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Terminator (1984) – 10 curiosità che forse non sapevi sul film

Terminator, il primo film della saga datato 1984, fin dalla prima volta che lo vidi m’infognò a livelli da panico, proprio: tanto per capirci, sì, vero che Arnold Schwarzenegger l’avevo già conosciuto per “Conan”, guerriero dal muscolo guizzante e perizoma facile, impossibile da non adorare; ma fu con Terminator che Arnold divenne il mio eroe. Ora non vorrei sembrare “strano” ma, Terminator 2 l’avrò visto ‘na cosa come cinquanta volte se non più, tanto da sapere a memoria “Tre miliardi di vite umane si spensero il giorno 29 di agosto del 1997. I sopravvissuti dell’olocausto nucleare chiamarono quella guerra “il giorno del giudizio”. E sopravvissero solo per affrontare un nuovo incubo, la guerra contro i robot.”

A ‘sto punto, in virtù di queste solenni parole dal sapore di uno schiaffone forte in bocca che ti spacca, e il retrogusto di un calcio in culo, con cui ci viene presentato quello che sarebbe stato il “futuro” da lì a breve in uno dei film che più hanno vinto a mani basse l’internet, ancor prima che internet ci fosse, direi di dare il via a un nuovo appunto di “Lo sapevi che…” e andare a buttare l’occhio a dieci curiosità su Terminator che forse non sapevi.

 

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Terminator film curiosità

Da dove “nasce” il Terminator? O meglio, non intendo la disputa a suon di pernacchie e parole maleducate fra James Cameron e lo scrittore Harlan Ellison in merito a chi abbia copiato chi, che tanto poi lo vediamo più giù. No, piuttosto intendo come gli venne l’idea a Cameron di fare ‘sto film? Beh, stando a quel che si dice, nei primi anni ’80, Jimmy Cameron non era praticamente nessuno e, nel mentre stava a sbattersi per promuovere il suo primo film Piraña paura, si trovava a un “party” a Roma.

Qui fece esattamente ciò che fanno tutti “gli umili” quando si ritrovano in contesti sociali di una certa rilevanza a cui sono poco avvezzi: si strafogò fino a farsi uscire i gamberetti dagli occhi. Come Bram Stoker prima di lui, che dopo un indigestione si sognò “Dracula”, la stessa sera nella sua camera d’albergo, il giovine Cameron durante il delirio dato dalla febbre sognò un teschio di metallo uscire dalle fiamme.

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A parte strafogarsi fino a star male, abbiamo detto che Cameron, comunque al secolo era un beneamato di nessuno, giusto? Ebbene, lui ci teneva al progetto ma chi cacciava il soldo era titubante: noi cerchiamo la gente che c’ha “la esperienza”, gli dicevano.

Perciò, la prima cosa che fece, fu rivolgersi alla produttrice Gale Anne Hurd, la quale, oltre a dimostrare un certo interesse per lo script, insieme a lui e Lance Henriksen, andò a bussare alle porte di John Daly della Hemdale Film Corporation, che accettò di finanziare l’operazione assieme alla HBO e la Orion; e così, Terminator si ritrovò con un budget effettivo di sei milioncini e mezzo di paper-dollari. Il rovescio della medaglia, fu il “dover vendere l’anima al diavolo”: infatti, Cameron vendette i diritti del film alla Hurd per un solo e soltanto dollaro, in cambio della promessa che sarebbe stato lui a dirigere il film.

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Terminator 1984

Come sempre in questi casi, con tutta ‘sta gente che scuce il contante, la lista dei nomi proposti per le parti principali va sempre più o meno da lunga a lunghissima. In questo senso, nel ruolo del Terminator venne persino proposto Tom Selleck, a.k.a. l’attore più sfigato di sempre in quanto a ruoli mancati. Però, sin da subito Cameron ha sempre voluto lui e soltanto lui nel ruolo del cyborg cattivo: l’amico di sempre Lance Henriksen.

Successe però, che chissene se all’incontro con John Daly, Henriksen si presentò sfondando la porta a calci truccato tipo robot danneggiato. Chissene se c’aveva cacciato qualche spicciolo pure di saccoccia sua per finanziare il film. Semplicemente, con un bel grazie ma no grazie, Henriksen venne ritenuto non adatto al ruolo e perciò ciao. Alla fine, per i suoi sbattoni l’unica cosa che ottenne fu la particina del sergente Hal Vukovich, che durante il film almeno non muore subito subito.

