Mortal Kombat film 1995 poster

Mortal Kombat (film 1995) 23 anni dopo

Sono passati ventitré anni circa, da quando Mortal Kombat uscì nelle sale. Nel corso di ‘sto paio di decadi, ho imparato a mettere a fuoco e dare un nome, a tutte quelle fastidiose cosette che a suo tempo, erano, come dire… ‘na specie di rumore bianco in sottofondo. In questo caso, con Mortal Kombat, so’ arrivato a formulare “L’elaborazione del film brutto”. Che al pari degli stadi Kübler Ross, si divide in cinque fasi distinte.

Quindi, prima della somatizzazione c’abbiamo ‘sti cinque stadi da attraversare: attenzione, eccitazione, ansia, delusione e alla fine, rabbia. Il bello, sta nel fatto che tanto più grandi saranno le prime fasi, tanto più ferocemente esploderanno le ultime. Certamente poi, visti i presupposti, c’era poco da stare allegri quando annunciarono il film di Mortal Kombat. L’elaborazione, era lì che aspettava.

Col proverbiale senno di poi, è sempre facile recriminare sulla qualunque e sulla qualsivoglia, no? Oggi, la maggior parte dei live action basati sui videogames, sono considerati un azzardo. Intanto, persone disposte a investirci e a credere in questi progetti, ci sono. Nel 1995 invece, le cose erano giusto un tantino diverse: i live action erano considerati un’inutile perdita di tempo e soldi. Ora, onestamente non so di preciso se sia merito suo o meno ma, forse fu proprio grazie a Mortal Kombat che le cose cominciarono a cambiare.

Mortal Kombat film 1995

Non ho ben chiaro quanti siano in anni ma, comunque, una volta ogni generazione, si svolge il Mortal Kombat. Un torneo di arti marziali inter-dimensionale. Che, a quanto pare, è ‘na specie di regolatore sociale. Gli antichi dei infatti, per evitare cagnara fra i vari regni dislocati nelle varie dimensioni, se ne so’ usciti con ‘sta cosa brillante.

Mortal Kombat film 1995 Cary-Hiroyuki Tagawa: Shang Tsung

Un qualunque regno, prima d’invaderne un altro, deve passare per il Mortal Kombat. Una volta vinto dieci volte di seguito il torneo, allora può fare la guerra a chi gli pare. Shao Kahn, l’imperatore di Outworld, s’è fissato che vuole conquistare (tanto per cambiare) la Terra, e veniamo a sapere che sta lì lì per riuscirci.

Il malvagio stregone Shang Tsung (Cary-Hiroyuki Tagawa) campione di Shao Kahn, ha già vinto il Mortal Kombat nove volte su dieci. Se dovesse vincere anche questa “edizione”, allora le armate di Outworld potranno invadere la Terra. ‘Sta volta però, le cose saranno un tantino diverse.

Mortal Kombat film 1995 Cary-Hiroyuki Tagawa: Shang Tsung

In questa sì… insomma, generazione, ci sono non uno, non due, ma ben tre eroi pronti a combattere per difendere la Terra.

Mortal Kombat film 1995 Linden Ashby: Johnny Cage

E sono Johnny Cage (Linden Ashby, ancora piuttosto attivo come attore, anche se in ruoli minori. S’è visto infatti, in Resident Evil: Extinction e Iron Man 3). Famoso attore e artista marziale, iscrittosi al torneo per dimostrare che non è solo un pupazzo.

Mortal Kombat film 1995 Sonya Blade

Sonya Blade (Bridgette Wilson, ritiratasi dagli schermi ma che un paio d’anni prima, era stata Whitney Slater, la figlia di Jack Slater nel film Last Action Hero con Arnold Schwarzenegger). Agente speciale dell’F.B.I. sulle tracce di Kano (Trevor Goddard, deceduto pochi anni dopo nel 2003) un pericoloso criminale iscrittosi pure lui al torneo.

Mortal Kombat film 1995 Robin Shou: Liu Kang

Infine, Liu Kang (Robin Shou, che a parte pochissime cose, non ha fatto quasi più nulla). Classico raccomandato che grazie al potere delle conoscenze fa il prescelto.

