Richard Harrison

I 10 peggiori film anni ’80 sui Ninja

Ninja; che belli i film su di loro degli anni ottanta, eh? Le stellette che volano, gli urletti e le capriolettine. Come non ricordare poi le “mossette uattà”, che pare di vedere gente con la Sindrome di Tourette buttare le mani a casaccio prese dai tic. Addirittura, alcuni poi, bisogna ammettere che riuscivano persino ad abbattere il muro dell’ignoranza più molesta, sconfinando nell’ignobile; se non forse nell’offesa vera e propria a dirla tutta.

Comunque sia, oggi certe “perle” sono diventate piuttosto difficili da trovare, ma, più o meno un venticinque, ventisei anni fa, negli orari più improponibili (che andavano dalle inqualificabili tre del pomeriggio alle allucinanti tre/quattro del mattino) se ti mettevi con un po’ d’impegno a fare zapping, su quelle reti regionali tipo “Tele scusami-se-esisto” o “Rete 4 Sputi” ad esempio, potevi sfondarti a go go di queste zozzerie. Quindi, visto che l’altro giorno so’ andato ma tipo in overdose di ‘sta paccottiglia,  direi di andare a buttarcelo l’occhio sui peggio film “Ninja” usciti nella decade ottanta-novanta.

 

  • Enter the Ninja (1981)

Enter the Ninja film

Iniziamo da quello che è, diciamo l’archetipo, la base se vogliamo, da dove s’è partiti per trasformare la figura di un’altra cultura, in stereotipo razziale della peggior specie a uso e consumo delle masse occidentali. Ovvero, partiamo da quello che è de facto il primo capitolo di una – addirittura – trilogia: quel “Enter the Ninja”, arrivato qui da noi come “L’Invincibile Ninja”. Starring: Franco Nero.

Franco Nero

Ora, tutto si può dire tranne che il nostro Franco non sia un attore a tutto tondo, ma, dico io, Franco tu sei stato lo Django di Corbucci. Keoma di Castellari. Che diavolo ci fai a lanciare le stellette e a fare le mossette di finto karate? In pratica, fuori luogo come presentarsi in spiaggia con le Timberland. Comunque sia, almeno dalla sua questo film ci prova a mettere in scena un pizzico di “serietà” grazie a Sho Kosugi, che s’è occupato del coordinamento degli stunt. A parte questo, tutto il resto è buono solo per farsi due risate.

 

  • “Revenge of the Ninja” (1983)

Revenge of the Ninja

Strano ma vero, grazie al successo di Enter the Ninja, due anni dopo seppur senza il nostro Francone nazionale, nelle sale esce un seguito, cioè “Revenge of the Ninja”. Sostanzialmente, nel disperato tentativo di elaborare l’abbozzo di una parvenza di trama, il film parla di ‘sto tizio che torna a casa, senza motivo viene attaccato da un gruppo di ninja cattivi che gli massacrano amici e parenti, lui però è più ninja di tutti gli altri e gli fa il culo a capanna. Poi parte, e va a vendicarsi a mossette e urletti fino allo scontro col boss finale.

Revenge of The Ninja

Naturalmente, il tutto è di un infimo unico: montaggio, fotografia, regia… sarebbe inutile anche parlarne; però c’è da dire che sostanzialmente – messo in relazione agli standard de genere – il film lascia trasparire una certa “cura” per gli stunt e le varie sequenza di lotta. Nulla di eclatante ovvio, però tanto quanto, almeno un punto a favore glielo possiamo concedere. Ultima cosa: all’uscita il film incassò tredici milioni. Inconcepibile!

 

  • “Ninja 3: The Domination” (1984)

Ninja III: The Domination

Sappiamo tutti come funziona: nel momento in cui da una cosa, riesci a ricavarne quelli che se anche fossero soltanto due schifosi e micragnosi spicci, allora la “regola” è continuare a mani bassissime. In questo caso, produrre la stessa paccottiglia in continuazione. Tant’è vero che nel 1984 esce “Ninja 3: The Domination”, terzo e ultimo capitolo della sag(r)a dell’ignoranza, iniziata appena tre anni prima con Franco Nero.

