Silent Hill il mito da Lovecraft a Lynch

Silent Hill: il mito da Lovecraft a Lynch

Il bello di Silent Hill, sta nel suo essere, fondamentalmente, ‘na specie di gioco d’incastri. Si diceva la settimana scorsa, in quella che è diventata poi la prima parte di questo, come dire… “piccolo excursus” riguardo le origini poste alla base della mitologia di Silent Hill. Se vi siete persi quello che si diceva su Silent Hill – La storia, le origini e tutto quanto, basta un clickino sul linkino bellino che metto apposta per i più distratti, e passa la paura.

Comunque, siccome le cose m’erano n’attimo sfuggite di mano (più del solito) e, onestamente, non mi pareva il caso di stritolarvi il sacco scrotale/borsa ovarica nella morsa di un asfissiante pippone, ci siamo lasciati con una marea di sospesi. A ‘sto punto, vediamo di concludere la pappardella con:

Silent Hill: il mito da Lovecraft a Lynch

Il cinema Metropol nel film Demoni di Dario Argento, citato in Silent Hill di Konami del 1999

Dunque, quella di Silent Hill è una storia, sicuramente, affascinante e tremendamente suggestiva. Costruita però, su di una fitta rete di citazioni e riferimenti, più o meno palesi. Tanto per dire, girando per i vicoli di Silent Hill, è facile trovarsi di fronte al Metropol Theatre. Sì, esattamente lo stesso Cinema Metropol in Demoni di Dario Argento.

Oppure, quando Harry Mason, il protagonista del gioco, raggiunge la Scuola Elementare Midwich – come detto, il nome è un riferimento al villaggio di Midwich nel film Il villaggio dei Dannati, tratto a sua volta da I figli dell’invasione di John Wyndham – trova un registro. Sul quale, sono riportati i nomi degli insegnati che lavorano nella scuola: Ranaldo, Moore e Gordon.

La scuola elementare Midwich uguale a quelle del film Un poliziotto alle elementari

Semplicemente, per chi non lo sapesse, Kim Gordon, Thurston Moore e Lee Ranaldo sono i membri del gruppo alt rock Sonic Youth. Anche se, sempre a proposito della scuola elementare, la cosa forse più curiosa in assoluto è il materiale di riferimento usato dal Team Silent. In effetti, la scuola di Midwich è la stessa del film Un poliziotto alle elementari con Arnold Schwarzenegger.

Quasi tutto, dall’ingresso all’arredamento, fino a buona parte dei poster che si vedono all’interno dell’istituto, sono stati presi dal film e schiaffati nel gioco. Il perché, vallo a sapere. Immagino che gli sviluppatori abbiano semplicemente cercato qualcosa di quanto più americano possibile nell’aspetto. Tuttavia, ‘sta cosa nel tempo ha dato vita a diverse ipotesi e speculazioni; alcune anche piuttosto divertenti, in realtà.

La scuola elementare Midwich in Silent Hill uguale a quelle del film Un poliziotto alle elementari

Tipo quella che Silent Hill è un sequel del film di Reitman in chiave horror. Harry, in realtà è John Kimble, il personaggio di Schwarzenegger, che tornato in città scopre che i bambini della scuola sono tutti morti in un modo orrendo. Che dire… ipotesi suggestiva, senza dubbio.

Presumibilmente, ‘sto sclero dev’essere nato dalla figura del Grey Child. Un tipo di mostro armato di coltello che infesta la scuola, presente solo nella versione nord americana del gioco. Siccome è palese, dalla forma e il luogo in cui s’incontrano che siano bambini, non mi sorprende il fatto che nelle versioni europee e giapponesi del gioco siano stati censurati e sostituiti col Mumbler.

Comunque sia, questi sono solo alcuni esempi di come, tutto o quasi in Silent Hill è un omaggio a qualcuno o qualcosa. Nondimeno, per quanto possano essere contestualizzati, parliamo pur sempre di semplici easter egg. Capiamoci, sapere che Michael Kaufmann, il nome del primario dell’ospedale di Silent Hill, è una (ennesima) citazione a Michael Herz e Lloyd Kaufman, i fondatori della Troma, certo è divertente.

