Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Ready Player One: la rivincita degli anni ’80

Fra il tempo in cui l’oceano inghiottì l’Atlantide e il sorgere dei figli di Aryas, vi fu un’era aldilà di ogni immaginazione. Un’era chiamata anni ’80. Di certo, non saprei indicare con precisione quando le cose cominciarono a sfuggire di mano. Tuttavia, sono abbastanza sicuro che Ready Player One, opera prima dello scrittore Ernest Cline (da noi inizialmente conosciuto come solo Player One), abbia giocato un ruolo fondamentale in tutto ciò.

In principio pochi, pochissimi erano i rimandi a quei giorni di pacchiane avventure. Per esempio, il magnifico episodio Anthology of Interest II della quarta stagione di Futurama. Dove nel segmento Raiders of the Lost Arcade, Fry salva la Terra dagli invasori del pianeta Nintenduu 64. Oppure, Tutti odiano Chris. Una sitcom dei primi anni 2000, che vede il protagonista, Chris appunto, tredicenne alle prese coi cambiamenti dell’America negli anni ’80.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

La mazzata finale però, credo sia stata data da ‘ste due cose in particolare: in primis, Pixels. Il famosissimo cortometraggio del francese Patrick Jean. Che in un attimo divenne virale e da cui poi, venne tratto l’omonimo (brutto) film con Adam Sandler. In secondo luogo, come detto, Ready Player One. Pubblicato nel 2011, diventato subito un bestseller di fama internazionale.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Ora, voglio essere del tutto onesto: potrebbe sembrare strano detto proprio da me, certo. Intanto, gli anni ’80 hanno n’attimo scassato il caz… stufato. ‘Sta cosa, la volevo dire già nelle due righe sul nuovo IT con Bill Skarsgard. Che poi ho evitato per concentrarmi su altro, ma tant’è. Oggi come oggi, non so come ma gli anni ’80, sono diventati commercialmente remunerativi. L’ovvia conseguenza, è trovarsi con ‘sta roba praticamente ovunque. Schiaffata a forza giù per il gargarozzo come se non ci fosse un domani.

In questo senso, un film come Ready Player One, mi preoccupava non poco. Già di per sé, quando si tratta di adattamenti, normalmente c’è poco da sperare. Figuriamoci poi ‘na cosa del genere. Le probabilità che il film, non solo fosse peggiore del romanzo, ma che addirittura ne amplificasse i difetti (uno in particolare) nel disperato tentativo di farci stare gli anni ’80 a forza, erano altissime.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Comunque sia, Ready Player One è ambientato in un futuro non troppo lontano. Il mondo del 2045, è allo stremo a causa di una crisi energetica e dall’esaurimento dei combustibili fossili. Oltre ovviamente ai problemi causati dal riscaldamento globale e dalla sovrappopolazione. L’economia, inutile manco parlarne, che la povertà è in pratica il nuovo status quo.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

La maggior parte della popolazione, infatti, vive in questi giganteschi agglomerati pittorescamente chiamati “cataste”. Dei veri e propri slum, bidonville cesso-futuristiche, fatte di roulotte impilate una sull’altra. L’unico modo per sfuggire alla squallida, grigia, patetica realtà è OASIS.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

A metà fra un MMORPG e un social network, OASIS è un simulatore di realtà virtuale che ha trasformato in quanto di più realistico possa mai esserci, il concetto di mondo dei sogni. Un universo sterminato, in cui sono presenti un’infinità di mondi di ogni tipo, dove chiunque può fare ed essere qualunque cosa desideri. Sciare sulle piramidi, per esempio? Certo. Scalare l’Everest assieme a Batman? Perché no. L’unico limite è l’immaginazione.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Con ‘sti presupposti, non c’è da meravigliarsi quindi che il mondo intero o quasi, sia perennemente connesso. Rendendo de facto OASIS, una condizione imprescindibile, necessaria quasi, della vita quotidiana. Tanto che persino la valuta in game ha più valore di quella reale. Alla sua morte, il creatore di OASIS James Halliday (Mark Rylance) un nerd asociale, versione high-tech di Willy Wonka diventato ovviamente l’uomo più ricco e importante sul pianeta, lascia un video-testamento pubblico.