Ninja III: The Domination

Il fatto è, che se nei film precedenti, bene o male si cercava di mantenere un pizzico di “sobrietà” nella messa in scena di tutto il companatico, cercando di unire le più improbabili trame da poliziottesco anni settanta con la nascente “moda” dei ninja, arriviamo a ‘sto punto in cui sembra che ogni porcata fosse giustificata. Sceneggiatori e produttori visti i “successi” in termini di incasso, ormai si lasciano andare al delirio più totale. Per dire, in due parole la trama è questa: una tizia che insegna aerobica, viene posseduta dallo spirito di un ninja. L’unico modo che ‘sta tipa c’ha per sbarazzarsi della possessione, è quella di portar a compimento la vendetta dello spirito, uccidendo un altro ninja. In sostanza, le cose venivano fatte tanto per.

 

  • “American Ninja” (1985)

American Ninja

Gli anni passano, l’ignoranza sale a livelli vertiginosi e la moda dei ninja non accenna a diminuire. Il 1985 è l’anno d’oro: nelle sale escono una valanga di film, uno fotocopia e più stupido e ridicolo dell’altro; ma su tutti, spicca quello che diventerà il capostipite di un’altra saga – assurdamente – di successo: “American Ninja”, da noi arrivato con l’agghiacciante titolo di “Guerriero Americano”.

Guerriero Americano

In questo, le atmosfere generali tornano alle assurde miscellanee di spionaggio, action e poliziottesco della peggior specie buttate a casaccio e legate assieme alla meno peggio. Come mischiare cioccolata e maionese insomma. A ogni modo, tanto per dare un’idea della situazione, fai un film sui ninja e il protagonista, Michael Dudikoff, non è manco un’artista marziale Anzi. Non era manco un’atleta se vogliamo. Il nostro all’epoca dei fatti era uno psicologo infantile che semplicemente, provò a lanciarsi nel mondo dello spettacolo. Uscì fuori un posto libero per l’ennesima vaccata sui ninja e zac! C’hai la faccia, il ruolo è tuo! Infatti, la legnosità dei suoi movimenti è qualcosa di fenomenale. Per non parlare della recitazione poi.

 

  • “Ninja Terminator” (1985)

Ninja Terminator

Nello stesso anno di “Guerriero Americano”, viene fuori un altro pellicolone di caratura non indifferente: “Ninja Terminator” di Godrefy Ho. E arrivati a ‘sto punto, veramente non c’è più religione. Perché? Perché Ninja Terminator è un cosiddetto “film di montaggio”, ovvero, un prodotto realizzato mettendo insieme spezzoni di film diversi.

Richard Harrison

In questo caso però, non so cosa a che altro. Diciamo che nel primo “segmento” c’è Richard Harrison con ‘sto completino ninja dalla deliziosa tinta camouflage e dall’aspetto di un pornodivo anni settanta. Si mette a tira’ calcetti manco i più agguerriti anziani in pantofole e, tra ‘na frasca e l’altra deve recuperare tipo una statuetta del potere divisa in vari pezzi, o comunque n’idiozia simile. Nel secondo segmento invece, si riprende sempre la cazzata della statuetta ma, il cattivo è ‘sto tipo qui:

Ninja Terminator

Ora non voglio dire, eh, ma quanto è temibile quest’uomo? Parrucca della Carrà e fisico scolpito da lanciatore di molliche di pane ai piccioni; cioè, ma chi non sarebbe spaventato? Diciamo che le immagini, si commentano da sole.

 

  • “Ninja Thunderbolt” (1986)

Ninja Thunderbolt

Incredibile ma vero, l’irriducibile Godfrey Ho, ritorna insieme a Richard Harrison in un altro pezzentissimo film di montaggio, con ‘sto “Ninja Thunderbolt”. Anche se, naturalmente il tutto va per frasche, alla meno peggio il nostro Ho stavolta tenta qualche espediente in più per cercare di rendere meno evidente le discrepanze fra le cose con cui fa copia e incolla.

