Weekend con il Morto – Dai Bernie, saluta!

Weekend con il morto, eh? No, non ce la faccio, sul serio: l’ignoranza chiama? Io rispondo ma di corsa proprio, perché è più forte di me. È successo che alla fine della fiera, anziché guardarmi quegli ultimi due, tre film di menare che mi mancavano, me ne so’ andato – come sempre – per frasche e so’ rimasto infognato a guardarmi “Weekend con il Morto”. Un trionfo di pezzenteria e stupidità di quelle fatali, che raccoglie in sé la summa massima di un decennio fatto di eccessi e stramberie: e sì che c’abbiamo spalline come se piovesse, i capelli cotonati, i colori molestissimi… una premessa stupida e poco divertente che c’ha la pretesa di reggere un intero film… Ah, quanto mi piacciono queste cose. […]

 

Allora, siamo nel 1989 e Ted Kotcheff, regista del primo “Rambo” nonché uno che fa della coerenza il suo stendardo (tipo che ‘na volta gira un western n’altra fa la commedia ecc. ecc.), decide di prendere e lanciarsi in un progetto che nel 90% dei casi risulta fallimentare: una commedia con protagonista un morto. Per dire, a suo tempo anche Alfred Hitchcock c’aveva provato con “La Congiura degli Innocenti” che, per quanto possa essere un film geniale (come di sicuro non è questo il caso) e rivalutatissimo nel tempo, sta di fatto che all’uscita fu un floppone di quelli tremendissimi. In effetti, i motivi per cui questo tipo di soggetto non funziona possono essere molteplici ma di sicuro, il fattore principale è sicuramente uno secondo me; ma facciamo che il discorso lo riprendiamo più avanti.

weekend con il morto

Dunque, il film inizia introducendo Larry e Richard, due amici anni ’80 che vivono nella New York degli anni ’80 e lavorano entrambi per questa “mega-ditta” di assicurazioni anni ’80. Naturalmente, i due sono la classica coppia male assortita, di quelle riciclate a nastro in ogni possibile variante dai tempi di Walter Matthau e Jack Lemmon, dove Richard è una specie di “Yes-man” con la fissa del lavoro e, nonostante tipo siano in piena estate (e di Domenica), si trascina a lavoro Larry, dal canto suo praticamente Philip J. Fry in carne e ossa. Impressione questa, resa ancor più forte dal fatto che oltre essere lo stereotipo dell’amico-spalla festaiolo anni ’80, qui da noi Larry è doppiato proprio da Fabrizio Manfredi, la voce di Fry.

weekend con il morto

A ogni modo, mentre Larry sta tutto a voglia d’estate e Richard impila figure di niente una dietro l’altra con Gwen, la collega di cui s’è invaghito, tra ‘na scartoffia e n’altra viene fuori che la società per cui lavorano c’ha un ammanco di tre o quattro milioni. In pratica, qualcuno ha truffato la compagnia versando più e più volte il premio sulla polizza vita di uno che a quanto pare è già morto quattro volte. Ah! Ah! Ah! Le matte risate proprio, se pensiamo a cosa accadrà nel film.
Cosicché, con la speranza di aver fatto il colpaccio che li renderà eroi – con tutti i benefici del caso – corrono da Bernie Lomax, il loro capo; quest’ultimo prende atto della cosa, si congratula, baci abbracci applausi e invita Larry e Richard a passare il weekend con lui alla sua villona al mare su Hampton Island.

weekend con il morto

Il problema però, sta nel fatto che è proprio Lomax il tipo morto già quattro volte (Ta- Daaa!) truffando la compagnia. Quindi, per la regola che ogni uomo d’affari abbia agganci con la malavita, si mette d’accordo col boss Vito (la fantasia proprio nel trovare i nomi, eh?) chiedendogli di far fuori i due ragazzi appena metteranno piede sull’isola, cercando di far sembrare il tutto un suicidio. Tra parentesi, il piano di Lomax è quello di scrivere una finta lettera dove dice che Larry è “una checca impazzita” che ha rubato quei soldi per cambiare sesso e sposarsi con Richard, il quale però l’ha lasciato e perciò lui ha dato di matto commettendo un omicidio-suicidio. Comunque sia, al di là dello splendido piano che Gargamella levati, il don Vito degli scappati da casa accetta, ma appena Bernie va via, dà ordine allo scagnozzo Paulie di uccidere lui anziché i ragazzi, visto e considerato il piccolo dettaglio che Bernie s’ingroppa con nonchalance la sua donna.

weekend con il morto

Nel frattempo Gargamella & co. complottano al ristorante, noi vediamo lo svolgersi della ma proprio per niente forzata sotto-trama di Richard che tenta d’insinuare Gwen. In due parole, Richard vive ancora con i suoi e naturalmente, mica lo dice, eh. Certo che no. In maniera tale che noi, possiamo ammirare questo bel cameo di Ted Kotcheff nel ruolo del padre di Richard che li becca sul divano. Ovviamente, anch’io se avessi un fisico scolpito nel lardo di colonnata tirato su a forza di grappe e lasagna, mi ritaglierei una piccola apparizione (in mutande) nel film che sto girando.

