I peggiori telefilm anni 90

I Peggiori telefilm degli anni ’90 – Dalle Stalle alle Fogne

Specchio, specchio delle mie brame, qual è il telefilm più ignorante del reame? Eh… ‘na parola a rispondere. Il fatto è, che spesso e volentieri alcune idee su carta, volendo, parrebbero anche avercelo del potenziale. All’atto pratico invece, una volta sviluppate, risultano di una scemenza epocale; e naturalmente, questo sempre riferendosi alla migliore delle ipotesi, eh. Altrimenti, cose da far impallidire persino le scimmie più tarde e farti riempire le sinapsi di cattiveria  allo stato puro, proprio.

In quanti, ma quanti telefilm s’è vista ‘sta cosa? ‘Na vaghissima scintilla di buona idea che annega disperata in un maelstrom di trame ridicole. Personaggi indecenti, interpretati da attori-cani che latrano disorientati e di fondo, un alone di pateticità che ti accompagna fin dai primi dieci secondi di visione. A ogni modo, una decina di serie tv degli anni ’90, di quelli infognati, li abbiamo visti qualche giorno fa. A ‘sto punto, direi di andare a buttare l’occhio sull’altra faccia della medaglia, su questa “hall of shame” dei telefilm più molto assai proprio peggiori di – più o meno – un ventennio fa.

  • Le Avventure del giovane Indiana Jones  (1992 – ’96)

Telefilm anni 90

Ecco, cominciamo proprio con l’esempio calzante di quanto suddetto: un soggetto potenzialmente valido, ma che al momento di svilupparlo viene buttato alla cazzomannaggia. Intendiamoci, dopo il grande successo della saga, con l’ultimo film “Indiana Jones e l’ultima crociata” uscito nel ’89, era quanto mai lapalissiano che la diretta conseguenza sarebbe stata continuare a spremere le mammelle della vacca; sia mai che chi di dovere potesse perdersi l’occasione, eh.

In ogni buon conto, l’idea di continuare le avventure del prof. Jones in un serial non era male, così come anche la serie in sé non era del tutto da buttare. Con episodi anche alquanto riusciti a onor del vero. Il problema? La mancanza di due cose fondamentali: un attore carismatico e una “linea di condotta”. In parole economicamente svantaggiate, pur se la serie è durata quattro stagioni, c’è arrivata a fischi e pernacchie, tiratissima per i capelli.

Salvo eccezioni, spesso era di un banale da soffrire, con trame scontate e offensive anche per un pubblico adolescenziale. Poi si metteva ‘sta brutta cosa che:
A) In un episodio Indiana Jones era un ragazzo che c’aveva sedici anni. Poi n’ altra volta era un bambino di neanche dieci. E di nuovo ancora era una vecchia carampana di quasi cento e così via.
B) Un regista diverso per ogni episodio che voleva fare lo sbruffone, dando la sua particolare e personale visione del personaggio. Inutile dire che questo non ha giovato affatto alla serie che infine chiuse i battenti.

  • Acapulco H.E.A.T. (1993 – ’94)

telefilm

No, dico: come puoi rovinare una telefilm se nel cast c’è uno come “Fabio”? Cioè, c’hai Fabio “Uomo Harmony” Lanzoni e non lo sfrutti? Robe da panico, proprio. A parte gli scherzi, molti telefilm d’inizio anni ’90, avevano tutti una cosa in comune: ovvero che il crimine si combatteva in scioltezza e disinvoltura, su spiagge assolate tra un cocktail e l’altro servito da qualche gnocca ex modella. Sul serio.

Tanto per dire, ma tra i protagonisti qui, c’era pure Alison Armitage, al tempo modella di Playboy. Comunque sia, la storia (se così la possiamo definire) di questo “Acapulco H.E.A.T.”, dove l’acronimo sta per Acapulco Hemisphere Emergency Action Team, vede un’agenzia segreta alla quale vengono affidati vari compiti. Tra i quali: sconfiggere gruppi terroristici, trafficanti internazionali e, giusto per non farsi mancare niente, pure le multinazionali disoneste che mettevano la Coca Zero nei bicchieri di Coca Cola normale. Insomma, una roba agghiacciante.

  • Thunder in Paradise (1994)

telefilm

Ancor più agghiacciante però, fu “Thunder in Paradise”, assurdo polpettone action-ignorantissimo con protagonista Hulk Hogan, ideato dagli stessi gnu alcolizzati che idearono “Baywatch”; e dopo vediamo perché ‘sta gente doveva essere tenuta alla larga dagli alcolici. Per farla breve, la pappardella è praticamente la stessa di “Acapulco schif” qui sopra, con la differenza che Hulk Hogan e l’amico di merende per risolvere i crimini usano “Thunder”, una super barchetta per nulla, ma proprio per nulla, ispirata a K.I.T.T. di Supercar.

