Mighty Max cartone animato e gusci orribilosi

Mighty Max: dai Gusci Orribilosi al cartone animato

Onestamente, era da un po’ che c’avevo ‘sta idea di spiccicare due righe in questo modo su Mighty Max. Mi spiego: a volte, per poter parlare di più cose in una sola volta, prendo e ficco tutto nella rubrica Le Dieci Meglio Cose, ok? Naturalmente, ‘sta cosa – come tutto del resto – c’ha i suoi pregi e i suoi difetti. Di cui, parlando di difetti, il più grave è quello di dover essere quanto più sintetico possibile. Perché già gli argomenti so’ tanti, tiri pure giù ‘na pippa epocale et voilà! Gente che sbadiglia in settantadue secondi netti.

Allorché, m’è venuta in mente un’idea geniale: parlando nello specifico di serie animate, l’ultima volta c’abbiamo buttato l’occhio ai Gargoyles, giusto? Mentre, l’ultima cosa su cui c’ho buttato giù due righe, so’ stati n’altra decina di giocattoli infognanti degli anni ’80 e ’90 (se vi siete persi gli altri, li trovate qui). Quindi, visto che serie animate e giocattoli so’ cose che vanno a braccetto, perché non unire le due cose? Così, ecco fuori ‘sta combo letale su Mighty Max linea di giocattoli/serie animata.

Ah, un’ultima cosa. Se v’aggrada e volete più due righe di ‘sto tipo, commentate qui sul blog, sulla pagina Facebook del Sotterraneo, mandatemi segnali di fumo, vedete voi. Fatemelo sapere, ok?

Pubblicità della linea di giocattoli Gusci Orribilosi della serie Mighty Max

Allora, senza perdere altro tempo, le cose stanno più o meno così: Mighty Max, non è altro che la versione maschile di Polly Pocket. In sostanza, nel 1989 la Bluebird Toys, una piccola azienda di giocattoli inglese, raggiunse il successo globale di quello a mani bassissime proprio, grazie alla suddetta linea di micro toys.

Mighty Max giocattoli gusci orribilosi (Doom Zones) Fuga dalla Prigione dell'OrroreCosicché, fu n’attimo proprio che – giustamente – ebbero la brillante idea di farne una variante maschile. Et voilà! Nel 1992 ecco che nasce Mighty Max. La cui prima ondata di giocattoli, si divide principalmente in due segmenti: Quello principale, chiamato Doom Zones, da noi Gusci Orribilosi. E da una sottolinea chiamata Horror Heads. Qui Mini gusci Orribilosi.

Mighty Max microgusci orribilosi giocattoli

Al di là della quantità – e qualità – di dettagli notevole, fondamentalmente, il successo di questa linea di giocattoli, è riconducibile essenzialmente a due fattori. In primis, la portabilità. In secondo luogo, il fatto che a differenza del 99% delle altre linee di giocattoli presenti sul mercato, i Gusci Orribilosi di Mighty Max erano de facto dei veri e propri playset a sé. Il che, era ‘na cosa piuttosto originale.

Mighty Max Doom Zones Gusci orribilosi prima serie giocattoli

Ovviamente poi, visto il successo, dal ’92 che vennero lanciati sul mercato fino al 1994, uscirono tre serie di Gusci Orribilosi. Che tra l’altro, ho avuto e che posseggo ancora se è per questo. A ogni modo, per quel che mi riguarda comunque, i più belli sono questi della prima serie.

Gusci Orribilosi, serie di giocattoli della linea Mighty Max

Per il resto, a parte alcuni, quelli delle altre serie erano sempre cose infognantissime, certo. Ma non è che m’attirassero come i primi, sinceramente. Però, uno di quelli che mi piaceva parecchio (e c’ho proprio qui di fianco a me in questo momento) è questo in foto: Mighty Max e La Mano Mortale. Mi pare fosse uscito con la seconda serie. Credo.

