Virus film locandina

Virus (1999) – Jamie Lee Curtis contro Alien e Terminator

Virus, al tempo del suo debutto nel 1999, venne definito in maniera unilaterale proprio così: un brutto pastrocchio fra Alien e Terminator. Facendo poi, ovviamente, incetta di fischi e pernacchie a mani bassissime. Se poi consideriamo che anche la stessa Jamie Lee Curtis, star del film, a posteriori ci mise del suo in questo senso, allora il quadro è completo. Tanto per capirci, in un’intervista rilasciata a IGN.com, la Curtis se ne uscì con:

[“Alla festa di compleanno per i suoi quarant’anni, Rob Reiner organizzò un bad show. In pratica, tutti gli invitati portarono una clip del loro film/interpretazione peggiore. Nella sua, Rob interpretava un hippie nella sit-com anni ’60 “Gomer Pyle: USMC” che cantava Blowin’ in the wind. Io ho portato Virus, un film così brutto da rimanerci shockati. Questo è l’unico motivo valido per interpretare film di merda: quando i tuoi amici credono di aver fatto dei film orrendi, puoi sempre dire ‘Ahhhh, ce l’ho io il meglio: sto portando Virus”].

Al di là di tutto questo, personalmente non sono dello stesso avviso. Insomma, Virus sarà pure un film poco originale, d’accordo. Magari non riuscitissimo, va bene. C’avrà i suoi difetti, ok. Ma da qui, a considerarlo come uno dei peggiori film degli anni ’90, beh… sì, in effetti fu un flop pauroso. Un flop che secondo me però, andrebbe rivalutato. A ‘sto punto, diamo un ciancio alle bande e andiamoci a buttare l’occhio su ‘sto “Virus”, va.

Virus film

Il film inizia nel bel mezzo del Pacifico. L’equipaggio della Volkov, gigantesca nave da ricerca russa, si prepara al consueto contatto di routine con gli astronauti della stazione spaziale Mir.

Virus

Durante lo scambio dati fra i due equipaggi, a un certo punto gli astronauti scorgono una strana forma d’energia vagante che fluttua nello spazio. Neanche il tempo di realizzare cosa sia, che ‘sta cosa l’investe facendo fuori tutti. Pochi istanti dopo, la misteriosa scarica d’energia si trasporta sulla Volkov.

Donald Sutherland

Una settimana più tardi, il rimorchiatore oceanico “Sea Star” capitanato dall’ormai alcolizzato capitano Everton (Donald Sutherland), si trova nel bel mezzo di un tifone. Quindi, già la situazione è quella che è ma, come se non bastasse, alla nave è ancorato pure un pesantissimo rimorchio pieno di container, che gli aumenta di non poco le possibilità di farli colare a picco.

Jamie Lee Curtis

Ovviamente, la cosa più sensata sarebbe quella di sganciare la chiatta coi container, e in primis a voler fare ‘sta cosa c’è il navigatore Kelly Foster (Jamie Lee Curtis), spalleggiata dal meccanico Steve Baker (William Baldwin). Il problema però è Everton, che arriva addirittura a minacciare di ucciderli se solo c’avessero provato. In ogni caso, il motivo di tutta st’ansia, è che il capitano s’è trovato distrutto dai debiti. Perciò aveva racimolato tutto ciò che possedeva e l’aveva riposto in quel carico, ultima speranza di potersi rifare una vita. Peccato che alla fine, indipendentemente da tutto, il cavo si spezzerà comunque mandando tutto a picco.

Virus

Affondato il carico, il Sea Star più o meno riesce a riprendersi ma, sta di fatto che comunque si trova ancora nel mezzo di un tifone. Coi motori danneggiati per giunta. Il che non l’avrebbe mantenuto a galla ancora per molto.  A ‘sto punto, Foster suggerisce di attraversare le “pareti” della perturbazione, portandosi al centro dell’occhio del tifone, laddove le acque erano più tranquille e cercare di riparare la nave.