Messianismo in Silent Hill

Ma in fondo, un gioco horror che cita registi e scrittori del panorama horror, non è poi tutta ‘sta gran cosa, insomma. Anzi. Per quanto sfiziose, sicuro ‘ste cose non bastano a far sì che si continui a parlare, ragionare e speculare su qualcosa per vent’anni. In questo senso, a pensarci bene Silent Hill è un po’ come Il nome della rosa: cioè, una storia fatta di altre storie, il cui sviluppo è un ciclo infinito di rimandi.

Così come il romanzo di Umberto Eco, così il gioco di Konami, come dire… si apre, a seconda del grado di preparazione di chi lo affronta. Per esempio, vent’anni fa quando uscì il primo Silent Hill, non dico che stavo ancora a mangiare la sabbia, eh. Tuttavia, m’avrebbe sicuramente fatto piacere sapere che il ganglio della trama si basa, essenzialmente, su di un distorto e perverso concetto di messianismo.

In pratica, l’assunzione dell’elemento escatologico nei termini del messianismo, con basi tratte principalmente dall’Apocalisse, contribuì a diffondere l’aspettativa di una parusia. Intesa come ritorno dello stesso Cristo quale restauratore di un regno messianico sulla terra.

L'orrore cosmico di H.P. Lovecraft preso come modello di riferimento per il culto di Samael

Nella storia di Silent Hill, Dahlia Gillespie, sacerdotessa di un culto religioso chiamato L’Ordine, sacrifica la sua stessa figlia, Alessa, bruciandola viva in un sacrifico rituale. Il cui scopo è anticipare l’ascesa del dio Samael, che secondo il culto, col suo avvento instaurerà, appunto, un regno messianico sulla terra. Perfetto e completamente libero dai peccati dell’umanità. Of course.

Peccato che in realtà, Samael sia un essere del tutto alieno alle convinzioni dei suoi fanatici adoratori. Essenzialmente un mostro, il cui unico interesse è quello di soddisfare i suoi bisogni. Ora, gran parte degli aspetti che vanno a comporre la mimesi di Silent Hill, chiaro siano mutuate da specifiche opere di Stephen King. Come, del resto, è altrettanto chiaro che la diegesi si rifà in toto all’orrore cosmico di H.P. Lovecraft.

Chiunque abbia letto, anche solo mezza miserabile cosa scritta da Lovecraft, ha perfettamente chiaro in cosa consisteva il genio di quell’uomo. Senza menarla troppo, Cthulhu, Dagon, Shub-Niggurath e gli altri Grandi Antichi, non sono figure indigetes. Bensì, novensides: divinità, se così vogliamo chiamarle, completamente e totalmente estranee non solo a questa Terra, ma al nostro intero piano esistenziale.

Esseri incomprensibili, provenienti dalle stelle, filtrati da spazi attigui a quello che noi concepiamo come realtà. Attenzione però: non si tratta di semplici “marziani” o “venusiani”, ma delle divinità adorate da marziani e venusiani. Qualcosa addirittura più alieno di ciò che concepiamo come alieno, insomma.

In questo senso, è facile notare come gli estranei non siano i benvenuti a Silent Hill, più di quanto non lo siano a Innsmouth o a Dunwich. Luoghi totalmente slegati da tutto ciò che potremmo, anche solo lontanamente, considerare normale. La vita degli abitanti è regolata sulla base della loro stessa ossessione: il punto non è tanto risvegliare il morto Cthulhu che attende sognando nella sua dimora di R’lyeh. Semmai, è la fissazione di purificare il mondo a spingerli inesorabilmente.

Tra misticismo, religione e folklore, Silent Hill affonda le sue radici nel medesimo posto in cui, a grandi linee, Lovecraft ha messo le sue: il fanatismo e la trascendenza dei limiti. Il cui superamento, porta allo scorgere cose che l’uomo non avrebbe mai dovuto vedere. Superficialmente, il culto de L’Ordine in Silent Hill può essere visto come ‘na manica di sciroccati impantanati nelle loro farneticazioni.

In realtà, il concetto espresso di fondo, va giusto un tantino più in là di questo: ovvero la religione, la preghiera, cose in cui tutti, ritenendole sicure e normali almeno una volta nella vita ci siamo rifugiati. Qui subiscono un netto ribaltamento. Trasformandosi in qualcosa di terribile. Deviato e malvagio.

Allucinazione perversa (Jacob's Ladder) è un film del 1990 diretto da Adrian Lyne

Come Charles Dexter Ward, Richard Pickman o Randolf Carter, nel finale migliore del primo Silent Hill, Dahlia Gillespie viene punita per aver creduto di capire con cosa avesse a che fare. Ironicamente, viene bruciata viva da Samael, esattamente pochi secondi dopo aver visto compiersi il suo grande piano per la nascita del dio. Certo che, prendere ‘sta roba e tirarci su un videogioco, mica fischi, insomma. E il bello, è che le cose manco finiscono qui.

