terminator endoscheletro

Terminator – Come ho imparato a non preoccuparmi e amare il paradosso ontologico

Terminator è una saga che amo particolarmente e che ha sempre avuto una forte attrattiva su di me, e lo sappiamo. Tipo che se esce per il mezzo l’argomento, non posso perdermi l’occasione di ammorbare le genti coi pipponi; vedi ad esempio le curiosità su T-1 e T-2. Per dire, eh. Quindi, in virtù di questo ho deciso di fare una piccola “cronistoria” della saga e di alcune delle sue più belle “fagianate”. Perciò, andiamo a buttare un pochino l’occhio sulla – assurda – timeline di “Terminator” e a come amare e non preoccuparci del paradosso ontologico.

 

  • The Terminator (1984)

Terminator 1984 poster

Il giorno quattro Agosto 1997, il super computer della difesa Skynet diventa autocosciente. Pochi giorni dopo, il ventinove dello stesso mese, scoppia una devastante guerra nucleare che decimerà la popolazione umana. Oltre tre miliardi e mezzo di esseri umani, periranno nell’olocausto atomico. Ben presto, i sopravvissuti capiranno chi ha iniziato quel tremendo massacro: le macchine. Ok. Questo è l’incipit del primo film, d’accordo? Ora però, tenete ben presente questa data: 04/08/1997. Perché è in questa data che “nasce” Skynet e verso la fine del mese scoppia la guerra nucleare.

Terminator future endoskeleton

Facciamo un salto nel futuro, pressapoco una trentina d’anni dalla data della catastrofe, e ci troviamo così nell’anno 2029. In questo futuro verremo a sapere che l’umanità, organizzatasi in una stolida resistenza contro Skynet e le sue macchine, sta per sovvertire le sorti del conflitto. Difatti Skynet è messo alle strette, e in un disperato tentativo di ribaltare di nuovo le sorti della guerra a suo favore, in extremis decide di inviare indietro nel tempo, precisamente nell’anno 1984, un Terminator.

Terminator 1 arnold schwarzenegger

Il motivo di questo viaggio temporale, sta nel voler impedire la nascita di John Connor, l’uomo che in quel futuro guiderà l’umanità alla vittoria, assassinando sua madre, Sarah Connor, prima che possa partorirlo. Scoperti i piani di Skynet, John Connor prende provvedimenti e a sua volta invia indietro nel tempo uno dei suoi migliori luogotenenti, Kyle Reese, affinché protegga sua madre in quel periodo.

  • UN PROBLEMA DI NASCITE

Premessa: come ben saprete, esistono determinati meccanismi, “cliché” se volete, affinché una storia possa funzionare. Si tratta di determinati snodi all’interno dell’intreccio che quasi a livello subliminale, portano a determinati punti nella storia, affinché lo spettatore possa godere di tutta una vasta gamma di “emozioni”. In questo caso però, a volte si va incontro a “forzature d’esigenza”, che si prendono letteralmente a cazzotti con la logica. Detto questo, ci troviamo di fronte ai primi due grossi paradossi della serie: la nascita di John Connor e la nascita di Skynet.

Michael Bhien e Linda Hamilton

Andiamo con ordine e vediamo che, nel primo caso, la forzatura d’esigenza che prevede il risvolto amoroso fra i protagonisti Sarah e Kyle,  porta a un rapporto galeotto in cui Kyle impollina Sarah e dunque, il luogotenente del futuro John Connor sarà contemporaneamente anche suo padre. E questo è un grosso problema.

John Connor

Un problema che sta tutto in una questione “anagrafica”: nel 2029 John Connor dovrebbe avere circa quarantaquattro, quarantacinque anni perché, come sappiamo, è nato a cavallo fra il 1984-’85. Il punto è che nel 2029, Kyle Reese è molto più giovane di lui. Di almeno quindici o vent’anni. Ovviamente perché, come lo stesso personaggio dice in Terminator 1, la cui affermazione sarà ripresa in Terminator Salvation, nato molto tempo dopo John a conflitto già iniziato.

Michael Bhien Kyle Reese

Pertanto, il punto è: pur volendo considerare due linee temporali diverse, con una venutasi a creare col ritorno nel passato di Kyle, sta di fatto che nella linea temporale principale, Sarah resta comunque incinta di John molti anni prima che lo stesso Kyle nasca. La guerra contro i Terminator comunque sarebbe accaduta e comunque John sarebbe diventato il capo della resistenza. Perciò, non è possibile che Kyle sia il padre di John Connor. Ergo, che cosa abbiamo? Un paradosso grande quanto una casa.

