C'era una volta a Hollywood (Once Upon a Time in... Hollywood) è un film del 2019 scritto e diretto da Quentin Tarantino

C’era una volta a Hollywood – Tarantino e le favole

C’era una volta a Hollywood, proiettato in anteprima a Cannes s’è beccato, alla fine, sette minuti di standing ovation. Più o meno tutti, c’hanno appiccicato sopra la definizione di lettera d’amore. Una lettera d’amore che Quentin Tarantino ha spedito al cinema, direttamente all’indirizzo di Via passato anni ’60, color seppia amarcord, Los Angeles.

Questo è vero; ma è vero pure che la figura della lettera d’amore al cinema è una definizione abbastanza scontata. Facile. Troppo, e anche troppo stretta per circoscrivere ciò che, di fatto, ha portato a quei quasi dieci minuti d’applausi. Volendo metterla in un certo modo

C’era una volta a Hollywood è probabilmente il miglior film di Tarantino.

Recensione di C'era una volta a Hollywood (Once Upon a Time in... Hollywood) film del 2019 scritto e diretto da Quentin Tarantino

Non in senso assolutistico, ovvio. Semmai, per ciò che intrinsecamente rappresenta. Per esempio, credo che una definizione migliore di C’era una volta a Hollywood, per assurdo, sia già stata data dagli Smashing Pumpkins venticinque anni fa, con Bullet with Butterfly Wings.

The world is a vampire. Il mondo è un vampiro, attaccava nella prima strofa Billy Corgan. Despite all my rage I am still just a rat in a cage. Nonostante tutta la mia rabbia sono ancora solo un ratto in una gabbia, ti urlava invece nel ritornello.

Il cinema, in generale, è un’amante volubile con un’inestinguibile sete da vampiro per il sangue fresco. Se C’era una volta a Hollywood è una lettera d’amore, sicuro è quella che poi fai in mille pezzi. Perché sai, che indipendentemente da tutto, l’amore della tua vita t’ha pugnalato alle spalle rimpiazzandoti con un altro. Nonostante la rabbia, sei solo un ratto in una gabbia.

Leonardo DiCaprio: Rick Dalton in C'era una volta a Hollywood

La storia dell’attore Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), in questo senso è una parabola piuttosto amara. In pochi anni, Rick passa da eroe del silver screen, gettonatissimo protagonista di serie televisive western di grande successo, a quasi-fallito semi-alcolizzato. Nel 1969, ormai viene scritturato ogni tanto giusto come guest star per fare il cattivo in qualche serie scrausa.

Una ex superstar con gli occhi bagnati di autocommiserazione che, in qualche modo, cerca disperatamente di restare a galla in un mondo che sta cambiando. Troppo in fretta e che troppo in fretta, lo sta dimenticando. Essenzialmente, l’unico punto fermo di Rick è Cliff Booth (Brad Pitt): “Più che un amico, meno di una moglie”. Cliff è uno stuntman e controfigura di Rick. La loro amicizia è l’unica costante in un mondo incerto.

Tuttavia, fino a… diciamo metà film circa, continui a chiederti dove Tarantino voglia andare a parare. Cioè, come e in che modo, la storia di ‘sta coppia di cazzari sul viale del tramonto si ricolleghi a un orribile fatto di cronaca nera. Ecco, a conti fatti, la risposta è nel finale.

era una volta a Hollywood (Once Upon a Time in... Hollywood) film del 2019 scritto e diretto da Quentin Tarantino

Quel finale lì, che dà un altro senso – e tutta un’altra proporzione – a titolo e film. Grazie al quale Tarantino tira le somme su tutta una serie di sottilissimi giochi d’incastro. Una favola in pratica, che in quanto tale inizia col classico “C’era una volta”. Che dalla storia, quella vera, parte per raccontare la storia del luogo in cui le storie diventano realtà.

C’era una volta a Hollywood è un film sorprendentemente complesso e stratificato, che scivola in modo incredibilmente naturale fra realtà e fantasia. Raccontando, in tono agrodolce e spesso critico, tanto dell’industria cinematografica, quanto dei crimini della famiglia Manson che lo hanno sconvolto alla fine di un decennio tumultuoso.