Un altro importantissimo punto di riferimento per la trama e le atmosfere generali di Silent Hill, viene da uno dei miei film preferiti in assoluto: Jacob’s Ladder di Adrian Lyne. Nel film, Jacob Singer (Tim Robbins) è un reduce del Vietnam che nel 1971, durante un’operazione sul delta del Mekong, viene ferito gravemente.

Riesce a salvarsi, ma molti uomini della sua unità vengono uccisi o feriti. L’ultima cosa che Jacob vede, sono i suoi compagni che mostrano comportamenti anomali, che vanno dalla catatonia a convulsioni violente. Jacob si sveglia all’improvviso nella metropolitana di New York. Sono passati quattro anni da quel giorno nella giungla. Ora lavora alle poste e vive in un appartamento fatiscente con la sua ragazza, Jezzie.

Tim Robbins, Jacob Singer in Allucinazione perversa (Jacob's Ladder) è un film del 1990 diretto da Adrian Lyne

Tuttavia, Jacob sta male: continua ad avere allucinazioni sulla sua precedente famiglia. Soprattutto riguardo Gabe, suo figlio, morto prima che partisse per il Vietnam. Le cose poi, continuano a peggiorare inesorabilmente. Il confine fra realtà e allucinazione comincia ad assottigliarsi e le visioni che ha, assumono via via connotati sempre più inquietanti.

Jacob si convince che qualcosa di brutto dev’essere accaduto in Vietnam anni prima. E ne ha conferma, quando Paul, uno dei suoi ex commilitoni lo contatta rivelandogli che non solo lui e Jacob, ma anche altri membri dell’unità sopravvissuti, stanno soffrendo delle stesse allucinazioni.

Jacob vorrebbe intraprendere un’azione legale ma, prima di poter fare qualcosa, Paul viene ucciso e gli altri, si tirano indietro. Purtroppo per lui, alla fine la realtà dei fatti è molto più grave, parecchio al di là rispetto al complotto che credeva.

La scena dell'ospedale in Allucinazione perversa, film che ha ispirato la saga di Silent Hill

Essenzialmente, questo è uno dei film più cupi, opprimenti, disturbanti e deprimenti che abbia mai visto. La discesa di un uomo nell’inferno dei più reconditi recessi della psiche umana. Da cui emerge solo confusione, tristezza e disperazione. La verità è angosciante e, in tutto il film, l’unica nota di positività per Jacob viene nel finale. Forse.

Tra l’altro, il titolo originale, Jacob’s Ladder, cioè la scala di Giacobbe, si riferisce al sogno di Giacobbe di un luogo d’incontro tra Cielo e Terra, descritto in un passo della Genesi ([Giacobbe] fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa). Questo in effetti, è molto esplicativo nel riassumere il tema del film.

Peccato che qui da noi sia stato adattato col titolo di Allucinazione perversa. Il quale, manda bellamente a puttan… all’aria la metafora biblica su cui si basa. Facendolo somigliare più a un film con Rocco Siffredi, piuttosto che altro.

James Sunderland in Silent Hill 2

A ogni modo, le analogie più evidenti col film, si notano in Silent Hill 2. Dove ogni tratto della storia è una testimonianza astrusa del collasso psicologico del suo protagonista.

James Sunderland, il protagonista di Silent Hill 2, non ricorda precisamente come sia arrivato in città. L’unica cosa che sa per certo, è che sua moglie Mary è morta da tre anni. Perciò, quella lettera firmata da lei che lo invita a Silent Hill per incontrarsi nel loro posto speciale, non ha senso. Ma sia quel che sia, deve scoprire chi l’abbia mandata, perché e chiunque sia, come faccia a sapere del loro posto speciale.

Una volta arrivato a Silent Hill, James incontra Maria. Una ragazza, praticamente identica, uguale in tutto e per tutto a sua moglie Mary. Solo che, a differenza della moglie, Maria è una spogliarellista dal carattere molto “aperto”. Nel suo viaggio alla ricerca della verità a Silent Hill, James s’imbatte in un mostro, Pyramid Head. Il quale, non solo aggredisce, letteralmente stuprandoli, gli altri mostri. Ma a ogni loro incontro, uccide Maria in modi sempre più brutali.

