giochi da tavolo

Giochi da Tavolo anni ’90 – L’intrattenimento sociale dell’era analogica

Ok, parliamo di giochi da tavolo. Nella fattispecie, giochi da tavolo anni ’90. Molto sinceramente, ‘sto sclero m’è salito quando pensandoci un attimino, ho capito che ormai, nonostante il rifiuto verso l’accettazione della situazione, mi son dovuto arrendere all’ineluttabilità dei fatti. Ovvero che i giochi da tavolo sono robe diventate inevitabilmente, tremendamente desuete. Paccottiglia vecchia che quasi più nessuno si fila manco di striscio, insomma.

Come diceva il colonnello Kurtz, l’orrore. L’orrore! L’orrore di rendermi conto che ciò che considero parte del mio recente passato, in realtà è anticaglia. Così, tanto per capirci, una breve storia triste:

Qualche tempo fa, un collega di lavoro si porta appresso il figlio in ufficio. Il ragazzino, sui dodici, tredici anni circa, durante la pausa mi fa una domanda. Rispondo facendo un’analogia: «Beh, c’hai presente Forza 4? È una cosa più o meno simile». La risposta mi agghiacciò. Letteralmente.
L’ imberbe impudente, fissandomi come uno stocco sotto sale per qualche secondo, se ne esce con: «No. Che cos’è?»

Cioè, non voglio dire, ma com’è possibile che non conosci quello stramaledettissimo Forza 4? Sopratutto però, come osi farmi sentire vecchio, maledizione. Comunque sia, al di là di quella risposta che su di me c’ha avuto l’effetto di un colpo di cannone, ho deciso che oggi andiamo a buttarci l’occhio su alcuni giochi da tavolo degli anni ’90 che più hanno infognato la mia pubertà.

 

  • Mutant Chronicles

Mutant Chronicles

Prima che un branco di gnu alcolizzati avesse la brillante idea di farne uno schifo di film, verso i primissimi anni novanta Mutant Chronicles fu uno di quei giochi da tavolo che ti fanno sclerare malamente. Da noi, fu la Hobby & Work che iniziò a tradurre e importare i primi set base e alcune delle prime espansioni; e ricordo che sin da subito ‘sto gioco, con le sue storie e la sua ambientazione techno-fantasy, mi prese malissimo. E visto che ancora oggi ne sono molto affascinato, ci buttiamo n’attimo l’occhio ma senza però scendere troppo nel dettagliatissimo.

Dunque, la storia prevedeva che a un certo punto, il mondo così come lo conosciamo, attorno il XXIII° secolo subì dei drastici cambiamenti. Concetti come “Stato”, “Nazione” e appartenenza etnica vennero meno. Così, successivamente sorsero le “Megacorporazioni”, inizialmente in quattro ma a cui si aggiunsero in seguito altri due gruppi, che in sostanza, si spartivano il mondo e i suoi abitanti. In pratica si nasceva nella corporazione, si lavorava e si viveva nella corporazione, si moriva nella corporazione. In effetti, queste “super-società” erano dei veri e propri micromondi a sé.

Giochi da tavolo

A ogni modo, a un certo punto le risorse del pianeta, a causa dello sfruttamento massivo, si esaurirono. Perciò si andò inevitabilmente incontro alla guerra. Cosicché, prima di arrivare all’estinzione di massa del genere umano, le Megacorporazioni si lanciarono alla conquista dello spazio e alla colonizzazione dei pianeti. Ecco, per sommi capi questo è il setting, quindi, adesso facciamo n’attimo ‘na panoramica generale delle fazioni che avevamo a disposizione:

 

  •  Capitol

Mutant Chronicles

  •  Bauhaus

giochi da tavolo

  •  Mishima

giochi da tavolo

  •  Imperial

giochi da tavolo

 

Queste suddette, erano le prime quattro Megacorporazioni originali. Naturalmente, il fatto che sulla Terra si fossero deposte le armi, non significava che la corsa per accaparrarsi i pianeti del sistema solare fu senza spargimenti di sangue, eh. Anzi. Infatti, durante il periodo delle colonizzazioni planetarie, gli Imperiali si guadagnarono l’appellativo di “fazione dannata”. Assetati di potere e spinti dall’accecante brama di supremazia sulle altre Megacorporazioni, si spinsero oltre Plutone, fino ai confini esterni del Sistema Solare.

Qui scoprirono un altro pianeta, “Nero”. Quel che ignoravano però, è che Nero era in realtà dimora e prigione di un male antico quanto l’universo: “L’Oscura Simmetria”. Che, inconsapevolmente liberata dagli imperiali, diede vita a un esercito di non-morti, necromutanti e demoni chiamato Oscura Legione, guidato dagli apostoli del male, che dilagò in tutto l’universo cercando di distruggere l’umanità.