Naturalmente, ad aiutarli c’è pure Carol Alt, che nella serie interpreta Kelly LaRue, ex modella e proprietaria di un bar sulla spiaggia la cui unica clientela, a quanto pare è composta solo da sue ex colleghe strafighe. Praticamente, tutto quanto era credibile su di una scala che va da zero a episodio di Tom & Jerry. Solo molto meno divertente.

  • Cyberkidz (1994 – ’96)

Telefilm

Siccome fino alla seconda metà degli anni ’90, per molti individui termini come “tecnologia”, “internet”, “computer” et similia, erano un qualcosa di concettualmente alla stregua dell’alchimia, non c’era da meravigliarsi se poi uscivano cose come questa. Vedi gli assurdi accrocchi per console che uscirono in quegli anni, per dire. Fra le tante porcate televisive sulla realtà virtuale di quegli anni, uno dei telefilm più cialtroni sicuramente era questo “Cyberkidz”.

Sinceramente, era di un ridicolo come pochi. Tirato su letteralmente a sputi e preghiere, la storia in sostanza ruotava su ‘sti quattro ragazzini, tra cui questo piccolo biondo che mi era – e tuttora – di un’ antipatia ai limiti dell’odio cieco. In sostanza, giocando a un videogame chiamato appunto Cyberkidz, ambientato nel mondo di Cyberland (che fantasia, eh?), tramite il “Guanto del Potere”, periferica che mi ricorda giusto “vagamente” qualcosa tirato fuori dalla Nintendo, venivano trasportati nel suddetto mondo a combattere i cattivi. Ne ho rivisto giusto una puntata e non ho avuto il coraggio di andare oltre. Ah! Tra parentesi, fra i cattivi c’è lo scomparso Robert Z’Dar, famoso per il ruolo di Matt Cordell nella saga horror “Maniac Cop”.

  • Baywatch Nights (1995 – ’97)

telefilm anni 90

Dicevi prima come i creatori di Baywatch sarebbero dovuti stare lontano dagli alcolici. Sostanzialmente perché, non contenti del fantastico Thunder in Paradise, ci riprovano però stavolta cercando di sfruttare il successo della famosa serie sui bagnini creando uno spin-off. Ora, la trama sinceramente non la ricordavo, ma a vederlo, devo ammetterlo: è incredibilmente “attuale”. In due parole, c’è crisi. Quindi, Mitch Buchannon viene messo a fare l’eroe tre giorni a settimana per via dei tagli alle spese.

Perciò, per poter continuare a fare il padre single figo, cospicuamente ricco e guidare la sua cafonissima Honda NSX, decide di punto in bianco di aprire un’agenzia d’investigazioni private. Voglio dire, chi ad esempio che faccia l’idraulico, il carpentiere, o magari l’impiegato oppure proprio il bagnino, per arrotondare non si mette a fare il detective privato di punto in bianco? Eh…
Ma volendo sorvolare sul debolissimo canovaccio, in generale gli episodi stand alone, vedevano di volta in volta Mitch e soci alle prese con mostri, fantasmi, demoni, mutanti e compagnie cantante. Bello, sì. Peccato che il livello generale era una roba alla Scooby-Doo; anzi. Pure peggio. Insomma, ‘na buffonata tremenda.

  • Le nuove avventure di Robin Hood (1997 – ’99)

telefilm anni 90

E a proposito di buffonate, eccone n’altra: “Le nuove avventure di Robin Hood”. Sostanzialmente, verso la prima metà degli anni ’90 il telefilm Hercules e il suo spin-off Xena, stavano riscuotendo un certo successo. Con il loro mix di action, epic, fantasy e pupazzoni in gommapiuma, almeno all’inizio, il successo era alto. Cosicché, in parecchi se ne uscirono con la bella pensata di mettere in piedi volgari baracconate, tirate su con la carta carbone. Per dire, vedi per esempio “Simbad” e “Tarzan”, usciti più o meno nello stesso periodo dei telefilm suddetti.

In ogni buon conto, c’è poco da dire in realtà. Più o meno questa è l’ennesima variante assurdamente romanzata di Robin Hood. Solo girata come un episodio di Hercules, con meno soldi e più pateticità. Il bello però, sai qual è? Che a manco sette anni dalla fine, nel 2006, venne prodotta una nuova serie, chiamata semplicemente “Robin Hood”. Incredibile ma vero, questo è addirittura peggio.

