Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Il Grande Lebowski – Tra filosofia e tappeti

Il grande Lebowski è una commedia. Una Crime Story. Un poliziesco noir. Un’assurda specie di trip movies, dove il mezzo è l’uomo e la strada l’indole umana. Il Drugo è un personaggio grande così, che in vestaglia e mutande, scioltezza e disinvoltura, giganteggia sullo schermo nella sua allucinante complessità. Perché Il grande Lebowski non è una storia, ma un atteggiamento. Il grande Lebowski è un modo di essere. E sì, finanche una religione.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Il grande Lebowski è raccontato da Lo Straniero (Sam Elliott), il cui ruolo è quello del narratore onnisciente. Nel mentre a schermo scorrono le belle panoramiche della città di Los Angeles, Lo Straniero parla di come, “nel lontano ovest”, conobbe Jeffrey “Drugo” Lebowski (Jeff Bridges). Un trasandatissimo, pigro, “forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles”, ma incredibilmente interessante tizio.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

La storia comincia nel mezzo del cammin della vita di Drugo, quando appena tornato a casa dal minimarket viene aggredito senza un preciso motivo. Ché ci sono ‘sti due scagnozzi che lo aspettavano per ficcargli la testa nel cesso, e avvertirlo che sua moglie deve un sacco di soldi al ricco magnate dell’industria pornografica Jackie Treehorn (Ben Gazzara).

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Come se non bastasse, uno degli scagnozzi, mentre il collega era impegnato a spiegare a Drugo i motivi della visita, molto elegantemente piscia sul tappeto. Giustamente, col suo solito aplomb, Lebowski fa presente ai due che lui non solo, come si può palesemente notare, non è un miliardario; ma che per di più non è neanche sposato. Allorché, capito l’errore, i due rintronati picchiatori se ne vanno.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

La sera dopo l’aggressione, Drugo si ritrova al bowling coi suoi due amici, Walter (John Goodman) e Donny (Steve Buscemi), a cui racconta ciò che è successo. In tutto questo, a Drugo non interessa di essere stato scambiato per il suo omonimo Jeffrey Lebowski (David Huddleston), filantropo miliardario. No, a lui interessa solo che c’ha perso il tappeto.

Così, Walter, tra parentesi uno spostato rimasto traumatizzato dall’esperienza in Vietnam, gli dice che dovrebbe presentarsi da ‘sto “grande Lebowski” e chiedergli il risarcimento del tappetto. In fondo, Drugo s’è preso le botte al posto suo. Detto fatto. Il giorno seguente Drugo si reca a casa di Lebowski.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Il quale si rivela uno scontroso vecchio paraplegico, che senza tanti complimenti, se ne infischia altamente e dà il benservito al “piccolo Lebowski”. Che però, non si lascia scoraggiare: mentre va via, dice a Brandt (Philip Seymour Hoffman), l’assistente personale del vecchio, che c’ha il permesso di prendersi un tappeto qualunque a sua scelta.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Inoltre, all’uscita fa la conoscenza di Bunny (Tara Reid), la moglie-trofeo del grande Lebowski. Una giovane ex pornodiva, ninfomane, stralunata e col brutto vizio di spendere a vagonate. Comunque sia, a Drugo Lebowski frega poco: un tappeto l’ha recuperato e può di nuovo dare un tono all’ambiente. Per lui, la storia è finita lì.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Un paio di giorni dopo, Brandt invece, chiama a raffica Drugo chiedendogli di presentarsi al più presto alla proprietà del vecchio. Assicurandogli di non preoccuparsi, ché la visita non aveva nulla a che fare col tappeto rubato. Alla fine Drugo accetta e i due Lebowski s’incontrano di nuovo. Stavolta, il grande Lebowski ha bisogno dell’aiuto del piccolo Lebowski.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

