Privacy Policy Cena con delitto - Knives Out - Il Sotterraneo del Retronauta

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Cena con delitto – Knives Out

Cena con delitto - Knives Out (Knives Out) è un film del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson.

Avevo delle aspettative abbastanza buone per Cena con delitto – Knives Out, film che volevo andarmi a sciroppare da qualche mese. Magari caute, sì. Circospette, certo. Comunque, sempre di buone aspettative si trattava. E poi, attenzione attenzione, chi l’avrebbe mai detto: alla fine, Cena con delitto s’è rivelato uno dei film migliori che abbia visto quest’anno.

Perché, ancora, chi l’avrebbe mai detto ma Rian Johnson – sì, lo stesso Rian Johnson regista di Star Wars: Gli ultimi Jedi – con Cena con delitto ha tirato fuori qualcosa di particolarmente originale. Naturalmente, la sceneggiatura si rifà, anche a detta dello stesso Johnson, a grandi classici come Assassinio sull’Orient Express, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori, il delitto è servito, Invito a cena con delitto e via dicendo.

Certo, non c’era manco il bisogno di dirlo, dato che le influenze abbagliano come il sole di mezzogiorno ad Agosto. Tuttavia, queste restano fonti d’ispirazione. Strano ma vero, la sceneggiatura del film è basata su un soggetto originale. Originale, tanto quanto Johnson sia stato in grado di, non dico proprio svecchiare un intero genere, ma più o meno siamo lì, insomma.

Cena con delitto a sorpresa

Christopher Plummer: Harlan Thrombey in Knives Out

Harlan Thrombey (Christopher Plummer) è uno dei più grandi scrittori gialli di tutti i tempi. Oltre cento milioni di copie, tradotto in ottanta lingue e con vendite alle stelle in quasi ogni paese. Come xenomorphi, i soldi gli escono dalle fottute pareti. C’è solo un problema: è morto. La mattina dopo aver festeggiato il suo ottantacinquesimo compleanno, Fran (Edi Patterson) la governante, lo trova nel suo studio. Sgozzato.

Una settimana dopo, due poliziotti, il detective Elliot (LaKeith Stanfield) e l’agente Wagner (Noah Segan ) tornano alla magione di Thrombey. Giusto una formalità: le indagini sono concluse. La scientifica ha già stabilito che si tratta, senza il benché minimo dubbio, di suicidio. Il vecchio, s’è tagliato la gola da solo. Raccogliere, di nuovo, le deposizioni di amici e parenti presenti la sera prima del fatto, è puro scrupolo.

Il caso è bello che chiuso. I fatti sono stati dimostrati. Se non fosse che stavolta, Elliot e Wagner sono accompagnati da Benoit Blanc (Daniel Craig), un famoso e rinomato investigatore privato. A Blanc però, del “suicidio” di Thrombey e della sua famiglia non frega nulla; ma è obbligato a seguire il caso.

Daniel Craig: Benoît Blanc in Knives Out

Un anonimo cliente misterioso, l’ha ingaggiato consegnandogli un pacco di soldi e una lettera, in cui viene suggerito che Harlan Thrombey non s’è suicidato ma che, in realtà, sia stato ucciso. Necessariamente, da qualcuno presente alla festa per il suo compleanno.

Festa a cui hanno partecipato i suoi figli: la maggiore, Linda (Jamie Lee Curtis), donna d’affari di successo. Come suo padre, è riuscita quasi in tutto. Tranne per il fatto di avere un marito, Richard (Don Johnson) e un figlio, Ransom (Chris Evans), poco poco di merd… pessimi sotto quasi ogni punto di vista. Il minore, Walt(Michael Shannon) sotto questo aspetto, non è molto diverso.

Pure sua moglie e suo figlio non sono proprio il massimo. L’unica differenza con la sorella, è che lui s’è trovato già tutto bello e impacchettato. Infatti, il padre l’ha messo a dirigere la parte editoriale del suo impero. Chiudono poi il cerchio la nuora Joni (Toni Collette) e sua figlia Meg (Katherine Langford). Joni è la vedova del figlio mezzano di Harlan, rimasta comunque vicino alla famiglia.

