Polybius videogame cabinato arcade

Polybius e i videogiochi maledetti

Stando a quel che si dice, Polybius dovrebbe essere un videogame arcade, il cui cabinato venne distribuito solo in alcune zone a Portland in Oregon, nel 1981. Ora, realisticamente parlando, prima dell’avvento dell’internet non so se o quanto se ne parlasse. Sta di fatto che quella di Polybius, è una delle storie più vecchie in giro, riguardo presunti videogiochi maledetti. Tra l’altro, è curioso – nonché paradossale – che ‘sto fantomatico videogame, si chiami come Polibio. Lo storico greco, il cui pensiero si basava sul fatto che non si dovrebbe mai parlare di cose di cui non si ha la certezza assoluta, data da fonti verificabili.

In ogni caso, al di là del Polibio storico e le sue affermazioni, c’è una cosa del Polybius videogame, che mi colpisce in maniera particolare. Ovvero, l’incredibile (non so come definirla altrimenti) impalcatura immaginifica costruitasi negli anni, intorno a esso. Capiamoci: di storie simili, l’internet se ne cade. Le più famose sono quelle riguardanti la versione giapponese di Pokemon Red and Green, con la questione di Lavender Town. Oppure, Berzerk. Uscito per Atari nel 1980, e tristemente noto per esser stato il primo videogame a causare la morte di alcuni ragazzi. O ancora, Pale Luna, di cui vi parlavo qualche giorno fa sulla pagina Facebook del Sotterraneo.

La differenza fra questi e Polybius, sta nel fatto che i primi sono perlopiù creepy stories. Cose cioè, più assimilabili al semplice concetto dei moderni Creepypasta. Quelle che una volta erano definite Leggende Urbane, ma con lo scopo specifico di spaventare e inquietare, insomma. Con Polybius invece, la situazione è, come dire… sfuggita n’attimo di mano. E il perché, è presto detto.

Polybius videogame cabinato arcade

Allora, vediamo cosa ci dice la storia. Come dicevo, siamo nel 1981, in piena epoca d’oro dei cabinati arcade. Di punto in bianco, in alcune zone di Portland, nelle sale appare ‘sto gioco chiamato Polybius. Il quale, in pochissimo tempo, raggiunge una grandissima popolarità. Tanto che le persone s’accalcavano a frotte per giocarci.

Polybius e le sale giochi degli anni '80

Peccato che, chi più chi meno, tutti accusassero gli stessi sintomi dopo averci giocato: nausea. Stress eccessivo. Insonnia. Ansia. Addirittura crisi psicotiche e, in alcuni casi, tentativi di suicidio. In tutto questo, la presunta società ad aver sviluppato Polybius era nominata Sinneslöschen. Una specie di neologismo che in tedesco, significa più o meno cancella-mente.

Polybius arcade game logo

Tralasciando il fatto che nessuno, pare abbia mai mosso causa contro questa Sinneslöschen, dettaglio ancor più strano è dato gli ipotetici impiegati della società. Pare infatti, che periodicamente, dei veri e propri Men in Black controllassero il cabinato. Raccogliendo semplicemente alcuni dati, lasciando poi all’interno il fatturato in monetine senza curarsene minimamente.

Polybius cabinato arcade

Dopo circa un mese o poco più, così com’era apparso, Polybius scomparve. Ritirato da ogni sala in cui era presente, senza lasciar traccia. Quindi, questa è la storia. Che come detto, dal ’81 in poi non so quale e quanta diffusione possa aver avuto. Sta di fatto, che la prima discussione conosciuta in merito, risale al 1998.

Praticamente, sul sito Coinop.org apparve ‘sta discussione in cui si menzionava Polybius. In cui si diceva che il gioco ebbe un rilascio limitato nella zona di Portland e, secondo alcune voci, “sviluppato da un qualche tipo di strano gruppo paramilitare”. Utilizzando “alcuni algoritmi proprietari di modifica del comportamento sviluppati per la CIA”.

‘Sta cosa è rimbalzata di post in post, fino al 2000. Quando sul forum Usenet, si alzò un polverone in merito a Polybius, da cui vennero fuori ulteriori dettagli sul gioco. Nel 2003 poi, sulla rivista GamePro apparve un articolo in merito alle varie leggende urbane legate al mondo dei videogames, che sembrava aver messo fine alla storia.

Almeno fino a quando, sempre su coinop.org, nel 2006, un certo Steven Roach non si presentò come uno degli sviluppatori di Polybius. Affermando di essere stato assunto, insieme ad altri programmatori, da una “società sud americana”. Sussidiaria della Sinneslöschen.

Ora, quale che sia la verità, non lo so. Come per la maggior parte delle leggende, i dettagli sono fumosi. Pertanto, ci si trova in una situazione d’impasse: come non ci sono prove per confutarla, così non ci sono prove per affermare che ‘sta storia sia vera. Anche se, una spiegazione razionale potrebbe anche esserci.