A quanto pare, Bunny è stata rapita e i rapitori chiedono un riscatto di un milione di dollari. Giacché Drugo era stato aggredito da quelli che potrebbero essere gli autori del sequestro, dovrebbe occuparsi lui dello scambio. Perché in tal modo potrebbe riconoscerli, essendo l’unico ad averli visti. A questo punto, mosso da buone intenzioni ma soprattutto dalla promessa di un compenso di ventimila dollari, Drugo si fa carico della cosa e accetta.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Naturalmente, raccontata la cosa agli amici al bowling, Walter, da bravo fanatico qual è, si offre (leggi impone) di accompagnare Drugo allo scambio coi criminali. Così, com’è come non è, i due si mettono in macchina e nel tragitto, Walter espone a Drugo il suo brillante piano per fregare i rapitori.

Infatti, Walter s’è portato una “valigetta fac-simile” piena di mutande sporche. L’idea è quella di utilizzarla per far credere ai rapitori che sia andato tutto bene. Poi pestarli e dopo, farsi portare dove tengono la presunta prigioniera. In tal modo, una volta liberata la ragazza, lui e Drugo avrebbero potuto intascarsi il milione di dollari del riscatto.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Tutta ‘sta bella fantasia, a Walter gli è salita in testa solo perché Drugo, avendo inquadrato che tipo fosse Bunny, s’era lasciato sfuggire che, forse, la ragazza abbia inscenato tutto per fregare altri soldi al vecchio Lebowski. Naturalmente Walter, che nella sua testa già li aveva pure spesi i soldi del riscatto, del forse se ne infischia altamente. Alla fin fine riesce nell’unico intento di fare ‘na cagnara assurda, ficcando Drugo in una situazione ancora peggiore.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Da qui in poi, le cose saranno sempre più al limite del grottesco e del paradossale. Con Drugo invischiato in un pantheon di personaggi via via sempre più bizzarri e allucinanti. Tipo Maude Lebowski (Julianne Moore), la figlia artista-femminista-progressista del vecchio Lebowski. Oppure, il gruppo di nichilisti tedeschi o ancora l’assurdissimo Jesus Quintana (John Turturro), il nemico giurato di Drugo al bowling.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

A conti fatti, Il grande Lebowski è un concentrato di estro creativo, inventiva e ispirata intelligenza come pochi. Effettivamente, l’abilità dei fratelli Coen, nel gestire, intrecciare, raccontare e mostrare dei generi tanto opposti tra loro, ha dell’incredibile. Ma, se c’è una cosa, fra le tante, che veramente mi piace dei Coen, è il loro voler mostrare la vita per quella che potrebbe essere realmente e non come dovrebbe essere idealmente.

Tipo come in Fargo oppure in Non è un paese per vecchi. Dove per esempio, in quest’ultimo, tramite un dialogo dello sceriffo Bell (Tommy Lee Jones) si può capire come la società sia diventata tremendamente asettica.

“Ecco, la settimana scorsa hanno scoperto una coppia, in California, che affittava camere ai vecchietti, poi li ammazzava, li seppelliva in giardino, e intascava le loro pensioni. Ah, e prima li torturava, non so perché, forse il televisore si era guastato. E la cosa è andata avanti finché, testuali parole, «i vicini si sono allarmati quando hanno visto un uomo scappare con indosso solo un collare per cani». È impossibile inventarsi una notizia così, provaci, non ci riesci. Questo c’è voluto per attirare l’attenzione di qualcuno: scavare fosse in giardino era passato inosservato.” 

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Ne Il grande Lebowski, questo tipo d’ironico, pungente sarcasmo è all’apogeo. Drugo Lebowski (in originale The Dude, “Il Tipo”) è un personaggio eccezionale. Uno che è andato a Woodstock e non è mai tornato. Un uomo reduce della sua giovinezza, di ciò che lo animava e che continua imperterrito a “vivere semplice”.

