Stephen King IT il film tv degli anni 90

Stephen King’s IT – Dal romanzo al film degli anni ’90

IT è uno, se non forse il più famoso, fra i romanzi di Stephen King. Quando venne pubblicato, fu subito un enorme successo. Diventando in un attimo, il romanzo più venduto del 1986, vincendo anche il British Fantasy Award l’anno successivo.

Fondamentalmente, ‘sta cosa di IT che probabilmente è il suo romanzo più famoso, la dico per un semplice fatto: le opere di King, in generale, hanno sempre riscosso un gran successo. Quindi, dalla carta stampata alla trasposizione cinematografica, il passo è abbastanza breve di norma. Però, c’è appunto da considerare il fatto che, a oggi, molte delle sue opere vengono ricordate grazie ai film, piuttosto che per i romanzi in sé da cui sono stati tratti.

Per esempio, vedi Carrie di Brian De PalmaLa zona morta di Cronenberg, Christine di Carpenter, Stand by Me e Misery non deve morire di Rob Reiner. Oppure, il più assolutistico in questo senso, Shining di Stanley Kubrick.

Personalmente parlando, conosco gente che ‘sti film li avrà visti ‘na dozzina di volte ognuno; ma i romanzi… manco aperti mai ‘na volta per sbaglio. Naturalmente, le mie esperienze personali non sono certo un dato oggettivo di cui tener pedissequamente conto. Ovvio. Però… IT fa parte di quella schiera di opere “figlie di un adattamento minore”. La miniserie televisiva degli anni ’90, non ha certo una produzione milionaria o nomi altisonanti alle spalle. Viene maggiormente ricordata grazie all’interpretazione di Tim Curry nei panni di IT/Pennywise. Nonché, appunto sulla base delle mie esperienze, fra amici e conoscenti sono più quelli che hanno letto il romanzo, di quelli che videro l’adattamento tv all’epoca.

Quindi, visto che ventisette anni dopo, dal romanzo è cicciato fuori n’altro adattamento di cui si fa un gran parlare, nell’attesa di guardarlo direi sia il caso di andare a buttare un occhio a ‘sto IT degli anni ’90. E sul perché si trovi in bilico tra il brutto e il pessimo.

Sequenza iniziale di IT la miniserie televisiva degli anni 90

Siamo agli inizi degli anni novanta. Derry è un piccolo, sonnacchioso sobborgo del – tanto per cambiare – Maine, dove la vita (sembra) scorrere tranquilla. Tuttavia, quella tranquillità di periferia viene scossa da un orribile avvenimento. Una bimbetta di cinque o sei anni in sella al suo triciclo, s’imbatte in delle… orribili, orribili lenzuola stese ad asciugare.

Tim Curry IT nel film degli anni 90

Dove, anziché la vecchiaccia della varechina che ti distrugge i panni ché li hai lavati da schifo, a uscire a tradimento c’è un clown che aggredisce la bimba.

Mike Hanlon nel film IT degli anni 90

Successivamente, a parte la polizia, sulla scena del crimine c’è anche Mike Hanlon, il bibliotecario della città. In buona sostanza, Mike non avrebbe la benché minima motivazione di trovarsi lì. Salvo il fatto che “lui sa”. Nel frattempo noi spettatori, no.

Bill Tartaglia nel film degli anni 90 IT

Cosicché, dopo l’omicidio della bambina Mike s’attacca al telefono e inizia a chiamare i suoi vecchi amici. Partendo dall’ormai scrittore di successo William Denbrough, al secolo conosciuto come Bill “Tartaglia” perché affetto da grave balbuzie. A ogni modo, la telefonata di Mike fa scattare nella mente di Bill qualcosa dimenticato da molto tempo. Così, con un orribile zoomata, accompagnata da un effetto sonoro ai limiti delle Merrie Melodies, parte il flashback.

Johnatan Brandis nel film degli anni 90 IT

Ah, tra parentesi, l’attore che interpretò Bill da bambino è Jonathan Brandis. Volto piuttosto noto sul finire degli anni ’80, conosciuto anche per la parte di Bastian ne La Storia Infinita 2Lo sottolineo per il semplice fatto che Brandis, appena ventisettenne, in preda alla depressione si suicidò impiccandosi nel suo appartamento nel 2003.

