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Dal tramonto all’alba – Criminali e vampiri secondo Tarantino

Recensione di Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) un film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Dal tramonto all’alba (From Dusk till Dawn) molto probabilmente è l’abrégé, la sintesi della cifra stilistica di Quentin Tarantino come autore. Questo perché, in altre parole, spesso “prendere ispirazione da…”, significa semplicemente copiare da chi è meglio di te.

Forse sì, forse no. Comunque, in questo senso, nessuno è meglio di Quentin Tarantino nel cercare ispirazione un po’ ovunque. Dopotutto, non ha manco mai fatto chissà quale grande mistero di ‘sta cosa, eh. Anzi. Sempre ammesso di essere un grande appassionato di certi generi.

Dal tramonto all’alba in giro con George Clooney e Quentin Tarantino

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Generi come il Giallo all’italiana, per esempio. Oppure lo Spaghetti Western, i vecchi film Wuxia e Gongfu, tanto per dirne qualcuno. Tutta roba da cui attinge spunti e idee per i suoi lavori. Da questo, sostanzialmente, deriva la peculiare caratteristica di Tarantino.

Ovvero, prendere cose perlopiù alla cazzomannaggia, che di primo acchito fra loro non hanno nulla da spartire, appiccicarle insieme e così, trasformarle. Questo è il punto: nel bene o nel male, Quentin Tarantino è in grado di dare un senso, un’impronta distintiva immediatamente riconoscibile ai suoi lavori.

Ora, Dal tramonto all’alba: si diceva di tutta quella cosa del prendere ispirazione e bla bla bla, giusto? Ecco, prendi Vamp con Grace Jones, per dire. Usciva nel 1986 e la storia girava su ‘sti due amici che finiscono in uno strip club, in realtà copertura per un gruppo di vampiri.

Dal tramonto all’alba invece, usciva dieci anni dopo, nel 1996. La storia qui gira su due fratelli, criminali in fuga, che finiscono in uno strip club in realtà copertura per un gruppo di vampiri. Messa così, paiono due film proprio diversissimi, eh? 

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

In realtà, sì. Lo sono. Il fatto è che, a volte, diventa un tantino difficile distinguere quella sottile linea che separa la semplice copia da un prodotto ispirato. Tuttavia, in certi casi, prendere un sacco-un sacco d’ispirazione non è necessariamente un male. Piuttosto, a fare la differenza sta tutto nel come ti giochi le tue carte.

Dal Tramonto all’Alba inizia in questo squallido convenience store, il Benny’s World of Liquor. Posto allegrissimo, ubicato giusto all’angolo fra il che-ne-so e il niente di niente; in pratica, il luogo ideale per avviare un’attività di successo.

Intanto, ‘sta bettola è dove lo sceriffo Earl McGraw (Michael Parks) si reca quotidianamente a fare i suoi acquisti. Per la serie vieni per la qualità, rimani per il servizio: più che altro, la questione è intrattenersi in elucubrate discussioni col proprietario, Pete Bottoms (John Hawkes).

Discussioni che, in summa massima, vertono tutte sullo stesso argomento: disprezzo per i diversamente abili, amabilmente chiamati mongoloidi, usare il bagno per svuotare la proboscide e l’alcol. Nel frattempo, viene fuori che in quel momento da Benny c’è il pienone, proprio.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Nascosti in un angolo, ci sono Seth Gecko (George Clooney) e suo fratello minore Richard (Quentin Tarantino) che, tra l’altro, ha appena aiutato Seth a evadere di prigione. Poi, visto che erano di strada, si so’ pure fermati un attimo a fare ‘na rapina in banca; ammazzando quattro persone.

Quindi, prendono la strada per il Messico e si fermano solo per comprare una schifosa cartina stradale, visto che nel ’96 non c’erano ancora i navigatori. Nessun problema, se non fosse che Richie è un pazzo bastardo, psicopatico, maniaco sessuale, stupratore seriale che soffre pure di allucinazioni.

Infatti, proprio perché Richard è ‘na personcina tanto ammodo, entrato per prendere una cartina manda tutto all’aceto e l’arrivo dello sceriffo, complica solo le cose. In un primo momento, Seth riesce a tenere tutto sotto controllo, ma Richie, lunatico e spostato, prende e spara in testa allo sceriffo.

Ah, piccola parentesi: oggi, avere un universo cinematografico fa trendy ma, in tempi non sospetti, Tarantino c’era già arrivato. Kill Bill, Grindhouse: Death Proof – Planet Terror e Dal Tramonto all’Alba fanno parte dello stesso universo e sono tutti legati in una sorta di continuum.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

A connetterli è il personaggio dello sceriffo Earl McGraw, che appare in tutti i film. A volerli mettere in ordine cronologico, Dal tramonto all’alba, il primo di questi film dove lo sceriffo fa la sua prima apparizione, sarebbe l’ultimo visto che qui viene ucciso da Richard Gecko.

