Jerry Calà Chicken Park

I peggiori film italiani: Chicken Park di Jerry Calà

Se c’è una cosa che ho imparato dal grande Ennio Annio, è che al cinematografò spesso capita di vedere storie che non sono storie. Perché esistono storie che non esistono. E che fondamentalmente, nessuno mai dovrebbe raccontare. Per questo, ho deciso di dare il via a ‘sta nuova rubrica del Sotterraneo, intitolata: “Il Peggio del Peggio”. L’obiettivo? I peggiori film (non solo) comici italiani. Ma di sempre però. Primo episodio: Chicken Park di Jerry Calà.

Jerry Calà Chicken Park

Premessa: prima di arrivare a personaggi come Jerry Calà, ce n’è stata di acqua che è passata sotto al ponte, eh. Volendo metterla sotto un certo punto di vista, gente come Jerry Calà, Christian De Sica, Ezio Greggio, Renato Pozzetto et similia, sono ‘na specie di “sottoprodotto”, lascito di una delle parentesi più grandi del cinema italiano: la commedia sexy all’italiana. Tra l’altro, ‘na parentesi pure bella grande, visto che nasce sul finire degli anni ’60, arrivando fino ai ’90.

Ora, dall’apogeo degli anni ’70 che ha visto nascere filmoni come “La signora gioca bene a scopa?”“Quant’è bella la Bernarda, tutta nera, tutta calda”, “La soldatessa alla visita militare”“La ripetente fa l’occhietto al preside” e tutto un sacco d’altra roba dai titoli evocativi e pittoreschi, a un certo punto, le cose hanno cominciato a cambiare. Noi italiani, non siamo gli unici a tirar fuori pellicole che definire “pecorecce”, sarebbe solo un simpatico eufemismo. Infatti, dalle Americhe giunge l’eco di un nuovo filone in cui pure noi ci butteremo a rotta di culo: la parodia. Che negli anni ’80, grazie a gente come Mel Brooks, Jim Abrahams, i fratelli Zucker e altri, viveva il suo periodo aureo.

Cosicché, su questa scia, il nostro Jerry Calà decide di mettersi dietro la macchina da presa e provarci pure lui. Nel 1994, esce nelle sale “Chicken Park”. Ma ‘na roba agghiacciante, guarda.

Jerry Calà Chicken Park

Il film inizia con un bel prologo, che ci mostra “L’Isola delle Uova Marce”. E già questo, è un che dire. Ah! Nel caso ve lo steste chiedendo, il sottotitolo è in inglese perché il film è stato recitato in inglese. Poi doppiato in italiano. Perché c’era solo la pretesa di sfondare nel mercato americano. Niente di che, insomma.

Jerry Calà Chicken Park

Comunque sia, sull’isola (delle uova marce) un gruppo paramilitare supervisiona la costruzione del misterioso “Chicken Park”. I lavori sembrano procedere bene, la manovalanza che ride e scherza…

Jerry Calà Chicken Park

Le battutone sugli uccelli affamati si sprecano, così come il cattivo gusto. Ma qualcosa di sinistro sta per accadere: qualunque cosa si nasconda nel fitto della foresta, spaventa a morte i lavoratori, che fuggono via.

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Cosicché, i militari li inseguono e li freddano sul posto. Così com’è stata freddata la mia fiducia in questo film: senza pietà. Infatti, il tipo che tanto faceva lo splendido parlando del suo uccello, prima di schiattare, libera veramente il suo uccello. Un parrocchetto nascosto nei pantaloni. Lo sforzo per non sputare sullo schermo, è stato grande.

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Stacco. Siamo in Italia. Jerry Calà che ormai il riporto se lo faceva coi peli delle ascelle, è Vladimiro Corsetti, un allevatore-allenatore di galli da combattimento.

Jerry Calà Chicken Park

Per tutta una serie di problematiche legate alla slealtà della concorrenza, Vladimiro si vede costretto a spostarsi nella Repubblica Dominicana con Joe, un gallo da combattimento su cui ormai ha puntato tutto. Al di là di questo, per arrivarci nella Repubblica Dominicana comunque, ti devi prendere l’aereo, no? E chi è l’hostess sull’aereo? Ma una convintissima Alessia Marcuzzi! Che all’epoca, credeva sul serio di avere qualche attinenza alla recitazione.