Tim Curry IT che incontra Georgie nel film degli anni 90 IT

Comunque sia, tornando a noi vediamo la famosissima sequenza di Bill bambino costruire l’iconica barchetta al fratellino Georgie. Che poi tutto contento va a corrergli dietro sotto la pioggia e a guardarla scivolare lungo i rivoli d’acqua del marciapiede, finché a un certo punto questa finisce in un canale di scolo.

Tim Curry IT nel film tv degli anni 90 nella scena del tombino che aggredisce Georgie

Dove salta fuori Pennywise con la storia io galleggio, tu galleggi e bla bla bla… Sappiamo tutti come va a finire, perciò inutile farla più lunga del necessario. Pertanto, ci troviamo essenzialmente al punto in cui parte l’enorme digressione sotto forma di flashback, con cui verranno introdotti e presentati tutti gli altri personaggi.

Brandon Crane, Ben Hanscom nel film tv IT degli anni 90

Come per esempio il nuovo arrivato a Derry Ben Hanscom. Alle cui spalle, col farfallino acchiappa-schiaffi c’è Stan Uris, altro membro della cricca di protagonisti.

Jarred Blancard nella parte di Henry Bowers nel film tv degli anni 90 IT

Oppure il bullo mono-dimensionale Henry Bowers e i suoi amici sagome-di-cartone, che subito prende di mira Ben. Perché giustamente, altri sei ragazzini da pestare erano pochi. A ogni buon conto, a parte loro, ci so’ appunto altri sei personaggi le cui vicende s’intersecano e vengono mostrate sotto forma di flashback. Perciò, credo sia meglio sorvolare, ché se no a soffermarci su tutti ci facciamo vecchi.

La banda dei perdenti nei Barrens nel film IT degli anni 90

Ipso facto, per metterla giù breve, la prima parte della storia segue i protagonisti, all’epoca bambini, sul finire degli anni ’50 riunitisi sotto il nome di Banda dei Perdenti. In questo senso, oltre la sfiga, i ragazzi hanno tutti una cosa in comune: essere stati, chi in un modo chi nell’altro, “aggrediti” da IT.

A ‘sto punto però, fermiamoci un attimo. Mettiamo caso, così, per ipotesi, che non abbia mai letto il romanzo, ok? Dopo circa un’oretta di soporifera visione, mi vengono in mente alcune domande, due delle quali fondamentali:

  • 1°) Per quale motivo, sembra che i ragazzi siano gli unici a vedere IT, mentre nessun altro pare in grado di poterlo fare?
  • 2°) Perché ogni volta che IT appare ai protagonisti, anziché ucciderli, cosa che apparentemente non gli richiederebbe il benché minimo sforzo, si limita a fare “buffonate” e minacciarli?

IT film 1990

In questo senso ad esempio, si potrebbe prendere la parte in cui appare a Ben Hanscom nei Barrens sotto forma del padre defunto. Salvo poi ridiventare Pennywise e limitarsi a ridergli in faccia da lontano. Sì, questa andrebbe bene.

Tim Curry IT film tv 1990

Anche se, fra le scene inutili, la mia preferita è sicuramente quella in cui appare a Eddie Kaspbrak nelle docce, perché meravigliosamente insensata. In pratica IT esce da un buco nel pavimento (realizzato col pongo e animato in stop motion che pare di vedere Pingu) e… niente. Due battute, il ragazzino si spaventa, lui saluta e se ne va. Stacco, scena successiva.

IT film 1990 Henry Bowers

Ora, non vorrei dire ma, prendendo n’attimo in considerazione quanto visto fino a qui, fossi uno dei Perdenti mi preoccuperei molto più di Henry Bowers. Dato che – senza alcun motivo apparente – c’ha l’intenzione di ficcare una lama nella pancia a molti di loro.

Henry Bower che impazzisce nelle fogne dopo aver visto IT

Qui, tra parentesi, quando segue i ragazzi giù nelle fogne prima dello scontro finale con la creatura, possiamo ammirare la paura che trasforma Henry nel cosplayer di Billy Idol.