Grazie a ciò, a te giocatore venivano messi a disposizione, come detto, altri due gruppi fra cui scegliere per giocare. Ovvero:

  • Cybertronic

giochi da tavolo

La Megacorporazione più giovane e forse più schifata persino degli Imperiali, visto che tutti gli altri la vedono come una specie di copertura con cui L’Oscura Legione tenta d’infiltrarsi fra gli uomini.

  • Fratellanza

giochi da tavolo

‘Na specie di ordine ecclesistico, tipo grande chiesa universale, nata con lo scopo di purificare il male dall’universo.

Dulcis in fundo, al di là delle Megacorporazioni e della fratellanza, si poteva scegliere di giocare anche nel ruolo de L’Oscura Legione.

giochi da tavolo

Ora sinceramente, per quanto all’epoca mi piacesse giocarci, ad oggi ovviamente non ricordo le regole né tanto meno come si svolgeva una partita nel dettaglio, però posso dirvi che il tutto era composto da un play set, carte da gioco e miniature.
Tremendamente infognante. Un po’ costosello il tutto, sì. Magari un po’ “complicato” certo; ma comunque tremendamente infognante. Inoltre, tutta ‘sta pappardella diede vita a romanzi, fumetti e merchandising vario collaterale nato nel corso degli anni.

 

  • Atmosfear (NIGHTMARE)

 

giochi da tavolo

Sempre dai più bui e reconditi recessi degli anni novanta, ecco che nei primissimi anni di quel decennio, fece la sua comparsa “Atmosfear”. A differenza del precedente “Mutant Chronicles”, di matrice prepotentemente ruolistica, questo era uno di quei giochi da tavolo di stampo più tradizionale.

La sua particolarità, consisteva nel suo essere, diciamo… “interattivo”, ecco. In sostanza, dallo scatolo oltre al set composto dal classico tabellone, carte e via dicendo, usciva anche una vhs (oddio!) in cui c’era un attore che interpretava, il “master”: scandiva i ritmi di gioco, dava e cambiava regole in partita, assegnava penalità e via discorrendo.

La partita dunque si svolgeva vedendo i giocatori contro questa sorta di “entità”, in cui si aveva all’incirca un’ora di tempo (la durata del video) per concludere il gioco. Questa in alto è la prima versione del “primo capitolo” . Infatti, in tempi più recenti è stata realizzata una versione moderna con effetti speciali più decenti, siccome il master durante la partita subiva alcune trasformazioni man mano sempre più grottesche. Poi nuovi attori e un look base un po’ più curato degli oggetti di gioco. Al di là di questo, sostanzialmente il tutto resta uguale.

Da quello che so comunque, di questo gioco ci sono quattro capitoli: il primo – questo qui nelle sue due versioni – con il Guardiano della Cripta che arrivò da noi nella sua prima edizione, e altre tre che, ripeto, da quanto ne so io, non sono mai state importate. Ovvero:

  • Baron Samedi lo Zombie

Giochi da tavolo

  •  Anne De Chantraine la Strega

Giochi da tavolo

  • Elizabeth Bathory la Vampira

Giochi da tavolo
Peccato che questi altri non ci siano, perché mi piacerebbe giocarci. Comunque la nuova edizione del primo capitolo c’è in italiano. Appena mi capiterà, l’acquisterò.

 

  •  BRIVIDO

giochi da tavolo

Ok. Con questo facciamo un piccolo salto all’indietro, verso l’inizio della seconda metà degli anni ottanta. Questo fu uno dei miei primissimi giochi da tavolo, che si palleggiava i pomeriggi col glorioso Atari 2600, quello fatto in pura radica di pezzenteria. Ammetto che, ovviamente chi stracazzo si ricorda come si giocava, però ricordo ancora la pubblicità.

Comunque sia, questo gioco qui, in tutta la sua gloria, ci venne offerto da MB, che lo importò verso il 1985. In pratica non era altro che un semplice gioco di percorso, che vedeva vincere chi per primo fosse arrivato alla fine delle caselle. Tutto sommato un giochillo alquanto semplice. Il bello del gioco però era che in sé, oltre alla “tridimensionalità” del puro cartone lavorato ad arte, questo veniva ben sfruttato: infatti, c’erano “trappole”, trabocchetti, pareti finte, e tutta una serie di queste cosettine qui, che erano veramente sfiziose.

giochi da tavolo

Inoltre, da quello che poi seppi molti anni dopo, “Brivido” non era altro che l’ennesima versione di un gioco molto più vecchio, risalente agli anni settanta: vale a dire “Castello Incantato”. Di questo suddetto Castello, ne vennero realizzate ennemila versioni, tra cui Brivido appunto, e addirittura una versione dedicata ai Ghostbusters.

Alla fine della fiera, erano tutte varianti del medesimo gioco. Almeno da quello che ho letto in giro. Anche perché, a parte Brivido, questi e/o altre eventuali varianti del gioco, compresa quella dei Ghostbusters, non le ho mai avute o giocate.

