The Barbarians – I Fratelli Barbari che provano a fare i barbari

Ah, The Barbarians. Un capolavoro del cinematografò di tali proporzioni, da poter passare benissimo per un’opera del grande Ennio Annio. Invece no: The Barbarians, purtroppo, è solo un film di Ruggero Deodato. Del resto qui, lanciatissimo come non mai in ‘sto disperato, clamoroso rip-off senza capo né coda. Peccato comunque, perché gente come la straordinaria Anna Pannocchia e il piccolo Riccardino Fuffolo ci sarebbero stati a palla. A ogni modo, non si può certo dire che il nostro Deodato l’impegno non ce l’abbia messo, eh. Però, che ci vuoi fare… alla fine il periodo era pur sempre quel che era.

Capiamoci: Cannibal Holocaust e La casa sperduta nel parco, tanto per dire, oggi sono considerati dei capisaldi del cinema di genere, no? Ma all’epoca furono presi a fischi e sputi; sopratutto Cannibal Holocaust che alzò ‘na cagnara non indifferente. Pertanto, non è che ci fosse proprio tutta ‘sta gente che facesse a gara per scucirgli il contante. Insomma, per farla breve siamo nel periodo in cui la grande macchina italiana dei rip-off lavorava a tutta forza. E dove Deodato in fin dei conti, si trova a essere un ingranaggio. Vedi per esempio I Predatori di Atlantide, che l’arca perduta era stata già presa. Oppure Camping del Terrore, perché a Crystal Lake in alta stagione, vattelo a trova’ un buco libero. Su questa scia quindi, visto e considerato che il filone sword & sorcery negli anni ’80 era al suo apogeo, qualcuno si sarà detto diamoci ‘sta mazzata finale con The Barbarians, e chi s’è visto s’è visto.

 

Ora, precisamente non so come si arrivò all’improvvisa, matta e disperatissima produzione di film sword & sorcery come se piovesse. Come del resto, non sono sicuro di quale sia il film più importante di questo genere ma, al netto delle mie considerazioni, di sicuro un ruolo fondamentale lo giocarono Clash of the Titans (più assimilabile al peplum, ma tant’è) nel ’81 e Conan il Barbaro nel ’82. Da questo punto in poi, apriti cielo che la fantasia vola altissima, proprio. Alimentata naturalmente da chi se non Menahem Golan della Cannon?

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Perciò, siamo nel 1987. Sui colli abruzzesi si prova a mettere in scena l’età hyboriana. Sorvolando su quel “& co.” nel titolo di cui non ho la più pallida idea del perché sia lì o cosa diavolo dovrebbe significarmi, parte il pippone narrante che c’introduce alla storia e ci dice che:

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

La tribù dei Ragnicks, un tempo popolo ricco e – credo – potente, barattò tutta la loro grande ricchezza in cambio di un rubino magico. Il cui portentoso potere è, udite udite, quello di portare la musica, la gioia e la bontà nei cuori delle genti.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Il che è… sì, molto utile in un’epoca in cui vige la legge del più forte dove le situazioni si risolvono tirando fuori le lame. Seems Legit. Per farla breve, grazie al rubino i Ragnicks diventano praticamente giostrai zingari.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Ed ecco che poi scatta l’inghippo: Kadar, malvagio cosplayer di Heather Parisi ai tempi di Disco Bambina, vuole il brillozzo tutto per sé, in maniera tale da poter essere lui la primadonna nelle recite organizzate all’oratorio.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Perciò, dopo un lungo inseguimento nelle vaste praterie abruzzesi che il Wyoming levati, Kadar Parisi blocca le carovane dei Ragnicks. Una volta elargito ceffoni a destra e sinistra, fa prigioniera la regina Canary, capa degli zingari giostrai. Poi parte la tiritera dammi la pietra, dov’è la pietra e avanti così per un bel po’. Ma la pietra non c’è, perché Canary prima di essere catturati, l’aveva affidata al suo braccio destro affinché la nascondesse.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Va be’, parlerai si dice Kadar; ci volessero trent’anni ma parlerai. Eh… e così torna a casa. Dove del resto, ad aspettarlo ci sono i suoi tirapiedi d’ordinanza vestiti coi costumi avanzati da uno sketch di Bat-Roberto.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

D’altro canto, quasi dimenticavo un dettaglio fondamentalissimo. ‘Na cosa che ai fini del racconto, c’entra tipo come un paio di Timberland ad Agosto sulla spiaggia. Ovvero, i Ragnick sono stati attaccati a causa del brillozzo. Kadar vuole il brillozzo. Il centro di tutte le vcende è il brillozo ma, non si sa perché Canary porta avanti l’insistente piagnisteo su ‘sti due – personaggi marginali non caratterizzati – orfani raccattati per strada.