La scena si sposta e facciamo la conoscenza dei Fuller: nucleo familiare composto da Jacob (Harvey Keitel) ex pastore da poco vedovo. Sua figlia maggiore, Kate (Juliette Lewis) e suo figlio minore, adottato, Scott (Ernest Liu). In sostanza, i tre sono in viaggio giusto ché a Jacob gli gira storta.

Fondamentalmente, sta in crisi esistenziale dopo la morte della moglie e così, ha deciso di fare ciò che tutti gli uomini in crisi di mezza età fanno: comprarsi un camper e girare il paese. Tutto bene, fin quando prende la pessima decisione di fermarsi a dormire in un motel.

Lo stesso motel, in cui poco prima s’erano fermati pure i fratelli Gecko. Quando dici che c’hai il culo, proprio. In realtà, insieme alla prefigurazione, la convergenza casuale, di fatti e personaggi all’apparenza slegati fra loro, è una tecnica che Tarantino usa spesso e volentieri. Vedi Pulp Fiction, per dire.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Quando Butch e Marsellus capitano nel negozio di pegni di Maynard e poi, si trovano lì ad aspettare Zed, no? Ah, aspetta: a proposito di Pulp Fiction, c’è un’altra cosa che lo lega, indirettamente, a Dal tramonto all’alba e risale al 1990 o giù di lì.

Il famoso passo biblico (di fantasia, eh) Ezechiele 25:17 non è una sua invenzione, ma è stato mutuato di peso da Karate Kiba, un film del 1976 con Sonny Chiba. Quando Tarantino iniziò a scrivere la sceneggiatura di Dal Tramonto all’Alba, Ezechiele 25:17 era una citazione pensata appositamente per il personaggio di Jacob Fuller.

Comunque, il piano di Seth, almeno nella sua testa, era abbastanza semplice: contattare Carlos, potente capo di un cartello messicano, che in cambio di una percentuale permetterà ai fratelli di nascondersi a El Rey. In sostanza, ‘na specie di paradiso per latitanti.

Cautelativamente, Seth s’era portato dietro pure un ostaggio dalla rapina in banca che sperava di usare per passare la frontiera. In tutto questo, l’unico suo errore è stato lasciare la donna sola con suo fratello. Tant’è vero che Richie prima la stupra e poi la massacra a revolverate in faccia.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Urge nuovo piano al volo. Idea: il tipo col camper che ha incrociato nel parcheggio. Quindi, con una scusa i fratelli Gecko fanno irruzione nella stanza dei Fuller, li prendono in ostaggio e costringono Jacob a portarli al di là del confine usando il camper come nascondiglio.

Superato il confine è tutto baci e abbracci. Seth, allegrissimo, fa il grande amicone con Jacob e come ultimo favore, chiede a Jacob di accompagnare lui e il fratello al Titty Twister. Un posto sperduto in mezzo al deserto aperto Dal tramonto all’alba, luogo dell’appuntamento con Carlos.

Del resto, si capisce subito perché è stato scelto proprio il Titty Twister. Un posto così elegante, distinto. Di gran classe, insomma. Una specie di club per soli gentleman, se vogliamo. Infatti, c’hanno pure l’imbonitore che decanta il programma del posto.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

“Allora, passere, passere, passere! Entrate qui da noi, amanti delle passere! Qui al Titty Twister trovate le belle passere a metà prezzo. Diteci come la volete e noi vi daremo le migliori passere del Messico a prezzi stracciati.

Potete trovare passere bianche, passere nere, spagnole, passere cinesi, passere bollenti, passere gelate, passere bagnate, passere profumate… eh eh eh, e poi passere pelose, passere insanguinate, passere affamate. E abbiamo passere di seta, passere di velluto, passerine di plastica.

Troverete passere dorate e passere argentate. Volete una bella passera? Entrate, amanti della passera, e se non la trovate qui vuol dire che non esiste. Venite qui, amanti della passera! Amanti della passera, approfittate della nostra offerta “prendi due, paghi una e un penny.

Sì, se prendete una passera al prezzo normale avrete a disposizione un’altra bella passera dello stesso tipo e come più vi piace solo per un penny. Vi rendete conto? Una bella passera per un penny! Se trovate un’altra passera a meno… fottetevela!”

tom savini sex machine

Ovviamente, offerte del genere non capitano tutti i giorni. Perciò, poi, all’interno del locale ti trovi con avventori come Aiden “Sex Machine” Tanner. Interpretato, giusto per quei due che non lo sapessero, dal leggendario mago degli effetti speciali Tom Savini.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Oppure, come questa bella biondina qui, a cui Sex Machine frega la birra. Che in realtà è Greg Nicotero, altra leggenda degli effetti speciali che, insieme a Savini, s’è occupato degli effetti pratici in Dal tramonto all’alba. Dulcis in fundo, Frost: ex veterano del Vietnam interpretato da Fred Williamson.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino

Altra piccola parentesi: Williamson è uno che c’ha, fai tipo un curriculum sterminato alle spalle, tra film blaxploitation e sci-fi. Tra cui, giusto per dirne un paio, I Nuovi Barbari e 1990: I Guerrieri del Bronx di Enzo Castellari e I guerrieri dell’anno 2072 di Lucio Fulci.