Mighty Max Gusci Orribilosi Montagna del Teschio Maledetto

A ogni buon conto, le cose mica si riducevano solo a ‘na questione di Gusci e Mini gusci orribilosi, eh. Infatti, poco dopo uscirono le Monster Heads. Ovvero scenari simili alle Horror Heads, ma ancora più piccoli. Seguiti poi dalle Hairy Heads, cioè Teste Orribilose da noi, che sostanzialmente erano delle cape minuscole con un orribile ciuffetto di capelli come i Trolls. E infine, le Shrunken Heads da noi arrivati come Micro Gusci Orribilosi. In tutto ‘sto meraviglioso ciarpame però, la cosa più figa in assoluto, erano i grossi playset chiamati Mega Head. Primo dei quali, la Montagna del Teschio Maledetto.

Mighty Max Doom Zones Mega Heads giocattoli gusci orribilosi

Perché erano belli. Grandi, e cattivissimi. Tutte cose che sei stato bambino a cavallo fra gli anni ’80 e i ’90, t’urlavano in faccia comprami! Successivamente, ne vennero prodotti altri. Sempre stupendi e infognanti a livelli da coccolone, come questi due: rispettivamente Dragon Island e Talons.

Mighty Max Doom Zones Mega Head Blast Magus

Il più bello in assoluto però, resta Blast Magus. Una specie di Gargoyle meccanico che si apriva, lanciava missiletti e cazzate di ‘sto genere. In una sola parola: fantastico. In ogni caso se volete vederlo meglio e darci uno sguardo più approfondito, c’è una review completa sul sito Toyhaven dove, tra l’altro, ho preso ‘ste foto del Magus.

Mighty Max Doom Zones Mega Head Playset Skull Master

Comunque sia, l’ultimo dei large playset della serie Mega Head a essere prodotti, fu questo ispirato al Cavaliere del Teschio Maledetto. Purtroppo, non c’ho molto da dire in merito perché, in fin dei conti non so se sia mai arrivato in Italia. O almeno, personalmente, non l’ho mai visto in giro. Anzi, non so neanche che tipo di distribuzione abbia avuto. Infatti, dopo la sua uscita era in programma un altro Mega Head ispirato a Warmonger, che venne presentato ma mai realizzato, visto che la produzione di Mighty Max s’interruppe prima.

Mighty Max Doom Zones Battle Warriors

Dulcis in fundo, l’ultimissima linea a essere prodotta a marchio Mighty Max, fu quella chiamata Battle Warriors. Essenzialmente erano delle action figures, che potevano trasformarsi in mini-playset. Fondamentalmente, vennero tirati su sulla base del Mega Head Magus.

Ok, a ‘sto punto sui giocattoli l’occhio l’abbiamo buttato. Adesso facciamo che lo buttiamo su Mighty Max: The animated series che uscì nel 1993, all’apice del successo della linea di giocattoli.

Ah! Un ultima cosa. Il backround delle linea di giocattoli, raccontata a grandi linee tramite fumettini sul retro dei blister, era la seguente:

Suo padre diede a Max il suo vecchio berretto da baseball. Fu un guaio: non era un normale berretto da baseball.. “Guarda che affare”, pensò Max, mentre girava la tonda visiera sul lato.. “AAAARGH!” Improvvisamente, il mondo era diventato misterioso e molto ostile ! Il berretto aveva cambiato colore ! Qualcosa di molto strano stava accadendo ! Era capitato in una “Zona Paurosa”. Inciampando da un’avventura terrificante ad un’altra, con soli enigmatici indizi per aiutarlo a sfuggire… Era del tutto solo… Era spaventato… Ma era il Possente Max, e sarebbe tornato indietro in qualche modo!

Inutile dire che venne totalmente ignorata e rifatta ex novo per la serie animata.

 

La montagna del teschio maledetto nel primo episodio del cartone Mighty Max

L’episodio inizia con una bella panoramica della Montagna del Teschio Maledetto. La quale, come per ogni malvagio che si rispetti, offre il consueto panorama di paesaggi spettrali e fiumi di lava. Con tanto di sgherri e scagnozzi in giro a pascolare senza un motivo preciso. Nel frattempo guardiamo ‘sta specie di pubblicità fatta da chi non vende sogni ma solide realtà, parte il monologo del proprietario del posto.

