Hellraiser film saga

Hellraiser saga: schiavi dell’inferno

Visto che a breve uscirà il nuovo, ennesimo capitolo, Hellraiser Judgment, m’è sorta spontanea una domanda: Hellraiser che significa, oggi come oggi? Cosa vuol dire Hellraiser, ormai? Mi spiego meglio. Si dice, o almeno così mi pare, che bisogna battere il ferro finché è caldo, no? Allora, cerchiamo n’attimo di osservare la situazione in modo quadrangolare. Credo che, tutto sommato, sia lecito seguire la scia e cavalcare l’onda del successo. D’altronde, credo anche che ci sia un limite che non vada oltrepassato.

Nightmare di Wes Craven, per esempio. Un film che uscì nelle sale nel 1984 e riscosse un gran successo, oggi è una saga che conta ben nove film all’attivo. Due dei quali, un team up con Jason Voorhees di Venerdì 13, è un remake risalente al 2010. Altro esempio, per l’appunto è Venerdì 13. Un film dal quale, contando il team up suddetto e pure per lui il remake d’ordinanza, arriviamo addirittura a ben dodici, e sottolineo dodici, film. Naturalmente, la lista sarebbe ancora lunga: vedi Halloween, La Bambola Assassina, Leprechaun e tanti, tanti, troppi altri.

Hellraiser Clive Barker

A ‘sto punto, mi pare sia piuttosto chiara la questione: è giusto cercare di approfittare del successo, ok; ma fino a un certo limite. Ché bisognerebbe capire quando è arrivato il momento di dire basta e mettere la parola fine. Altrimenti, si sfocia nell’accanimento terapeutico. Ecco, questo è il motivo per cui mi chiedevo cosa potesse mai significare un nuovo Hellraiser. L’universo creato da Clive Barker, è uno di quelli che ritengo più affascinanti in assoluto. Tuttavia, dopo trent’anni di sfruttamento massivo, in cui si so’ ciucciati ‘sto soggetto fino al midollo, non sarebbe stato meglio posare l’osso anni fa?

Hellraiser Clive Barker Hellbound Heart Schiavi dell'inferno

Partiamo dagli inizi e andiamo per gradi: i cenobiti. Chi o cosa sono? Sopratutto, da dove saltano fuori?
Dunque, nei primissimi anni ’80, Clive Barker era un semplice autore di opere teatrali. A un certo punto però, decise di dar libero sfogo alla vena creativa, e così, nel 1984 butta giù la sua prima antologia di racconti, intitolata Book of Blood. Successivamente, in appena appena due anni, seguiranno la bellezza di altre sei antologie di questa serie. Cioè Book of Blood Vol. II, Vol. III, Vol. IV e compagnia cantante. Dopodiché, nel 1986 viene pubblicato il suo primo romanzo, The Hellbound Heart, arrivato qui da noi col titolo Schiavi dell’Inferno. Ed è in questo che per la prima volta in assoluto, fanno la loro comparsa la Lament Configuration, Pinhead e i cenobiti.

Hellraiser configurazione del lamento

Molto in brevis, il focus di The Hellbound Heart è incentrato sul tema dell’edonismo sfrenato, e della conseguente ricerca spasmodica del piacere. Sotto qualunque forma e a qualsiasi costo. Frank Cotton, il… diciamo protagonista in un certo senso, è praticamente la molla che fa scattare gli eventi. Sostanzialmente, Frank ha condotto la sua intera vita da adulto all’inseguimento dei piaceri carnali. Viaggiando per il mondo, s’è dedicato a ogni tipo di attività e/o esperienza sessuale nota e possibile al genere umano. Va da sé, che arrivato a un punto simile, grazie a ‘sta ceppa che un “normale”, rapporto sessuale lo lasci insoddisfatto. Così, durante uno dei suoi tanti viaggi, Frank viene a conoscenza della Configurazione del Lamento o Cubo di Lemarchand.

Hellraiser 1987 cenobiti

Messosi d’impegno, Frank s’ingegna e si scervella fino a risolvere il rebus della scatola. La quale è ‘na specie di puzzle, che una volta risolto, stando a quel che aveva sentito dire, avrebbe dovuto aprirgli le porte verso piaceri sconosciuti a questo mondo. Convintissimo proprio, Frank s’aspettava di trovarsi di fronte a donne dalla bellezze ultraterrena e quasi angelica. Invece, se lo prende tutto in saccoccia. Dallo squarcio dimensionale aperto dalla scatola, anziché le smandrappone che credeva, si trova davanti i cenobiti. Il bello poi, è che questi gli fanno anche presente che le loro idee di “piacere”, potrebbero essere un tantino diverse. Frank però se ne sbatte altamente, e accetta volontariamente di seguire gli esseri nel loro mondo.