Ah, altro fondamentale dettaglio, è che uno dei due con un morso stacca le dita a Kadar. Perciò lui se ne esce con la promessa che non li ucciderà, nonostante la Evil-Lyn degli scappati di casa gli consigli il contrario. Infatti, il piano di Kadar è molto più “sottile”…

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Cosicché, prende i due gemelli, tra parentesi Kutchek e Gore, e li sbatte ai lavori forzati. Ora, è interessante notare come la storia del film tenda a sottolineare l’importanza del ceppo etnico da cui vengono i ragazzini. Nonostante siano tenuti a pane e acqua in un inferno di fatiche costanti, spossanti, logoranti e ai limiti della sopportazione umana, questi comunque crescono e diventano Peter e David Paul. Per gli amici The Barbarian Brothers. Perché… beh, sì, insomma… loro sono (s)barbari. Dove tutte le altre genti muoiono di fatica loro tirano fuori un fisico da panico.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Adesso, un piccolo appunto: il piano del malvagio cosplayer della Parisi. Dunque, avendo promesso di non uccidere i gemelli (perché?), li ha fatti crescere, tra ‘na fatica e l’altra, facendoli torturare uno da un tizio con un elmo d’ottone e l’altro, da uno con l’elmo di ferro (perché?), ok? In questo modo, messe addosso ai gemelli quelle maschere simbolo del loro odio, li spinge a combattere fra di loro. Bene. Anzi, no. Male.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Innanzitutto, anche se entrambi crescono con la convizione di essere l’unico soprravvisuto fra i due, dovrai pur renderti conto che in tutta la cava la gente muore di fatica e stenti. Mentre ‘sto tizio che c’hai davanti, non solo è diverso dal tipo che ti torturava, ma per di più c’ha il tuo stesso identico fisico. Due conti no, eh?

In secondo luogo, Kutchek e Gore erano bambini di circa otto, forse dieci anni quando sono stati catturati. Bello vedere come siano diventati uomini all’incirca sulla trentina, anno più anno meno. Niente di male se non fosse che, mentre loro crescevano, la Parisi, la regina degli zingari, Evil-Lyn e tutti gli altri non sono invecchiati manco di un giorno. Bello. Molto, molto bello.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Comunque sia, dopo una coreografia di lotta che il piccolo coro dell’antoniano pare di vedere Ken il Guerriero, gli elmi si rompono. I due si riconoscono (naturalmente dopo una linea di dialogo veramente imbarazzante) e fuggono sfasciando tutto. Cosa che del resto, avrebbero potuto fare già da molti anni, ma tant’è. La trama in qualche modo doveva pur arrivare fin qui.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Ora, evitando di tirare il pippone troppo per le lunghe, alla fine della fiera ‘sti due rimbecilliti una volta fuggiti dal palazzo della Parisi, s’incontrano “casualmente” con Ismene, n’altra orfana che la regina Canary aveva raccattato. Dopodiché, insieme decidono di recuperare il rubino magico. A ‘sto punto, non è che ci sia molto altro da dire in realtà. Visto che il resto di The Barbarians si riduce alle varie sequenze “avventurose” coi protagonisti alla ricerca del brillozzo. Solo mi preme sottolineare un paio di queste sequenze, prima di passare alle conclusioni.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

In sostanza, si scopre che il rubino magico si trova in una palude, difeso da un “feroce drago”. Per avere una possibilità di sconfiggerlo, i gemelli dovranno prima recuperare delle armi magiche dalla tomba di un antico re, ok? Su carta sembra tutto molto bello.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Peccato che nella realtà dei fatti, a difendere la tomba ci sia Uan, che stava passando un brutto periodo prima di essere assunto a Fininvest per fare Bim, Bum, Bam. Ma ok: passi pure Uan.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Ma il “drago”? Cioè, guarda là come ‘sto feroce dildo… mostro, si rizza dalle acque melmose in tutta la sua equivoca, fallica bellezza. Una sola parola: fantastico. Triste, sì. Desolante forse. Ma comunque fantastico.