Essenzialmente, Joni è una sciroccata convinta di fare “l’influencer”; e quel “vicino alla famiglia”, si traduce col fatto che ciuccia soldi come se non ci fosse un domani. Soldi che, del resto, il vecchio sgancia giusto per la nipote. Infine, c’è Marta Cabrera (Ana de Armas), una ragazza assunta come infermiera dalla famiglia per accudire il vecchio, diventata poi la sua unica, vera amica e confidente.

Quindi, la domanda: nonostante i fatti, inequivocabili, comunque qualcuno è convinto che Harlan Thrombey sia stato ucciso. Perché, ma soprattutto, come? Questo poi, porta inevitabilmente a un’altra domanda: chi ha ingaggiato Benoit Blanc?

Ana de Armas: Marta Cabrera

In generale, adoro i whodunnit e i gumshoe. Sfortunatamente però, spesso e volentieri vanno tutti a schiantarsi contro un problema fondamentale. Adesso s’aprirebbe una parentesi troppo grande ma, brevemente, giusto per capirci, gumshoe è un termine gergale per indicare i detective movies. Mentre il whodunnit è, più o meno, quello che noi intendiamo per giallo deduttivo.

Ora, diciamo che è un attimo difficile cercare di spiegare ‘sta cosa senza spoilerare niente ma, soprattutto, senza incartarmi. Perciò attenzione, eh.

Recensione del film Cena con delitto - Knives Out (Knives Out) film del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson.

Allora, di norma le caratteristiche distintive dei whodunnit sono: l’investigatore dal nome bizzarro e personalità eccentrica, e la doppia narrazione. Ovvero l’alternanza fra una linea narrativa che mostra cazzi e mazzi della storia in ordine cronologico. Mentre l’altra, sottostante, segue i vari sotterfugi e sottintesi della narrazione.

Fondamentalmente, il fulcro del whodunnit sta in chi, e come, ha commesso il crimine. Di norma poi, che sia un professionista o un dilettante improvvisato, l’indagine che porterà a scoprire tutti i vari come e perché, viene svolta dal detective di turno.

Ecco, ora il punto è questo: pure Quentin Tarantino, con The Hateful Eight, c’ha provato a entrare di giustezza sul whodunnit. Solo che, come fin troppo spesso accade, alla rivelazione finale s’arriva a tarallucci e vino. Esattamente come in Detective Conan, del resto. Gran parte del tempo è utilizzato per costruire il mistero e sollevare dubbi e fare domande.

Solo che tu spettatore, non c’hai mai la reale possibilità di scoprire, prima del tempo d’esecuzione previsto, chi sia l’assassino. Semplicemente, alla fine arriva Conan che se ne esce con: “Ho capito! Ora, è tutto chiaro!” Manda in coma quel poveraccio di Goro che ormai, dopo mille milioni di episodi sarà un povero tossico, e ti ficca tutto in gola col cucchiaino.

Recensione del film Cena con delitto - Knives Out (Knives Out) film del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson.

Invece Cena con delitto, non è solo brillante e originale; ma anche piuttosto intelligente. Johnson mette in scena ogni singolo, familiarissimo aspetto di questo genere – l’isolata magione di campagna, il detective sopra le righe, esercito di parenti-avvoltoi ecc. – solo per ribaltarli all’improvviso. A volte tramite l’umorismo (con battute piuttosto pungenti), altre volte tramite risvolti narrativi.

Per esempio, Cena con delitto è un grandissimo esempio di ensemble da cui emergono, come protagonisti della storia, Ana de Armas e Daniel Craig. Il rischio che il detective Blanc di Craig, per dire, si rivelasse un’atroce o bizzarra caricatura di Poirot misto James Bond era alta.

