Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Grano rosso sangue (Children of the Corn)

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984, tratto dal racconto I figli del grano di Stephen King. Il racconto, uno dei più vecchi tra l’altro, venne pubblicato per la prima volta nel 1977 su Penthouse. Più o meno un annetto dopo, I figli del grano, insieme a molti altri come Quitters, Inc., Camion e Il compressore (da cui poi sono stati tratti rispettivamente i film L’occhio del Gatto, Brivido e The Mangler) venne inserito nell’antologia A volte ritornano.

Ora, questo è tutto molto bello, tutto molto interessante sicuramente. Però, pensandoci n’attimo, ‘sta cosa fa sorgere un grosso dubbio: perché le storie di Stephen King al cinema, non riescono ad avere la stessa fortuna che hanno su carta? Cioè, perché in un modo funzionano e nell’altro no?

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Grano rosso sangue inizia col piccolo Job che, in un elegante spiegone molesto, ci parla di Gatlin. Piccola città rurale costruita a ridosso fra il niente e il niente, che vede la sua fonte di sostentamento nell’agricoltura. Principalmente del mais. Perciò, è lecito il fatto che l’intera città sia circondata da campi di grano a perdita d’occhio. Tuttavia, succede che un anno, il raccolto con il conseguente guadagno, è andato tutto all’aceto. Perciò, presa coscienza della situazione piuttosto grave, gli abitanti corrono ai ripari.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Ovviamente, nel modo più equilibrato e ragionevole possibile: pregare un dio pagano affinché conceda loro un raccolto abbondante.  A ‘sto punto, fa la sua comparsa Isaac (John Franklin). Un ragazzino (non è vero, dopo vi spiego il perché) a capo di una setta di giovani adepti a uno strano culto, il cui credo è incentrato sull’adorazione di “Colui che cammina fra i filari”.

Il pippone naturalmente non si ferma, continuando su come Isaac, alla testa del culto, professando bizzarri rituali, plagia ben bene tutti i ragazzini di Gatlin. I quali, insorgono coi loro attrezzi agricoli e massacrano tutti gli abitanti adulti. Questo perché, uno dei dogmi fondamentali di “Colui che cammina fra i filari” è che i suoi adoratori non vadano oltre i diciannove anni d’età.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Finalmente, terminata la filippica, facciamo un salto avanti di tre anni e conosciamo Burt (Peter Horton) neo-laureato in medicina, e Vicky (Linda “Sarah Connor” Hamilton). Coppietta di giovani yuppie che si prepara a trasferirsi a Seattle, dove Burt inizierà il suo nuovo lavoro. Malauguratamente, mentre i due attraversano il Nebraska, arrivano proprio nei pressi di Gatlin. Lì, sulla strada che porta in città, distratti fra bagordi e gozzovigli che stavano a fa’ in macchina, falciano in pieno un ragazzino.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

In realtà, quello che non sapevano è che il ragazzino che Burt ha messo sotto coll’auto era già morto. Ucciso per aver provato a fuggire e abbandonare il culto, e il suo cadavere era stato lasciato in mezzo alla strada. Tuttavia, siamo in un film degli anni ’80, giusto? Perciò, Burt e Vicky fanno la cosa più giusta da fare in casi del genere: caricano il cadavere nel portabagagli e si dirigono proprio verso Gatlin, sperando che qualcuno possa aiutarli.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Avvicinandosi al paese, la coppia s’imbatte in una stazione di servizio gestita da un anziano. Il quale, sotto il giogo di Isaac, è l’unico adulto rimasto in vita e costretto a fare, come dire… tipo il “bidello” della città. Infatti, il suo compito è fuorviare tutti quelli che potrebbero arrivare a Gatlin.

