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La Storia Fantastica (The Princess Bride)

Ovviamente, chi da più tempo fra voi si sollazza con le due righe che tiro giù sulle cose che m’infognano, sa benissimo che de La Storia Fantastica se n’è già parlato. Il problema però, ormai lo sapete perché è ‘na cosa che sto a ripetere piuttosto spesso sulla pagina Facebook del Sotterraneo. Cambiando hosting e rinnovando il blog, so’ andate perse ‘na marea di cose. Per (s)fortuna so’ ‘na specie di accumulatore compulsivo che le bozze di tutto quello che scrive, non mette mai nel cestino. Certo, dover mettere mano n’altra volta a cose già fatte è scocciante, ma tant’è. Ormai è così.

Ok, detto questo, dopo “Scuola di Mostri” continuiamo con la rubrica Piccole Grandi Storie, e c’andiamo a (ri)buttare l’occhio a un altro di quei film, che in un modo o nell’altro, ti so’ rimasti impressi in maniera indelebile, colonna portante delle lacrime amarcord che ti porti dentro: The Princess Bride. Conosciuto qui da noi col marchettarissimo titolo de La Storia Fantastica. Titolo del resto, schiaffato così, a gratis, tanto per sfruttare la scia di quell’altro grande successone che fu La Storia Infinita.

La Storia Fantastica the princess bride

Dunque, La Storia Fantastica non inizia proprio in maniera, come dire… fantastica. Infatti, il film inizia col giovine – all’epoca – Fred Savage nella parte di Jimmy. Un ragazzino anni ’80 di quelli deliziosamente stereotipati, costretto a letto perché malato. Ovviamente, con “malato” s’intende che s’è beccato “La Febbra” che tutti noi nella vita ci siamo presi; quelle di quando c’hai dodici anni, sei fatto di gomma e magia e non ti abbatte niente. Che però, appena entrava tua madre in camera a misurare la temperatura, rantolavi come un soldato della guerra di secessione che ha subito l’amputazione degli arti in un ospedale da campo.

La storia fantastica the princess bride

Di solito, la cura erano un quattro, cinque giorni a casa, lontano da scuola. E se poi volevi anda’ sul sicuro, sei ore di videogames somministrate a fasi alterne durante la giornata e stavi ‘na bomba. L’unico “problema” è che ‘sto fatto di Jimmy a rincogliostonarsi coi videogames, a Peter Falk (l’immortale Tenente Colombo), suo nonno, non se ne scende minimamente. Perciò decide di piantarsi da lui in maniera abusiva, perché giunto il momento di leggergli qualcosa. Naturalmente, all’inizio la reazione di Jimmy è tipica: cioè, sì nonno per quanto ti posso voler bene, però dai… io c’ho i miei videogames e tu mi vuoi venì ad ammorbà con ‘sta roba che chissà da quale tomba hai tirato fuori. E su! Al nonno però, le lamentele del nipote fregano meno di zero, allorché attacca la pippa con La Storia Fantastica.

La Storia Fantastica The Princess Bride

C’era una volta, la bella principessa Bottondoro e il suo servitore, l’umile garzone Westley (Cary Elwes prima d’ingrassare e tagliarsi le gambe nei film horror). Che fin dalla prima volta che si videro, si amarono di “amore vero”, quello in grado di superare qualunque avversità. I due si amavano tantissimo ma siccome Westley era un poveraccio, per poter offrire una vita da principessa a (alla già principessa, attenzione) Bottondoro, decide di partire e cercare fortuna per mare.

La storia Fantastica The Princess Bride

Tutto molto bello. Peccato che non appena sente l’odore di smancerie, carinerie e romanticherie, Jimmy non fa altro che interrompere il nonno, chiedendosi cosa caspita gli stia leggendo e perché ci tenga tanto a fargli sentire quella storia “per femmine”. Il nonno però trattiene i papagni di violenza da tirargli in bocca e stolidamente va avanti nel racconto.

La Storia Fantastica The Princess Bride

Dunque, si diceva che i due si amavano tantissimo e Westley era partito a cercare fortuna. Sfortunatamente, la nave su cui viaggiava viene assaltata dal famoso, terribile, spietato e temutissimo pirata Roberts. Così, giunge la notizia che Westley sia morto, ucciso dal villano. Passano cinque anni e dopo parecchie reticenze, alla fine Bottondoro accetta di sposare il principe Humperdinck. Nonostante non lo ami e anzi, ci sia anche una leggera punta di schifio da parte della giovane nei confronti del nobile.

La Storia Fantastica The Princess Bride

A ‘sto punto, mentre si decideva se chiamare o meno Enzo Miccio per organizzare le nozze, Bottondoro viene rapita da tre briganti: il siciliano Vizzini. Genio – a suo dire – del crimine (in realtà il newyorkese di origine ebree Wallace Shawn). Lo spadaccino spagnolo Inigo Montoya (Mandy Patinkin altro attore di origini ebraiche) e il gigante Fezzik (André “The Giant” Roussimoff). Attenzione però, che c’è l’inghippo sotto: infatti, i tre… no, niente. Perché nel caso in cui non abbiate mai visto il film questo è uno spoiler.