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Nel quale, annuncia di aver nascosto un easter egg all’interno di OASIS. Il primo che fosse riuscito a trovarlo, avrebbe ereditato non solo il suo intero patrimonio; ma sarebbe anche diventato automaticamente il proprietario di OASIS. In parole povere, trova gli indizi da nerd sclerato che ho lasciato in giro, è automaticamente diventi il padrone del mondo.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Ovviamente, ‘na cosa del genere non è che si possa prendere alla leggera. Perciò, tutti o quasi, si lanciano alla ricerca diventando Gunters (forma contratta di Egg-Hunter, i cacciatori dell’uovo). Il problema principale però, è costituito dalla Innovative Online Industries (IOI), colosso aziendale produttore della maggior parte delle apparecchiature per accedere a OASIS.

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Il CEO della IOI, Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn, Orson Krennic di Rogue One) naturalmente, è disposto a tutto pur di arrivare per primo all’uovo. Pertanto, a differenza degli altri Gunters, utilizza un vero e proprio esercito di giocatori noti come Sixers (a causa dell’identificazione a sei cifre dell’avatar al posto dei nomi), per cercare il premio.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

A cinque anni dalla morte di Halliday, a dispetto di tutti, compreso l’esercito e le ingenti risorse della IOI, nessuno è mai riuscito manco per sbaglio a trovare un indizio sull’uovo. A parte Wade Watts (Tye Sheridan, Ciclope in X-Men: Apocalisse ) un diciottenne orfano, che vive con la zia nelle cataste.

Allora, Ready Player One, il romanzo intendo, è stato un enorme successo e siamo d’accordo. Ciò non toglie, che a fronte di tutti quelli che hanno amato, amano e ameranno ‘sto romanzo, ce ne saranno sicuramente altrettanti che lo schifano. In fondo, è pure ‘na cosa legittima.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Questo perché, l’evidente punto di forza di Ready Player One è una costruzione basata praticamente per intero, sui riferimenti alla cultura pop degli anni ’80. Che Cline del resto, contestualizza in modo piuttosto sorprendente. Dall’altro lato però, questa è un’arma a doppio taglio. Fondamentalmente per due motivi, che vanno bellamente a braccetto. Cline è letteralmente ossessionato dalla cultura degli anni ’80, tanto che spesso e volentieri, paragrafi interi somigliano a ‘na specie di lista della spesa.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline DeLorean

Faccio un esempio così ci capiamo. A un certo punto, nel romanzo, Wade parla della sua DeLorean, ok?

“Feci il mio trionfale ingresso in DeLorean, macchina di cui mi ero impossessato completando una missione Ritorno al Futuro sul pianeta Zemeckis. La DeLorean era dotata di un Flusso Canalizzatore (non funzionante), ma avevo modificato carrozzeria e dotazioni. Innanzitutto, nel cruscotto avevo installato un computer di bordo di nome KITT con tanto di scanner rosso da Supercar posto sul radiatore. Poi avevo munito l’auto con un Propulsore di Oscillazioni, che le permetteva di viaggiare attraverso i corpi solidi. Infine, per completare degnamente il mio superveicolo anni ottanta, avevo schiaffato su entrambe le portiere ad ala di gabbiano uno stemma dei Ghostbusters; avevo aggiunto anche una targa personalizzata: ECTO-88.” 