 

  • Terminator 2:  Il giorno del giudizio (1991)

terminator 2 poster

Terminator 2 esce nel 1991 ma, nella finzione dei fatti, è ambientato dieci anni dopo gli avvenimenti svoltisi nel primo film. Quindi siamo nel 1994, ok? Allorché, qui c’abbiamo Sarah, sopravvissuta all’incontro col Terminator grazie a Kyle, rimasto inevitabilmente ucciso, che ha partorito John. Al momento però, si trova rinchiusa in una clinica psichiatrica perché ritenuta da tutti, compreso John, una pazza visionaria con fantasie paranoiche sulla fine del mondo.

terminator endoscheletro

Nel futuro invece, sempre dall’anno 2029, la resistenza umana continua ad attaccare con John Connor ancora a capo, quindi Skynet si rende conto che il Terminator ha fallito. Così ritenta subito lo stesso piano inviando indietro nel tempo un altro cyborg, stavolta nel 1994 affinché questi uccida John all’epoca bambino. Lo stesso John adulto del futuro, intercettati nuovamente i piani di Skyet, cattura e riprogramma un Terminator T-800, lo stesso modello che dieci anni prima tentò di uccidere sua madre, affinché lo protegga in quell’epoca.

Breve parentesi: c’è da dire che ‘sta cosa fa sorgere un paio di domande, no? Tipo, Skynet non poteva inviare più Terminator contemporaneamente, oppure, com’è che fa passare dieci fra un piano e l’altro? In realtà, non ricordo dove ma, ‘sta cosa viene spiegata dicendo che l’aggeggio per i viaggi temporali, può spedire una sola persona (o Terminator) per volta. Inoltre, fra l’invio del primo T-800 nel ’84 e il T-1000 nel ’94, è questione di pochi giorni, se non ore.

terminator 1 press

In ogni buon conto, alla fine della fiera veniamo al secondo paradosso: la nascita di Skynet. Durante lo svolgersi del film, veniamo a sapere che Skynet verrà progettato e costruito dalla “Cyberdyne System”, una società che in segreto prelevò i rottami del primo Terminator rimasto schiacciato nella presa idraulica alla fine del primo film. In questo senso degli avvenimenti, Skynet potrebbe definirsi “figlio di se stesso”, in quanto nasce appunto dalle ricerche effettuate sulla base dei resti e della cpu del primo Terminator distrutto da Sarah. Ergo, se lo Skynet del futuro, non avesse inviato indietro nel tempo un cyborg, questo non sarebbe mai stato “ucciso”, i pezzi non sarebbero mai stati trovati, e morale della favola, Skynet non sarebbe mai esistito.

 

  • Terminator 3: Le macchine ribelli (2003)

Terminator 3 poster

Sono passati altri dieci anni. John Connor vive alla stregua di un barbone. Senza documenti, senza casa, senza un lavoro fisso spostandosi di continuo. Dopo che lui, sua madre Sarah e il cyborg modello 101 fecero saltare la Cyberdyne nel 1994, tutto farebbe pensare che il futuro sia stato modificato grazie a quell’evento e la catastrofe scongiurata, quindi, la sua stessa vita non dovrebbe avere nessun tipo di ripercussione sugli eventi futuri. Difatti, Skynet non prese coscienza nel 1997 e non diede il via all’olocausto nucleare. Seeee… come no, credici.

Kristanna Loken

Gli eventi del 1994 non hanno influito sulla storia cambiandola. L’hanno solo ritardata. Infatti, Skynet anziché prendere coscienza di sé nel 1997, lo farà nel 2004. Così, dall’anno 2032 Skynet, quando la guerra è in procinto di terminare sempre vinta dagli uomini, invia indietro nel tempo l’ennesimo cyborg, affinché questi uccida tutti i futuri luogotenenti di John per mettere una pezza alla situazione, siccome in questa nuova linea degli eventi venutasi a creare, John è irreperibile. La resistenza, per l’ennesima volta tenta di sventare i piani del malvagio super computer inviando indietro nel tempo un altro cyborg programmato per rintracciare John e difendere lui e queste persone, giacché a quanto pare volente o nolente lo scoppio della guerra indipendentemente da tutto, è destinato a esserci comunque.