Il Cavaliere del Teschio Maledetto nel primo episodio del cartone animato Mighty Max

Ovvero il Cavaliere del Teschio Maledetto. Naturalmente, inutile sottolineare l’ovvio, no? Mi chiamo Cavaliere del Teschio Maledetto, perciò è normale che casa mia si chiami Montagna del Teschio Maledetto. Lapalissiano proprio. A ogni modo, il cavaliere s’è fissato che la montagna gli puzza di vecchio e vuole traslocare in superficie. Perché dopo ‘na cosa come cinquemila anni, c’ha voglia di cambiare casa. L’unico suo problema però, è Il Prescelto. Ovvero colui che, stando alle leggende, è destinato a ucciderlo.

Max il protagonista nel primo episodio del cartone animato Mighty Max

Finito il pippone del Cavaliere del Teschio, ci spostiamo in superficie, in una classica, deliziosa, stereotipata e idealizzatissima cittadina americana. In cui, naturalmente, vive il classico, delizioso, stereotipato e idealizzatissimo ragazzino americano degli anni novanta: Max. Un tipo discreto, a cui piace passare inosservato; tanto che va in giro con una t-shirt su cui c’è solo la sua iniziale color rosso semaforo accecante a caratteri cubitali.

La casa di Max nel primo episodio del cartone animato Mighty Max

Inoltre, a quanto pare Max vive in una specie di museo siccome la madre è archeologa. Infatti, come tutti sanno del resto, chiunque faccia ‘sto mestiere in casa c’ha di tutto: librerie chilometriche stracolme di volumi antichissimi, troni di regnanti di antiche civiltà scomparse, totem, arazzi e via dicendo. Il padre invece, è andato a comprare le sigarette e non è più tornato.

Max nel primo episodio del cartone animato Mighty Max 1993

Comunque sia, dopo essersi ritirato nella sua stanza, ovvero lo stereotipo di quella che gli sceneggiatori in quegli anni pensavano fosse la stanza di un ragazzino (cioè, stracolma di roba figa ovunque che io non c’ho mai avuto) suona il campanello. Un fattorino gli lascia un pacco che Max, crede per sua madre. In realtà, con sorpresa scopre indirizzato proprio a lui.

Statua di Virgil ritrovata da Max nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Una volta aperto il pacco, Max si ritrova con ‘na statua di una gallina antropomorfa seduta su un trono con delle iscrizioni in geroglifico sulla base. Cioè, un regalo fantastico che tutti esporrebbero con fierezza nel salotto buono. Dopodiché, preso il dizionario dei geroglifici, di cui ovviamente tutti hanno in casa una copia, Max traduce al volo l’iscrizione.

Max che trova il berretto cosmico nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Il messaggio, più o meno diceva che lui era “Il Prescelto”, colui destinato a indossare il Berretto Cosmico. Per maggiori informazioni, andare al minimarket in fondo alla strada. Ah, e visto che nell’iscrizione ci si rivolge a lui come Possente Max, con l’abilità di chi c’ha solo due mani sinistre, per la… diciamo sorpresa, Max fa cadere la statua della gallina che va in frantumi. Attenzione però, perché c’è la sorpresa: all’interno era nascosto un berretto.

Il berretto Cosmico che si attiva indossato per la prima volta da Max nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Giustamente, senza neanche dargli prima ‘na lavata, se lo ficca in testa e bam! Tuoni e fulmini magici un po’ ovunque. A ‘sto punto, magari su carta sarà pure tutto molto bello ma, l’aver indossato il cappello è stato come accendere ‘na lampadina: ora il Cavaliere del Teschio sa che il prescelto è arrivato e perciò manda uno sgherro per eliminarlo.

Il cavaliere del Teschio Maledetto nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Lo scagnozzo in questione, è un essere fatto di magma che può sciogliere qualunque cosa e va be’. Tutto bello, tutto interessante. Ora però, fermiamoci un attimo che mi so’ salite giusto un paio di domande. Innanzitutto, capisco che questo sia uno show animato destinato a un pubblico preadolescenziale ma, resta il fatto che per realizzarlo c’ha messo mano gente adulta. Quindi:

A) Il Cavaliere del Teschio ha percepito l’attivazione del berretto cosmico, ok? Bene; ma come faceva a sapere cosa ci fosse scritto sulla statua che Max ha ricevuto in merito al luogo dell’incontro? Va da sé che il mostro di lava non avrebbe mai potuto precedere Max al minimarket.