weekend con il morto

Com’è come non è, dicevamo che Bernie arriva sull’isola per preparare tutto quanto e viene raggiunto da Paulie, tra parentesi interpretato dallo scomparso recentemente Don Calfa, meglio conosciuto come Ernie l’imbalsamatore ne “Il Ritorno dei Morti Viventi”. Quindi, in un modo o nell’altro ‘sto tipo sempre coi morti deve avere a che fare. Comunque, “Paulie” segue gli ordini di Vito e schiaffa un siringone nelle chiappe di Bernie e lo manda in overdose uccidendolo sul colpo.

weekend con il morto

Nel frattempo Paulie va via, Richard e Larry arrivano a casa di Bernie e, naturalmente, fanno subito quello che fanno tutti gli umili quando si trovano nel lusso dei super-ricchi: si guardano attorno senza capire una mazza. Senza contare il fatto che, oltre allo spaventoso lusso in cui vive Bernie, i due manco arrivano e si ritrovano praticamente in una bufera di patata che va e viene come se nulla fosse.

weekend con il morto

Così, dopo aver girovagato un po’ per casa, scoprono che Bernie è morto e nel frattempo cincischiano immotivatamente, la casa viene invasa da gente perché Bernie è (era) uno che conosce tutti e tutti conoscono Bernie; perciò ogni weekend casa sua si trasforma in un rave dove chiunque e la qualunque entrano ed escono alla cazzomannaggia facendo un po’ il cacchio che gli pare e piace. Naturalmente, staranno pure vestiti coi soldi ‘sta gente, ma sempre dei rincogliostonati sono, visto che devi esserti drogato come un cavallo per non renderti conto di star a parlare con un cadavere. Seems legit.

weekend con il morto recensione film

Però i due, continuano a portarla per le lunghe: Richard parrebbe quello più serio. Parrebbe. D’altro canto, siamo in una commedia anni ’80 perciò, l’ammore viene prima di tutto. Ergo, la polizia la chiamiamo dopo perché guarda là, c’è Gwen, l’interesse amoroso del film che la devo andare a conquistare. Alla probabile accusa di occultamento di cadavere ci pensiamo dopo. E questo è Richard.

weekend con il morto recensione film

Larry invece, che c’ha proprio la melma e il party hard nella testa, se ne va in giro col cadavere di Bernie, a cui lega pure dei fili agli arti a mo’ di marionetta e ci gioca a Monopoli perché… boh! Perché a quanto pare andare in giro con un morto in probabile stato di decomposizione è l’ultimo trend del momento. A questo punto, il resto del film si regge tutto sulle gag con protagonista il cadavere e l’esaurimento nervoso di Paulie che continua a tentare di ucciderlo. Il finale prevedibilissimo non ha nessun colpo di scena e quindi passiamo direttamente alla classica domandona finale: com’ è passare “Un Weekend con il Morto?

 

Innanzitutto capiamoci: io adoro questo film. Sarà per via di qualche vulnus infantile, sarà perché forse c’ho troppo la tendenze ad alzare “mura mitopoietiche” con cui circondo ‘sto periodo, sarà quel che sarà non lo so, ma ‘sto film mi piace parecchio. Però questo non cambia la realtà dei fatti. Weekend con il morto è un film tremendamente stupido che non funziona in alcun modo.

weekend con il morto recensione film

Sopra dicevo dei motivi per cui spesso e volentieri questo tipo di soggetti non riescano, ok? Beh… partiamo dal fatto che, portarsi in giro un cadavere e martoriarlo sbattendolo di qua e di là non è divertente; è grottesco. Certo, vero è che parliamo di black comedy però, questa funziona alla grande quando viene fatta in un certo modo. Tanto per capirci senza sfoderare il pippone, vedi che so… “Fargo”, “Brian di Nazareth”, “Piccoli Omicidi fra Amici”, “Il Dottor Stranamore”, il succitato “La Congiura degli Innocenti” e compagnia cantante. In questo tipo di film, argomenti generalmente considerati molto seri o addirittura tabù come la guerra, la morte, la violenza, la religione, la malattia (e quindi la disabilità), la sessualità, la diversità culturale, l’omicidio e così via, vengono letti in chiave satirica e paradossalmente comica. Così funziona. Non di certo facendo reggere 3/4 di film su gag sceme con un morto.

 

Volendo, uno però potrebbe obiettare dicendo “E va be’ però è una commedia nera, il cadavere trascinato in giro a mo’ di portachiavi ci può stare”. Ok. D’accordo, ci voglio stare.
Quello che non va assolutamente intanto, e a cui uno non ci può stare assolutamente, è la stupidità. Mi spiego: io non posso credere neanche per un solo momento che nessuno, ma nessuno proprio si renda conto di aver a che fare con un morto. In questo senso, Kotcheff prova a mettercela la pezza facendo riconoscere ai protagonisti l’assurdità della situazione; ma non basta comunque. Voglio sorvolare su tutte le scene, ok? Ma a quella della festa, gente che si mette a parlare col cadavere di Bernie, no. Voglio dire, chi stracazzo è il cadavere lui o i comprimari che non se ne accorgono? Questo è il motivo principale per cui, secondo me, questo tipo di film non funziona.

A ogni modo, direi che anche per oggi è tutto e detto questo

Stay Tuned e Stay Retro.

Summary
Review Date
Reviewed Item
Weekend con il morto
Author Rating
31star1star1stargraygray

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

Rispondi