Poster del film Spawn uscito nel 1997

Todd McFarlane’s Spawn – Il Film

Solo ora, mentre butto giù ‘ste due righe su Spawn, il film uscito nel 1997, mi sto rendendo conto pienamente di quanto tempo sia effettivamente passato. Cioè, stiamo parlando di vent’anni tondi tondi. E invece… Invece a me pare ‘na cosa piuttosto “recente”, quando andai a vedere Spawn al cinema. Riflettendoci n’attimo, ‘sta cosa è assurda. Sopratutto, se nell’economia della situazione penso a come siano cambiate le cose in questi due decenni. Mi spiego meglio: oggi come oggi, i film sui supereroi so’ diventati piuttosto comuni, no? Ormai, siamo al punto che ‘sti film te li tirano appresso e, sinceramente, io ce ne ho quasi piene le pall… fin sopra i capelli. Vent’anni fa però, non era così. Anzi. No, sul serio. Ci tengo a sottolineare ‘sta cosa perché oggi, siamo talmente saturi, che i supereroi ci “escono dalle fottute pareti”. In poche parole, è diventato tutto un grande “e-chi-se-ne-sbatte”.

All’epoca invece, anche il semplice fatto che un’importante casa cinematografica come la New Line Cinema, se ne uscisse con “Oh, noi qua stiamo cacciando i dindini per fare il film di Spawn”, era qualcosa che bastava a farti battere i pugni sul petto; in preda al furore tipico delle crisi a sfondo mistico-religioso che non guasta mai. Perché Spawn, è stato uno dei più grandi e clamorosi successi dei primi anni ’90.  Solo l’idea di vederlo in un film, trasudava figaggine da tutti i pori, praticamente. Spawn era cupo, violento e, per i canoni del periodo, abbastanza volgare. C’erano omicidi, freaks assetati di sangue, patti col diavolo… In sostanza, c’aveva tutto ciò che un adolescente dell’epoca pre-internet potesse desiderare. Perciò, con ‘sti presupposti è facile capire com’è che uno stava preso così male nel sapere che ne avrebbero fatto un film.

 

Titoli di testa del film Spawn 1997

Il problema però, sta nel fatto che il risultato non fu il grande blockbuster Hollywoodiano che tutti speravano. Piuttosto, sembrava qualcosa fatta proprio apposta per far ridere i polli. Allora, Spawn inizia subito col piede sbagliato. Entrando di giustezza sullo spettatore inerme con una combo letale spiegone-spoiler. Scorrono i titoli di testa, e una voce fuori campo ci fa un bel riassunto sulla trama generale: l’inferno, il paradiso, la lotta per accaparrarsi quante più anime possibili in vista della battaglia finale e via dicendo. Il leitmotiv del film, insomma.

Il Clown uno dei nemici di Spawn nei titoli di testa del'omonimo film del 1997

Il tutto, mentre scorre ‘sta bella carrellata d’immagini che, come andava di moda a quel tempo, si sovrappongono a raffica, con quell’effetto shake-blur di tendenza che fa tanto epilessia. In teoria, questo dovrebbe essere un modo originale di presentare i personaggi introdotti poi nel prosieguo della storia. In pratica però, si tratta soltanto di non aver ben chiara la differenza che passa tra il suscitare suspense, catturando l’attenzione tramite l’anticipazione di personaggi e/o elementi della storia, dalla semplice “spiegazione for dummies”.

Michael Jai White nel film Spawn del 1997

Infatti, breve stacco, e vediamo il protagonista Al Simmons (Michael Jai White) super-agente super-segreto che per mestiere fa strage di “cattivi”. Naturalmente, con cattivi s’intende i soliti tizi random dall’aspetto vagamente mediorientale, che non amano la patria, Gesù e la mamma. Un classico, insomma.

Martin Sheen nei panni di Jason Wynn nel film Spawn del 1997

Dopodiché, viene introdotto il cattivo a marchio registrato: Jason Wynn (Martin Sheen), capo di una “organizzazione governativa top-secret”, che sta a complottare con un losco figuro, che lo incinta a mantenere le promesse fatte. Ovvero:

A) Fornirgli l’arma batteriologica di distruzione di massa super-finale per distruggere il mondo.

B) Assassinare Al Simmons, il suo migliore agente, così da poterlo reclutare fra le schiere infernali.