The Polybius conspiracy Berzerk gioco per Atari 2600

Nel 2015 Todd Luoto, Jon Frechette e Dylan Reiff, provarono a realizzare un documentario chiamato The Polybius Conspiracy. Anche se alla fine non riuscirono nel progetto, ciò che si può evincere, è abbastanza esplicativo. Infatti, il loro scopo non era tanto quello di dimostrare se il gioco fosse realmente esistito o meno. Quanto piuttosto, il capire tutte ‘ste voci che circolavano da dove fossero partite.

Una delle ipotesi è, che sfortunatamente, alcuni dettagli collimano con la realtà. Purtroppo nel ’81 a Portland, ci furono sul serio dei brutti casi riguardo i videogame. Tra cui i più gravi, furono quelli di Brian Mauro, un ragazzino di dodici anni che, provando a battere il record mondiale per la più lunga partita ad Asteroids, si ammalò gravemente. E poi  quelli di Jeff DaileyPeter Burkowski. Rispettivamente due ragazzi di diciotto e tredici anni. Morti a causa di un arresto cardiaco giocando a Berzerk.

Come se non bastasse, fino a pochi anni prima il governo statunitense, stava sul serio portando avanti sperimentazioni riguardo il controllo della mente et similia. Mi riferisco al programma MKUltra. Che andò avanti per quasi vent’anni, e venne reso pubblico solo nel 1975.

Una scena del film Giochi Stellari probabilmente ispirata ai fatti di Polybius

Fondamentalmente, come nel caso del Misterioso Tesoro di Oak Island e le presunte Porte dell’inferno nascoste sotto il Castello di Houska, ripeto di nuovo la stessa cosa. Io sono come San Tommaso: se non vedo, non credo. Detto francamente, non penso che Polybius sia mai esistito. Tuttavia, come detto all’inizio, ciò che mi colpisce di più è l’incredibile influenza esercitata dalla storia di questo presunto gioco.

Prendiamo per esempio il film Giochi stellari (The Last Starfighter)  uscito nel ’84. Alex, il protagonista, è convinto di giocare a un semplice videogame. Che in realtà si rivela essere uno strumento di reclutamento alieno. Nonché, poi “rapito” da un misterioso uomo in nero.

Episodio dei Simpson Homer, ti prego, non li martellare, del 2006 dove viene citato il gioco Polybius

Anche nei Simpson, nell’episodio della diciottesima stagione “Homer, ti prego, non li martellare” del 2006, viene citato Polybius. Col cabinato che riporta in basso la dicitura Property of U.S. Government.

Polybius game Ralph spaccatutto

Nel film Ralph Spaccatutto (Wreck-It Ralph) del 2012 ecco che Polybius rispunta di nuovo.

Batman inc 2012 Polybius game

Persino nel numero uno di Batman inc. del 2012 (in the eye of leviathan), viene citato Polybius.

In ultima analisi, ripeto: per quel che mi riguarda, ‘sto gioco non è mai esistito. Però, devo ammettere che è difficile restare indifferenti difronte a una tale forza suggestiva. Che del resto, ha dimostrato di trascendere la semplice leggenda urbana. E poi… chissà. Per decenni s’è creduto che le copie di E.T sepolte nel deserto, fossero una leggenda. E invece…

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Polybius e i videogiochi maledetti

 

 

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Polybius e i videogiochi maledetti
Description
La storia di Polybius uno dei più misteriosi fra i videogames ritenuti "maledetti".
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Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Polybius e i videogiochi maledetti”

  1. sono affascinanti queste creepy story, seppur non si hanno prove, quindi difficilmente ci si può credere. forse è proprio questo che permettei il diffondersi: sotto sotto la voglia che ci sia qualcosa di sconosciuto, che sfugge alla nostra conoscenza ed al nostro controllo c’è. sai che noia se fosse tutto conosciuto ed alla luce del sole? la voglia di credere a qualche complottismo ha portato alla nascita di tutte queste leggende.
    poi finché rimanevano confinate ai videogiochi, luoghi abbandonati e situazioni simili erano anche divertenti, purtroppo al giorno d’oggi i complottismi sono sfociati anche nella vita di tutti i giorni portando molte persone a non fidarsi più del lavoro dei professionisti… ma questa è un’altra storia

    1. Sai, credo che intrinsecamente, per natura, l’uomo sia affascinato (e spaventato) da ciò che non comprende. Dopotutto, è stato questa “voglia atavica” da sempre presente, a spingerci all’esplorazione, no?
      Per quel che riguarda il risvolto della medaglia, di “complotti” in giro, oggi, ce ne sono fin troppi. Preferisco direttamente non affrontare il discorso.

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