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Cinepanettoni – Dove affondano le origini del male

I Cinepanettoni, le origini dal primo Vacanze di Natale del 1983 fino a oggi

I Cinepanettoni, ed è forse questo l’aspetto singolare della situazione, sono universalmente riconosciuti come quanto di più basso possa esserci, il peggio, di qualunque forma ascrivibile al concetto stesso d’intrattenimento. Eppure, nel 90% dei casi, si rivelano campionissimi a mani bassissime dei botteghini.

Il termine, Cinepanettone, neologismo nato fondamentalmente a spregio per indicare ‘sto genere, s’è talmente cementificato nei nostri crani che nel tempo ha preso, empiricamente, proprio tutt’altro significato. Addirittura il Treccani dà ‘sta definizione: il film di Natale, lo spettacolo cinematografico popolare per antonomasia.

Cinepanettoni – Il Vanzina Cinematic Universe

I Cinepanettoni, le origini dal primo Vacanze di Natale del 1983 fino a oggi

Rendiamoci un attimo conto: la release internazionale di Avatar, il blockbuster super-fanta-wow di James Cameron, in tutto il mondo, fu il 18 Dicembre 2009. Diciotto. Dicembre. Tutto il mondo. In Italia, invece, uscì quasi un mese dopo, il 15 Gennaio 2010. Questo, perché da noi, in data astrale 18 Dicembre 2009, nelle sale usciva Natale a Beverly Hills. Alé.

I distributori, erano perfettamente consapevoli che il film di Cameron, avrebbe potuto non raggiungere i risultati sperati correndo contro il cinepanettone di quell’anno e così, decisero di posticipare l’uscita di Avatar. Fast forward. Siamo al 16 dicembre 2015. Sette anni dopo, le cose sembrano, almeno in apparenza, cambiate.

La comicità pigra, sciatta e svogliata dei cinepanettoni, dopo anni e anni di abusi pare aver perso finalmente mordente. Hashtag speraci e credici; ma fortissimo, però. Va be’, uno potrebbe pensare che, tutto sommato, per quanto mostruosamente pompato a forza di petroldollari, Avatar era pur sempre un progetto originale.

I Cinepanettoni, le origini dal primo Vacanze di Natale del 1983 fino a oggi

Per quanto attentamente pianificato, pubblicizzato, propagandato, presentava comunque un certo margine di rischio. Però, se levi Avatar e metti Guerre Stellari? Dai, Star Wars è sempre il maledetto Star Wars. Un altro film puoi anche farlo uscire insieme a lui, giusto per, ché tanto verrà polverizzato lo stesso, no?

Nessun distributore, nessun produttore si sarebbe mai sognato quello specifico giorno, di quello specifico mese, in quello specifico anno di mettersi in competizione con l’uscita di Star Wars: Il risveglio della Forza. Da noi, contemporaneamente a Il risveglio della forza, usciva Vacanze ai Caraibi. Che nonostante tutto, risulta terzo agli incassi al botteghino.

Questo non è solo tanto per dire, semmai è per mettere le cose in prospettiva. Dare una dimensione alla portata dei cinepanettoni. Ora, corre l’anno di grazia 2020 e, nel corso dell’ultimo lustro, non è che sia cambiato chissà cosa. Anzi. Parlando di cinepanettoni, non è cambiata proprio ‘na beata mazza di niente, a parte i titoli; e neanche.

I Cinepanettoni, le origini dal primo Vacanze di Natale del 1983 fino a oggi

Addirittura, quest’anno siamo arrivati ad avere In vacanza su Marte: il film “reunion” di Massimo Boldi e Christian De Sica dopo, circa, tredici anni di schifio. No, ripeto: In. Vacanza. Su. Marte. Santo cielo… Il film è ambientato in un futuro abbastanza prossimo, dove Marte is the New Messico.

Infatti, De Sica è scappato sul pianeta rosso, dopo aver fatto perdere le sue tracce alla moglie e al figlio, così da poter sposare una tizia giovane e ricca. La famiglia però lo insegue e il figlio adolescente, per sbaglio, finisce in un wormhole e viene fuori Massimo Boldi settantenne.

