Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati

Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati

So che l’argomento picchiaduro anni 90, in un certo modo, l’affrontammo già. Tuttavia, si trattava di un dettaglio. Accessorio e circostanziale, visto che il fulcro dell’argomento erano i cloni di Street Fighter II. Ora, dato che in questi giorni mi sento più adolescente immaturo del solito, m’è venuta la bella pensata di tirar fuori un paio di vecchie console dalle loro tombe di cartone. Morale della favola, c’ho tutte e quattro le Playstation connesse al televisore.

Oltre lo sclero totale, dato da cose tipo passare in un attimo da Gran Turismo a Gran Turismo Sport, mi so’ cicciati fuori ‘na valanga di vecchi giochi: Street Fighter Alpha 3, tutti i The King of Fighters, Art of Fighting e via dicendo. Questo m’ha automaticamente portato a pensare a quanti giochi di mazzate effettivamente ci fossero in giro a quel tempo. Da lì poi, è stato n’attimo che m’è salita l’idea di tirare giù due righe proprio sui picchiaduro anni 90. Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati, però.

 

Primal Rage

Picchiaduro anni 90 Primal Rage 1994
Primal Rage 1994 Sviluppo: Atari Games, Probe Pubblicazione: Atari Games, Time Warner

Immagino che, per rendere bene cosa intendo con picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati, il punto migliore da cui partire sia proprio questo: Primal Rage. Nei primi anni ’90, l’egemonia nell’ecosistema dei giochi di mazzate, era contesa prevalentemente da due titoli: Street Fighter II e Mortal Kombat. Nel mezzo, iniziarono a venir fuori un fottìo di giochi a velocità allarmante.

Nel 1994 quindi, ci si mise pure Atari che voleva salire sul carrozzone, uscendosene perciò con ‘sto Primal Rage. Vero che in sé, fosse piuttosto derivativo; ma è vero anche che fu un successo. Tale da generare una serie di merchandising collaterale di varia natura, che andava dalle action figures ai fumetti.

Picchiaduro anni 90 Primal Rage 1994

Anche se pericolosamente simile a Dino Rex, un picchiaduro prodotto da Taito uscito appena due anni prima, Primal Rage si distingueva per via di certe particolarità che lo rendevano piuttosto sfizioso. Tipo le special moves, per esempio. Che a differenza del 99% dei giochi, erano al contrario. Ovvero, premendo prima una coppia di pulsanti e poi eseguendo la combinazione con le frecce direzionali.

A questo mettici quel giusto tocco di brutale, fantasiosa violenza alla Mortal Kombat, et voilà! Tra il ’94 e il ’98 Primal Rage ebbe una diffusione enorme: Mega Drive e Game Gear, PlayStation, Sega Saturn, Amiga, Super Nintendo… era praticamente ovunque, insomma. Poi all’improvviso, puff! Scomparso e mai più visto.

Fighting Vipers

Picchiaduro anni 90 Fighting Vipers 1995
Fighting Vipers 1995 Sviluppo: Sega-AM2 Pubblicazione: SEGA

A pensarci n’attimo, è strano vedere come funziona il “successo”. Cioè, le dinamiche che lo decretano. Tanto per dire, Mortal Kombat s’impose subito come diretto avversario di Street Fighter, no? I motivi sono vari, ma in buona sostanza, i principali erano essenzialmente due: iperbolica violenza e ‘sto graficone realistico, grazie alla resa digitalizzata dei personaggi. Eppure, il primo picchiaduro a far uso di grafica digitalizzata fu Pit-Fighter. Ricordate Pit-fighter? Ecco, appunto. Stessa cosa, vale per Fighting Vipers.

Picchiaduro anni 90 Fighting Vipers 1995

Siamo nel ’95 e grazie a Virtua Fighter, i picchiaduro 3D cominciano a moltiplicarsi. Tekken, Dark Rift, Dead or Alive, Dual Heroes e via dicendo. Quando Fighting Vipers uscì, non è che fu acclamato e portato vincitore dalla folla, eh. Anzi. Intanto, il porting su Saturn invece, fu uno dei migliori giochi dell’anno.

Già la versione arcade di Fighting Vipers, era piuttosto avveniristica per i suoi tempi. Ché aveva introdotto cose come le cage-arena, per esempio. Oppure la possibilità di entrare in combo sfruttando le bounce a muro. Ma, addirittura il porting su Saturn fu uno dei primissimi, se non forse il primo picchiaduro anni 90 a inserire il Playback Mode e la modalità allenamento assistito. Cose che oggi, so’ proprio l’ABC dei picchiaduro.

Battle Arena Toshinden

Picchiaduro anni 90 Battle Arena Toshinden
Battle Arena Toshinden 1995 Sviluppo: Tamsoft, Pubblicazione Takara, SCEA

Siamo sempre nel ’95, quando uscì Battle Arena Toshinden. Uno dei picchiaduro anni 90 dalla fine più triste in assoluto. Capiamoci: molte saghe di successo nate in quegli anni, continuano (in un modo o nell’altro) ancora oggi, no? Prendi Dead or Alive, tanto per dirne uno. Quando uscì Toshinden, ne parlavano tutti. E quando dico tutti, voglio dire che ci s’inchinava e s’applaudiva. Fu ‘na killer app per Playstation, con Sony che spingeva al massimo per promuoverlo. Fu il primo gioco interamente in 3D poligonale, con tanto di sidestep e in cui si combatteva all’arma bianca.