Credo sia piuttosto evidente quale sia il problema, no? Ready Player One è un’avventura dal ritmo incalzante. Tuttavia, ‘sti giri di parole, è n’attimo che diventano ‘na specie di blocco grumoso. Non solo rallentano il ritmo della narrazione. Quanto semmai, non c’è alcuna considerazione e/o specificazione al perché Wade trovi, tra i tanti, interessanti proprio questi oggetti in particolare. Vengono semplicemente elencati, tutto qui.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Oltretutto, la diretta conseguenza di queste iper-specificazioni, è:
A) Dare per scontato, che i lettori siano a conoscenza e in grado di cogliere ogni citazione e riferimento.
B) Tagliare fuori praticamente chiunque sotto i trent’anni minimo, che non ha la più pallida idea di cosa siano cose come Joust o Buckaroo Banzai, tanto per dire.

Essenzialmente, questa è la grossa rogna di Ready Player One. E, personalmente parlando, la mia paura era che l’adattamento di Steven Spielberg, nella foga di mettere in scena il tornado citazionista di Cline, cascasse nello stesso trappolone. Invece, mai avrei pensato di dirlo, ma il film migliora (e non di poco) il romanzo.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline Akira

Chiunque abbia letto Ready Player One, immagino si sarà benissimo accorto delle differenze fra romanzo e film. Certo, quest’ultimo è ancora un festival della cultura anni ’80, che spesso si regge su citazioni significative basate sempre sul presupposto che il pubblico sappia a cosa ci si sta riferendo. Tipo il bellissimo riferimento ai Monty Python e il sacro Graal, tanto per dire. Oppure quello più subdolo a Terminator 2.

Tuttavia, Spielberg non si perde a specificare ossessivamente ogni singolo riferimento e/o citazione. Si limita a mostrarli. Il che, è assolutamente giusto, oltre che logico.
Capiamoci, la DeLorean, con ogni suo dettaglio sta lì. Punto. Non ha bisogno di spiegazioni. Fa esattamente quello che deve fare: essere il perno in una sequenza d’azione. Attira l’attenzione di per sé, non c’è bisogno di fermarsi per mettersi a fa’ un assurdo elenco di citazioni. Ed è esattamente così che dovrebbe essere.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Gli anni ’80 posticci, gli 80’s che non sono gli 80’s buttati a casaccio e a forza ovunque, giusto per urlarti contro va, guarda trent’anni fa quant’era tutto figo, so’ loro che l’hanno rotto in quattro parti. Il nuovo IT è appunto l’esempio più calzante. Six Different Ways dei Cure mentre i ragazzi puliscono il sangue dal bagno? Ma sì, buttiamocela anche se non c’entra ‘na mazza. Ah, e facciamo pure che al cinema stanno dando Batman e Arma Letale 2. Fa niente che nel ’88 manco erano usciti. E perché no, facciamo anche duecentotrentasette inquadrature del poster dei New Kids on the Block ché loro sì, che fanno anni ’80.

Non so se è chiara la differenza. Partendo dall’assunto che la forma, l’estetica di un film, dovrebbe rafforzare il contenuto, in questo senso Spielberg a fa’ ‘na cosa del genere sarebbe stato più che giustificato. Invece no. Non s’è messo a fare paraculate inutili. Al contrario, si concentra nel mostrare il dinamismo di un mondo in cui tutto è possibile. Per quelli che invece vogliono lo sclero totale, che vogliono scoprire gli easter eggs (lo so, è un brutto gioco di parole) alla fine avranno la possibilità di mettere in pausa il film. Cercandosi con calma fotogramma per fotogramma i led di Supercar, il Flusso Canalizzatore e via dicendo.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline

Fondamentalmente, presumo che parte del merito sia anche dello stesso Ernest Cline. Che si è occupato della sceneggiatura del film insieme a Zak Penn. Apportando dei cambiamenti, significativi certo, ma innanzitutto giusti. Ché molte parti del romanzo, così come sono, a schermo non avrebbero mai funzionato ed è palese. Fornendo, come dire… ‘na specie di versione 2.0 della storia di Ready Player One. Mettendo ‘na giustissima pezza a quello che non funzionava nel romanzo. Per esempio, lo sforzo, seppur minimo, di portare la storia un po’ più a fondo. Esplorando anche il passato di Halliday e la sua psiche contorta.