IT film 1990 la luce dei defunti

In realtà, ci sarebbe da aprire un intero capitolo a parte su come questa parte sia stata castrata, trasformando tutto il concetto de “I Pozzi Neri” in quella vaccata tirata alla cazzomannaggia de “La Luce dei Defunti”; ma va be’, fa niente.

primo scontro fra IT e la banda dei perdenti nelle fogne

Com’è come non è, in virtù del fatto che nella seconda parte del film la storia non è che prenda chissà quali grandi slanci, anzi, semmai si arena ancor di più a voler essere precisi, vediamo la fine del primo scontro fra i perdenti e IT. Che dopo un colpo di fionda in testa si ritira con un triplo salto carpiato tuffandosi nel buco di uno scarico, animato anche qui da sembrar uscito da un episodio de Le Uvette Californiane.

It film 1990 scena finale con IT a forma di ragno

E poi qui, che dopo tre ore di ‘sto polpettone appare sotto forma di bacarozzo gigante, animato e montato così male che La Vendetta di Gwangi del ’69 pare di vedere Avatar.

Arrivati a questo punto, la cosa più semplice da fare sarebbe sfoderare il sempreverde “Il libro è meglio del film”. Così da chiuderla qui in un attimo, in scioltezza e disinvoltura. Sì, così sarebbe facile. Tuttavia, ciò che mi preme sottolineare è: il perché, questo adattamento televisivo di IT sia un prodotto abbastanza scadente e le distanze, di proporzioni siderali, che man mano questo film e il romanzo originale prendono.

IT film del 1990 album di Georgie che sanguina

In questo senso, il primo è più ovvio punto da cui partire è quello sicuramente più evidente di tutti. Ovvero, non è possibile condensare un libro di milleduecentotrentotto pagine in un film di un paio d’ore. Semplicemente, non è fattibile; inutile girarci intorno più di tanto. Proviamo a capirci con un esempio abbastanza banale: Il Signore degli Anelli. Lungo più o meno quanto IT, pagina più pagina meno, anche in questo caso la storia si dipana attraverso il punto di vista dei molti personaggi coinvolti. I quali hanno il proprio ruolo, il proprio spazio, la propria collocazione all’interno del testo e via dicendo.

Anche eliminando il superfluo, tipo che so, Frodo e Sam quante volte si fermano a mangiare, per dire, la cosa non è che cambierebbe poi più di tanto. Perché mettiamo caso che Peter Jackson, dopo essere caduto di testa una mattina, anziché i tre film di tre ore ciascuno, avesse provato a stringere l’intero Signore degli Anelli in un film di due ore. Il risultato sarebbe stato lo stesso? Direi proprio di no. Il fatto è che tempi letterari e tempi cinematografici, ovviamente, seguono ritmi diversi. Spesso, bisogna fare parecchi maneggi affinché quello che funziona su carta funzioni ugualmente bene anche su schermo. Nondimeno, un conto è adattare, scartare il superfluo. Altro paio di maniche è il dover tirare forbiciate alla cieca, stravolgendo il senso delle cose.

Tim Curry nel film del 1990 IT

In altre parole, ciò che intendo dire è molto semplice: IT romanzo è molto lungo e King spesso e volentieri è prolisso da farti cascare le palle a terra, questo è vero. Sennonché, nonostante le lungaggini, ogni elemento della storia trova una sua spiegazione e un suo perché. il punto non è “cambiare il dettaglio” qua e là, come per esempio, che so, il fatto che nel romanzo, Bill Denbrough sia calvo mentre nel film addirittura c’ha i capelli lunghi alla Fiorello. No. Il problema sta nel fare modifiche tanto estreme, da cambiare e stravolgere l’intero senso dell’opera, fino a dargli connotati totalmente diversi. Rendendo poi incomprensibili le cose in questo modo.

Seth Green nel film IT del 1990

E qui arriviamo a un altro punto fondamentale. Una domanda che mi sono fatto spesso e a cui non ho mai trovato ‘na risposta: pubblico cinematografico e pubblico letterario, sono diversi e perciò vanno trattati in modi diversi? Naturalmente, con questo mi riferisco a spettatori/lettori della medesima fascia. Mi spiego: IT è, fosse anche solo per via della lunghezza, un romanzo destinato a un pubblico maturo. In grado di “digerire” e comprendere i molti temi trattati. Va da sé dunque, che un eventuale adattamento cinematografico, dovrebbe essere indirizzato allo stesso tipo di pubblico, giusto? Ora, voglio anche capire che questo fu un adattamento televisivo e, pertanto, l’omettere certi “particolari” potrebbe anche essere comprensibile. Però, leggendo le varie news in merito a questo nuovo IT in uscita nelle sale, vedo che si è preferito “sorvolare” di nuovo su certe scene. Quindi, non posso fare a meno di farmele due domande.