Picchiaduro anni 90 Battle Arena Toshinden

Del resto, ‘sta cosa delle armi venne poi ripresa da Soul Blade (il primo capitolo della saga Soulcalibur di Namco). Ogni rivista dava voti altissimi elogiando il dettaglio grafico e la profondità del sistema di gioco. Eh sì, ma poi? Niente. Uscì il porting di Tekken e Toshinden venne abbandonato e dimenticato più in fretta di un Kevin McCallister a casa da solo. Uscirono poi due seguiti, Battle Arena Toshinden 2 e Toshinden 3 nel ’97 su Playstation.
Ah, cosa che ho scoperto solo qualche anno fa, è che c’è un quarto capitolo uscito nel 2009 su Wii chiamato Toshinden Wii.

Psychic Force

Picchiaduro anni 90 Psychic Force 1996
Psychic Force 1996 Sviluppo: Taito Pubblicazione: Taito, Acclaim

Probabilmente, ‘sto Psychic Force al massimo in dieci ce lo ricordiamo. Effettivamente, era piuttosto mediocre anche considerando la media dei picchiaduro anni 90. Lo ricordo anche abbastanza noioso, visto che alla fine, profondità manco a parlarne. Fondamentalmente, gli incontri si basavano quasi per intero sulle pallette di energia che ci si sparava addosso, svolazzando da ogni parte.

Picchiaduro anni 90 Psychic Force 1996

Intanto, qualcosa di buono c’era. I combattimenti appunto, si svolgevano in questa specie di cubi. Coi personaggi che volavano da ogni parte. Per farla breve in pratica, Psychic Force è ‘na specie di antesignano dei giochi della serie BudokaiBudokai Tenkaichi di Dragon Ball. C’era persino la possibilità di ricaricare la barra d’energia per le pallette tenendo premuti i tasti d’attacco. A quanto pare però, Psychic Force ebbe comunque abbastanza successo, tanto da farci uscire pure un OAV di due episodi.

Rival Schools: United by Fate

Picchiaduro anni 90 Rival Schools: United by Fate
Rival Schools: United by Fate 1997 Sviluppo: Capcom Pubblicazione: Capcom

Onestamente, per capire qualcosa della trama alla base di Rival Schools c’ho messo anni. Ovvero, fin quando non presi la versione PAL. Questo perché, come tanti altri, lo pescai in permuta a scatola chiusa, in un negozio dove andavo spesso. Era lì sullo scaffale, insieme ad altri giochi NTSC d’importazione. Vidi la copertina, e in mezzo alla fiumana di caratteri incomprensibili, capii solo due cose: Capcom e mazzate. Preso al volo.

Picchiaduro anni 90 Rival Schools: United by Fate

Essenzialmente, Capcom stava andando alla grandissima coi giochi di mazzate nella seconda metà degli anni ’90. Per dire, l’apogeo di quel periodo, secondo me è rappresentato da tre titoli in particolare:  X-Men vs. Street Fighter uscito nel ’96. Marvel Super Heroes vs. Street Fighter nel ’97 e Street Fighter III sempre del ’97. Nel frattempo però, avevano cominciato a esplorare pure il 3D, con Street Fighter EX. ‘Na specie di esperimento che, personalmente, non m’è mai piaciuto.

Ebbene, Rival Schools altro non è che la versione divertente di Street Fighter EX. Ché prendeva il gameplay veloce e frenetico delle serie versus mettendolo però in un gioco 3D. E poi, c’era tutta ‘sta sfiziosa serie di mini games a tema. Tipo la sfida ai rigori col calciatore Roberto, le battute di baseball con Shoma e altri del genere che, ti ci facevano perdere veramente le ore.

Bushido Blade

Picchiaduro anni 90 Bushido Blade 1997
Bushido Blade 1997 Sviluppo: LightWeight Pubblicazione: Square, SCEA, SCEE, Square Enix

Di picchiaduro anni ’90, s’è capito: ce n’erano un fottìo. Non è il caso di sottolineare l’ovvio. Ce ne so’ stati ‘na marea che m’hanno infognato malamente, questo è certo. Tuttavia, ce n’è stato uno che fu veramente una novità assoluta, diverso dal 99% della fauna di mazzate 2 e 3D: Bushido Blade. Il suo sistema di gioco denominato Body Damage System, era veramente avanti anni luce.

Picchiaduro anni 90 Bushido Blade 1997

A differenza degli altri picchiaduro, in Bushido Blade non erano presenti limiti di tempo. Tanto meno life bar a indicare la salute. Semplicemente, dopo un massimo di quattro, cinque colpi subiti, si moriva. Il fulcro del gioco si basava praticamente sul concetto di realtà. Col “Body Damage System” poi, i personaggi subivano ferite in varie zone del corpo. Che andavano da un leggero colpo andato al segno al braccio che rallentava l’attacco, alla paralisi se lo beccavi nelle gambe e l’azzoppavi.