 

  • BENVENUTO PARADOSSO DELLA PREDESTINAZIONE

A ‘sto punto, proviamo a tirare le somme su queste incasinatissime fagianate.

Partiamo dalla nascita di John Connor e come secondo me, la cosa sarebbe potuta essere un tantino meno incasinata con qualche piccolo accorgimento. Per come la vedo io, molto semplicemente, si sarebbe potuta mettere una tranquillissima pezza, facendo sì che Sarah, prima dell’avventura con Kyle, si scopra incinta di un precedente rapporto.

Dopotutto, nel primo film c’è una sequenza che mostra lei e l’amica alle prese con merletti e belletti perché in procinto di uscire con ‘sti tipi ma, all’ultimo, il tizio con cui doveva uscire Sarah tira il bidone. Volendo, sarebbe bastata una semplice scena aggiuntiva di pochi minuti, in cui si vede Sarah litigare con questo ipotetico “Mr. X”, dicendogli di essere rimasta incinta e volergli dare il suo nome o quello del padre, o che so io. Sputi, pernacchie, disperazione e arrivederci. Ecco fatto. Cosicché, all’arrivo di Kyle dal futuro, una volta messa a parte della verità su ciò che accadrà da lì a breve, la ragazza avrà sì coscienza del destino del figlio, ma il rapporto che i due in seguito avranno non influirà poi in maniera così allucinante sulla logica.

Diciamo che in questo modo, Kyle sarebbe rimasto comunque una figura importante perché sorta di padre putativo per John. Inoltre, si sarebbero potuti chiarire in un colpo solo sia la nascita che il nome del futuro capo della resistenza umana. Certo, resterebbe comunque il problema di come il John del futuro prima che cose e persone si mettessero a viaggiare nel tempo, sia entrato in possesso delle sue “competenze” se Kyle Reese non fosse tornato indietro nel tempo per salvare Sarah; ma sinceramente? Sticazzi. Già il fatto che Kyle non sia il padre di John Connor è un grosso punto a favore.  Passiamo a Skynet.

In questo caso, la super pezza ce la schiaffano gli sceneggiatori del terzo, giostrando con il suddetto paradosso ontologico: ovvero, gli eventi sono predestinati ad accadere a prescindere. L’aver distrutto la Cyberdyne non ha influito sulla nascita di Skynet perché il progetto era in mano al governo ed era sviluppato e supervisionato dal Generale Brewster, padre della moglie di John nel futuro. In questo caso, anche se non avessero ritrovato i rottami del primo Terminator, andando per frasche, si parte dal presupposto che si sarebbe arrivati comunque a uno sviluppo tecnologico tale da permettere la nascita di Skynet.

Detto fra noi? Per logica, avrei semplicemente evitato questa sequenza in cui si vuole dare per forza una spiegazione sul come e perché Skynet sia nato. Anziché attaccare il pippone sui rottami del primo cyborg, mi sarei semplicemente limitato a ipotizzare un “semplice” progresso tecnologico umano sfuggito al controllo. Cosa che effettivamente è stata fatta, ma tenendo in considerazione gli eventi a cavallo fra il primo e il secondo capitolo, il tutto risulta più debole ai fini di logica narrativa, e si annega inevitabilmente nel brutto concetto di loop temporale.

Ora, siccome mi sono stancato di pensare a questo allucinate sclero da nerd impazzito, vi lascio con queste considerazioni.

Bene e con questo credo che anche per oggi sia tutto

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Terminator - Come ho imparato a non preoccuparmi e amare il paradosso ontologico
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Terminator - Come ho imparato a non preoccuparmi e amare il paradosso ontologico
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Retrospettiva sul paradosso temporale di Terminator
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Il Sotterraneo del Retronauta
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3 thoughts to “Terminator – Come ho imparato a non preoccuparmi e amare il paradosso ontologico”

  1. in effetti sono paradossi che si sarebbero potuti risolvere in maniera molto semplice. ma dato che terminator è un cinema fantascienzo, della veridicità della trama e di rispettare una logica se ne sono percossi gli zebedei

    1. Penso, almeno personalmente, che piuttosto di menefreghismo si tratti di… “semplicità”. Semplicità figlia dei suoi tempi. Nel senso che, non credo proprio che Cameron, mentre stava a scrivere Terminator trent’anni fa, si fosse posto il problema di quanti negli avvenire, si sarebbero messi a ragionare sulla plausibilità o meno dei meccanismi di un viaggio temporale.

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