Donald Sutherland

Cosicché tutti d’accordo, compreso Everton, mettono in pratica il piano. Una volta raggiunto l’occhio del tifone, mentre l’equipaggio è indaffarato a cercare di rattoppare la nave e il capitano invece il modo più dignitoso per far fronte alla perdita, sui radar appare d’improvviso qualcosa di molto grosso nelle vicinanze. In sostanza, si trovavano nelle vicinanze della Volkov.

Volkov

Capendo la “fortuna” in cui si erano imbattuti, l’equipaggio si dirige immediatamente verso la nave russa, che con tutta probabilità avrebbe quantomeno potuto aiutarli a riparare la nave. Invece, dopo vari tentativi di contattare l’equipaggio russo, non avevano ricevuto nessuna risposta. Ed è qui che lo sciacallaggio emerge con grazia ed eleganza: se la nave fosse abbandonata, come Everton sperava, il “salvataggio” avrebbe potuto fruttare svariati milioni di dollari di guadagno.

Scena del film Virus

Così, rimessosi in sesto, Everton dà ordine di salire a bordo della Volkov. Qui però, si trovano davanti a una situazione a dir poco bizzarra: quasi tutti gli apparecchi elettrici erano stati distrutti, così come la maggior parte dei cablaggi. In ultimo, le pareti erano piene di fori da proiettile. Però per il capitano Everton è tutto un chissene, perché con tutti quei soldi per il mezzo, figuriamoci che saranno mai un po’ di disordine e due revolverate alle pareti; e manda Steve e il suo compagno “Squeaky” a ripristinare l’elettricità a bordo.

scena del film Virus

Una volta tornata la corrente, iniziano a capitare strane cose a bordo. Tra cui addirittura un’ ancora che staccandosi da sola, centra in pieno il Sea Star mandandolo a picco. Fortunatamente, Woods e Hiko che si trovavano lì in quel momento riescono a salvarsi, ma quest’ultimo resta ferito.

Joanna Pacula

Trasportato Hiko nell’infermeria della Volkov, mentre Foster cercava di rattoppargli la gamba, all’improvviso un tizio in maschera antigas esce da un armadietto sparando a caso con una mitragliatrice. Incredibilmente, nessuno resta ucciso e una volta messo k.o l’assalitore, si scopre che questi altro non è che Nadia Vinogradova, primo ufficiale scientifico di bordo, nonché unica superstite della Volkov.

Virus scena del film

Com’è come non è, una volta ripresi i sensi, Nadia racconta cos’era capitato. In pratica, quella specie di scarica elettrica che aveva investito la Mir, è un essere alieno senziente. Sfruttando il trasferimento dati dalla Mir aveva raggiunto la nave, dove una volta a bordo, ha preso fischi per fiaschi, scambiando gli esseri umani per dei virus. Perciò, decide automaticamente di eliminare tutti e utilizzare i cadaveri per strani esperimenti, dando vita a orripilanti ibridi e creature umanoidi composte di carne e metallo.

Arrivati a ‘sto punto, il resto del film non è altro che il solito, lungo inseguimento fra il mostro e i personaggi, quindi passiamo direttamente a “La Domanda”: com’è Virus?

Fondamentalmente, volendo restare coi piedi per terra, è un film incredibile. Attenzione però: con incredibile, intendo dire incredibile che qualcuno abbia sul serio investito del denaro per una storia così vacua, abusata e tremendamente banale. Anche se però, c’è da tenere in considerazione alcuni aspetti.