Mortal Kombat film 1995 Christopher Lambert: Lord Raiden

Terminata la classica carrellata pubblicitaria d’introduzione, Johnny, Sonya e Liu Kang s’imbarcano sulla nave diretta all’isola di Shang Tsung, dove si svolgerà il Mortal Kombat. Durante il viaggio, fanno pure la conoscenza di uno strano quanto misterioso personaggio: Raiden (Christopher Lambert). Di professione dio del tuono, cosplayer di Claudio Baglioni nel tempo libero.

Mortal Kombat film 1995 Bridgette Wilson: Sonya Blade

Una volta sull’isola, tra un combattimento riempitivo qui e un abbozzo d’intrigo là, viene ripresa la sottotrama di Sonya. La quale s’incontra con Kano e, naturalmente, lo batte.

Mortal Kombat film 1995 sub-zero

Dopodiché si dicono cose, si mostrano cose… insomma, classici filler buttati alla rinfusa nel tentativo di far avanzare la trama. Fino a quando, s’arriva al clou: il braccio destro di Shang Tsung, Goro. Un “uomo-drago”, principe (non tanto azzurro) della razza Shokan.

Mortal Kombat film 1995 Goro

Invincibile, fino a quando Johnny Cage, molto correttamente, lo abbatte con un pugno proprio nelle sue “uova di drago”. A ‘sto punto, Shang Tsung rapisce Sonya e costringe gli altri eroi a seguirlo nell’Outworld.

Mortal Kombat film 1995 outworld

Lì difatti, i poteri di Raiden (il pippone motivazionale, fondamentalmente), sono inefficaci. Oltretutto, essendo il campione in carica, ha il diritto di sfidare chi vuole. Ergo, ha organizzato tutto per sfidare Sonya. Consapevole del fatto che la ragazza non avrebbe potuto batterlo da sola (perché non è la protagonista, eh).

Oltretutto, anche se Sonya si fosse rifiutata di combattere, Shang Tsung comunque vincerebbe per abbandono. Il piano perfetto, praticamente. Ovviamente però, arriveranno i nostri eroi a metterci la proverbiale pezza a colori. Con Liu Kang in testa, lanciatissimo nello sfidone finale contro il malvagio Tsung.

A ‘sto punto, “La Domanda”: com’è Mortal Kombat?

Allora, più su si diceva che, effettivamente, quando nel ’95 uscì Mortal Kombat, c’era poco da stare allegri e sperare. Ché nel 1993 venne fuori Super Mario Bros., mentre nel 1994 Double Dragon e Street Fighter. Tutti film divertenti quanto ‘na lavanda gastrica. Con ‘sti presupposti meno affidabili di un cane in una salumeria, era piuttosto difficile credere che Mortal Kombat fosse diverso.

Mortal Kombat

Invece, chi l’avrebbe mai detto, il film si piazzò primo al box office. Rimanendoci per ben tre settimane, e con un incasso globale che superò i centoventi milioni di dollaroni. Quindi, a conti fatti Mortal Kombat c’avrebbe il merito di aver spezzato la maledizione live action = ciofeca.

Tutto questo, grazie al produttore Larry Kasanoff. Che nel ’93, in visita negli studi di Midway Games a trovare alcuni amici, vide per la prima volta Mortal Kombat. Era sanguinoso, iperrealistico e Kasanoff automaticamente ci vide i big money. Immaginando Mortal Kombat come un fenomeno multi-franchising globale: film, serie tv, fumetti. Persino spettacoli teatrali. Di tutto e di più, insomma.

Effettivamente, Kasanoff ci vide piuttosto lontano; e in larga parte è riuscito nei suoi propositi. Tuttavia, Mortal Kombat rimane pur sempre quel che è: un film che prende un videogioco controverso e violento (per ragazzi), e lo trasforma in un giocattolone PG-13 per bambini.

Mortal Kombat film 1995 sub-zero e scorpion

La prima cosa che viene in mente è il parallelismo, quasi d’obbligo, con Street Fighter uscito pochi mesi prima. Dato che fondamentalmente, il suo bell’incasso lo fece, rivelandosi una produzione un pizzico migliore di quelle che l’avevano preceduto. Tuttavia, anche se le cose vanno (sicuramente) meglio rispetto al film di Street Fighter, certo è che essere il male minore non è un pregio, eh.