  • Hellraiser – Non ci sono limiti (Hellraiser – 1987)

hellraiser film saga Hellraiser 1987 poster

Naturalmente, c’erano già stati un paio di tentativi di portare su schermo le storie di Barker. Tuttavia, erano cose che facevano schifo ai cess…  un tantino discutibili. Infatti, lo stesso Barker ne parlò qui, in un’intervista di qualche tempo fa rilasciata al The Guardian: How we made Hellraiser.

[…]”Il sesso è un grande livellatore. Mi ha fatto venire voglia di raccontare una storia sul bene e il male in cui la sessualità era il tessuto connettivo. La maggior parte dei film horror inglesi e americani non erano sessuali. O se lo erano, era un modo civettuolo: un gruppo di adolescenti che fa sesso e poi vengono uccisi. Hellraiser, è la storia di un uomo spinto a cercare l’esperienza sessuale definitiva. Ha un senso molto più contorto della sessualità. […] Verso la metà degli anni ’80, ci sono stati due abomini cinematografici tratti dalle mie storie. Mi sentivo come se Dio mi stesse dicendo che avrei dovuto reagire. In fondo, quanto peggio sarei potuto essere?”[…]

Dietro le quinte di Hellraiser film 1987

Quindi, ad appena un anno da The Hellbound Heart, con appena 900.000 dollari sganciati dalla New World Pictures, arriviamo al primo film della saga, scritto e diretto dallo stesso Barker. Al di là che fu un clamoroso successo, incassando all’incirca una quindicina di milioni, libro e film differiscono di pochissimo. Fatta eccezione per alcuni, ma significativi dettagli.

[…]Giudicarne il sesso gli era impossibile. Gli indumenti, alcuni dei quali cuciti alla e nella sua pelle, ne nascondevano le intimità e nulla nella risonanza della sua voce o nei lineamenti volutamente sfigurati, offriva il minimo indizio.” – “La sua voce era diversa, leggera e alitata, la voce di una fanciulla eccitata. Un fitto reticolo gli tatuava per intero la testa e a ogni intersezione degli assi orizzontali e verticali uno spillo ingioiellato gli penetrava nell’osso. Allo stesso modo aveva decorata la lingua. – Sai almeno chi siamo? – chiese”.[…]

Questa è praticamente la prima apparizione di quello che in seguito i fan chiameranno Pinhead. Sostanzialmente, piccole differenze estetiche e di focus della diegesi a parte, Spillo originariamente non ha un nome. Tanto meno un ruolo di rilievo rispetto agli altri tre cenobiti. Nel film invece, viene indicato nei credits come “lead cenobite” e gli viene conferita una certa importanza rispetto agli altri, a cui impartisce perfino ordini.

  • Hellbound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno (Hellbound: Hellraiser II – 1989)

Hellbound: Hellraiser 2 film poster

Passano un paio d’anni dal primo Hellraiser. Come detto, il film fu un successo; tale che manco Barker effettivamente si sarebbe aspettato, ma che giustificò la produzione di un seguito: Hellbound: Hellraiser II. L’unico problema, è che proprio con questo film inizieranno i problemi della saga. Le differenze fra il romanzo The Hellbound Heart e il film Hellraiser, seppur minime, sono comunque piuttosto marcate.

Nel romanzo, i cenobiti non sono guidati da Pinhead come si lascia intendere nel film. Bensì, da un quinto essere denominato Ingegnere. Il quale, appare nel film al culmine del climax come una mostruosa, beh… specie di sanguisuga che esce dal cubo. In realtà, la sua descrizione originale è quella di un essere umanoide, fatto di pura energia. Il cui compito, è proteggere il cubo, ovvero il passaggio fra il nostro mondo e la dimensione dei cenobiti. Inoltre, sempre nel film, il cenobita Butterball (il grassone con gli occhialini) dovrebbe essere morto. Invece, in Hellraiser II ce lo troviamo davanti come se nulla fosse successo.