Inoltre, si combatteva all’arma bianca. E ogni arma aveva le sue statistiche precise, basate su peso, lunghezza e quant’altro, tanto da rendere gli attacchi quanto più realistici possibili. Bushido Blade era un gran gioco, a cui seguì giusto un secondo capitolo e poi, la saga finì nel tubo del cesso-dimenticatoio.

Kensei: Sacred Fist

Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati Kensei Sacred Fist
Kensei: Sacred Fist 1998 Sviluppo: Konami Pubblicazione: Konami

Kensei fu, diciamo il tentativo di Konami di lanciarsi sul carrozzone dei picchiaduro anni 90. Oh, e c’è da dire comunque che s’impegnarono non poco. A copiare. Per dire, a capo della baracca per lo sviluppo, venne messo Hirotaka Ishikawa, che s’era già occupato di giochi come Suikoden. Addirittura, per la colonna sonora venne chiamato Akira Yamaoka, il compositore delle musiche di Silent Hill. Uno sforzo notevole per riuscire a far dire alla gente “Ah, sì. Kensei, il Tekken di Konami”.

Picchiaduro anni 90 Kensei: Sacred Fist 1998

In sé, in fin dei conti Kensei non era male come gioco, questo no. Però, se nel tentare di ritagliarti uno spazio nel mercato, la tua unica strategia è quella di copiare a mani basse, non è che si può pretendere di andare lontano. Cioè, alla fine gli unici elementi originali di Kensei erano l’aggiunta del tasto parata, e il personaggio di Douglas, palesemente ispirato a Steven Seagal. Di certo, non proprio il massimo.

Destrega

Picchiaduro anni 90 Destrega 1998
Destrega 1998 Sviluppo: Koei Pubblicazione: Koei

A differenza di Kensei, Destrega era parecchio originale. Anzi. Forse pure troppo. Un bizzarro mashup fra un GDR e un picchiaduro. Lo ricordavo piuttosto macchinoso e, infatti, so’ dovuto ricorrere n’attimo a Wikipedia per trovare conferma a ‘sta cosa: quanto fosse un casino il gameplay.

Picchiaduro anni 90 Destrega 1998

Si correva da ogni parte dell’arena, lanciandosi addosso magie di ogni tipo e di vari livelli d’intensità. I pulsanti che fungevano d’attacco a distanza ravvicinata facevano cose, mentre sulla distanza altre. A seconda poi, si potevano combinare le cose e… insomma, come ho detto c’era da perderci la testa. Però, ‘na volta che iniziavi a prenderci la mano, era fantastico.

Thrill Kill

Picchiaduro anni 90 Thrill Kill 1998
Thrill Kill 1998 Sviluppo: Paradox Development Pubblicazione: Virgin Interactive

Allora, tecnicamente, Thirll Kill non è mai uscito. Quindi, non sarebbe proprio da ficcare in ‘sta carrellata di vecchi picchiaduro anni 90. Tuttavia, l’aurea leggendEria che ha acquisito nel corso del tempo, diciamo che giustifica la scelta, perciò tant’è.

Picchiaduro anni 90 Thrill Kill 1998

A ogni modo, al secolo Virgin decise di buttarsi pure lei nel mischione, pubblicando un picchiaduro. Affidandone lo sviluppo a un piccolo team, la Paradox Development. Oggi conosciuta come Midway Studios Los Angeles Inc., divisione di Los Angeles della Midway. Lo sviluppo di Thrill Kill durò ben quattro anni, giusto per dare il tempo a Electronic Arts di comprarsi la Virgin. Che non appena quelli di E.A. videro il gioco, ne vietarono assolutamente la distribuzione, ritirando immediatamente quelle poche copie distribuite in giro. Causa: eccessivo livello di violenza e contenuti inappropriati.

A ogni modo, non credo sia il caso di allungare il brodo più di tanto. Visto che ci tirai giù due righe a proposito di Thrill Kill – Una storia di videogiochi, violenza e controversie tempo fa.

Ovviamente, mi so’ limitato a questi titoli ma, effettivamente ce ne sarebbero almeno n’altra decina che vorrei menzionare ma, vorrei evitare, appunto come detto, di allungare troppo il brodo. Perciò, facciamo che ce li conserviamo per un’altra volta.

Ebbene detto questo, credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati

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Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati
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Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati
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Alcuni fra i picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati nel corso degli anni. Giochi che promettevano saghe longeve e durature, e invece finiti poi nel dimenticatoio.
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Il Sotterraneo del Retronauta
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Picchiaduro anni 90 ingiustamente dimenticati”

  1. che chicche che hai tirato fuori. Primal Rage per snes ce l’ho ancora, gli altri mai avuti. Ricordo vagamente destrega e un po’ meglio Kensei. gli altri me li sono proprio persi. mi ispira tantissimo bushido blade, mi andrò a vedere qualche video.

    aspettiamo anche gli altri titoli

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