Il Silenzio dei Prosciutti film recensione

I Peggiori film italiani: Il Silenzio dei Prosciutti

Dopo aver buttato l’occhio a perle pregevolissime, del calibro di Alien 2: Sulla Terra e Chicken Park, torna un nuovo episodio di… (rullo di tamburi)… (silenzio drammatico)… I peggiori film italiani. Starring: Il Silenzio dei Prosciutti. Agghiacciante polpettone scritto, diretto, interpretato – e persino prodotto – da Ezio Greggio. Ora, nel merito c’è da dire che Il Silenzio dei Prosciutti è un film sconcertantemente scemo. Arido di qualsivoglia originalità e/o guizzo creativo. Che però, mette in risalto due cose in particolare: l’incredibile amore che Ezio Greggio c’ha per il cinema di Hollywood, e il fatto che, fondamentalmente, “non tutti i mali vengono per nuocere”.

 

Sostanzialmente, con Il Silenzio dei Prosciutti Greggio era alla ricerca della sua America. Una chimera, lontana e molto idealizzata che, a quanto pare, viveva prevalentemente nella sua testa, piuttosto che nella realtà. Praticamente, ‘sto film è un gigantesco “more of the same”  di stereotipi e luoghi comuni, messi insieme alla cazzomannaggia. Un po’ come se fosse la versione impressa su pellicola dei tipi che parlano per sentito dire. Che prova ad accostarsi ai big del genere parodistico, ma costruito sulla base di gag che sembrano prese dal repertorio di un bullo di dieci anni, anziché scritte da un comico di professione.

Ezio Greggio nella cena iniziale del film Il Silenzio dei Prosciutti

Quindi, il film comincia con Ezio Greggio in una chiara parodia di Psycho, mentre viene pugnalato nella doccia. Nel frattempo, la sua voce fuori campo, narra il fatto e pone la domanda “…Perché sono stato pugnalato? Forse perché sapevo troppo? Forse sapevo abbastanza, oppure troppo poco? … O forse per la mia cuffia da doccia?”

A ogni modo, un plauso per essere riuscito a ficcare al volo pure un riferimento a Una Pallottola Spuntata (del resto, altra chiara fonte d’ispirazione) con l’io narrante a mo’ di Frank Drebin.

Scena del film Il Silenzio dei Prosciutti di Ezio Greggio

Dopodiché, la scena si sposta a Los Angeles. E qui, dall’immagine sopra, s’iniziano a capire un po’ di cose. Per esempio, la sequenza mostra una bella panoramica della nostra Venezia: Piazza San Marco, i canali, le gondole e via dicendo. Mentre la didascalia sotto, riporta Los Angeles, California. Questo perché, a Los Angeles nella zona di Marina del Rey c’è appunto il quartiere di Venice. Capito? Sì, insomma… Venice, Venezia… le risatissime da scompisciarsi, proprio.

In effetti, ‘sti fatti uno se li sarebbe dovuti aspettare già dal titolo, molto esplicativo sul dove andrà a parare il film. Mi spiego: Il Silenzio dei Prosciutti è la traduzione letterale di The Silence of the Hams, un doppio senso basato su The Silence of the Lambs. Che a sua volta, alla lettera significa “il silenzio degli agnellini”. Fondamentalmente, ‘sta cosa fa riferimento a un passaggio in cui Hannibal Lecter definisce “innocenti”, gli agnellini che Clarisse Starling sogna. Da qui poi, l’adattamento italiano Il Silenzio degli Innocenti. Pertanto – come detto – sin dal titolo è chiaro come, Il Silenzio dei Prosciutti non faccia altro che basarsi su doppi sensi. O meglio: l’intero film non è altro che una snervante, infinita sequela di – squallidi – doppi sensi.

Scena del film il Silenzio dei Prosciutti di Ezio Greggio, riferimento del pestaggio di Rodney King da parte della polizia.

Invece qui torniamo al discorso dei luoghi comuni. Con una veloce sortita nel sociale, viene sottolineato quanto siano violente le strade degli States. Con tanto di parodia del pestaggio di Rodney King, per giunta.

scena del film Il Silenzio dei Prosciutti di Ezio Greggio

Oppure, ‘sta sequenza che prende di mira (Ah! Ah! Ah!) le classiche sparatorie del cinema poliziesco anni ’70. Tra parentesi, sono sicuro al 90% che questa sia una citazione a Quel pomeriggio di un giorno da cani.

I registi John Carpenter e Joe Dante che fanno una comparsa nel film Il Silenzio dei Prosciutti di Ezio Greggio

Al di là di tutto, degna di nota è questa piccola scena. In realtà, non ho ben chiaro se sia una citazione a qualcosa o meno. Perché se così fosse, non l’ho colta. Sta d fatto comunque, che ‘sti due, quello con l’impermeabile grigio e il tizio steso a terra, sono rispettivamente i registi John Carpenter e Joe Dante. Per quale motivo abbiano accettato di fare un cameo ne Il Silenzio dei Prosciutti, vattelapesca.