  • Hellraiser (Epic Comics -1989)

Hellraiser epic comics 1989

Personalmente, non credo che Clive Barker sia immune al fascino del dio denaro. Ché da qui in poi, è partita la fase di mungitura matta e disperatissima. Strizzando le tettine di Hellraiser come se non ci fosse un domani. Innanzitutto, per questa seconda pellicola, Clive Barker passa al ruolo di produttore e supervisore della storia. Realizzata dallo scrittore Peter Atkins, che si occuperà di scrivere successivamente anche le sceneggiature del III° e IV° film.

Nella storia di Atkins, Kirsty Cotton, la protagonista del primo film, salvatasi dai cenobiti (con cui aveva stretto un patto, la sua anima per quella di Frank) viene ricoverata in clinica. Il direttore dell’istituto, il Dr. Channard, colui che dovrebbe curarla, in realtà sono anni che colleziona oggetti relativi alla Configurazione del Lamento. Ossessionato da tutto ciò che riguarda i cenobiti, nel corso del film, Channard riesce nei suoi intenti: entrare ne Il Labirinto e incontrare l’entità denominata Leviathan.

Hellraiser Leviathan, Lord of The Labyrinth

Ora, qual è il punto? Semplicemente che l’ossatura principale di Hellbound: Hellraiser II, è basata sulla serie a fumetti Hellaraiser della Epic Comics. Serie che del resto, andrà avanti per cinque anni, dal ’88 al ’93, e scritta dallo stesso Barker in collaborazione con altri scrittori. Sostanzialmente, la storia divenuta canonica, si discosta dal romanzo (e di conseguenza dal primo film) concentrandosi maggiormente su Pinhead. Un tempo umano, era conosciuto come il capitano Elliot Spencer, veterano della prima guerra mondiale, che risolse il rebus del cubo diventando l’apostolo del Culto di Gash. Ovvero l’ordine dei cenobiti servitori di Leviathan, una specie di dio che dimora nella dimensione chiamata Labirinto. Una sorta di inferno, fondamentalmente.

Hellraiser saga Hellbound Hellraiser II dr. Channard

Nel film, a un certo punto della storia Pinhead e gli altri cenobiti si ribellano a Leviathan. Si schierano dalla parte di Kirsty e si mettono contro il rinato Channard. Quest’ultimo però, è troppo forte e gli fa pure il proverbiale culo a capanna. Ora, tutto questo è molto bello, certo. Crea il giusto pathos nella storia, sicuramente. L’unico problema, è perché succede tutto questo?

Del tipo, perché Channard è così forte rispetto agli altri cenobiti? La risposta è che quest’ultimo è connesso direttamente al dio Leviathan. Eh… è perché? Cioè, non so se si è capito ma, qui ci si annega nei perché. Naturalmente, tutto ciò è stato grazie a Barker che decise di sviluppare questa sorta di universo espanso, nei fumetti. Ciò nondimeno, nel film in cui queste sono solo informazioni abbozzate vagamente, io spettatore in che modo dovrei arrivarci? Sia chiaro, questo non è che vada a inficiare sulla qualità del film in sé, che resta un buon prodotto. Però… comincia a crearsi ‘na certa confusione.

  • Book of the Damned: A Hellraiser Companion (Epic Comics – 1991)

Clive Barker's Book of the Damned: A Hellraiser Companion

Ricapitolando n’attimo, in appena cinque anni, dal 1986 al 1991, ci troviamo con un romanzo (Schiavi dell’Inferno). Due film (Hellraiser e Hellbound: Hellraiser II) che si discostano sempre più, non solo l’uno dall’altro, ma anche dal romanzo originale. Nonché, una serie a fumetti (Hellraiser) che espande tutto ciò, andandosene per conto suo.

Giusto perché così stavamo scarsi, nel ’91 parte questa miniserie in quattro volumi, usciti fino al ’93. Sostanzialmente si trattava al più di storie auto-conclusive, perciò nulla di eclatante in fondo. Le cose migliori comunque, rimangono le copertine e i disegni di Simon Bisley. A ogni modo, la lunga marcia della marchetta è ben lungi dal fermarsi.

  • Hellraiser vs. Nightbreed – Jihad (Epic Comics – 1991)

Hellraiser vs. Nightbreed - Jihad

Per capire n’attimo la situazione che sta iniziando a profilarsi, è necessario fare un piccolo passo indietro. Hellraiser, non è stato l’unico prodotto di successo nato dalla penna di Clive Barker. Infatti, la sua seconda opera di maggior successo commerciale, fu il romanzo Cabal. Pubblicato nel ’88 (due anni dopo Schiavi dell’Inferno e quindi, l’anno successivo a Hellraiser), nel 1990 divenne anch’esso un film.