Jerry Calà Chicken Park

Attenzione, perché adesso la fantasia (e quello che s’è calato chi ha scritto ‘sto delirio) vola altissima, proprio. Infatti, sull’aereo una fila è per i “normali”. L’altra, è per “i mostri”.

Jerry Calà Chicken Park

Mentre Alessia Marcuzzi prova a tutti i costi di non sembrare ‘na disperata, il posto accanto a Vladimiro che pareva vuoto, è invece occupato dall’uomo invisibile. Accanto a me invece, c’era la vergogna che mentre guardavo ‘sta roba, ha preso e se n’è andata perché troppo pure lei.

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Naturalmente, non c’è mai limite al fondo. Basta scavare. E qua, a furia di scavare s’è arrivati in Cina. Senza il benché minimo nesso logico o contestuale, vengono parodiati: “Mamma ho perso l’aereo”.

Jerry Calà Chicken Park

“Il Cacciatore”.

Jerry Calà Chicken Park

“Apocalypse Now/Hot Shots”.

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In più, come se non bastasse, pure tutta ‘na serie d’imbarazzanti stereotipi razziali. Tutto sparato a schermo in una decina di minuti.

Jerry Calà Chicken Park

Com’è come non è, facciamo che andiamo avanti su ‘sta roba e arriviamo direttamente al perno delle vicende. Joe viene rapito e così Vladimiro disperato, si mette sulle tracce.

Jerry Calà Chicken Park

Seguendo i rapitori, alla fine giunge al “Chicken Park”, una struttura-zoo-laboratorio, dove si eseguono esperimenti genetici per riportare in vita polli preistorici da esibire come attrazione. Joe, serviva come cavia per dar vita a un nuovo tipo di pollo gigante.

Jerry Calà Chicken Park

A ‘sto punto, la mazzata finale. Al Chicke Park, Vladimiro fa la conoscenza dello scienziato che ha messo in piedi la baracca, e della sua famiglia. In questo modo, Jerry Calà ha ammazzato La Famiglia Addams, Edward Mani di Forbice e quel poco di dignità che poteva essere rimasta.

Arrivati a ‘sto punto, mi pare inutile infierire ancora di più. Quindi, “La Domanda”: com’è Chicken Park?

Fondamentalmente, ‘na cosa quantificabile su ‘na scala che va da zero ad angoscia. Seriamente, è ‘na cosa agghiacciante. Girato male, montato male e recitato pure peggio. Parliamoci chiaro: far ridere, non è facile. La commedia, per essere efficace, richiede degli “sforzi” è un’abilità notevoli. Che si tratti di slapstick, iperbolica, non sequitur o un qualunque altro tipo, richiede una scrittura forte, un’alta capacità recitativa e, sopratutto, tempi perfetti. In Chicken Park, non c’è niente di tutto questo.

Jerry Calà con ‘sto film, non ha fatto altro che mettere in piedi uno spettacolo grottesco. Di una tristezza sconcertante, da farti sentire in forte disagio, proprio. Tanto per fare un esempio, il clou è nel finale: dove c’è lo scontro fra il pollo T-Rex che si vuole ingroppare la Dottoressa Sigourney, e il “Pollo Ibridus”. Cioè un pollo gay con tanto di orecchino alla Elton John, che alla fine si vuole montare Jerry Calà. Cioè, non so se rendo l’idea di tutto il disagio racchiuso in questa sequenza.

Ah! E non dimentichiamoci che il tutto è accompagnato dalle musiche di Umberto Smaila, l’Ennio Morricone degli scappati di casa. In definitiva, che altro dire? Niente. Se c’avete la voglia – e il coraggio – provate a buttarci n’occhio. Che porcherie simili so’ rare.

Detto questo, credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

 

 

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Chicken Park
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

3 thoughts to “I peggiori film italiani: Chicken Park di Jerry Calà”

  1. ma cosa passa in testa a certa gente per fare cose simili? sono curioso di sapere quanto ha incassato, a parte sputi e qualche insulto

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