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Anime Horror: Top 10 anime fra i più splatter, gore e inquietanti (Parte 1)

Lo so, lo so… Anime Horror: top 10 anime fra i più splatter e bla bla bla, come titolo non è il massimo. C’ha quel retrogusto da settimanale di gossip scrauso, quasi. Me ne rendo perfettamente conto e non piace manco a me più di tanto. Il fatto è, come chiunque fra voi che da più tempo frequenta il Sotterraneo saprà benissimo, che non faccio mai classifiche nel senso stretto del termine. Non mi piacciono. Perciò, meglio chiarire: titolo migliore per sintetizzare le due righe di oggi non m’è uscito. Ci tengo a precisare ‘sta cosa perché già l’argomento è, come dire… delicato. E visto che non ho la benché minima intenzione di mettermi a fa’ pure ‘na disamina sui generis con relative implicazioni, meglio capirci fin da subito.

Per il resto, un aspetto degli anime che m’ha sempre affascinato, è l’incredibile varietà con cui vengono messe in scena situazioni disturbanti e/o ai limiti. La capacità di ritrarre la morte, non solo in un’infinità di modi diversi; ma anche la dovizia di particolari con cui questa viene rappresentata. In questo senso, è “intrigante” la libertà d’azione che li rende in grado di mostrare una brutalità, che i live-action sono spesso impossibilitati a raggiungere. Giusto per capirci, in un film un uomo che viene colpito da un proiettile di grosso calibro, al più viene mostrato a terra in una pozza di sangue. In certi anime, la stessa sequenza mostra nel dettaglio gli effetti: la carne che viene strappata via assieme ai tendini. La muscolatura esposta e squarciata. Le ossa che vanno in frantumi. ‘Na bella differenza insomma, no?

Ora, al di là di ciò, mi chiedevo: cos’è che rende un anime inquietante? La quantità di sangue e omicidi messi in scena, forse? Oppure l’efferatezza e la crudeltà con cui sono rappresentati, magari? Non credo. O meglio: in effetti sì, questo è un aspetto importante da tener presente ma non fondamentale. In realtà, ho preferito concentrarmi su quegli anime che offrissero il “pacchetto completo”. Ovvero, al di là della “semplice” messinscena della violenza, che siano anche in grado di mettere a disagio per tutto il tempo.

 

Corpse Party: Tortured Souls (2013)

Copertina dell' Anime Horror splatter gore Corpse Party

Quindi, partiamo da un anime piuttosto recente. Corpse Party, è un anime horror di stampo abbastanza “classico” nel soggetto. Fondamentalmente, parte come la stragrande maggioranza dei film horror: un brutto avvenimento accaduto nel passato, le cui conseguenze si riversano sul presente. In sostanza, tutto ruota su nove studenti delle superiori, la cui scuola sorge su un campo dove anni addietro sorgeva a sua volta, una scuola elementare. Diventata famosa per via delle tante misteriose scomparse, avvenute fra studenti e professori. E dove ovviamente, venne commesso un orribile omicidio.

In ogni modo, com’è come non è i ragazzi si trovano in ‘sta dimensione alternativa della scuola, dimora di un fantasma piuttosto “sadico”. Che non fa altro che torturarli in ogni modo possibile e immaginabile. Quello che mi colpisce di ‘sto Corpse Party comunque, è lo stile grafico “tondeggiante” e morbido, in netto contrasto con un livello di gore e di iperviolenza ai limiti dell’assurdo. ‘Sta cosa, può piacere come che no. Sta di fatto che parecchie sequenze so’ veramente toste da mandar giù.

Mnemosyne: Mnemosyne no musume-tachi (2008)

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Conosciuto anche come RIN: Daughters of Mnemosyne, è un anime piuttosto particolare. Le protagoniste sono Rin, una detective privata, e la sua assistente Mimi. E fin qui, non ci sarebbe nulla di strano; se non fosse che ‘ste due sono immortali. In sostanza, la trama vede che a un certo punto nel mondo degli uomini, compare un albero “misterioso”. I cui frutti, sono in grado di “infettare” gli esseri umani.

Con un distinguo però: nel caso i frutti infettino una femmina, questa si trasformerà in un immortale. I maschi invece, diventeranno esseri denominati “angeli”. Ora, gli immortali sono esattamente ciò che sono e quindi, non possono morire. Ma possono essere torturati. Questo dovrebbe bastare a far capire dove alla fine ‘sto Mnemosyne vada a parare, no? In ogni caso, è un anime che gioca con molti concetti interessanti, come eternità e reincarnazione. Infatti, Rin verrà più volte atrocemente uccisa ma, ogni volta “rinascerà”. E in ogni rinascita, la sua vita salta avanti di decenni.

Elfen Lied (2004)

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Come per Corpse Party, anche Elfed Lied qui presenta ‘sta specie di assurda dicotomia fra uno stile grafico – ingannevolmente – “puccioso”, è una brutalità agghiacciante. Sostanzialmente, la storia ruota su Lucy, un essere denominato Diclonius. Sostanzialmente, i Diclonius non sono tanto dissimili dagli esseri umani. Fatta eccezzione per delle piccole escrescenze ossee sul cranio a forma di orecchie di gatto. E per il fatto di possedere tremendi poteri psichici, che si manifestano sotto forma di braccia invisibili – agli esseri umani – chiamate vettori. Essendo questi esseri considerati una minaccia per gli uomini, se va bene, vengono uccisi alla nascita. Altrimenti, diventano cavie per orrendi esperimenti e torture disumane di ogni genere. La protagonista a un certo punto riesce a scappare da uno dei laboratori e, che te lo dico a fare, nella fuga fa ‘na strage allucinante.

