Privacy Policy Batman e Robin - 25 anni di scuse dopo - Il Sotterraneo del Retronauta

Il Sotterraneo del Retronauta

Il tuo amichevole ricordatore di quartiere

Batman e Robin – 25 anni di scuse dopo

Recensione Batman e Robin film 1997

Batman e Robin, l’inossidabile dinamico duo che, da oltre ottant’anni, combatte il crimine in tutina e mantella. Se ci pensi un attimo, nell’ottica generale della cultura pop, quante sono le cose in grado di mantenere una tale popolarità nell’arco di tutto questo tempo? Realisticamente parlando, poche. Anzi. Fai pochissime, va.

Batman è uno di quei nomi, marchi, conosciuti in lungo, largo a destra e pure a sinistra. Normale, quindi, che fama e notorietà di simile portata, vengano/vadano sfruttate. Come? In qualunque modo, possibile e immaginabile. Fra questi, il più semplice di tutti: farci il film.

Batman e Robin versus Joel Schumacher

Recensione Batman e Robin film 1997

In questo senso, i primi esempi di bat-cinema risalgono addirittura agli anni ’40 e sono Batman e Batman e Robin. Usciti, rispettivamente, nel 1943 uno e nel 1949 l’altro. Tuttavia, se esistano ancora al di fuori delle semplici catalogazioni enciclopediche o, quantomeno, siano in qualche modo reperibili da qualche parte, vattelapesca.

Piuttosto, menzionarli serve a evidenziare un fatto abbastanza curioso. Capiamoci: siamo agli inizi della seconda metà degli anni ’60. Nelle sale esce Batman: The Movie. Ovvero, la versione cinematografica, adattamento della serie tv con Adam West e Burt Ward. Ovvero ancora, un terzo film a quasi vent’anni da quel Batman e Robin del ’49.

Altri venti e passa anni dopo ancora da Batman: The Movie, escono, stavolta a distanza di pochissimo l’uno dall’altro, Batman, Batman Returns e Batman Forever. Ecco, da questo, si evince un fatto incontrovertibilmente chiaro: considerando che le sue apparizioni si limitano a due film su sei, di Robin, essenzialmente, non frega un caz… niente a nessuno.

Recensione Batman e Robin film 1997

Le cose, però, stavano per cambiare: i pianeti s’erano allineati e le stelle assunto la giusta configurazione. Trent’anni erano trascorsi dalla sua ultima comparsa e l’araldo, Joel Schumacher, sapeva che i tempi erano maturi per il suo ritorno. Siamo nel 1997 e nelle sale esce Batman e Robin.

Piccola, quanto doverosa, premessa: magari per molti sarà la scoperta dell’acqua calda ma, sfortunatamente, molti altri ignorano completamente il fatto che Batman, Batman Returns e Batman Forever sono in realtà una trilogia. Ovviamente, metti un regista diverso e un diverso protagonista, chiaro poi che Batman Forever sia, come dire… difficile da percepire come seguito diretto dei precedenti film.

Il perché, nasce dal presupposto che, sì, Batman Returns fu un gran successo; ma non tanto quanto aveva sperato la Warner. Che, programmato il prossimo film, sperava in qualcosa di più commerciale rispetto alle cupe e inquietanti atmosfere create da Tim Burton. Ipso facto: appena capito l’andazzo, Burton salutò tutto e tutti e diede forfait.

Recensione Batman e Robin film 1997

Michael Keaton invece, rimase a bordo ancora per un po’ dopo l’addio di Burton ma, alla fine, pure lui fece armi e ritagli. Giusto ché il film, così com’era stato impostato, gli faceva semplicemente schifo. Concetto che, proprio qualche anno fa, Keaton ribadiva in un’intervista per The Guardian:

“Quello [gli anni ’90] è stato un periodo d’eccessi ed era chiaro che [Batman Forever] non fosse affatto buono. Ho provato a essere paziente, però a un certo punto ho pensato: non ce la faccio più, sarà una cosa orribile”.

La cosa buffa – e capiamoci, di cose “buffe” qua ce n’è a pacchi – è che, nonostante tutto, alla fin fine Batman Forever è stato il maggior incasso della, chiamiamola quadrilogia va, dei film su Batman degli anni ’90. Naturale che da qui in poi, le cose avrebbero potuto solo peggiorare.