Clive barker Nightbreed

Conosciuto in America come Nightbreed, qui da noi è arrivato col titolo originale del romanzo. Effettivamente, ci sarebbero un’infinità di cose da dire in merito. Come il movimento Occupy Midian, per esempio. Ma non è questo il momento, ché s’aprirebbe ‘na parentesi troppo grande. Facciamo che magari, ‘sto argomento lo vediamo in un’altra occasione.

Tornando a noi, ‘sto film, Cabal o Nightbreed come volete chiamarlo voi, venne scritto e diretto proprio da Barker in persona. E anche se all’uscita fu un considerevole floppone (per determinati motivi), sta di fatto comunque, che anche in questo caso il mercato venne seppellito da una valanga di merchandising vario. Tra cui, le immancabili serie a fumetti con addirittura serie crossover come questa, Hellraiser vs. Nightbreed – Jihad. Qual è il punto che emerge da tutto questo? Semplice: che ormai Barker non ha più il controllo delle sue creature.

  • Hellraiser III – Inferno sulla città (Hellraiser III: Hell on Earth – 1992)

Hellraiser saga hellraiser 3

Il 1992, molto probabilmente fu l’apice, il periodo aureo dei cenobiti. Tra ennemila serie a fumetti e merchandising vario, al cinema approda il terzo capitolo della saga, Hellraiser III – Inferno sulla città. Ma qualcosa di nefasto sta affacciandosi all’orizzonte: l’uragano pernacchia è in procinto d’abbattersi e spazzare via tutto.

In poche parole, in questo capitolo (scritto da Peter Atkins con Clive Barker in veste di “supervisore”) dopo lo scontro con Channard, vediamo Pinhead scindersi in due distinte entità. Da un lato, il suo precedente io umano, il capitano Elliot Spencer, finito in una specie di limbo. Dall’altro, quella che potremmo definire l’essenza del cenobita Pinhead, intrappolato assieme alla Configurazione del Lamento in una colonna denominata Pilastro delle Anime.

Quest’ultimo, finisce nelle mani di un criminale da due soldi, J.P. Monroe, proprietario del nightclub The Boiler Room. Il quale, ovviamente, finirà per risvegliare Pinhead che a forza di vittime su vittime, acquista la forza necessaria per uscire dal pilastro. Nel frattempo, il giornalista Joey e l’amica Terri cercando di far luce sulle misteriose sparizioni, arrivano a imbattersi nel night di J.P. Monroe e in Pinhead. Naturalmente, su carta la cosa è anche carina come soggetto. Purtroppo però, la Miramax che al secolo acquistò i diritti, la vedeva tutta in un altro modo.

  • Pinhead  (Epic Comics – 1993)

Hellraiser saga pinhead epic comics 1993

Hellraiser III, seppur piacevole e tecnicamente superiore per via di un budget più alto, comunque incassò meno dei precedenti film. Anche se, di fondo, i cenobiti restano concettualmente affascinanti, molto di quel fascino viene mandato all’aceto. In favore di un prodotto, che fosse più in linea coi tempi. Rendendo così il terzo film, fin troppo simile al mare di opere dozzinali di quel periodo, che a stento si distinguevano l’una dall’altra.

Ma come detto, ormai Clive Barker il controllo l’aveva perso. Non del tutto, ma quasi. In veste di supervisore, provò pure a darlo qualche suggerimento, in virtù del suo ruolo. Aiutato da Peter Atkins, buttò giù una prima bozza, in cui s’ipotizzava di far risalire la Configurazione del Lamento, addirittura al periodo egizio. Giocandosela poi, con una miscellanea di temi, tipo quello delle piramidi allineate alle stelle, dimensioni parallele, le quali poi sarebbero state alcune delle tante che compongono l’inferno, e via dicendo.

Hellraiser saga hellraiser 3

Anche la manfrina del Pilastro delle Anime, avrebbe dovuto avere molta più importanza. In cui si diceva fosse stata costruita una cattedrale sopra di esso per contenere il male, e tutte ‘ste cose qua. Solo che alla fine, i produttori di tutta risposta: “Grazie, ma no grazie Mr. Barker. Prenderemo in considerazione le sue idee e le faremo sapere. Nel frattempo quella è la porta, arrivederci e grazie”.