Ecco, ora c’è un punto in questa cosa che non m’è chiarissimo. Perché favorire cose come ennemila ore di spiegone inutile, per poi ripiegare su sequenze come questa per allungare il brodo? Mi spiego meglio: nonostante il vecchio faccia il suo compito come ordinato (come avrà fatto dall’inizio della storia a questa parte, del resto) comunque poi viene ucciso dai bambini. Senza motivo.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Fondamentalmente, la backstory di Grano rosso sangue, è qualcosa di sviluppabile in molti modi. Modi di sicuro più efficaci. Per esempio, avrebbe avuto molto più effetto se rivelata poco alla volta, con l’avanzare dei protagonisti. In modo tale da aumentare il senso d’immedesimazione degli spettatori, inconsapevoli di quanto stia accadendo proprio come Vicky e Burt.

Invece no. Meglio eliminare sin da subito qualsiasi sorpresa. Spiegare ben bene tutto quello che è successo, e poi fiaccare tutto il film di sequenze pesanti e relativamente inutili. Comunque sia, una volta arrivati in città, Burt e Vicky scoprono che il paese è deserto. Perciò, come ogni cristiano sano di mente farebbe, anziché andarsene si barcamenano alla disperata ricerca di un telefono per ore.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Alla fine della fiera, dopo essersi imbattuti proprio nel piccolo Job e sua sorella, entrambi desiderosi di fuggire da Gatlin, Isaac e il suo culto, finalmente Grano rosso sangue entra nel vivo di quello che dovrebbe essere un pallido tentativo d’intreccio. I bambini incattiviti rapiscono Vicky per sacrificarla, Burt alla riscossa che prova ad andare al salvataggio. C’è persino ‘na specie di sottotrama con Isaac e il suo braccio destro, Malachia (Courtney Gains), che prova a dar vita a ‘na specie di colpo di stato.

A ‘sto punto, non credo ci sia bisogno di andare oltre, perciò il classico Domandone: com’è Grano rosso sangue?

Premessa: lo sapete che pure con roba vecchia come il mondo, non parlo mai dei finali. A parte rari casi. E Grano rosso sangue è uno di questi. Perciò, visto che siamo nella pussyfication era, meglio specificare. Anche se, non so quanto sia giusto parlare di “spoiler” nel farlo con roba che c’ha tipo più di trent’anni sul groppone, ma tant’è.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

A ogni modo, tornando al punto della situazione, il film è invecchiato male. Molto male. Senza contare poi, che non solo va per frasche prendendo una distanza siderale da quello ch’era il romanzo originale. Per di più, ne stravolge completamente il senso. Facciamo però che andiamo con ordine, e proviamo a riassumere la cosa in pochi, semplici punti.

1°) Tanto per cominciare, Grano rosso sangue è a grandi linee un romanzo breve. Nel quale, Burt e Vicky non sono una coppietta felice che si sta trasferendo per lavoro. In realtà, i due stanno in crisi sul filo della pernacchia a rischio sputo. Il viaggio lo stanno intraprendendo per andare in terapia di coppia.

2°) L’incidente col cadavere del ragazzino e il relativo arrivo a Gatlin è il medesimo in entrambe le versioni. Salvo il fatto che, la reazione di Vicky è decisamente più credibile. Resasi perfettamente conto del fatto che ci sia qualcosa di strano, terrorizzata prega Burt di andare via. Burt però è un rincoglionito, litiga come al solito e lascia Vicky in macchina continuando a esplorare la città.

3°) Nel film alla fine i due si salvano, lasciano Gatlin e per di più, si portano appresso pure Job e la sorellina. Nel romanzo invece, la vicenda è simile fino allo snodo in cui Vicky viene rapita. Dopodiché:
A) Vicky fa la fine di tutti gli altri abitanti del paese, sacrificata al dio pagano che i ragazzi adorano.
B) Burt viene ucciso proprio dalla creatura che viene definita “Colui che cammina fra i filari”.