Mortal Kombat film 1995

Mortal Kombat, giustamente, si concentra sui personaggi più interessanti del gioco. Sviluppandoli e portando avanti una trama di senso compiuto. A differenza di Street Fighter, con Capcom che diede il tormento a Steven de Souza per fargli ficcare dentro tutti i personaggi del roster.

Anche se questa cosa ha indubbiamente dei vantaggi, Mortal Kombat fallisce miseramente su quasi tutto il resto. Con Paul W.S. Anderson alla regia e Kevin Droney alla sceneggiatura, si prova disperatamente a conciliare molti dei concetti del gioco (che c’ha senso come cosa) ma alla fine, lisciano di brutto.

Mortal Kombat film 1995 Sonya

Essenzialmente, Il film ha meccanismi da revenge thriller con sottotrame irrilevanti tirate in mezzo e poi tolte nel tempo di un rutto. Così, tanto per, tipo Sonya Blade che sta inseguendo Kano per aver ucciso il suo compagno, e Liu Kang che vuole vendicarsi di Shang Tsung che ha ucciso il fratello minore. Anche se piuttosto ballerine, le motivazioni per ‘sti due sono abbastanza logiche, ma… Johnny Cage?

Perché Shang Tsung si preoccupa così tanto che Johnny Cage partecipi al torneo? Naturalmente, Cage è nel cast perché è nel gioco. Tuttavia, dato che si era ancora agli inizi con solo un paio di giochi venuti fuori, si poteva spostare l’attenzione sui personaggi più popolari. Come Sub-Zero e Scorpion, ridotti qui a dei semplici plot device.

Considerando quanto sia semplice la backstory, la narrazione è minima. Il trio di eroi che avanza a mossette e tutto il resto a tirar via. Vedi Goro, per esempio. Eliminato in due secondi con un pugno alle palle. Oppure ancora, come si finisca nel banale ai limiti dell’immotivatamente irritante. Esempio lampante, Sonya Blade.

Mortal Kombat film 1995

Per tutto il film, è la gioia del femminismo annacquato politicamente corretto. Classico marchio di fabbrica di Paul Anderson, no? Una donna-guerriero forte, indipendente, risoluta… qualunque cliché applicabile a un personaggio femminile del genere, insomma. Di quelli che alla Italian Spider-Man proprio, dicono forte “solo uno uomo rispetti le donne”. Fosse rimasta coerente per tutto il film, almeno. Ma no. Alla fine, d’improvviso, è la principessa in pericolo che c’ha bisogno dell’eroe-macho-virile per essere salvata.

Tuttavia, sorvolando su tutto, Mortal Kombat è stato fino ai primi anni del 2000, il miglior live action adattamento da un videogame mai realizzato fino a quel momento. Naturalmente, non è un capolavoro e non ci sarebbe manco bisogno di sottolineare l’ovvio. È ridicolo ed esagerato, ai limiti del caricaturale sotto qualunque punto di vista lo si voglia guardare.

Però… ha il suo fascino. Nella sua assurda semplicità è divertente e visivamente accattivante. Del resto, oggi ci sono film ben più miseri, la cui struttura è ancor più semplice di questa. Dalla sua, Mortal Kombat c’ha il fascino di un film le cui sorti, non sono giocate su scene di distruzione di massa, eserciti infiniti o esplosioni in cgi per raccontare la sua storia; lo fa e basta (e avanza).

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Mortal Kombat 

Titolo originale: Mortal Kombat

Regia: Paul W. S. Anderson

Produzione: Lawrence Kasanoff

Sceneggiatura: Kevin Droney
basata su Mortal Kombat di Midway Games

Starring: Linden Ashby
Cary-Hiroyuki Tagawa
Robin Shou
Bridgette Wilson
Talisa Soto
Christopher Lambert

Casa di produzione: Threshold Entertainment

Distribuzione:New Line Cinema

Data di uscita: 18 Agosto 1995

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One thought to “Mortal Kombat (film 1995) 23 anni dopo”

  1. a me piacque abbastanza all’epoca. rivedendolo recentemente ovviamente sono saltate all’occhio tutte le ovvietà e le banalità, ma era un film godibile

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