John Wick 3 - Parabellum recensione del film con Keanu Reeves

John Wick 3 – Se vuoi la pace, prepara gli schiaffi

John Wick 3 – Parabellum è, semplicemente, la violenza fatta eleganza. Lo schiaffo che raggiunge lo stato dell’arte. La sublimazione del calcio in culo. John Wick, nella sua guisa di violenza assurdamente formale, è l’ospite d’onore al gran gala dei film di mazzate. Se non fosse sufficientemente chiaro, questo film è, in pratica, una boccata d’ossigeno. Un sollievo dall’aria stantia e viziata da film PG-13, action più falsi del sorriso di una prostituta.

John Wick 3: l’ayatollah di tutti gli ultimi film di menare!

Devo ammettere che, quando cinque anni fa uscì il primo John Wick, non è che mi fece tutta ‘sta grandissima impressione, eh. Anzi. Col proverbiale senno di poi, devo fare ammenda per aver avuto l’impressione, dai trailer, che fosse l’ennesimo, vacuo e insipido film d’azione tipico degli ultimi anni. Col proverbiale senno di poi, devo fare ammenda: ché il primo John Wick è la giustapposizione di Mad Max nel XXI° secolo.

Recensione del film John Wick 3 Parabellum

Nel primo film John Wick è un uomo, apparentemente, banale come tanti. Quasi dozzinale nella sua routine. Quando il figlio di un mafioso russo (Alfie Allen, Theon Greyjoy di GoT) s’incaponisce sulla sua macchina, per fregargliela ammazza il cane a John. Un cucciolo, ultimo regalo della moglie morta pochi giorni prima. Peccato che Theon fosse l’unico a non sapere che John in realtà è Baba Yaga, “l’uomo nero”. O meglio:

“John era quello che mandavi a uccidere il fottuto uomo nero”

John Wick 3 - Parabellum (John Wick: Chapter 3 - Parabellum) è un film del 2019 diretto da Chad Stahelski, con protagonista Keanu Reeves.

John Wick è Mad Max: un lavoro cioè, brillante, divertente e inaspettatamente intelligente, quasi geniale nella sua semplicità. Semplicità che, ci tengo a ricordare, non è sinonimo di stupidità. Non lo è mai. Un’opera che trascendeva qualunque impressione e/o aspettativa per diventare un classico istantaneo. Introducendo un personaggio tanto familiare quanto singolare, diventato subito icona del pantheon dei papagni in bocca.

Stessa cosa, John Wick: Chapter 2 è Il guerriero della strada: un prodotto nato da presupposti pressoché improbabili che, anziché limitarsi a fare il semplice more of the same raccogliendo gli spicci, si lancia a testa bassa. Senza paura. Senza vergogna. Che urla Ammiratemi! Un film esagerato e divertente come non se ne vedevano da anni.

Keanu Reeves e Angelica Houston

Dopo aver vendicato il cane, John prova a tirarsi – di nuovo – fuori dal giro. Ma qui, un vecchio “amico” (Riccardo Scamarcio, sì, proprio il nostro Scamarcio) si fa avanti dicendo che è tempo di ripagare i debiti. Viene quindi fuori ‘sta storia di un sub-mondo segreto, popolato di super-assassini. Governato da una loggia segreta, fatta di tradizione e regole inviolabili.

E cosa fa John? Naturalmente, infrange le regole ammazzando un membro della Gran Tavola sul territorio del Continental, la zona franca dove è assolutamente vietato “condurre affari”. ‘Sta genialata quindi, lo porta alla “scomunica”: diritti e privilegi gli vengono revocati e viene aperto un contratto libero su di lui, accettabile da chiunque. Base di partenza per la sua testa, quattordici milioni.

John Wick 3 - Parabellum New York

Ora, visto e considerato tutto quanto, ammetto che c’ho sperato ma tantissimo, proprio. Purtroppo però, John Wick 3 non è Fury Road. Anche se ci va vicinissimo. Per forza, ché Chad Stahelski, il regista della saga, è un ex stuntman e stunt coordinator con più di vent’anni d’esperienza nel settore degli schiaffi. Durante la sua carriera, s’è preso ‘na valanga di colpi e botte in una marea di film. Perciò, uno che la lingua dei pungi, la conosce e la parla perfettamente.