Recensione Batman e Robin film 1997

Fondamentalmente, oggi come oggi è praticamente prassi comune addossare la colpa del declino di Batman a Joel Schumacher. Colpa sua i bat-capezzoli. Colpa sua se Forever e Batman e Robin so’ film a uso ridere. Colpa sua se ci so’ voluti altri dieci anni quasi, per vedere di nuovo Batman al cinema e ancora vergogna per questo, quello e pure quell’altro.

Sì, magari in parte è vero ma, dall’altra, c’è da considerare che i problemi alla base di Batman e Robin, per quanto strano possa sembrare dirla così, partono proprio da Batman Returns. Come detto, considerato troppo inquietante e, perciò, non adatto ai bambini, McDonald’s sciolse la parternship con Warner Bros. ritirando gli Happy Meal promozionali legati al film.

Ancora, i toni impostati da Burton avevano, in generale, tirato il freno a mano e messo ‘na bella ganascia alla vendita di giocattoli e merchandising relativo. Su cui del resto, Warner sperava di farci i fantastilioni. A ‘sto punto, serve un nuovo regista e la scelta si limita a tre nomi in particolare: Sam Raimi, John McTiernan e Joel Schumacher.

Recensione Batman e Robin film 1997

Raccomandato caldamente da Tim Burton, alla fine viene assunto proprio Joel Schumacher che, sorpresa sorpresa, si presenta con un bastimento carico carico di sogni e speranze. Sogni e speranze che facevano rima con sangue e violenza. Infatti, l’idea era quella di adattare Batman: Year One di Frank Miller e fare ‘na cosa tipo The Lost Boys, però meno pop e più noir.

Come no, guarda. Qua si devono vendere giocattoli, zainetti e portapastelli e te ne esci così? Ecco la sfida: Schumacher deve trasformare la serie cinematografica di Batman in un franchise per famiglie. Toni e atmosfere devono andare, al massimo, su ‘na scala da Adam West a I Superamici. All’alba del XXI° secolo, Joel Schumacher si trova a dover fare ‘na specie di remake del film di Batman degli anni ’60.

Come e perché sia riuscito, vallo a sapere. Sta di fatto, che il clamoroso successo commerciale di Batman Forever ha contribuito a spingere sul lato degli interessi aziendali. Trasformando così il successivo Batman e Robin, in ‘sta specie di lungo e costosissimo spot di giocattoli, anziché un film vero e proprio.

Recensione Batman e Robin film 1997

Riguardo gli eccessi del periodo, Keaton diceva giusto: la produzione di Batman e Robin ha dato vita a un tipo d’isteria di massa, oggi piuttosto comune, ma completamente sconosciuta all’epoca. Per esempio, all’epoca una foto di Arnold Schwarzenegger col costume di Mr. Freeze non ancora rivelato, veniva pagata intorno alle $10.000 bombe.

Per questo, ci fu bisogno di assumere squadre di sicurezza e un’intera equipe che seguiva Arnold, tenendo ‘sta specie di tendone intorno a lui mentre andava dalla roulotte al set. Questo però, era l’ultimo dei problemi. Se, precedentemente, Schumacher ha dovuto fare i conti con cast e troupe tutti sul piede di guerra, qua i conti l’ha dovuti fare col dio denaro.

Proprio Arnold, per dire, da solo è costato alla produzione la bellezza di venticinque milioni di petroldollari. Oltre al fatto che aveva un’intera unità di undici persone dedicata esclusivamente a lui, per la preparazione del trucco di Mr. Freeze che richiedeva circa quattro ore. Nessun problema, se non fosse che la sua ferrea politica contrattuale, prevedeva un massimo di dodici ore lavorative.

Recensione Batman e Robin film 1997

Come se non bastasse, a parte gli addetti ai lavori, c’aveva sempre un sacco di gente intorno. Pure celebrità, che andavano e venivano dal set solo per salutarlo. Tipo, quei sigari bianchi che ogni tanto Mr. Freeze tira fuori in Batman e Robin, no? Eh, quelli so’ un regalo, consegnato ossequiosamente a mano da Jon Bon Jovi. Arnold li fece semplicemente colorare, così da poterli fumare in scena.