Inizialmente, proprio per la sua esperienza, in Dal tramonto all’alba avrebbe dovuto interpretare lui Sex Machine e avere una parte più lunga, mentre Tom Savini, avrebbe dovuto essere Frost. Poi, alla fine, per una serie di errori i ruoli vennero invertiti.

Comunque, tutto fila liscio fin quando non s’arriva al clou della serata, l’evento, il pezzo forte: lo show di Santanico Pandemonium (Salma Hayek). La prima donna del Titty Twister. Non che ora c’abbia molta importanza nell’economia della situazione, ma… segue breve carrellata d’immagini esplicative.

Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino
Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) recensione del film del 1996 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino
dal tramonto all'alba from dusk till dawn salma hayek

Ecco, mi pare pure normale che tutti stanno presi malissimo da lei che s’agita tutta sensuale. Peccato quando rivela la sua vera natura: un “mostruoso vampiro del cazzo”. Così come tutto il resto del personale e ballerine del locale, che danno il via a una di quelle mattanze number one.

Allora, succo di tutta ‘sta pappardella: copiare o non copiare, questo è il dilemma. Visto che, fondamentalmente, questa è una delle lamentele che molto-più-assai-tanto spesso viene mossa nei confronti di Tarantino. Nel caso di Dal tramonto all’alba, la pietra di paragone è Vamp.

Un film uscito la bellezza di dieci anni prima di questo, nonché quattro, prima che Tarantino scrivesse ‘sta sceneggiatura che affidò poi all’amico Robert Rodriguez per la regia. Sicuramente, il soggetto non è proprio il massimo dell’originalità e va be’, d’accordo.

Tuttavia, il punto è che Dal Tramonto all’Alba non suona mai come un rip-off; qualcosa di cucito insieme alla meno peggio o alla cazzomannaggia. Al contrario, si tratta di, come dire… creatura unica, ecco. Equivalente del sogno bagnato di ogni adolescente.

dal tramonto all'alba from dusk till dawn salma hayek

Appunto ché si tratta di un film per adolescenti, scritto da un adolescente, troppo cresciuto e coi soldi che gli escono dalle orecchie; e in quanto tale, apogeo di tutto ciò che può desiderare questo tipo di pubblico. Metti che, azzardando, Dal tramonto all’alba lo si potrebbe considerare alla stregua de Il nome della rosa.

Così come il romanzo di Eco è, in sostanza, un libro fatto di altri libri, così Dal tramonto all’alba è un film fatto di altri film. Un enorme mashup di generi diversi legati insieme, in cui, da un lato, c’è una prima parte da Hostage Movie che via via sfocia nel Trhiller Roadkill rozzo, grezzo, violento e sboccato.

Dall’altro, una seconda metà che, all’improvviso, abbandona i temi exploitation anni ’70 e ti esplode con una trionfale, trashissima gorefest piena di culi, tette, mostri e sangue. In altre parole, il delirio di un nerd che non fa altro che citare cose su cose a beneficio di altri nerd.

L’intero film è un continuo citare: a partire dall’autoreferenziale coi fratelli Gecko, specie di variazione fraterna sulla scia di Natural Born Killers. Altro film sempre scritto da Tarantino, ma girato poi da Oliver Stone con cui stava arrivando alle mani e perciò, fece rimuovere il suo nome dai credits.

dal tramonto all'alba from dusk till dawn salma hayek

Oppure le fasi d’asserragliamento in stile Notte dei Morti Viventi e Distretto 13 – Le brigate della morte, no? Quest’ultima poi, manco tanto velata come citazione, visto che Scott c’ha la t-shirt del film. Non basta? Metti allora che nella prima bozza, Satanico Pandemonium  avrebbe dovuto chiamarsi Blonde Death.

Tuttavia, visto il setting, Tarantino decise d’ingaggiare un’attrice latino-messicana e quindi, ecco che cicciò fuori Salma Hayek. Il cui personaggio, venne rinominato Santanico Pandemonium come il titolo di un film horror messicano misconosciuto, conosciuto qui da noi come La novizia indemoniata.

Persino il titolo, Dal Tramonto all’Alba, è un omaggio ai vecchi drive-in che in piena epoca dei midnight movies segnavano la lunghezza degli spettacoli che, appunto, andavano dal tramonto all’alba. Ora, naturalmente questo non è un film perfetto.

Certo, quel finale spinto troppo velocemente – anche se c’è da specificare che vennero tagliati oltre venti minuti – fa un po’ così così. I comprimari, avrebbero meritato un po’ di spazio e caratterizzazione in più, sicuramente. Alla fine però, sai che c’è?

C’è che Dal tramonto all’alba è il perfetto esempio della somma che supera le sue parti. A fronte di quell’oretta e mezza in cui scorre veloce, non puoi non apprezzarlo. Soprattutto se parli la stessa lingua di Tarantino, tanto sclerato da capire tutto quello che sta dicendo.

Ebbene, detto questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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