Silent Hill: il mito da Lovecraft a Lynch

Così come in tutti gli altri capitoli, anche in Silent Hill 2 ci sono molteplici finali (Maria, In Water, Rebirth e Leave). Solo che, a differenza degli altri giochi – come dichiarato dal Team Silent in un’intervista – ognuno di questi finali è da considerarsi una possibile conclusione della vicenda, a discrezione del giocatore e della sua interpretazione dei fatti. Il motivo è semplice ma meglio fare un passo indietro.

Silent Hill, Silent Hill 2, Silent Hill 3 e Silent Hill 4: The Room, sono i capitoli della saga sviluppati dall’originale Team Silent. Silent Hill: Origins, Silent Hill: Homecoming e Silent Hill: Downpour invece, sono stati sviluppati ognuno da un team di sviluppatori diverso.

Ora, Silent Hill 1 e 3, sono direttamente collegati in quanto uno seguito diretto dell’altro. Origins è un prequel ambientato anni prima degli eventi di Silent Hill, mentre The Room, Homecoming e Downpour hanno trame che, seppur indirettamente, fanno riferimento agli eventi degli altri giochi. Di volta in volta quindi, basandosi sulla storia dell’eventuale nuovo capitolo è facile poi capire quale dei molteplici finali, visti nel gioco precedente, sia quello da considerarsi canonico.

Non è cosi per Silent Hill 2, che resta totalmente slegato da tutti gli altri avvenimenti. Alla fine del suo viaggio, James ottiene finalmente la verità che stava cercando. Sua moglie Mary, dopo tre anni, tre lunghi anni di agonia e sofferenza causati da una malattia fatale, muore. E a ucciderla è stato proprio lo stesso James. Apro e chiudo parentesi: al di là di tutto, questo è un tema estremamente delicato, a priori.

Pyramid Head

Vedere sua moglie soffrire, giorno dopo giorno, destinata inevitabilmente a morire senza che lui possa far nulla, se non limitarsi ad assistere inerme alla lenta dipartita della donna che ama, causa a James un crollo psicotico. Che lo porta a uccidere la compagna e a rimuovere il ricordo dell’evento. A prescindere dal fattore etico e morale a favore dell’eutanasia in caso di sofferenza prolungata per malattia, l’omicidio continua a tormentare James.

Quindi, da un lato c’abbiamo Jacob’s Ladder. Un uomo, che attraversa il purgatorio della sua stessa psiche in cerca della redenzione tramite l’espiazione delle sue colpe. Dall’altro, c’abbiamo David Lynch. Per capirci, oltre le tematiche, molto del design delle creature, non solo di Silent Hill 2 ma della saga in generale, è presa dal film di Adrian Lyne.

Jacob’s Ladder è piuttosto famoso per un effetto creato nel film, chiamato Demonic Head Shake. In pratica, si tratta dell’effetto “scatto”, utilizzato da… uhm… quasi tutti i film horror dal 1990 a questa parte. L’effetto si ottiene filmando una parte di qualcuno (o qualcosa) che si muove molto lentamente, così da ottenere una frequenza di fotogrammi molto bassa.

Demonic Head Shake effetto creato nel film Allucinazione perversa

Alternando la frequenza dei fotogrammi e la velocità dell’otturatore della camera, mandando la ripresa a velocità normale si crea un effetto di motion blur inquietante, che contrasta con l’immobilità della persone o dell’oggetto nell’inquadratura. Valtiel in Silent Hill 3, per dire, è l’esempio perfetto di ‘sta cosa.

Tuttavia, la storia di un uomo che ha, effettivamente, commesso un crimine che non riesce ad ammettere, tanto da negarlo addirittura a se stesso, chiaro che sia il leitmotiv, preso letteralmente di peso, da Lost Highway di David Lynch. Che poi, lo squallido strip club Heaven’s Night in cui lavora Maria in Silent Hill 2, sia quasi identico allo Slow Club in Velluto blu sempre di Lynch, è grasso che cola nell’economia della situazione.

A proposito di Maria/Mary: l’uso di doppelganger come mezzo per riflettere le colpe di un personaggio, è uno strumento tematico significativo che Lynch ha usato spesso. Soprattutto in Twin Peaks.