Fra ‘azzi e mazzi, ogni qualvolta Arnold Schwarzenegger restava fermo per un motivo o per l’altro, veniva a costare più o meno $5.000 al minuto. Ma non era solo lui: tutto era esagerato, eccessivo. Sproporzionato. I costumi erano macchinosi, scomodi e costosi; e ce n’erano millemila. Uno per ogni stuntman impegnato nelle grandi sequenze d’azione ciuccia-soldi del film.

Alla fine della fiera, Batman e Robin venne a costare, solo di produzione, più di centoventi milioni. Cifra scandalosa per l’epoca. Ancor di più, considerando che l’incasso complessivo si fermò a meno di duecentoquaranta milioni. Più di cento in meno, rispetto a Batman Forever.

Recensione Batman e Robin film 1997

Ora, venticinque anni dopo, riguardo Batman e Robin di Joel Schumacher in giro per la rete di articoli, approfondimenti, speciali tipo “In defense of…” e bla bla bla, ce n’è a pacchi, buttati a pochi cent la tonnellata, figuriamoci. Certo, spesso e volentieri è difficile contestualizzare qualcosa di contemporaneo, nel momento in cui esula così apertamente dagli schemi.

Molti film, all’uscita vengono fraintesi, non capiti, se non addirittura presi a sputi e fischi. Solo per essere rivalutati e acquistare poi fama col tempo. Sì, questo è vero; com’è vero che Batman e Robin è un film per lo più orribile oggi, esattamente com’era orribile quasi trent’anni fa. Però…

George Clooney, non molto tempo fa al The Graham Norton Show, fra ‘na battuta e l’altra, su Batman e Robin, ridendo e scherzando diceva: “Mi scuso sempre per quel film, da anni. Fino all’uscita di Batman Begins, ero convinto di aver distrutto il franchise”.

Recensione Batman e Robin film 1997

Stesso discorso, vale per Joel Schumacher. Che ripensando al film, diceva: “È stato un tale scandalo! Era come se avessi ucciso dei bambini o qualcosa del genere […] I capezzoli poi… È stato il massimo! Chi se l’aspettava che due cose di gomma, delle dimensioni di una gomma da matita, sarebbero stati un tale problema”.

A volte, il motivo per cui un film non funziona è piuttosto ovvio. In questo caso però, è difficile capirne i motivi. Nel senso che, sì, come detto Batman e Robin è un film orribile; ma perché? Seppur a milioni d’anni luce dalle atmosfere dark-gothic di Burton, Joel Schumacher è riuscito a dare un suo particolare imprinting ai film di Batman.

La sua Gotham, per quanto pupazzosa e cartoonesca, è originale e unica, laddove avrebbe potuto tranquillamente limitarsi a un collage di ovvi cliché. Tra l’altro, a proposito di Batman e Robin, Roger Ebert diceva che il punto era ridimensionare. Che non abbiamo bisogno di vedere su schermo due milioni al minuto. Bisogna mettere in primo piano i personaggi, non gli effetti speciali.

Recensione Batman e Robin film 1997

Per carità, ha sicuramente ragione e questo, è un discorso che vale oggi tanto quanto ieri. Ciononostante, ecco, metti questo. Metti che Clooney la butta sul ridere, ma alla fine fai che Schumacher s’è sempre preso la colpa di tutto, dicendo che avrebbe dovuto fare meglio. Eh… difficile fare di meglio, ridimensionare, quando ti viene imposto di girare ‘na pubblicità di giocattoli, insomma.

Soprattutto, quando ti viene detto che devi farla sembrare uguale alla serie campy-ultra-kitsch degli anni ’60, però seria. Schumacher non è stato all’altezza? Forse. Eppure, non ha sforato il budget, non ha avuto bisogno di re-cut, riprese aggiuntive, costosi processi vfx in post-produzione e via dicendo.

Il punto è che bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: Batman e Robin è stato un disastro? Sì. La colpa è di Robin, che ogni trent’anni appare e succede un disastro, oppure della produzione che spingeva per vendere paccottiglia collaterale? Può darsi. Troppi soldi e troppe speranze? Forse. Tutta colpa di Joel Schumacher? No.

Ebbene, detto questo anche per oggi credo sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

Rispondi