Spawn film 1997

Ora non voglio dire, eh… ma credo sia chiaro cosa intendessi prima, no? In cinque minuti netti, manco finiti i titoli di testa, che m’è stata praticamente spoilerata tutta la trama. Se poteva esserci anche solo il minimo rischio di un vago colpo di scena, il pericolo è stato scongiurato. Ah, e tanto per mettere i proverbiali puntini sulle i, due cose: innanzitutto il Clown (John Leguizamo). In questa sequenza perché me lo metti in penombra? Tanto s’è visto ben bene in primo piano quaranta secondi prima. E poi, non so se avete fatto caso al dettaglio dell’arredamento.

Theresa Randle interpreta Wanda la moglie di Al Simmons nel film Spawn del 1997

In ogni buon conto, andiamo avanti. Che ci vengono introdotti altri due comprimari. Ovvero Wanda Simmons, moglie di Al che, tra parentesi, non ho la più pallida idea del perché allo specchietto c’abbia appeso il Clown. Probabilmente, il “pure joke” più stupido della storia.

Spawn film 1997

E Terry Fitzgerald, collega nonché “migliore amico” di Al. Del resto, tanto migliore amico che Al manco schiatta, che subito sposa Wanda e si riproducono. Al di là di questo, Terry era passato a prendere il collega per andare all’agenzia “governativa segreta” perché… perché in realtà non lo so. In pratica, il nostro protagonista esce di casa tutto bello, contento e pimpante. Poi, mentre sono in macchina quasi a destinazione, Terry dice che la sua ultima missione ha causato la morte collaterale di ventisei civili innocenti.

Michael Jai White Spawn film 1997

Così arrivano all’agenzia “governativa segreta” e Al va da Wynn a presentare le sue dimissioni. Con tanto di cartelletta bella e pronta. Aspetta n’attimo: se tu, mezz’ora prima manco sapevi di aver fatto saltare in aria ventisei cristiani e stavi tutto bello arzillo e gagliardo, com’è che all’improvviso sei stanco di tutto quel lavoro sporco? A parte questo, se non c’avete fatto caso prima, ecco di nuovo quel “dettaglio”: capisco che Wynn sia il cattivo, e il film spinga rappresentandolo ai limiti, con robe assurde tipo il posacenere messo nella boccia con gli scorpioni. Però… ma chi in ufficio non c’ha appesi quadri con stampe di esplosioni atomiche, eh?

Melinda Clarke interpreta Priest nel film Spawn del 1997

Com’è come non è, Wynn “prende nota” del forfait di Al e gli dice che una volta completata un’ultima missione, l’eliminazione di un impianto chimico che produce armi batteriologiche in Korea del nord, potrà andarsene. Naturalmente Al accetta e, come tutti quanti già sapevamo, la cosa si rivela una trappola. Per fortuna all’inizio il film già ci aveva avvertiti. Altrimenti chi l’avrebbe retto questo “colpone di scena” dove ammazzano il protagonista sul set di Austin Powers.

Spawn film  1997

Quindi, dopo l’esplosione Al si risveglia sfigurato e dolorante in un vicolo. Privo di ricordi – più o meno – inizia a vagare fra i barboni cercando di tornarsene a casa. In realtà, scopre che dall’esplosione a quel momento, sono passati ben cinque anni.

Michael Jai White, Al Simmons nel film Spawn del 1997

Così, dopo aver preso coscienza che la moglie già s’era felicemente accasata con l’amico e lui era già bello che dimenticato, grazie al Clown, Al finalmente capisce la situazione. Ricorda il patto fatto all’inferno con Malebolgia, ovvero che sarebbe diventato il condottiero degli inferi nella battaglia finale se Malebolgia lo avesse rispedito sulla Terra, per vedere sua moglie Wanda.

Il costume indossato da Michael Jai White nel film Spawn 1997

Quindi, dopo appena quaranta minuti di infodumping, finalmente si vede quello che tutti stavano aspettando: cioè Al Simmons che si trasforma in Spawn. Ok, arrivati ‘sto punto mi sembra superfluo continuare oltre. Perciò credo sia arrivato il momento de “La Domanda”: com’è Spawn?

Allora, tanto per usare un’eufemistica perifrasi, ‘sto film è un po’ come far giocare i bambini a guardie e ladri. Dandogli in mano armi vere. In pratica ci sono i mezzi, le possibilità e le fattibilità ma tutto, mi viene da dire come al solito, viene mandato all’aceto.