Ready Player One film 2018 di Steven Spielberg basato sul romanzo Ready Player One di Ernest Cline Gundam

A ogni modo, Ready Player One, sia romanzo che film, condividono gli stessi problemi di fondo: ovvero l’eccessivo affidamento sulla convenienza narrativa e sulla coincidenza. Nonché personaggi piuttosto deboli. Anche se Wade, per dire, alla fine lo sviluppa pure un ethos, sta di fatto che siamo sempre a livelli rasoterra. Oltretutto, il film incespica nel momento in cui i segmenti live-action si alternano a quelli di OASIS. Certo, è bello vedere l’alternanza senza soluzione di continuità, però, restano comunque piuttosto deboli anziché essere un rinforzo.

Però, sai che c’è? Chissene. Se hai la possibilità di vedere il Gigante di Ferro che scende in battaglia assieme al Gundam, tutto il resto passa in secondo piano. Attenzione però: non sto assolutamente dicendo che cose come lo sviluppo dei personaggi siano robe senza importanza, eh. Semplicemente, ciò che intendo dire è che Ready Player One è un sovraccarico sensoriale inesorabile. Una giostra (nel vero senso della parola) che non smette mai di girare. I suoi elementi funzionano, il suo obiettivo lo raggiunge e questo basta. Cercare altro in un soggetto simile, penso sia piuttosto assurdo.

Tanto per dire, negli anni ’80, quelli veri, c’erano ma ‘na valanga di film come Ready Player One. Che condividono cioè, gli stessi difetti. Giochi Stellari, Explorers, Navigator, Gremlins… ma quanti ne vuoi? Ma sopratutto, in quale altro film una banda di ragazzini, per lo più sfigati, partono all’avventura per ottenere il “premio finale” che cambierà le loro vite? Parlo dei Goonies, naturalmente. Il punto è questo: a settantun anni, nell’anno domini 2018, dove le marchettate buttate alla cazzomannaggia pochi cent la tonnellata, Steven Spielberg è riuscito a fa’ la cosa migliore di tutte: portare a schermo tutto il fantastico di un film per ragazzi anni ’80. Cosa vuoi di più?

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Ready Player One

Titolo originale: Ready Player One

Regia: Steven Spielberg

Produzione: Steven Spielberg
Donald De Line
Dan Farah
Kristie Macosko Krieger

Sceneggiatura: Zak Penn
Ernest Cline, basato su
Ready Player One di Ernest Cline

Starring :Tye Sheridan
Olivia Cooke
Ben Mendelsohn
T.J. Miller
Simon Pegg
Mark Rylance

Casa di produzione: Warner Bros. Pictures
Amblin Partners
Amblin Entertainment
Village Roadshow Pictures
De Line Pictures
Access Entertainment
Farah Films & Management

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Data di uscita: 29 Marzo 2018

 

 

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Ready Player One
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

5 thoughts to “Ready Player One: la rivincita degli anni ’80”

  1. Ciao, concordo con te in tutto, ho letto il libro e visto il film, sono diversi, ovviamente il libro sarebbe stato impossibile da trasporre su schermo in modo fedele, basta pensare alle tre prove, nel libro non sono spettacolari. Penso che Cline abbia fatto un libro sugli anni 80 e sulla realtà virtuale, cercando una morale finale che però non regge per niente. Uno così nerd, che vive nella realtà virtuale dei suoi sogni, preferirebbe davvero riaprire gli occhi sul mondo reale? Io credo di no!

    1. Ciao Drago. Sì, fondamentalmente la questione di Halliday è “molto a tirar via”. Vero è che non è certo un risvolto principale, intanto, ho apprezzato comunque lo sforzo di dargli un certo “spessore” nel film.

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