Lava monster, il mostro di lava che appare nel primo episodio del cartone animato Mighty Max

B) È uno show per bambini, no? Quindi, evitiamo certe sequenze. A parte la posa “equivoca”, mi fai vedere il proprietario dell’alimentari aggredito da ‘sto coso e poi stacchi su Max per “ammorbidire”. Intanto, bambino o no, capisco che il tipo ha fatto una fine orrenda e atroce. A ‘sto punto, fammelo vedere che fugge via quando Max arriva, no?

C) Ultimo ma non meno importante: se il Cavaliere del Teschio manda gli scagnozzi in superficie perché lui è intrappolato sottoterra, perché non passa da dove passano loro? Che c’è, loro sì e lui no?

Max inseguito dal mostro di lava nel primo episodio della serie animata Mighty Max

A ogni modo, fuggi fuggi generale col mostro dietro, vicolo cieco ma attenzione: su calcio d’angolo s’attiva il berretto, così, a caso aprendo un portale in cui Max cade. Atterrando di faccia e facendo pure le capriole. Riaggiustatosi i connotati, fa la conoscenza di Virgil, o Vergil non ricordo…

Max, Norman e Virgil nel primo episodio della serie animata Mighy Max

… ovvero il pollo antropomorfo che pare fosse raffigurato sulla statua con dentro il berretto, che su carta dovrebbe essere una sorta di precettore per Max, siccome – andando avanti nella storia – scopriremo che questo è un lemuriano quasi onnisciente e Norman, gigantesco guerriero col compito di fare da guardia del corpo a Max.

Comunque voglio dire, sei lo schifo di tutti gli “Oh, potenti e possenti” siccome il tuo unico potere, deriva da un cappello che altro non fa che aprire portali a casaccio e c’hai bisogno pure dello scagnozzo. Ah! Altra piccola parentesi: sempre nel corso della serie, di Norman verremo a sapere che, essendo pressapoco immortale, nel corso degli ultimi cinquemila anni ha dato vita a numerose leggende, vestendo di volta in volta i panni e le identità di Thor, Ercole et similia.

Max, Norman e Virgil nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Com’è come non è, fatte le presentazioni e fatto un po’ di rodaggio al cappello magico andando in giro per il mondo a random, alla fine il terzetto ritorna al quartiere dove abita Max perché, la pergamena con cui Virgil (o Vergil) va sempre in giro, dice che a casa di Max c’è uno scantinato segreto con un portale.

Portale nascosto in casa di Max nel cartone animato Mighty Max

Ora, non voglio dire eh; però la madre di Max fa l’archeologa, giusto? E che diavolo! Abiti su ‘na cacchio di tomba vecchia di millenni e manco te ne accorgi? Complimenti. La laurea ottenuta con fatica alla pesca magica, proprio. Al di là di questo, i nostri vengono attaccati dal mostro di lava visto all’inizio, che ha scoperto – non si sa come – dove abiti Max.

Max e Norman che si lanciano nel portale diretti alla Montagna del Teschio Maledetto nel primo episodio del cartone animato Mighty Max

Per salvare lo schifo dei prescelti, Virgil viene catapultato nel portale apertosi per sbaglio insieme al mostro di lava e, fatte le dovute considerazioni, Max e Norman decidono di andare a salvare l’amico pollo, siccome quel particolare portale porta direttamente a casa del Cavaliere del Teschio.

Max contro il Cavaliere del Teschio Maledetto nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Una volta giunti a destinazione Max e Norman si separano e il nostro eroe, fa la conoscenza del padrone di casa. Ovviamente, il Cavaliere del Teschio anziché passare subito all’attacco, continua la pippa che faceva all’inizio, dicendo di non vendere sogni, ma solide realtà. Così Max ha tutto il tempo per fare la sua contromossa: ovvero buttare a terra la mazzerella-soprammobile che il Cavaliere del Teschio ci tiene tantissimo. Per di più, visto che il Cavaliere c’ha i riflessi ed è agile come un ubriacone, per prendere e tirare su la mazzerella ci mette ‘na cosa come una vita intera. Intanto Max se ne va tranquillamente per i fatti suoi.