Al contrario, al di là del fatto che Craig sia un bravo attore, farlo affiancare dalla Armas nelle indagini è stata veramente una bella trovata. Per tre motivi, essenzialmente: in primo luogo, Johnson mostra una padronanza del genere sorprendente. Giocando con citazioni, riferimenti e cliché.

Recensione del film Cena con delitto - Knives Out (Knives Out) film del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson.

Infatti, il consueto tratto bizzarro dell’investigatore tipo, viene scaricato sul personaggio di Marta. La quale è incapace, fisicamente, di mentire. Anche il solo tentativo di dire una balla, le fa partire un getto di vomito a spruzzo a mo’ esorcista. Punto secondo, ‘sta cosa non è solo una stravagante trovata narrativa; ma viene sfruttato in modo attivo e ingegnoso durante il film.

Terzo, ma non meno importante, in Cena con delitto (come in Ghost Stories, altro film molto interessante uscito un paio d’anni fa), si arriva a tre linee narrative distinte. Proprio perché Johnson è partito dagli antipodi del genere, sovvertendo completamente determinati stereotipi.

In tutto questo, emerge pure un’ironia graffiante che ha permesso a Johnson, in modo elegante e raffinato, di lanciare frecciate cattive a 360°. Purtroppo, qui urge una piccola spiegazione. Il titolo italiano, Cena con delitto, (appunto, non c’è nessuna cena nel film) liscia totalmente il significato di quello originale.

Jamie Lee Curtis: Linda Thrombey

Difatti, Knives Out, traducibile con fuori le lame, è un modo di dire che indica quei tipi volutamente ostili. Che non perdono occasione di fare cagnara. In questo caso, è assimilabile al nostro parenti-serpenti. Quelli che, appena possono, “escono le lame” e ti pugnalano alle spalle.

Ecco, tornando al punto, nel film i Thrombey affermano di amare, tutti quanti, Marta. Ma giusto come, al massimo, si può amare un criceto. Dall’alto del loro status d’arricchiti senza meriti, figuriamoci anche se ricordino solo da quale paese sudamericano provenga la tipa a cui stanno facendo la carità. Don Johnson poi, è magnifico in questo senso: da Django in poi, come si lamenta lui dell’immigrazione, nessuno mai.

Ma questo comunque, è solo un esempio. Cena con delitto è un film che funziona. Funziona molto bene, grazie non solo a un cast magnifico, ma anche e soprattutto grazie a un amore, quasi palpabile, di un regista per un determinato genere. Il che sfocia in una sceneggiatura arguta, ironica, intelligente, brillante e originale. Non fine a se stessa, ma anche leggibile a più livelli.

Recensione del film Cena con delitto - Knives Out (Knives Out) film del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson.

Porca putt… perdindirindina, una volta tanto, il messaggio sociale incorporato in tutto ‘sto teatrino è articolato e veicolato in modo giusto e funzionale. C’è una certa eleganza, raffinatezza se la vogliamo mettere in questo modo. A differenza delle solite cafonate di Hollywood, che ti sparano in bocca, a forza, irritanti ovvietà come se fossero la più grande conquista dell’umanità.

A ogni modo, se proprio dovessi trovare un difetto in Cena col delitto, sta tutto in un unico risvolto. Appunto grazie a una formula così originale, il fatto (giusto) di fornirti indizi rivelanti ai fini di darti la possibilità di arrivare a capire chi sia “l’assassino”, quel paio di colpi di scena mica da ridere, affidarsi poi a una soluzione così vecchia, stona con tutto il resto.

So che è difficile da capire detta così; e certo, non è mica che il film ne perda in qualche modo. Anzi. Diciamo che è una cosa mia, estremamente personale: ho il dubbio se sia voluta o meno, però… Un certo fatto, m’ha portato a capire il finale a mezz’ora dalla fine.

Però, ripeto: questa è una cosa mia. Non so se sia voluta – dovrei rivederlo almeno un paio di volte per capirlo – e il film non perde assolutamente nulla. Anzi. Cena con delitto è sicuramente uno dei migliori whodunnit in generale e, sicuramente, dai tempi di Gosford Park.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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