Disoccupato, sfaccendato, pigro. Una vita portata avanti in linea di massima senza nessuna preoccupazione. Vero e proprio emblema della easy life, del prendila come viene. Sul serio, si potrebbe stare ore a parlare di Drugo. Di come la psicologia sua e degli altri personaggi che appaiono nella storia sia così finemente tratteggiata. Tra l’altro, non a caso è nata una religione basata sul pensiero del Drugo: il Dudeismo.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Tuttavia, al di là di tutto, la cosa che più colpisce è questa storia all’apparenza semplice, che in realtà nasconde un incassamento a più strati di una complessità non indifferente. Come spettatore, vieni introdotto in quello che è un semplice framezzo della vita di un uomo. In cui, una serie di coincidenze (s)fortuite e casuali lo fanno ritrovare invischiato in una tela di avvenimenti via via sempre più assurdi.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Questo è il bello: Drugo non è l’eroe che parte all’avventura. Unico e solo, in grado di risolvere una situazione straordinaria. No, Drugo rappresenta la coincidenza; le cosiddette casualità della vita. Tanti piccoli avvenimenti tutt’altro che eccezionali, che messi insieme portano a circostanze insolite e singolari.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Tra l’altro, l’assurdità delle situazioni innescate da quello che potrebbe sembrare un semplice MacGuffin, non trascende quella che potrebbe essere benissimo la realtà. Anzi. Volendo, si potrebbero formulare svariate ipotesi. Tipo che gli eventi, hanno portato il tranquillo Drugo a vestire i panni dell’action-man. Cosa che un po’ fa il verso a George Bush che parlava al secolo all’Iraq. Perciò, forse, il film è ambientato nel 1991.

Oppure ancora, il fatto che la trama, assurdamente hard boiled e chiaramente ispirata a Il grande sonno di Raymond Chandler, potrebbe portare a pensare che il Drugo, si stia svegliando dalla buia notte dell’anima nella decadente città degli angeli. C’è anche da considera che Il Grande Lebowski è una fortissima critica alla società americana. Una satira piuttosto acre, che dopo la risata ti lascia quel retrogusto amaro in bocca.

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) recensione del film del 1998 diretto da Joel Coen e prodotto dal fratello Ethan.

Sottolineando quanto il famigerato American Dream, sia un concetto falso e posticcio. Tutto mostrato tramite finissime metafore. Vedi Walter, per esempio: reduce del Vietnam ossessionato da “i suoi compagni morti con la faccia nel fango”. Oppure Donny, lo spettatore occasionale, il tipo passivo che assiste senza prendere mai parte a niente. O ancora il magnate pornografo e strozzino Treehorn.

Lo stesso dualismo fra gli omonimi “Drugo” Lebowski e il vecchio miliardario “Big” Lebowski, che porta a interconnetterli. Ma forse, tutto questo è solo una mia ricchissima pippa mentale. Magari, tutto quello che accade ne Il grande Lebowski, è solo un pacchetto di cose messo assieme furbamente dai Coen. Giusto per asserire e sfruttare emozioni soggettive. Dopotutto, ho sentito i pareri più diversi su Il grande Leboswki.

O forse invece, Il grande Leboswki è proprio quel che è: la vita vista come una pista da bowling, un percorso all’apparenza dritto e forse semplice ma in cui può capitare di tutto.

 

Bene, detto questo direi che anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

 

Il grande Leboswki

Titolo originale: The Big Lebowski

Regia: Joel Coen

Produzione: Ethan Coen

Sceneggiatura: Ethan Coen
Joel Coen

Starring: Jeff Bridges
John Goodman
Julianne Moore
Steve Buscemi
David Huddleston
John Turturro

Casa di produzione: Working Title Films

Distribuzione: PolyGram Filmed Entertainment (UK)
Gramercy Pictures (US) Universal Pictures

Data di uscita: 6 Marzo 1998

Summary
Review Date
Reviewed Item
Il grande Leboswki
Author Rating
51star1star1star1star1star

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

4 thoughts to “Il Grande Lebowski – Tra filosofia e tappeti”

Rispondi