  • V.I.P.  (1998 – ’02)

Telefilm

Ah, la Pamela Anderson degli anni ’90… e che cos’era. Così come che cos’erano quelle assurde pretese di fare l’attrice. Peccato l’aver perso le due righe su Barb Wire, ma tant’è. Prima o poi le riscriverò. Tornando a noi, due anni dopo aver tolto il costumino da bagno di Baywatch, Pamela Anderson torna alla carica. Con l’ennesimo telefilm col titolo acronimo, in cui si risponde al crimine con un abitino griffato per volta: ovvero “V.I.P.”, che sta per “Vallery Irons Protection”.

In sostanza la storia come al solito ridicola, vedeva Pamela nei panni della omonima Vallery Irons del titolo, cameriera di paninoteca scrausa, che per una botta di culo salva un tizio famoso da un agguato. A questo punto, come  naturalmente del resto chiunque di noi farebbe, decide di fare il classico “di necessità virtù” e perciò mette in piedi la “V.I.P.”, un’agenzia di guardie del corpo. Ora, in ogni caso il telefilm è sempre stupido come un frontale fatto con una vacca in aperta campagna, però, c’è da spezzare una lancia in suo favore. De facto, ‘sto telefilm era un mix di azione camp e commedia molto meta-referenziale; il che vuol dire che ogni tanto una risata, con l’intenzione, riusciva anche a fartela fare. A differenza di altre serie qui sopra.

  • Tequila & Bonetti (2000)

Telefilm

Realisticamente parlando, l’originale Tequila and Bonetti, quello del ’92, non fu un grande successo. Anzi. In realtà fece abbastanza pena, visto che ne venne realizzata una sola stagione di appena dodici episodi. Però, qui in Italia venne apprezzata abbastanza, con molti che ancora oggi la ricordano con un certo affetto. Di suo, era un telefilm abbastanza “innocuo”, tirato su sulla falsariga del film con Tom Hanks “Turner e il Casinaro”. In sostanza, la storia ruotava sul detective Bonetti, che preso dai rimorsi per aver sparato accidentalmente a una bambina, si trasferisce in California. Al nuovo distretto conosce i nuovi colleghi e gli mettono vicino il cane Tequila. Questo è quanto.

Quasi dieci anni dopo, non so perché, a qualcuno viene la brillante idea di riesumare la serie. Il risultato? Qualcosa che sarebbe dovuto restare morto. Morto e sepolto. Anche perché, siamo ancora nel periodo in cui Alessia Marcuzzi stava in fissa con l’idea di essere n’attrice. Probabile che la convinzione l’era rimasta visto l’incredibile successo di Chicken Park, uscito qualche anno prima.

  • Cleopatra 2525 (2000 – ’01)

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Siamo arrivati alla fine, e per chiudere il proverbiale cerchio di spettacoli pezzenti, c’è questo “Cleopatra 2525”, tremenda buffonata tirata su con gli scarti dell’armadio delle Spice Girls. Per dire, gli anni novanta, fra le tante, sono ricordati anche per essere gli anni della “plastic music”, in cui girls e boy band tirate fuori con lo stampino dominavano letteralmente le chart mondiali, con canzoncine dall’estetica accattivante ma contenutisticamente di un povero da far spavento.

Agli albori del nuovo millennio, questo trend poco alla volta s’è riflesso anche sul piccolo schermo. Dando così il via a un’invasione di ridicoli personaggi, vestiti con abitini in materiale sintetico finto-fantascientifico. Probabilmente, ‘sto telefilm credo sia la summa maxima di quanto detto.

In due parole la storia vedeva Cleopatra, una ballerina di danza del ventre, andare in ospedale per operarsi; e risvegliarsi cinquecento anni dopo, scoprendo che l’avevano ibernata. Da qui in poi, il delirio: lei che si unisce alle guerriere del futuro, per combattere un esercito di macchine impazzite che hanno soggiogato l’umanità. Letteralmente una fusione fra i Power Rangers, Terminator e Charlie’s Angels veramente, ma veramente riuscita male. Con l’aggravante di spararti pure a raffica tutte ‘ste vaccate a bruciapelo e senza tregua, perché compresse in soli venti minuti per episodio.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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I Peggiori telefilm degli anni '90
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I Peggiori telefilm degli anni '90
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Dieci fra i peggiori telefilm degli anni 90.
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Il Sotterraneo del Retronauta
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