Spawn film 1997

Presumibilmente, il problema maggiore è dato dal fatto di aver affidato il progetto a Mark A. Z. Dippé. Un tipo che fino al momento di girare Spawn, poteva vantarsi di aver fatto praticamente niente. Certo, poi col tempo ha fatto strada, girando filmoni come Garfield – A zampa libera e Garfield e il laghetto magico. Ma tant’è, non è questo il punto. Il fatto è, che Dippé era un semplice visual effects artist. Analogamente a Virus con Jamie Lee Curtis, il fatto che uno lavori nel settore cinematografico e magari sia anche bravo nelle sue mansioni specifiche, non vuol necessariamente dire che poi sappia alternarsi e/o vestire altri ruoli. Tanto per capirci, il fatto che io abbia studiato musica e sappia leggere uno spartito, non mi rende automaticamente Beethoven, ok?

John Leguizamo nei panni del Clown/ Violator nel film Spawn Del 1997

A parte questo, la cosa che in realtà mi sorprende di più, è l’incredibile quantità di alti e bassi che si susseguono per tutto il film. Attenzione, non mi riferisco ai semplici “dettagli” come l’assurdità di certe situazioni. Oppure al fatto che Terry abbia subito una fantastica sbiancata, dato che il personaggio nei fumetti è un uomo di colore. O magari al fatto che, a uccidere Al Simmons sia stato Chapel, qui sostituito da Priest, il personaggio interpretato da Melinda Clarke. No, piuttosto, mi riferisco alla qualità generale in toto.

Cioè, abbiamo detto che alla regia c’è ‘sto tipo che si occupava di effetti speciali, giusto? Giusto. Allora come si spiega ‘sta cosa? Vedi la suit di Spawn ad esempio: in alcune sequenze è riuscitissima. Oppure John Leguizamo, nei panni del Clown/Violator, tirato su in maniera realistifichissimitica. Poi però, mentre vedi cose simili, all’improvviso ti trovi davanti a scene da far tenerezza quasi.

Spawn film 1997

Per esempio, c’ho fatto caso ieri sera, con la coda dell’occhio: l’effetto glow scontornato manco avessero usato il paint. E per fortuna, stiamo parlando di una produzione milionaria, eh. Con alla regia uno che per mestiere si occupava di effetti speciali. Figuriamoci se non era così che veniva fuori. Eppure, il film è uscito nel ’97. All’epoca, la computer grafica aveva fatto già passi da gigante. Qui invece, fa talmente pietà che la Playstation in pratica è Skynet.

Malebolgia nel film Spawn del 1997

Ma la cosa più grave, non è la suit di Spawn che per la maggior parte del tempo pare di vedere i Muppets. Così come il mantello brutto, posticcio e animato alla cazzomannaggia. No. Il grave è – con l’aggravante dell’averci ambientato pure il climax finale – l’ambientazione infernale. Tralasciando l’aspetto da fondale statico preso di peso da Mario Kart per N64, Malebolgia è fatto così male da sembrare uno screensaver di Windows ’98. Addirittura, quando parla resta pure con la bocca aperta.

Sul serio, mi chiedo come sia stato possibile l’aver dato l’ok a simili orrori grafici. In fase di pre e post-produzione com’è possibile non aver visto lo schifo che stava a venir fuori? Personalmente parlando, al posto di Dippé, considerato il risultato avrei preferito tagliare simili scene. Senza, il film ne avrebbe sicuramente giovato.

Spawn film 1997 Spawn suit

Tirando le somme, Spawn è un film confusionario, scontato e abbastanza mediocre. Con l’incredibile aggravante, di aver abbassato ancor di più il target di riferimento. Nonostante il fumetto sia un’opera indirizzata prevalentemente a un pubblico adolescenziale, qui arriviamo a livelli quasi infantili. In questo senso, il fatto che Spawn nasca come opera fruibile da un pubblico composto perlopiù da adolescenti, non vuol dire che non presenti spunti maturi. Anzi. C’è molta cupezza, violenza alquanto esplicita, volgarità e via dicendo.

Difatti, nel medesimo periodo in cui uscì ‘sto film, venne prodotta una miniserie a cartoni animati intitolata Todd McFarlane’s Spawn, prodotta dalla HBO. Che non solo è molto più fedele al fumetto; ma sta proprio su un altro pianeta, rispetto a ‘sta baracconata che fa una semplice carrellata di pupazzi e cgi orrenda.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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