Elfen Lied è una di quelle cose che approcci quasi per caso, attirato magari più dalla curiosità che altro. E poi, ti ritrovi inchiodato a guardare un terrificante vortice di scene atroci in cui la gente viene fatta a pezzi. Le “mani invisibili” di Lucy sono insanamente pericolose, e viene fatto un lavoro incredibile nel sottolineare la loro spaventosità.

Genocyber (1994)

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Ultra-violento e con un tasso di mortalità dei personaggi più alto di quello di Trono di Spade. Genocyber è in sostanza, un vero e proprio festival del gore estremo. Ambientato in un distopico futuro abbastanza prossimo, dove le mega-corporazioni sono in lotta fra loro per il controllo della Terra. Qui, una di esse, il gruppo Kuryu, ha forse trovato il modo di primeggiare sulle altre. Grazie a due sorelle dotate di particolari poteri, dà vita al Genocyber, un mostro cyber-psichico che si rivela essere l’arma di distruzione di massa definitiva. Peccato per loro che non si riesca a controllarlo.

In sostanza, Genocyber è un’opera rimasta incompiuta e con una storia molto confusionaria. Ed è essenzialmente ricordato per il tasso di violenza estrema che mette in mostra. All’uscita, più di vent’anni fa, fu in effetti qualcosa di shockante. E parecchie scene, devo ammettere che risultano ancora disturbanti. Inoltre, fu al centro di numerose controversie all’epoca perché, al di là di una certa viziosità nel mostrare con dovizia di particolari delle brutalità decisamente ai limiti, fu la prima opera a rompere la regola non scritta, in cui non bisogna mai mostrare esplicitamente la morte di un bambino.

Midori Shoujo Tsubaki (1992)

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Ok, per concludere Midori Shoujo Tsubaki. Una delle cose più malate, deviate e allucinanti che mi sia mai capitato di vedere. Sul serio, non c’è niente in questo anime che non disturbi. Anche se in effetti, ci sarebbe da specificare che il suo scopo è principalmente questo. Difatti, nonostante tutto, Midori è un’opera molto più complessa di quello che potrebbe sembrare apparentemente. Sinceramente, ci vorrebbero due righe dedicate per approfondirlo come si deve; ma al momento cercherò di essere quanto più breve e chiaro possibile.

Dunque, partiamo dal titolo: Shojo Tsubaki, fondamentalmente è traducibile come “La Ragazza delle Camelie”. Essenzialmente, uno “stock character”, ovvero uno stereotipo, tipico del “Kamishibai”. Una forma di teatro di strada nata in Giappone negli anni ’30, molto simile al nostro spettacolo delle marionette, ok? Generalmente, la Shojo Tsubaki del Kamishibai è una ragazza adolescente o preadolescente, orfana o di famiglia estremamente povera. Che si trova costretta in strada a vendere camelie per sopravvivere, per poi essere comprata (o venduta) a un gruppo di saltimbanchi e forzata a esibirsi negli spettacoli. ‘Na specie di via di mezzo fra La Piccola Fiammiferaia di Andersen e il Pinocchio di Collodi, insomma.

‘Sto personaggio, è diventato piuttosto noto in occidente, prevalentemente per mezzo di Suehiro Maruo, un’artista molto particolare che utilizza lo stile Muzan-e. Ovvero un sottogenere dell’arte classica giapponese, che si concentra su soggetti di natura violenta. Inoltre, Maruo è anche un esponente del genere Ero guro, un movimento letterario e artistico nato sempre negli anni ’30, che si basa sull’unione di erotismo, corruzione sessuale e decadenza sia fisica che morale. L’anime Midori Shoujo Tsubaki (di cui Midori è il sottotitolo) è l’adattamento dell’omonima “graphic novel” di Maruo, arrivata in occidente come Mr. Arashi Incredibile Freak Show.

In sostanza, il tutto non è altro che una delirante, grottesca rivisitazione di questo personaggio stereotipato. Calato in un contesto ai limiti dell’agghiacciante. Per capirci, il regista di questo adattamento, Hiroshi Harada, data la natura del materiale non ha mai trovato nessuno disposto a finanziare il progetto. Tanto che per realizzarlo, ha utilizzato tutti i suoi risparmi. Nonché, ci so’ voluti ben cinque anni per completare il tutto, visto che Harada ha disegnato a mano e da solo, più di cinquemila fogli d’animazione.

Inoltre, buona parte del materiale originale è andato perso. Un po’ perché in patria la distribuzione è stata pressoché nulla. Infatti, è stato proiettato occasionalmente solo in eventi particolari a un pubblico ristretto. E poi perché, figuriamoci: se in Giappone era considerato “estremo”, negli altri paesi era praticamente illegale. Perciò distribuzione zero anche in questo caso. Tuttavia, una manciata di copie bootleg è sopravvissuta, e grazie all’internet oggi è possibile buttare un occhio al film. Non completo ovviamente, ma tant’è. Ci tengo a precisare un’ultima cosa comunque: alcune cose, vanno oltre il mio limite di sopportazione. E Midori è una di queste.

Bene, direi che con questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

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Anime Horror: Top 10 anime fra i più splatter, gore e inquietanti (Parte 1)
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Una manciata di titoli anime horror.
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Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Anime Horror: Top 10 anime fra i più splatter, gore e inquietanti (Parte 1)”

  1. scusa l’ignoranza, non sono molto ferrato sulla japperia. ma questi anime che hai trattato, sono serie di più puntate o lungometraggi tipo i nostri film?

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