Questo è un film, sicuramente, dettato dall’infatuazione per il cinema. Esattamente come non è un film che Tarantino avrebbe potuto fare vent’anni fa. Poco più che trentenne, s’era già imposto con Le Iene e Pulp Fiction. Rispettivamente definiti come il più grande film indipendente di tutti i tempi uno, e pietra miliare del postmodernismo l’altro.

Dopodiché è venuto Jackie Brown: essenzialmente un film sul significato della mezza età, che poneva un grosso punto interrogativo su cosa la vita, avesse da offrire in seguito. Ecco, in C’era una volta a Hollywood vengono trattati molti degli stessi temi. Solo in modo più profondo rispetto al passato. Prova che, forse, invecchiare non è una cosa tanto grave.

Leonardo DiCaprio: Rick Dalton

La paura di non essere più attuali, di non ricevere più chiamate, di essere masticati e sputati da quella splendida vampira chiamata Hollywood che t’abbaglia con le sue promesse di fama e gloria, è qualcosa che infetta in qualche modo tutti coloro che lavorano nell’industria cinematografica. E sicuro, neanche lo stesso Tarantino è immune da questo.

Tuttavia, diciamo che un buon sottotitolo per C’era una volta a Hollywood, potrebbe essere: “Mi tolgo i sassi dalle scarpe”. In quanto Tarantino è un uomo che apprezza, chiaramente, il concetto di vendetta. Dopotutto, chi più di lui s’è lanciato in dichiarazioni d’amore tanto esplicite verso il cinema?

Chi più di lui è stato tanto promiscuo nei suoi affetti, passando dalle arti marziali ai western, fino ai film d’exploitation e peggio B-movie di ogni genere? Un tizio arrivato a cinquantasei anni, che ha speso metà della sua vita riversando la sua passione nel e per il cinema.

Eppure, nonostante questo, Tarantino continua a ripetere che non sarebbe andato oltre la sua data di scadenza. Discorso culminato poi nell’affermazione che nell’arco della sua carriera, avrebbe realizzato solo dieci film. Cosa che, del resto, rispecchia in pieno la sua mentalità da eterno adolescente. Nerd , troppo cresciuto e con troppi soldi, che fa film per nerd come lui.

era una volta a Hollywood (Once Upon a Time in... Hollywood) film del 2019 scritto e diretto da Quentin Tarantino

In altre parole, quando Peter Pan si renderà conto di non poter più volare, si metterà direttamente la pistola in bocca. Anziché trasformarsi in “un vecchio bastardo che fa film per vecchi bastardi”. Tuttavia, C’era una volta a Hollywood, quello che su carta dovrebbe essere il suo penultimo film è, paradossalmente, la prova che forse Tarantino dovrebbe riconsiderare l’idea della “pensione anticipata”.

In quanto C’era una volta a Hollywood è una favola a metà. Un viaggio che, tra il serio e il faceto, fra critica e celebrazione, cattura la complessità del favoloso mondo delle stelle. Dalla luce alla polvere, come visto da fuori e come visto da dentro. Nel frattempo, riesce a legare tutto a temi ancora più grandi, come il peso della storia e sul modo in cui le epoche finiscono.

Tarantino tratta tutto questo con sorprendente maturità. Ripeto, C’era una volta a Hollywood non sarà in senso assolutistico il suo film migliore. Anche perché, non tutto dev’essere sempre visto necessariamente come paragone in “meglio” o “peggio”. Sicuro però, questo è il film con cui, pure lui, sembra aver raggiunto la maturità.

C’era una volta a Hollywood segna il bisogno di andare oltre i generi familiari. Uno sguardo oltre le influenze più evidenti del passato. Anzi. Sembra il lavoro di qualcuno che si è accorto di essere cresciuto e cerca di capire il mondo che ha intravisto nella foschia dell’infanzia. Questo è il tipo di film che ti fa desiderare di vedere cosa farà Tarantino in futuro. Altro che soli dieci film.

Ebbene, detto questo anche per oggi credo sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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C'era una volta a Hollywood
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Retronauta

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One thought to “C’era una volta a Hollywood – Tarantino e le favole”

  1. La vedo esattamente come te.
    Un Tarantino maturo, filosofico e metaforico, che merita quei sette minuti di applausi perché tira fuori un filmone (come non se ne fanno più) costruito su più livelli, tutti tranne una “trama” vera e propria, e infatti spiazza e delude molti, ma non chi si è lasciato trasportare dal racconto vero, ossia tre giorni di vita di tre personaggi.

    Moz-

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