Virus comics

Sul finire degli anni ’80 e prima parte dei ’90, ci fu una specie di, come dire… revival se vogliamo, di film sui mostri marini o comunque ambientati nelle profondità oceaniche: Leviathan, The Abyss, The Rift, DeepStar Six,Proteus… ne uscirono veramente a ufo, che te li buttavano in faccia pochi cent la tonnellata. Ora, con questo cosa voglio dire? Semplicemente, che sul finire degli anni ’80 lo scrittore, sceneggiatore nonché ex Navy Seal americano Chuck Pfarrer, credo, non so, per seguire la moda forse, sulla falsariga di Alien scrisse appunto la sceneggiatura di Virus.

Il problema, fu in sostanza lo stesso con cui s’è trovato a che fare James Cameron per Avatar: la sceneggiatura era bella che pronta da millemila anni; solo che le tecnologie nel campo degli special f/x dell’epoca non avrebbero mai permesso di realizzare il film così come pensato. Perciò, Pfarrer vendette la sceneggiatura alla Dark Horse Comic che ne realizzò una serie a fumetti, pubblicata nel ’92. Quindi, se tanto di ma dà tanto, quell’aria di stantio che Virus si porta appresso, è data anche dall’essere un’opera che nella sua forma mentis è vecchia di almeno un decennio.

Virus videogame

Ma il punto non è solo l’aver lisciato malamente il periodo d’uscita. E’ che in sé, Virus è un film tremendamente scontato. Probabilmente l’aver affidato la regia a John Bruno, mago degli effetti speciali che ha vinto pure un Oscar per The Abyss, per carità, nel suo settore è uno dei migliori. Però, dicevo, affidargli la regia di un film in cui la produzione ci sperava così tanto, non è stata proprio ‘na genialata.

Virus action figures

Tanto per capirci, il film è costato la bellezza di settantacinque milioni, escluse ovviamente le spese di promozione, e ne recuperò poco più di trenta. Poi venne prodotto un videogame tie-in per Playstation (Virus: It is Aware) e, dulcis in fundo, pure una serie di action figures. Personalmente, non so cosa sperasse chi ci cacciò il soldo ma, inutile dire che tutta ‘sta roba colò a picco malamente.

Sostanzialmente, non è difficile immaginare il perché ‘sto film venne preso a rutti quando uscì: non era originale nella storia, non era originale nella direzione artistica e non era originale manco nell’ambientazione. Messa sotto una certa ottica, persino Punto di non Ritorno c’ha provato di più nel mettere in scena un qualcosa di un pizzico diverso. Per farla breve, l’ennesima goccia nel mare, insomma. Intanto, nonostante questo, a me piace.

Virus mostri nel film

Parliamoci chiaro, esistono centinaia di film uguali a Virus e di certo, questo non è il peggiore in assoluto. Anzi, tanto per dire ma addirittura, pochi mesi prima uscì Deep Rising che in sostanza, era praticamente identico salvo il mostro e, per quanto mi piaccia anche quello, comunque è un prodotto ben più scadente.

A ‘sto punto, s’è capito che Virus sia emozionante come il non trovare una pantofola ai piedi del letto, no? Però, si lascia guardare. Il cast è buono e ci mette il suo. Gli special f/x sono di un certo livello, con un prosthetic makeup di alta fattura e animatroni vecchia scuola quantomai credibili che reggono ancora oggi. Certo le pretese al tempo erano ben altre, ma la storia, per quanto prevedibile è comunque gradevole, perciò, personalmente, credo che se si sia appassionati del genere, al 90% è impossibile che Virus non se ne scenda. Anzi. Quindi facciamo che si becca tre ok di Fonzie e amen.

Detto questo, credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

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Virus
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

4 thoughts to “Virus (1999) – Jamie Lee Curtis contro Alien e Terminator”

  1. non riesco proprio a ricordare se l’ho visto o no.. al videogioco sicuramente ci ho giocato e non mi entusiasmò molto.

    cercherò di recuperarlo comunque
    grazie

    1. Ultimamente, mi sono accorto che lo stanno dando spesso in tv. Probabile che in questi mesi lo rimandino; altrimenti, potresti provare a cercare il dvd, che sta veramente a due spicci.

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