Ninja Thunderbolt

Ovviamente, inutile dirlo, il risultato è ignobile. La trama comunque resta boh! Ma una delle scene clou è l’inseguimento dell’ape car cinese coi ninja sui pattini. Uno spettacolo che da solo vale tutto il film

 

  • “American Ninja 2” (1987)

American ninja 2

Dei seguiti uno più acetoso e rintronato dell’altro di “American Ninja/Guerriero Americano” è inutile cercare di approfondire; tanto sono addirittura peggio del primo, che si piombano in una parabola discendete che va sempre peggio. Li segno tanto per, giusto perché sono più o meno le uscite di “caratura maggiore” dell’anno. Inutile perdersi a parlarne.

 

  • “Ninja Academy” (1988)

Ninja Academy film

Qui invece, siccome le pellicole sui ninja ormai spopolano in robe sempre più assurde e deliranti, a qualcuno gli sale la brillantata di unire l’ingrediente commedia ai film coi calcetti volanti. Ebbene, ecco una porcata che addirittura cerca di scimmiottare la saga “Scuola di Polizia”. Una baracconata che vede la solita cricca di cristiani uno più stereotipato dell’altro, iscriversi a questo dojo per imparare le – finte – arti marziali che piace vedere agli occidentali. I cattivi però  vogliono vendetta sul suddetto dojo e i protagonisti devono impedirlo. Le uniche, tristi e desolanti risate che riesce a strappare, sono quelle in cui si ha l’impressione che gli attori si facciano male sul serio in alcune scene.

 

  • “American Ninja 3” (1989)

American Ninja 3

“American Ninja 3: si avvicina il salto dello squalo”. Unica nota di rilievo è il cambio di protagonista che da Dudikoff passa la staffa a David Bradley, il quale, sempre è un’indecenza ma almeno, e finalmente direi, è un vero artista marziale. Ergo, un tanto così più credibile nelle scene di lotta.

 

  • “American Ninja 4” (1990)

American Ninja 4 the annihilation

Infine, “American Ninja 4: salto dello squalo e di tutta la banchina”. Siamo agli inizi del nuovo decennio e le stellette iniziano a smussarsi. Per tentare di “vivacizzare” un po’ le cose, chi caccia il soldo pensa che una buona idea sia quella di ficcare il protagonista originale della serie affiancandolo al nuovo eroe. Sì, tutto molto bello. Peccato solo per quel piccolo dettaglio che vede l’intero companatico una chiavica senza eguali.

 

  • “American Samurai” (1992)

American Samurai film

Concludiamo la carrellata della pezzenteria con quello che ha rischiato seriamente di essere la genia di una nuova saga: “American Samurai”, spin-off apocrifo di “American Ninja”. Difatti, il protagonista è appunto quello stesso David Bradley di cui parlavamo poco sopra. Fortunatamente però, il pubblico e i relativi gusti stavano – più o meno – cambiando: grazie sopratutto a gente come Van Damme e Steven Segal ad esempio, che in quel periodo iniziavano a muovere i primi passi delle loro carriere.

Questa nuova generazione d’attori stava portando i film sulle arti marziali a nuovi vertici, più elaborati e curati se vogliamo e, il “filone ninja”, con tutte quelle ridicole e improbabili baracconate tirate su alla cazzomannaggia, stava andando finalmente, visto e considerato il tutto, esaurendosi per lasciare spazio a questo tipo di produzioni.

Bene. Direi che con questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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I 10 peggiori film anni '80 sui Ninja
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I 10 peggiori film anni '80 sui Ninja
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Dieci fra i peggiori film ninja degli anni '80
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Il Sotterraneo del Retronauta
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Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “I 10 peggiori film anni ’80 sui Ninja”

  1. io mi ricordo che anche negli anni 90 andavano film e cartoni sui ninja. o forse erano quelli degli anni 80 che ho visto in ritardo, ovviamente sulle reti infime

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