Quindi, vista e considerata la situazione, Barker per fatti suoi si dedica ai testi dei fumetti. Perciò, così, tanto per fare un po’ di cagnara in più che non guasta mai, nel 1991 parte Pinhead. Nella precedente (e ancora in corso) serie Hellraiser, s’era abbracciata, ampliata e data per canonica la storia su cui poi si basava il secondo film, ok? Pinhead in realtà l’ex capitano Spencer, Il Labirinto, il dio Leviathan e via dicendo. In questa miniserie in sei volumi invece, Pinhead viene raffigurato come una reincarnazione del dio azteco Xipe-Totec. Che tradotto, ha l’incantevole significato di nostro signore lo scorticato.

  • Clive Barker’s Hellbreed (Epic Comics -1994)

Hellraiser saga film hellbreed

A ogni modo, il trend della serie stava, anzi, era irrimediabilmente cambiato. Lo spirito dell’opera, in sé, ciò che era nato con Schiavi dell’Inferno, ormai era quasi venuto del tutto a mancare. Senza produttori che volevano cacciare il soldo e Barker impegnato qui e là in mille cose diverse, si continuava a battere la strada dell’arte sequenziale. Con adattamenti, serie di varia natura e finanche rasentare l’assurdo con miniserie-contenitore-fusion delle opere Barkiane. Una specie di all-u-can-eat dell’ignoranza, che cannibalizzava qualunque cosa capitasse a tiro, andato avanti senza sosta fino al ’96.

Hellraiser saga hellraiser 3

Hellraiser III, di suo, cambiò profondamente il senso di quello che creò Barker con i cenobiti: esseri amorali, distaccati, slegati da ogni concetto di questo modo. Personaggi misteriosi e affascinanti, dalla natura ambigua su cui nulla si sapeva, s’erano trasformati nelle ennesime macchiette di turno. Buone giusto per dare a campare gli fx artist.

Pinhead stesso, viene spogliato e messo in scena come un Freddy Krueger qualunque. Un Prof senza il suo Mignolo, che tra ‘na battutina e l’altra, prova a fare ciò che fa ogni sera: tentare di conquistare il mondo. Niente di più lontano da ciò che era in origine.

Come se non bastasse, al di là del contentino dato a Clive Barker, perché oh, la Miramax aveva tenuto in altissima considerazione il suo parere, eh. Infatti, tutta la storia e l’approfondimento riguardo il Pilastro delle Anime sotto la cattedrale, viene riassunto con la famosa scena di Pinhead che spara due cazzata nella chiesa. Scherzi, questo sì che è rispetto, oh.

In ogni caso, a parte questo, il regista di Hellraiser III sarebbe dovuto essere Peter Atkins. Peccato che alla fine, gli venne preferito Tony Randel. Perché, insomma, c’aveva più esperienza. Difatti, Randel fino a quel momento aveva già girato una fantasticifra di film. Tipo una roba che… niente. Uno solo: Hellbound: Hellraiser II. Però, in compenso migliora, eh. Infatti, pochi anni più tardi la carriera di Randel, sarebbe decollata. Grazie a uno di quei film bellissimi e indimenticabili: Fist of the North Star. Il film live action di Ken il guerriero con Gary Daniels. Per la serie Spielberg, spostati. E subito, anche.

  • Hellraiser – La stirpe maledetta (Hellraiser: Bloodline – 1996)

Hellraiser saga Bloodline

Con Hellraiser – La stirpe maledetta, quarto film della saga, arriviamo direttamente alla linea di partenza della fine. Solo che, siccome molto presumibilmente stavolta me la sono tirata veramente troppo per le lunghe, facciamo che questo (e il resto di Hellraiser) ce lo vediamo n’altra volta, ok?

Ebbene, con questo direi che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

Hellraiser saga

Summary
Article Name
Hellraiser saga: schiavi dell'inferno
Description
Un approfondimento sulla saga di Hellraiser, creata da Clive Barker.
Author
Publisher Name
Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Hellraiser saga: schiavi dell’inferno”

  1. secondo me spostarsi così tanto dalla linea originale e cercare di spremere il brand in questo modo è sempre improduttivo e sminuente nei confronti dell’opera e dell’idea iniziale. anche hellraiser non fa eccezione

    1. Infatti, la storia si ripete in continuazione: Alien, Terminator, Jurassic Park e tutta n’altra valanga di film che è inutile citare. Posso capire il seguito, questo sì. Ma che porti un qualche tipo (qualunque esso sia) di valore aggiunto alla storia, però. Altrimenti, è solo un inutile tentativo di battere cassa sfruttando il nome famoso.

Rispondi