La Storia Fantastica The Princess Bride

A ogni modo, Bottondoro era stata rapita dai tre malfattori, ma a sorpresa, a salvarla arriva il pirata Roberts, che uno dopo l’altro sconfigge gli avversari. Ah, tra parentesi, in lingua originale durante il duello fra Montoya e Roberts, le mosse di scherma che i due pronunciano, in realtà sono i nomi di famosi maestri schermidori realmente vissuti.

La Storia Fantastica The Princess Bride

Tipo Bonetti, Agrippa, Capoferro e via dicendo. Chi da noi s’è occupato dell’adattamento, di ‘sta finezza se n’è altamente sbattuto, sostituendo le citazioni con nomi ridicoli da peggio cartone animato tipo “Attacco della testuggine” o “Difesa d’Alfiere”. E che gli vuoi di’… bravissimo.

La Storia Fantastica The Princess Bride

Comunque sia, com’è come non è, dopo aver salvato la ragazza, Roberts rivela la sua vera identità: infatti, altri non è che Westley, creduto morto all’epoca ma che in realtà, indossati i panni del pirata per una serie di vicissitudini, c’ha messo cinque anni per poter tornare a casa. Ora, da qui in poi si va incontro alle classiche peripezie dei protagonisti e, siccome il film c’ha un bell’intreccio che segue la classica struttura della fiaba, non mi va di spoilerare niente.

A ‘sto punto, direi che sia giunta ora di passare a “La Domanda”: com’è La Storia Fantastica? Beh, per la serie omen nomen, direi che fantastica sia l’appellativo più giusto tutto sommato. Difatti, a distanza di trent’anni, La Storia Fantastica è ancora un film spaventosamente infognante, che continua ad avere su tutti la stessa presa d’acciaio.

Il fatto è, che molti film simili come il già citato Scuola di Mostri, Il Piccolo Grande Mago dei Videogames, Big, Tutto quella Notte et similia, a riguardarli oggi ti accorgi che si reggono in piedi giusto per un fattore “amarcord”, piuttosto che altro. In parole povere, è la nostalgia che li tiene a galla. Ma questo non è il caso de La Storia Fantastica. Il fatto stesso di essere un film “slipstream”, ovvero a cavallo di quei confini che separano le convenzioni fra generi, lo rende estremamente “duttile” e apprezzabile da chiunque. Perché è una fiaba, che al tempo stesso sfocia in una storia d’azione, nella commedia, nel fantasy, nel “juvenile oriented” e via dicendo. Il che, de facto, rende impossibile non apprezzarlo.

Ma a parte questo, c’è ‘na cosa che m’è sempre piaciuta: il fatto di porre personaggi e spettatori sullo stesso piano. Nel senso che i protagonisti, quelli “veri”, tutto sommato restano Jimmy e suo nonno. Che in una sorta di ponte metanarrativo, sono “spettatori” della storia a loro volta. Tanto per capirci, la sequenza finale dove Jimmy chiede al nonno di tornare per un’altra storia, e lui risponde con la frase di Westley “Ai tuoi ordini”, non è fantastica; è semplicemente bella.

Perché non ha nulla di quella irrealistica fantasia che trascende e finisce tirata per i capelli nella realtà. Non c’è Sean che dice al capo dell’esercito che il club dei mostri ha sconfitto Dracula. Non c’è Bastian che insegue i bulli ingroppa a Falkor. C’è un ragazzo che chiede a suo nonno di raccontargli un’altra storia fantastica. Il che, secondo me è geniale perché rende ancora più “forte” la storia di Westley e Bottondoro.

Alla fine della fiera, “La Storia Fantastica” è ancora una vera e propria storia fantastica. Senza “va be’” e senza “ma perché”. Che merita di essere visto e rivisto a nastro perché non stanca mai. E prima di concludere, tre cose che voglio assolutamente dire:

1) Qualche anno fa, il regista Ivan Reitman organizzò una proiezione speciale de La Storia Fantastica, con la reunion del cast e live commentary annesso, dove uscirono fuori un bel po’ di curiosità. Tipo che Peter Falk all’epoca sessantenne disse:

‘Non so se sono abbastanza vecchio per fare il nonno’. (!?)

Perciò, provarono a usare delle protesi per farlo sembrare più vecchio. Così, dopo la sessione di trucco, Falk si guardò allo specchio e andò da Rob Reiner dicendo:

‘Rob…così sembro la vittima di un incendio! Mi sa che dovremmo farlo senza le protesi’.

2) Mark Knopfler, leader dei Dire Straits che si occupò delle musiche del film, disse che l’avrebbe fatto solo se Reiner (il regista del film) avesse inserito un omaggio a “This is Spinal Tap” finto docu-film sulla fittizia band omonima. Difatti, nella stanza di Jimmy c’è appeso il cappello della band.

3) Tanto per capirci quanto piaccia ‘sto film, memorabile fu quello che capitò al regista Rob Reiner. In pratica, anni fa, Reiner andò a cena in un ristorante alquanto rinomato a Little Italy. Quella stessa sera, nel ristorante c’era anche il famoso boss John Gotti, accompagnato dalle guardie del corpo. E va be’ fin qui, niente di strano. Quando Reiner finì di cenare, uscì, e fuori dal locale uno degli scagnozzi di Gotti gli si avvicinò dicendo:

“Hey! Tu hai ucciso mio padre. Preparati a morire!”

Ovviamente, stava citando la frase di Inigo Montoya, dicendo poi a Reiner che adorava La Storia Fantastica.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned e sopratutto Stay Retro.

 

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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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