni a nastro degli appassionati di b-movies che programmano maratone di film, da godersi insieme fra una birra e una risata.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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Hellboy 2019
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Retronauta

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One thought to “Hellboy (2019) – Sympathy for the Devil”

  1. Devo premettere che sono un fan dei 2 film di Hellboy di Del Toro, ma non andrò al cinema a vedere questo non per questo motivo o per le recensioni pessime, ma perché i trailer che ho visto mi hanno fatto alquanta pietà…Poi si sa che i trailer possono non rispecchiare il prodotto finale, nel bene o nel male, in ogni caso credo che l’insuccesso commerciale sia anche dovuto appunto ai trailer indegni mostrati. Se consideriamo il fatto poi che molti fan avrebbero preferito vedere l’epilogo della trilogia di Del Toro prima di un reboot, e che, forse, i fan di Hellboy nel mondo non sono poi così tanti in generale ecco che abbiamo piu’ chiara la portata del disastro (per me annunciato tra l’altro).

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