Billy Zane interpreta Jo Dee Fostar parodia di Jodie Foster nel film Il Silenzio dei Prosciutti

Com’è come non è, dopo quasi un quarto d’ora finalmente quel miserabile, pallido abbozzo di ciò che dovrebbe almeno sembrare una trama, va avanti. E vine introdotto Billy Zane (con ancora i capelli al loro posto) nella parte del detective Jo Dee Fostar.

Dom Deluise nella parte di Animal Cannibal Pizza nel film Il Silenzio dei Prosciutti

A lui è affidato il caso del serial killer che in un mese, ha ucciso centoventi persone e sta terrorizzando la città. Per farsi dare un mano e cercare qualche indizio da cui partire, Fostar si rivolge al dottor Animal Cannibal Pizza. Un Dom DeLuise che ci prova con tutto se stesso ma che, indubbiamente, ha visto giorni migliori.

Jane nel film Il Silenzio dei Prosciutti

Comunque sia, nel frattempo Jo Dee è impegnato sul caso, la fidanzata Jane, decide così, all’improvviso di fregarsi quasi mezzo milione di dollari dallo studio per cui lavora. E parte dandosi alla macchia.

Ezio Greggio nella parte di Antonio Motel antagonista nel film Il Silenzio dei Prosciutti

Dove, durante la sua fuga col malloppo, alla fine s’imbatte nel “Cemetery Motel”, gestito da Antonio Motel. In pratica Ezio Greggio convinto forse di star ancora girando Infelici e Contenti di Neri Parenti.

Alla fine della fiera, per quel che riguarda la “trama” de Il Silenzio dei Prosciutti, non c’è altro da dire. Il tutto si rifà fondamentalmente a Psycho e Il Silenzio degli Innocenti. Introduzione e intreccio praticamente coesistono nei primi venti minuti di film, dopodiché si avanza stancamente fra una gag e l’altra, trascinatissime per i capelli fino alla fine.
Perciò, anche se può sembrare chiaro come la luce del sole a ‘sto punto, comunque c’è da fare “La Domanda”: com’è Il Silenzio dei Prosciutti?

Realisticamente parlando, il tutto è facilmente riassumibile con ciò che ho detto all’inizio di ‘ste due righe: ovvero, il Silenzio dei Prosciutti è un film sconcertante. Sconcertante perché in poco meno di novanta minuti, si può praticamente assistere al letterale inaridimento della comicità, che freddura dopo freddura, secca, appassisce e muore. Il fatto è che, sì: capisco il nonsense e la comicità basata sull’iperbole. Però, fino a un certo punto. Ma il problema maggiore in fin dei conti, è che invece di costruire una trama su cui poi sviluppare gli espedienti comici, Greggio – forse per limiti suoi – ha sfruttato fino ai limiti dell’inverosimile, il doppio senso. Pensando – erroneamente – che il pubblico potesse apprezzare un’ora e mezza di speculazione matta e disperata sul tema.

John Astin nel film Il Silenzio dei Prosciutti

Però, ho detto anche n’altra cosa: che non tutti i mali vengono per nuocere. Sì, Il Silenzio dei Prosciutti è un film terribile, però… c’ha una sua “dimensione particolare”. In pratica, è talmente pieno di citazioni e riferimenti che, onestamente, non so manco dire di averli beccati tutti o meno. Il che, sotto un certo punto di vista, lo rende molto interessante.

Inoltre, c’è da menzionare il cast. Al di là di cameo di gente come John Caprenter, Joe Dante e Mel Brooks, ci sono attori di tutto rispetto. Come Dom DeLuise, Rip Taylor, Shelley Winters, John Astin (l’originale Gomez Addams). C’è persino Wilhelm von Homburg, per gli amici Vigo il Carpatico, Vigo lo Schifato e perché no, Vigo la Sporcacciona. Oltre tutta n’altra caterva di volti noti.

Wilhelm von Homburg nel film il Silenzio dei Prosciutti

Ma sopratutto, c’è Martin Balsam. Balsam che nell’originale Psycho interpretava il detective Arbogast e qui, ne Il Silenzio dei Prosciutti riprende esattamente lo stesso ruolo. Trentaquttro anni dopo, reinterpreta il personaggio in una parodia comica. In effetti, quanti film possono vantare una cosa simile?

Alla fine della fiera ‘sta specie di esperimento di Greggio è un film riuscito? No. Però di certo, è un tantino migliore rispetto a certe porcherie, nostrane e non, che vertono sullo stesso argomento. E poi, mal che vada, è buono per giocare a “trova la citazione”.

Detto questo, credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Il Silenzio dei Prosciutti
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “I Peggiori film italiani: Il Silenzio dei Prosciutti”

  1. un amico delle superiori volle farmelo vedere ma non ci riuscì. Mi bastò la battuta: “… alcune presenze mancine.. volevo dire sinistre”

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