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terminator

Sì, ma a questo punto da dov’è cicciato fuori il nome di Arnold Schwarzenegger? In pratica il co-fondatore della Orion aveva già avuto a che fare con Arnoldone e, durante un incontro, gli aveva parlato del film e l’aveva proposto per la parte di Kyle Reese. Però a Cameron, che stava preso malissimo dal fatto che gli avevano silurato Henriksen, ‘sta cosa di Schwarzenegger non gli stava bene. Così s’inventò tutto un piano malvagio, degno del più cattivo fra gli Orsetti del Cuore, proprio.

In sostanza, pensò d’incontrare comunque Arnold, fare un po’ di scena cercando un pretesto qualunque per litigarci e poi cacciarlo. Bravo Jimmy! Intanto non so se c’hai presente lo Schwarzenegger fra il il 1978 e il 1983 ma, personalmente io non avrei cercato “pretesti” per litigare con uno così. Comunque sia, le cose andarono diversamente. Arnold era, innanzitutto pacifico per fortuna; si dimostrò una persona simpatica, divertente e cacciò un sacco di idee che poi piacquero così tanto a Cameron, che le inserì nel film. Da quel momento Arnold e James divennero amici.

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terminator 1984

Al di là di questo, ovviamente, Schwarzenegger non è che sia il miglior attore del mondo, e ok. Va bene, lo sappiamo tutti. Intanto, dove non arriva con la “tecnica” almeno ci mette l’impegno.

In questo senso, visto e considerato che Arnoldone di suo è un tipo perfezionista per natura, quando da Kyle Reese gli venne assegnata la parte del T-800, onde evitare miserabili figure da re della pernacchia, passò oltre un mese a esercitarsi con le armi che avrebbe dovuto usare sul set, prendendo una tale dimestichezza da riuscire, anche bendato, a smontare e rimontare un fucile. Alla fine della fiera, addirittura la rivista d’armi “Soldier of Fortune”, magazine di maniaci fissati con le armi, Gesù, la mamma e la patria, che notoriamente si divertiva a prendere per il culo le pellicole in cui le armi venivano maneggiate in modo sbagliato, gli fece i complimenti.

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terminator 1984

Sempre in virtù del perfezionismo di Arnold, durante l’intera durata delle riprese cercò di evitare il più possibile gli attori Michael Biehn e Linda Hamilton, per non uscire dal personaggio. Praticamente non voleva averci a che fare perché, quando gli doveva puntare le armi in faccia, doveva essere realistico nel non mostrare emozioni. Ah! Sempre per il discorso di “restare nel personaggio”, storica fu la capatina in un ristorante fuori dal set, in cui Schwarzenegger (a detta sua) dimenticò di avere addosso il trucco di scena da Terminator. In sostanza si presentò nel locale con mezza faccia bruciata, un occhio di fuori e sangue e parti di metallo che spuntavano. Morale della favola: clienti che scapparono terrorizzati dal locale.

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terminator 1984

Altra cosa simpatica riguarda Skynet e vedere come in effetti, sia appassionato di tecnologia vintage. Questo perché la visuale in soggettiva del T-800, fu realizzata con un home computer Apple II messo in commercio nel 1977. In pratica lo Skynet del futuro altro non è che un “retronauta” che sclera con le robe vecchie. Nel 2029 monta sui cyborg una tecnologia nostalgica di cinquant’anni prima.

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terminator 1984

All’inizio del film, c’è una sequenza in cui il Terminator si avvicina a un auto e sfonda il finestrino con un papagno, presente? Ecco, in realtà, quella scena venne girata in fretta e furia proprio all’ ultimo secondo, un paio di settimane prima della distribuzione in sala del film. Infatti, Cameron s’era mangiato tutto il budget e non c’aveva più un soldo a disposizione, neanche per pagare la tassa per avere il permesso di girare sequenze cinematografiche. Quindi lui e Arnold fecero tutto da soli, “di nascosto”, e in un paio d’ore nella stradina sul retro della casa di Cameron.