Silent Hill: il mito da Lovecraft a Lynch

Nello show, l’agente Dale Cooper arriva a Twin Peaks per scoprire chi sia stato a uccidere Laura Palmer e… ok. ‘Na cosa che sanno pure le pietre, insomma. Tuttavia, a un certo punto, Maddy, la cugina di Laura, va a stare coi Palmer. Sfoggiando un look, essenzialmente identico – e ci mancherebbe, visto che entrambi i personaggi sono interpretati dalla stessa attrice – ma una personalità quasi agli antipodi di quella della cugina.

Alla fine della fiera, pure Maddy viene uccisa. Dallo stesso assassino di Laura, tra l’altro. Esattamente come per Mary e Maria in Silent Hill 2, rispettivamente uccise una da James, e l’altra, pure. Dato che Pyramid Head è la trasfigurazione fisica della punizione per le sue colpe.

Tuttavia, è proprio da Lynch, e nello specifico di Twin Peaks, che viene il più grande contributo alla saga di Silent Hill. Tanto per capirci, il mondo di Silent Hill si divide in tre piani differenti: quello reale, il mondo nebbioso (una sorta di limbo, in pratica) e l’Otherworld. Il mondo dell’incubo.

La loggia nera in Twin Peaks

In quest’ultimo, tutto ha un aspetto malato, corrotto. Ogni cosa viene sostituita da grate e recinzioni arrugginite e grondanti sangue. L’unica fonte di luce, viene dalla torcia elettrica del giocatore. All’interno del mondo di Twin Peaks, c’è una specie di piano astrale, dimensione di puro male, conosciuta come Loggia Nera.

A un certo punto, il deputato dei nativi americani, Hawk, racconta la storia dal punto di vista della sua gente: “C’è una leggenda di un luogo chiamato la Loggia Nera: un luogo di forze oscure, che attirano su questo mondo. Un mondo di incubi. Gli sciamani ridotti a bambini che piangono, gli spiriti arrabbiati che si riversano dai boschi, tombe che si aprono come fiori.”

Le analogie, mi paiono piuttosto evidenti, no? Ma, così, tanto per concludere giusto con un’ultima cosa, un parallelo evidente fra l’Otherworld e la Loggia Nera, sta nella capacità di generare doppelganger. Nel primo Silent Hill, l’infermiera Lisa Garland è, de facto, un tulpa (come sono chiamati in Twin Peaks) della vera Lisa Garland, morta anni prima degli eventi del gioco.

Harry infatti, incontra Lisa solo ed esclusivamente nell’Otherworld, mai nella “vera” Silent Hill. Lisa, effettivamente, è solo un tributo alla vera Lisa Garland, l’unica persona ad essersi mai presa cura di Alessa. Quando questo, chiamiamolo doppione, si rende conto che il suo vero sé è stato ucciso e lei è, semplicemente il sogno di un’adolescente torturata, scompare, letteralmente, nel sangue.

C’è altro da dire su Silent Hill? Eh, hai voglia. È il caso di continuare? No. Credo di aver detto tutto, almeno a grandi linee, per quanto riguarda la maggior parte delle fonti d’ispirazione della saga. Per il resto, se ci vogliamo ragionare insieme – come si fa da vent’anni a questa parte, del resto – possiamo farlo qui o su Facebook.

Ebbene, direi che con questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

Summary
Article Name
Silent Hill: il mito da Lovecraft a Lynch
Description
Retrospettiva sulle opere e le varie fonti che hanno ispirato la saga di Silent Hill
Author
Publisher Name
Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Silent Hill: il mito da Lovecraft a Lynch”

  1. Ammazza che articolone: non essendo un accanito videogamer, non mi ero mai soffermato sui retroscena di Silent Hill. E che dire? Il film Allucinazione perversa è da vedere, specie per i rimandi biblici… tipico film della sua epoca, angosciante. Mi piace.
    Che ci fosse molto Lynch lo sapevo, mi ha stupito invece la questione della scuola ricreata in tutto e per tutto. Pensa tu!**

    Moz-

    1. Anche se non più alacremente come un tempo, i videogames sono ancora una costante nella mia vita. Soprattutto i vecchi giochi, glorie del passato – tipo Silent Hill, appunto – che, spesso e volentieri, mi piace riprendere.
      Per quanto riguarda la questione della scuola elementare, sai, inizialmente stavo per eliminarla come cosa; pensavo fosse un fatto più che risaputo. Inutile da menzionare, insomma.
      Invece, pare che abbia fatto bene a lasciarlo lì.

Rispondi