Tuttavia, un inseguimento resta sempre un inseguimento. Un combattimento resta pur sempre un combattimento. Non è quello che fai, ma come lo fai a fare la differenza. Non è solo una questione di violenza, che qui raggiunge comunque vette incredibili. Piuttosto, ogni fotogramma è un calcio volante per i sensi. L’estetica distintiva, un misto tra gotico hi-tech e cyber-neon non è l’unico motivo per cui questo film, questa saga, è più della somma delle sue parti.

Keanu Reeves in John Wick 3 - Parabellum

Tra le fonti d’ispirazione, Stahelski ha citato robe come The Killer di John Woo, Il buono, il brutto e il cattivo di Leone e tutta un’altra serie di film. Il cui fil rouge in effetti è quello dell’uno-contro-tutti, che si fa strada a calci e pallottole in sequenze d’azione tanto violente quanto eleganti, da ricordare i meglio grandi del genere come lo stesso John Woo, Walter Hill, John McTiernan e compagnia cantante. Tutto, in una perfetta fusione fra heroic bloodshed e spaghetti-western.

John Wick 3 – Parabellum, che si svolge a una settimana circa dagli eventi del primo, e a un’ora da quelli del secondo film, è in sintesi, la giusta vetta di una serie che ha dato un nuovo significato a sopra le righe. In una parola: bello. Perché, tanto per fare un esempio scemo, come ampiamente dimostrato dagli acetosi seguiti di Terminator, è inutile abbandonare la strada maestra per fingere di essere più di ciò che si è in realtà.

laurence fishburne bowery king

Mi spiego meglio: Terminator 1 e 2, sono fondamentalmente dei lunghi inseguimenti fra buoni e cattivi. Che si poggiano su elementi di background tanto suggestivi quanto fragili. In questo senso, prova a esplorarli, ed ecco che ti trovi ad annaspare in un mare di spiegazioni inutili su concetti che, sostanzialmente, inespressi sullo sfondo stavano più che bene.

Non è la trama ciò che conta qui, ma l’azione. Lo spettacolo, piuttosto che la logica, è diventato il marchio distintivo di John Wick. Un’azione fluida e perfetta. Stilosa ed elegante. Tanto brutale da essere divertente. La gioia di giocare liberamente coi cliché del genere, per ribaltarli di colpo. Esempio perfetto, la scena del coltello nell’occhio. In quanti, ma quanti film, c’è la sequenza drammatica di una lama che si avvicina pericolosamente a un occhio, che sia del cattivo o dell’eroe?

Mark Dacasco Zero ninja

A morire, ecco in quanti. Sì, ma in quanti film però questa cosa viene portata fino in fondo a mostrare le “reali” conseguenze? Ecco, è questo il punto. Scene di combattimento emozionanti, gratificanti, tanto belle da vedere da essere quasi divertenti. Specialmente durante le uccisioni in cui Wick è costretto a usare qualcosa di diverso da una pistola.

Anche grazie a questo, ci sono momenti di umorismo inaspettato. Per esempio, Zero, il personaggio interpretato da Mark Dacascos, tra l’altro ancora in gran forma. Zero è il capo di un clan di ninja assassini ma anche un grande fan di John Wick. Quando si trovano sul suolo del Continental e perciò non si possono prendere a schioppettate in bocca, si comporta come un fan che ha incontrato il suo idolo al comi-con.

John Wick 3 - Parabellum recensione film

Tuttavia, anche se è particolarmente apprezzabile il tentativo di sviluppare questa sorta di lore del Wickiverse, è qui che il film annaspa. Nulla di particolarmente grave, certo. Ma insomma… certe cose, tipo il come incontrare il capo della Gran Tavola, sono assolutamente senza alcun senso.

In fin dei conti, chissene. John Wick 3 – Parabellum alza ancor di più l’asticella rispetto ai film precedenti. Non si vergogna di ciò che è e non finge di essere qualcosa di più profondo di un pretesto per mettere in scena uccisioni sempre più fantasiose. Ad avercene, insomma.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro

John Wick 3 – Parabellum

  • Titolo originale: John Wick: Chapter 3 – Parabellum
  • Regia: Chad Stahelski
  • Produzione: Basil Iwanyk, Erica Lee
  • Sceneggiatura: Derek Kolstad, Shay Hatten, Chris Collins, Marc Abrams
  • Starring: Keanu Reeves, Halle Berry, Laurence Fishburne, Mark Dacascos, Asia Kate Dillon, Lance Reddick, Anjelica Huston, Ian McShane
  • Casa di produzione: Thunder Road Pictures, 87Eleven Productions
  • Distribuzione: Summit Entertainment
  • Data di uscita: 17 maggio 2019
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John Wick 3 - Parabellum
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