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terminator linda hamilton

Se c’è una cosa che ho imparato guardando i film del cinematografò, è che l’età non è altro che un numero formale. Mi spiego: nel film, Sarah Connor viene descritta come una diciannovenne, ok? Eh… peccato che nella realtà, all’epoca delle riprese Linda Hamilton avesse già ventotto anni; ma va be’, se in Beverly Hills Gabrielle Carteris, una trentenne riusciva a spacciarsi per una liceale, che vogliamo fa’ adesso, prendercela con la Hamilton? E no, dai.

A ogni modo, nel seguito “Terminator – 2”  uscito nel ’91 ma ambientato dieci anni dopo i fatti del primo film, va da sé che Sarah avesse ventinove anni e suo figlio John, dieci. Ora, fra romanzi e opere derivate in generale, si fece uno sbattone per indicare una data di nascita ben precisa per Sarah, ovvero 13 novembre 1965. ‘Sta data venne calcolata in modo da essere compatibile sia coi film che con i romanzi e per giunta, anche con quanto indicato poi nella serie “Terminator: The Sarah Connor Chronicles”. Che peccato che in “Terminator 3: Le Macchine Ribelli”, dopo tutto ‘sto sbattone, sulla tomba ci sia un altro anno di nascita, eh? (sulla lapide infatti si legge 1959-1997)

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outer limits

All’incipit di ‘sta carrellata a ufo di fatti, si diceva degli “screzi” fra lo scrittore di fantascienza Harlan Ellison e James Cameron, sì? Allora, per chi non lo sapesse, Ellison è uno che nella sua lunga carriera c’ha avunto ‘na marea di riconoscimenti e vinto ‘na scofanata di premi, tra cui lo Hugo e il Nebula più volte. Molto prolifico nel genere “speculative fiction” il nostro è scrittore, sceneggiatore, critico e via dicendo; nonché uno con un pessimo carattere.

Che succede quindi, che negli anni ’60, negli Stati Uniti andava in onda questa serie chiamata “The Outer Limits”, mai arrivata qui da noi ma per capirci, simile a “Twilight Zone” che noi conosciamo come “Ai Confini della Realtà”, solo con un accento più forte verso la fantascienza in genere. Per questa serie comunque, Ellison sceneggiò due episodi: “Soldato” e “Il Demone con la mano di vetro”. Quando nel ’84 uscì Terminator, Ellison disse che il film gli era piaciuto un sacco… sopratutto perché l’avevano copiato dalle sceneggiature dei suddetti episodi di Outer Limits scritti da lui.

A ‘sto punto, John Daly della Hemdale e quelli della Orion corsero ai ripari, pattuendo una somma a mo’ di “risarcimento” dando ragione allo scrittore, in più aggiungendo pure il suo nome nei credits del film. ‘Sto fatto fece sclerare malamente Cameron, che definì le affermazioni di Ellison come “una zecca fastidiosa”, e che ha sempre additato come fasulle.

Ora, prima di concludere, senza che c’impastiamo su “Il Demone con la mano di vetro”, visto che lo stesso Ellison ritrattò dicendo che non c’aveva più di tanto a che fare con Terminator, in brevis vi metto la trama di “Soldato”, così tirate voi le vostre conclusioni.

Milleottocento anni nel futuro, due soldati si scontrano sul campo di battaglia. Ad un tratto, un raggio energetico li colpisce ed entrambi vengono scagliati in un vortice spazio-temporale. Mentre uno dei due resta intrappolato in questa sorta di limbo, l’altro, Qarlo Clobregnny, si materializza in una stradina degli Stati Uniti. Qui Qarlo viene catturato e interrogato da Tom Kagan, un filologo che riesce a scoprire la sua provenienza e tradurre lo strano linguaggio in cui parla il viaggiatore temporale. Si scopre così che Qarlo è un soldato addestrato a un unico scopo: “uccidere il nemico”. Dopo un po’ comunque, Qarlo va a vivere a casa di Kagan ma poi compare all’improvviso anche l’altro viaggiatore del tempo suo nemico, e nella battaglia finale Qarlo si sacrifica per ucciderlo e salvare Kagan e la sua famiglia.

Bene e con questo direi che anche per oggi è tutto.

Stay Tuned e sopratutto Stay Retro.

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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