 

  • Tavola Ouija

Voglio concludere con uno fra i giochi da tavolo più assurdi di sempre: la tavola Ouija. Devo dire che in realtà, personalmente non c’ho mai giocato perché… beh sì, insomma so’ un tipo superstizioso. Però devo anche ammettere che da ragazzino, ne ero abbastanza affascinato.

A ogni modo, dopo il Monopoli, pare strano ma la tavola Ouija è il gioco da tavolo più venduto di tutti i tempi. Ora, innanzitutto a favore di tutti quelli là fuori che si lanciano in ardimentose quanto assurde pronunce, il nome si legge “UI-IA” perché altro non è che l’accostamento del “sì” affermazione in francese (oui) e tedesco (ja). Ok? Ok. Tornando a noi, il gioco nasce e viene brevettato nel 1891 da Charles Kennard ed Elia Bond e da tanto la tavola Ouija è sempre stata venduta e pubblicizzata come semplice gioco. Inizialmente veniva prodotta dalla Kennard fin quando un paio d’anni più tardi, nel 1893, tutta la baracca non venne acquistata da William Fuld.

Da tanto in poi, fino agli anni ’60, il gioco è sempre stato in produzione. Si arriva così nel 1967 quando i diritti vengono acquistati dalla Parker Brothers per sei milioni di paper-dollari e la Ouija prodotta in tre versioni differenti, con una stima di mezzo milioni di tavole vendute all’anno. Comunque sia, nonostante la Ouija fosse un semplice gioco, pensato principalmente per essere giocato insieme da maschi e femmine a mo’ di gioco della bottiglia, a un certo punto so’ cicciate fuori tutte quelle insistenti manfrine su presunte proprietà esoteriche della tavola e robe simili, tanto che nei tardi anni sessanta, il vicepresidente della Parker Randolph Barton, in un’intervista disse:

“Noi non sosteniamo certo che la tavola Ouija abbia dei poteri… ma in effetti qualcosa di strano c’è”.

A mio avviso? Un genio del marketing. Ah, dimenticavo: la tavola è ancora prodotta e venduta, attualmente da Hasbro.

Bene e con questo direi che anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

 

Summary
Giochi da Tavolo anni '90 -   L'intrattenimento sociale dell'era analogica
Article Name
Giochi da Tavolo anni '90 - L'intrattenimento sociale dell'era analogica
Description
Una piccola carrellata di vecchi giochi da tavolo.
Author
Publisher Name
Il Sotterraneo del Retronauta
Publisher Logo

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Giochi da Tavolo anni ’90 – L’intrattenimento sociale dell’era analogica”

  1. non concordo con la prima affermazione, quella in cui dici che i giochi da tavolo non se li fila più nessuno. I giochi da tavolo si sono evoluti moltissimo negli anni, quasi più nessuno gioca ai giochi anni 80 e 90, le meccaniche di gioco sono diverse e molto più coinvolgenti ora. Tant’è che ne escono centinaia di titoli all’anno. In Italia forse è un mercato un po’ più di nicchia, ma nel nord europa vanno tantissimo. se butti un occhio sul sito http://www.giochisulnostrotavolo.it o sulla tana dei goblin trovi tantissimo materiale al riguardo.

    Dei giochi elencati mi ricordo solamente brivido, anche per me è stato uno dei primi giochi da tavolo ricevuti, lo possiedo ancora oggi, anche se ormai sono anni che non lo gioco più. Il suo valore è relativamente elevato, ci sono collezionisti che lo cercano e lo puoi piazzare anche a 60 euro.
    Io mi ricordo bene come si giocava, è tipo un gioco dell’oca, in cui si tirava il dado per avanzare. c’era una ruota con una freccia, da far girare a turno e in base a ciò che usciva c’era un’azione da svolgere. il clou del gioco era quando la ruota ci diceva di gettare dalla torre il teschio fosforescente. Poteva cadere in uno dei quattro scompartimenti, aleatoriamente, e una volta caduto faceva scattare la trappola relativa allo scompartimento, mettendo fuori gioco la pedina, che doveva stare ferma un turno, ripartire da un certo checkpoint e mettersi la maschera di paura sul volto. ovviamente vinceva chi arrivava in cima e chiudeva la bara dello spirito, mettendolo fuori gioco.
    Si capisce come sia un gioco per bimbi, ormai sembra banale. Ma all’epoca era un gioco spaziale, e l’atmosfera che creava faceva tutto.

    1. Aspetta, con “non se li fila più nessuno”, non intendo certo dire che ormai, i giochi da tavolo siano scomparsi del tutto, eh. Ovvio che abbiano un mercato ancora forte fra gli appassionati. Quel che intendevo, è che non hanno più tutta quella vastità di “pubblico commerciale” che avevano un venti, trent’anni fa.
      Naturalmente, il mio discorso è fatto sulla base delle mie esperienze; dove personalmente, non conosco nessuno che abbia regalato ai figli un gioco da tavolo. Bensì, solo videogames, giocattoli di varia natura e sopratutto, quell’affare tipo segway di cui non conosco il nome, che tanto va di moda.

Rispondi