Grano rosso sangue (Children of the Corn) è un film del 1984 diretto da Fritz Kiersch, tratto dal racconto I figli del grano contenuto nella raccolta A volte ritornano

Ora, all’inizio mi chiedevo com’è che Grano rosso sangue, così come la maggior parte delle opere di Stephen King, nel passaggio dalla carta allo schermo, non funzionino quasi mai. Capiamoci, dopotutto lo ripeto in continuazione: media diversi significa linguaggi diversi. Naturale che ci siano strutture, regole e, sopratutto, tempi narrativi diversissimi fra racconto scritto e racconto visivo. Perciò, non è il caso di sottolineare la palese ovvietà.

Oltretutto, è ancor più ovvio il bisogno di apportare le necessarie modifiche, a seconda, affinché la diegesi scorra lineare. Però, questo è un conto, ok? Stravolgere il tutto n’è un altro. A essere onesti, Grano rosso sangue non è tutto da buttare. Sì, sicuramente è ignorante forte, così come colmo di sequenze inutili e tutte quelle idiosincrasie tipiche dei film di quegli anni. Ma in fondo, alcune cose bisogna ammettere che sono molto azzeccate. Vedi il personaggio di Isaac per esempio.

Ah, tra parentesi, come dicevo all’inizio, l’attore che interpreta Isaac, John Franklin, all’epoca del film aveva la bellezza di venticinque anni. Il suo aspetto da dodicenne, è dovuto a una di quelle strane patologie legate all’ormone della crescita, che nonostante la vera età lo fanno sembrare un bambino.

Comunque, al di là di questo resta il fatto che il racconto di King è del ’77 e con tutti i suoi quasi quarant’anni sul groppone, resta godibile e incredibilmente attuale. Visti anche i temi che tratta di sponda, come il fanatismo o quello delle sette tanto per dire. Anche perché, ricordiamoci che solo l’anno prima, ci fu la strage di Jonestown. Che per chi non lo sapesse, si trattava di una setta di fanatici religiosi fondata dal pastore Jim Jones. Che alla fine, in pieno delirio, trasformò un suicidio di massa rituale in un massacro in cui morirono quasi mille persone.

Il film invece, butta tutto al risciacquo forzato: la vera forza della fede, nessun accenno al matrimonio fallito dei protagonisti, un lieto fine oltremodo stonato e in netta contrapposizione al romanzo. Più o meno, vale la stessa cosa che dicevo anche nelle due righe su IT: la stragrande maggioranze delle opere di Stephen King è inadattabile. Perché King è bravo a scrivere. Ma a scrivere tanto, però. I suoi romanzi, sono stracolmi di dettagli e descrizioni. I suoi romanzi sono così apprezzati, per via di questo suo approccio omnidimensionale, in cui di solito, la “storia dell’orrore”, è semplicemente un aspetto superficiale.

In questo senso, Grano rosso sangue con le sue atmosfere lovecraftiane, di certo non è un’opera complessa e articolata come IT, questo no. Ma comunque c’ha indubbiamente i suoi momenti. Invece il film è… fiacco. Fatto quasi a tirar via. Fondamentalmente, i creepy children sono un tema abbastanza sfruttato fin dagli anni ’50. Vedi, che so Il giglio nero (The Bad Seed) del 1956 oppure Il villaggio dei dannati del 1960, tanto per dirne un paio.

Di conseguenza, Grano rosso sangue non apporta e non aggiunge niente al genere. Anzi. A ‘sto punto, la domanda sorge spontanea: perché prendere e rimaneggiare una storia valida, funzionante, adattabile, che riesce addirittura a sopravvivere allo scorrere del tempo, in favore di una carrellata di va be’?

 

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

 

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Grano rosso sangue
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

One thought to “Grano rosso sangue (Children of the Corn)”

  1. mi sono sempre riproposto di leggere il romanzo ma non ne ho mai avuto il tempo, il film l’ho trovato abbastanza lento e noioso, nonostante abbia comunque il suo perchè. l’atmosfera anni 80 si sente, tanto basta per buttargli l’occhio

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