Max Norman e Virgil che fuggono dalla Montagna del Teschio Maledetto nel primo episodio del cartone animato Mighty Max

Mentre andava in giro con tutta nonchalance stanco di aspettare che il Cavaliere smaltiva, alla fine Max trova pure Virgil appeso per l’ala a un burrone. In più arriva pure Norman, che s’azzuffa un po’ qua e un po’ là con tutto quello che incontra. Dopodiché, visto che il padrone di casa non riesce a fare il suo dovere, i tre decidono di andarsene.

I protagonisti contro il cavaliere del teschio maledetto nel cartone animato Mighty Max

Il Cavaliere del Teschio però non è d’accordo. Avvinazzato e molestissimo quanto mai, si mette davanti ai tre dicendo che non potevano ancora andare via. I nostri eroi però dicono no, non fa niente. Non ti preoccupare e stai calmo. Ma lui, coi suoi riflessi appannati da lumaca spugnata nell’alcol, tira ‘na sciabolata di giustezza, proprio. Di quelle che c’hai due piedi sinistri al posto delle mani. Et voilà! Rompe tutto il muro che gli crolla addosso.

Maxe i suoi amici che fuggono dalla montagna del teschio maledetto nel primo episodio della serie animata Mighty Max

Cosicché, capita la situazione Max prende la macchina scavatrice che si trovava parcheggiata poco più avanti, premuti un paio di pulsanti a caso mette in moto e scappa con gli amici verso il portale.

Il cavaliere del teschio che precipita nella leva alla fine del primo episodio della seria animata Mighty Max

Senza ovviamente dimenticare di mettere sotto il Cavaliere del Teschio. Che continuava a cercare di non farli andare via, facendolo precipitare per giunta in un fiume di magma. Questo è il ringraziamento per avervi invitato a casa dice, mentre precipita giù nella cascata incandescente.

Max che spiega cosa è successo alla fine dell'episodio della serie animata Mighty Max

L’avventura si conclude con Max, Norman e Virgil tornati a casa e sbucati in un portale nel bel mezzo del boh, a metà strada fra il non-lo-so e tanto-che-mi-frega. Che s’incamminano verso il prossimo portale che li porterà a casa. L’episodio invece, come tutti del resto, si conclude con una pippa morale di una trentina di secondi più o meno. Dove Max spiega un po’ d’idiozie a caso, in merito ai posti che hanno visto durante l’avventura. Questo perché, fondamentalmente, la”nota educativa” doveva esserci per contratto a quell’epoca.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

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Mighty Max: dai gusci orribilosi al cartone animato
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Mighty Max: dai gusci orribilosi al cartone animato
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Un articolo di approfondimento sui giocattoli della linea Mighty Max e serie animata omonima nata dal successo di questi ultimi.
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Il Sotterraneo del Retronauta
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Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

One thought to “Mighty Max: dai Gusci Orribilosi al cartone animato”

  1. infognantissimi i ghiochilli.

    li avrei voluti tutti. avevo l’astronave a forma di teschio di lupo (la mia preferita), il serpente arancione, un altro teschio mezzo robotico e un piccolo playset, a forma di scarafaggio o qualcosa di simile.
    Alla fine però l’esperienza di gioco era limitata, in quanto lo spazio interno era poco e i personaggi potevano essere collocati solo in determinate posizioni, dove si incastravano al pavimento.
    però erano fichi.. e chi non voleva averli?

    la serie animata invece, la vidi in seguito, ovviamente le aspettative erano altissime a causa dei mini fumetti che avevo letto nelle confezioni dei giochilli sopra citati. Ma dopo aver visto la prima puntata, mi sono rifiutato di continuare, troppo banale, scontata, per nulla infognante. ma hanno fatto altre puntate oltre la prima o la hanno chiusa per schifio?

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