In vacanza su Marte, a causa della pandemia è stato rilasciato direttamente in streaming. Così, dati alla mano, viene fuori che il nostro bel cinepanettone batte Tenet di Christopher Nolan negli indici di gradimento. In un certo senso, ci sarebbe pure da andarne fieri.

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A ogni modo, vedere attori che avrebbero dovuto incamminarsi sul viale del tramonto almeno, uhm… ‘na ventina d’anni fa, irriducibili nell’aggrapparsi a un repertorio più vecchio di loro. Che prova disperatamente a far leva su tematiche, tanto decontestualizzate, da essere anacronistiche com’è… disarmante? Angosciante? Allucinante?

Ora, vediamo n’attimo di capirci: In vacanza su Marte è solo l’ultimo della lunga serie di cinepanettoni regalatici da Neri Parenti. Nel corso degli anni, c’ha dato Natale sul Nilo. Natale in India. Natale a Miami, New York, e Beverly Hills. Natale a Rio, Natale ovunque e ti prego basta.

Tuttavia, il buon vecchio Parenti, sì regista comico nonché storico della saga Fantozziana con cui ha avuto inizio la sua carriera, prima del 2002 con Natale sul Nilo, aveva sperimentato il genere una sola volta. Si parla di quasi ‘na decina d’anni prima, con Vacanze di Natale ’95. Tecnicamente, quelli che, involontariamente, scoperchiarono il vaso di PandorO in realtà furono i fratelli Vanzina.

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Facciamo però che andiamo un attimo con ordine, ché sì e no, ci saranno almeno ‘na quarantina e più di cinepanettoni e finisce che c’anneghiamo. Allora, su carta tutto nasce nel 1983. Anno in cui nei cinema italiani esce, scritto e diretto dai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Vacanze di Natale. La genesi.

Tecnicamente, Vacanze di Natale del 1983 è il punto in cui il male ha cominciato ad affondare e nutrire i suoi viticci. Giusto. Eppure, ci sarebbe da considerare che l’archè del genere, il male primigenio, abbia origini più vecchie. Risalenti a pochi anni prima, con quel Una vacanza bestiale del 1980, diretto da Carlo Vanzina e con protagonisti I Gatti di Vicolo Miracoli.

Giusto per, i Gatti erano il gruppo di comici fondato, e di cui facevano parte, Jerry Calà, Franco Oppini, Umberto Smaila e Nini Salerno. Comunque sia, il succo di Una vacanza bestiale era questo: un gruppo di amici decide di partire per una vacanza. Per organizzarsi, si affidano a un’agenzia di viaggi che li manderà all’aceto, truffandoli alla grandissima.

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Quindi, arrivati fra ‘azzi e mazzi alla meta – una stereotipata città del medio oriente – si trovano alle prese con tutta la consueta sequela di situazioni al limite. Limite, tra l’altro, a cui pure la sospensione del dubbio con tutta la sua buona volontà fatica a rendere quantomeno sopportabile. Che te lo dico a fare, Una vacanza bestiale fu un floppone pauroso.

Nondimeno, già è possibile scorgere il nefasto all’orizzonte. Passano un paio d’anni e arriviamo così nel 1982. Pronto per essere distribuito nelle sale per l’estate successiva, quello che si rivelerà un grosso successo commerciale: Sapore di Mare. Con interprete ancora Calà e diretto sempre da Vanzina, qui ancora non del tutto corrotto dal lato oscuro.

Seguirà subito dopo Sapore di Mare 2 – Un anno Dopo, pronto per l’estate del 1983. Entrambi i film, sono ambientati nell’Italia degli anni ’60 nel pieno del boom economico dell’epoca, giocando molto sulla carta della nostalgia. Naturalmente, siccome due più due sempre cinque fa, non si sa bene a chi, viene in mente l’idea più geniale di sempre.

Giacché un film basato sullo spaccato del giovine italico vacanziero degli anni sessanta, cavalcando il momento revival di quegli anni, ha riscontrato tanto successo perché non uniformare il tutto? Specie di spin-off, di seguito spirituale ambientato però in inverno e in epoca contemporanea? Geniale. Siamo nel 1983. Nei cinema, girato in meno di un mese, esce Vacanze di Natale. Il primo. Il capostipite.