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Scena del film The Barbarians del 1987 di Ruggero Deodato con Peter e David Paul i Barbarian Brothers

Bene, a questo punto, “La Domanda”: com’è The Barbarians? Innanzitutto, presumo sia doverosa un attimino ‘na premessa riguardo il “contesto” in cui apparve ‘sto film. Sostanzialmente, più su si parlava della “grande macchina italiana dei rip-off”, giusto? Una “macchina” che, per alcuni anni, ha tirato fuori a nastro “copie economiche” di film famosi. Ebbene, in quegli anni lì, ormai era agli sgoccioli. Anche per via della lenta, ma progressiva quanto incombente, scomparsa delle case di produzione/distribuzione americane che s’accollavano le spese di ‘ste baracconate. In primis la Cannon. Tanto per capirci, tra il 1986 e il 1987, lo stesso periodo in cui produsse The Barbarians, la Cannon tirò fuori ‘na cosa come ‘na quarantina d’altri film se non più.

In effetti, non è il caso di dilungarsi su ‘sta cosa, visto che l’approfondimento sulla Cannon di quel periodo, lo trovate qui, nelle due righe su come il seguito di He-Man e il film di Spider-man diventarono poi Cyborg. Quindi, in summa massima, siamo al punto che l’epoca dei rip-off era alla frutta, la Cannon stava per fallire e il filone sword & sorcery era ormai esaurito. Perciò, a conti fatti The Barbarians è la cuspide che va a chiudere praticamente non una, bensì tre ere contemporaneamente.

The barbarians 1987

Fatta ‘sta, come dire… “premessa”, è più facile capire il perché The Barbarians sia un film rozzo e zozzo ai limiti dello spavento. A partire da ‘na storia scritta su un post-it, fino a finire a scenografie, costumi e il resto della compagnia bella ai limiti del ridicolo. Volendo, al di là del fatto che non ci sarebbe da meravigliarsi, è ‘na cosa questa, anche abbastanza comprensibile. A volte, quando i registi si rendono conto che un genere è oltre la sua “data di scadenza”, assumono un atteggiamento da… “Riccardo Cuor di Leone”, volendo usare un eufemismo simpatico.

In pratica non provano pressione, ansia, paura. Semplicemente prendono e buttano nel mezzo senza preoccupazione, ogni idea che gli passi per la testa. Per quanto alla porcaputtana possano essere e indipendentemente dal fatto abbiano o meno un senso; sia prese singolarmente che in combinazione. Fondamentalmente The Barbarians è proprio questo: un accozzaglia di cose tirate su a spicci e preghiere e incollate con lo sputo. Il cattivo lo vestiamo come Heather Parisi? Ma sì. La pietra magica che ti dà il potere di essere la primadonna a Sanremo? Perché no? Anzi, posso quasi sentire Deodato che dice, oh gente! C’avanza qualche rotolone di carta igienica e un paio di pastelli a cera. Perché non ci facciamo il drago?

The Barbarians 1987

In definitiva, c’è però da dire che The Barbarians, nonostante tutti i suoi difetti, è un film che effettivamente c’ha una sua dimensione. In sostanza alcune idee sono interessanti, i personaggi non sono tutti da buttare e spesso qualche guizzo di carattere lo tirano fuori. Dulcis in fundo, tutto sommato è un film abbastanza divertente. Alcune linee di dialogo sono azzeccate e tutto lo spettacolo scorre via abbastanza velocemente da non annoiare.

Realisticamente parlando, c’è la forte probabilità che se Deodato avesse avuto a disposizione un budget più alto, The Barbarians sarebbe anche potuto essere un film molto, molto migliore. Forse. In ogni caso, al netto dei difetti vale comunque la pena buttarcelo un occhio. Fosse anche solo per il fatto che in giro, sullo stesso filone, c’è addirittura di molto peggio.

Peter e David Paul i Barbarian Brothers nel film di Ruggero Deodato The Barbarians del 1987

Ah! Ultimo appunto: che fine hanno fatto oggi Peter e David Paul, i Barbarian Brothers? Beh, David s’è dato alla fotografia, e più o meno c’ha ancora a che fare col settore del bodybuilding, visto che realizza scatti per varie riviste di fitness. Peter invece… da quello che mi pare di aver capito, sembra che abbia sbroccato. Pare che vada in giro per il campus dell’università del Rhode Island, correndo avanti e indietro indossando vecchi stracci. Urlando di essere il “Cavaliere della Luce” e altre assurdità a carattere religioso. Non so se i due siano ancora in contatto. Comunque sia, una brutta, brutta cosa.

Ebbene, detto questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

Summary
Review Date
Reviewed Item
The Barbarians
Author Rating
21star1stargraygraygray

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

One thought to “The Barbarians – I Fratelli Barbari che provano a fare i barbari”

  1. me lo ricordo vagamente. Ma oltre al fatto hce faceva ridere e spesso a tratti sconclusionato, non posso che ricordare con nostalgia questo filone di film. e grazie anche a loro, ora noi ex infanti degli anni 80, siamo quel che siamo

Rispondi