IT film 1990 album di Mike

Per esempio, l’orrore è il fil rouge del romanzo; ma in effetti, questo è solo l’aspetto più superficiale della storia. Che grazie a esso a far da collante, tratta temi molto delicati come il sesso, il bullismo, il razzismo, l’omofobia, l’abuso sui minori. Anzi. A essere precisi anche così la cosa sarebbe troppo semplicistica, dato che lo stesso romanzo mette “in guardia” il lettore da questo tipo di decodifica in modo abbastanza esplicito. Ma tant’è. Non voglio mettermi a fa’ ‘na disamina del romanzo, perché sarebbe troppo lungo e fuori luogo al momento. Intanto, non posso far a meno di evidenziare come, per la seconda volta, sia stata eliminata la scena di sesso fra Beverly e gli altri personaggi.

Voglio dire, capisco che all’epoca questa non fosse ‘na cosa proprio adattissima a un pubblico televisivo, benché meno da mostrare a dei bambini, d’accordo. Intanto la scena, ha un significato – esplicito e implicito – ben chiaro. Beverly, fa sesso con gli altri ragazzi per rafforzare il loro legame. Cementificarlo una volta per tutte in un momento in cui si erano “persi”. Grazie a ciò, Bill avrà poi la forza per affrontare Il Rito di Chud, e insieme agli altri, confrontarsi con IT. Oppure, altra grave manchevolezza – almeno in questo adattamento tv – è il totale appiattimento di Henry Bowers. Henry è un violento a causa del padre alcolizzato che non perde occasione di pestarlo. Prova un forte odio razzista nei confronti di Mike perché il padre a suon di mazzate gli ha inculcato queste idee. Ha un equilibrio mentale molto fragile e alla fine, grazie anche a IT, impazzisce del tutto.

IT film 1990 Henry Bowers

Tutto ciò è stato tagliato via. Così come sono stati eliminati personaggi importanti come Victor Criss, un amico di Henry che più volte cerca di farlo ragionare, e Patrick Hockstetter. Un ragazzino realmente psicopatico che aveva ucciso il suo stesso fratello, soffocandolo nella culla. Quest’ultimo poi, protagonista di una scena in cui viene preso a pugni da Henry per avergli proposto un rapporto orale. Ripeto: al di là di tutto, posso capire che queste siano scene non adatte a un pubblico adolescente o pre-adolescente, e ci siamo. Ma un eventuale film, non dovrebbe essere indirizzato innanzitutto a un pubblico maturo? Allora arriviamo al punto del perché nel libro sì e nel film no?

Ora al di là di tutto, voglio capire e sorvolare su attori che recitano da cani (in questo caso gli adulti, perché i ragazzini sono di gran lunga migliori). Effetti speciali scrausi, modifiche nate da esigenze di pubblico, budget e fascia oraria. Insomma, tutto. Però, per me nulla c’è di più grave di una storia che inizia a farti fare domande: “Perché succede questo?”, “Perché quello ha fatto così?” “Perché tizio ha fatto cosà?” e via dicendo. Se accade questo, semplicemente vuol dire che la storia non funziona e che sta annegando in uno tsunami di va be’.

Sia chiaro, a guardarla oggi, IT la miniserie non è tutta tutta da buttare, eh. Alcune cose funzionano e certe scene sono molto azzeccate ma, comunque rimane un film di quart’ordine nonché un pessimo adattamento. A mio modestissimo parere, l’unica cosa che non ha fatto andare questo film giù nel tubo di quel cesso chiamato dimenticatoio è Tim Curry nella parte di Bob Grey/Pennywise/It. L’intero film regge su di lui e la sua interpretazione è l’unico motivo per cui tanta gente si ricorda di questa miniserie. Per capirci, quelli che non lo vedono da tanti anni, escluse quelle in cui appare IT, quante scene ricordate del film?

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro

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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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