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Le cose più cambiano, più restano uguali. In questo senso, onestamente, non mi sorprende che Vacanze di Natale abbia avuto tanto successo. Il film e i suoi primi seguiti, erano specificamente diretti ai Baby Boomer degli anni ’80, bambini o adolescenti negli anni ’60 e ’70.

Niente di tanto diverso cioè, da ciò che accade oggi coi reboot e i remake dei Transformers, Tartarughe Ninja, Ghostbuster e compagnia cantante. Insomma, tutto quello che può far leva sulla nostalgia di chi come me è stato, bambino o adolescente, negli anni ’80 e ’90. Visto? Le cose più cambiano, più restano uguali.

D’altro canto, dalla sua il film sfruttava un’ambientazione contemporanea per far leva sulle stramberie dei nouveau riche nell’Italia degli anni ottanta, durante il secondo boom economico. Tra l’altro, core questo della maggior parte dei film di quello e parte del decennio successivo, tipo Yuppies – I giovani di successo, Miracolo italiano, Anni 90, Vado a vivere da solo e via dicendo.

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La trama di Vacanze di Natale girava sulle vicende di due famiglie, una ricca e una povera, durante una vacanza di Natale a Cortina. C’era la cornice innevata, la storia d’amore che legava i personaggi e, nel mezzo, le gag nate dagli stili di vita incompatibili dei due capofamiglia. Formula rivelatasi di un successo clamoroso e, perciò, replicata.

Da quel momento in poi, Aurelio De Laurentiis, coi Vanzina prima e Neri Parenti poi, ha cominciato a produrre cinepanettoni a scadenza regolare. Cosa che, a fronte di quanto detto finora, c’ha per lo più dell’incredibile. Il fatto è che anno dopo anno, la qualità dei film ha continuato ad abbassarsi sempre di più fino ad abbandonare, del tutto o quasi, qualsiasi miserabile tentativo di costruzione critica sugli spaccati della vita moderna.

Al contrario, ogni film si ripete uguale appoggiandosi, unicamente, alla parodia grossolana di eventi popolari e agli interpreti. Che da parte loro, si limitano a mettere in mostra una commedia sguaiata, rozza, agricola e di bassissima lega. Ora, quarant’anni dopo, da tutto questo viene fuori una sola, semplice domanda.

Una pallonata all’inguine, sarà sempre una pallonata all’inguine e farà ridere in ogni luogo, tempo e lingua. Questo è il linguaggio universale dello slapstick. Tuttavia, com’è possibile che, quasi quarant’anni dopo appunto, una formula, non abusata ma di più, come quella dei cinepanettoni continui a fruttare in questo modo?

Ogni cosa è figlia dei suoi tempi e siamo d’accordo. Uno magari, c’arriva pure a capire che nel 1983 cose simili potessero funzionare, certo. Però una volta, due. Tre e fai pure quattro, magari. Qui però, dopo decenni, siamo ai limiti dell’assurdo.

La morale in tutto questo quindi è: non lo so. Alla fine ci sarà sempre chi: “Come si può anche solo sorridere a sfoggi di tale, tristissima ignoranza” da un lato, e “Oh, magnatela ‘na risata con contorno di sticazzi ogni tanto”, dall’altro. Metti che forse siamo tutti ‘na manica di rincoglioniti, che si divertono a vedere sempre le stesse quattro agghiaccianti porcate.

Oppure, metti che forse questa è la forza della commedia popolare, tanto invisa agli hipster intellettuali coi loro occhialini con la montatura a giorno. Oppure ancora, fai che a ognuno il suo quando gli va, senza il bisogno di recriminare a tutti i costi.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

Un commento su “Cinepanettoni – Dove affondano le origini del male

  1. C’è da fare anche una serie di lunghe distinzioni tra cinepanettoni; perché se il primo parte bene come commedia all’italiana che affonda le sue radici nel passato glorioso, i vari Natale a… sono spesso sciocchezze slapstick e volgari.
    Quando provarono a fare un passo indietro, e tornare al 1983, non ebbero successo: Vacanze di Natale a Cortina non è per nulla brutto (per il genere).
    Insomma, la risposta non la ho manco io; alcuni sono davvero stupidi tanto che ti senti minorato o quasi… mentre altri sono godibilissimi.

    Moz-

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