Frankenstein Junior Young Frankenstein 1974

Frankenstein Junior (Young Frankenstein)

Frankenstein Junior, oltre essere uno dei miei film preferiti in assoluto, nonché il migliore di Mel Brooks, è probabilmente l’unico film ad aver detto qualcosa di nuovo su Frankenstein, dopo ‘na quarantina d’anni circa di sfruttamento massivo e incontrollato. Cerchiamo n’attimo di capirci. Il romanzo Frankenstein, o il moderno Prometeo fu scritto da Mary Shelley e pubblicato nel 1818. Giusto giusto duecento anni fa, ora che ci faccio caso.

A ogni modo, da allora, di adattamenti ce ne so’ stati a pacchi: a partire dalla, diciamo edizione definitiva del 1831, che apportava alcune modifiche alla storia. Tipo quella riguardo il personaggio di Elizabeth Lavenza, per dire. Che in entrambe le versioni è sempre la moglie di Victor Frankenstein. Solo che nell’edizione originale del ’18 era anche sua cugina. Poi ci so’ stati gli adattamenti teatrali, naturalmente, e infine con la nascita del cinema, apriti cielo che i film su Frankenstein non si contano.

Ora, la questione è molto semplice: da quel Frankenstein del 1931 diretto da James Whale e relativi seguiti La moglie di Frankenstein (1935), Il figlio di Frankenstein (1939) e Il terrore di Frankenstein (1942) che diedero vita al primo ciclo di film sulla creatura, fino al 1974 di Frankenstein Junior di Mel Brooks, come ho detto, di film tratti dal romanzo ne so’ usciti a morire. Di questi, certo non posso dire di averli visti tutti, certo; ma una buona parte, sì. E pensandoci n’attimo, c’è un, diciamo dettaglio, che distingue Frankenstein Junior da tutta ‘sta marea di film.

Frankenstein Junior castello del barone Frankenstein all'inizio del film

Innanzitutto, è interessante notare un particolare, che subito salta all’occhio di Frankenstein Junior. Ovvero, che si apre con un bel campo lungo di ‘sto lugubre castello, dipinto su fondale statico. Il che, non è cosa fatta per semplice e mera esigenza.

Frankenstein Junior bara del barone Frankenstein

A ogni modo, all’interno del maniero, qualcuno aspetta la mezzanotte accanto alla bara del Barone Von Frankenstein. Che molto umilmente bisogna dire, s’è fatto incidere nome e titolo a caratteri cubitali sulla cassa.

Frankenstein Junior bara del barone Frankenstein

All’ora esatta comunque, la bara viene aperta per recuperare quel cofanetto che il cadavere si tiene stretto, in cui ci sono le esecuzioni testamentarie da consegnare. Dopo un po’ di tira e molla con la salma e un po’ di fatica, finalmente l’affare gli viene tolto dalle manine scheletriche.

Frankenstein Junior Gene Wilder

New York, più o meno primi anni trenta. In un’aula di medicina, il giovane Dott. Frederick “Fronk-en-steen” (Gene Wilder), sta tenendo una lezione sulle funzioni del sistema nervoso centrale. A un certo punto, dopo una brillante dimostrazione, uno studente che continua a insistere sul famoso nonno del dottore, fa sclerare Frederick.

Infatti, essere il nipote di Victor Von Frankenstein, un uomo conosciuto per le sue bizzarrie e i grotteschi esperimenti sui cadaveri, è una costante umiliazione e fonte di vergogna per lui che si considera uomo di scienza.

Frankenstein Junior aula di medicina Gene Wilder e Herr Rosenthal

Terminata la lezione, si presenta a Frederick un certo Gerard Rosenthal (Richard Haydn), l’esecutore testamentario di suo nonno. Il quale, come disposto nelle sue ultime volontà, lascia tutti i suoi beni terreni al nipote. Compreso il castello in Transilvania.

Frankenstein Junior 1974 Madeline Kahn Elisabeth

Così, preso atto della cosa, salutata l’algida, fredda e vanitosissima fidanzata Elizabeth (Madeline Kahn), Frederick parte in treno, destinazione: Transilvania.

Frankenstein Junior Marty Feldman Igor

Giunto a destinazione, ad attendere Frederick c’è Igor (Marty Feldman). Gobbo, strabico e bizzarro individuo nipote dell’Igor che lavorava per Victor Frankenstein, che gli è stato assegnato come assistente personale.

Frankenstein Junior Teri Garr Inga

Inoltre, a parte il bislacco Igor, a Frederick è stata assegnata anche un’altra aiutante: la graziosa quanto non chiaro quali siano le sue mansioni, Inga (Teri Garr). Comunque, com’è come non è fatte le presentazioni i tre si dirigono al castello.

Frankenstein Junior Cloris Leachman Frau Blücher

Una volta giunto al castello, di cui adesso è proprietario, Frederick fa la conoscenza di un altro strambo personaggio: l’austera governante Frau Blücher (Cloris Leachman). La quale, a parte il fatto che ogni qualvolta viene nominato il suo nome, curiosamente, i cavalli nitriscono spaventati, sembra nascondere qualcosa.

Frankenstein Junior 1974 Frederick e Inga

A ogni modo, all’inizio Frederick, sempre ostinatissimo nel continuare a dire che il suo nome si pronunci Frankenstin, tratta la situazione col solito distacco. Visto che il suo retaggio famigliare, per tutta la vita altro non è stato che fonte d’imbarazzo.

Frankenstein Junior 1974 il laboratorio

Tuttavia, poco alla volta, complici vari avvenimenti, scopre il laboratorio segreto del nonno. Oltre al suo diario intitolato proprio Come lo feci. In cui viene spiegato ben bene come riportare in vita un cadavere. Così, dapprima scettico, poi incuriosito e infine sempre più affascinato, Frederick si dedica alla continuazione degli esperimenti del defunto parente.

Frankenstein Junior 1974 Gene Wilder e Marty Feldman

A ‘sto punto, deciso più che mai ad andare fino in fondo, aiutato dall’ormai inseparabile Igor, Frederick si mette di tutto punto alla ricerca del soggetto perfetto. Come da istruzioni lasciate dal nonno, visto che la minutezza delle parti rallenta notevolmente il lavoro, c’è bisogno di un soggetto più grande, rispetto a un uomo comune.

Così, trovano un energumeno “lungo due metri e venti… e largo come un armadio a due ante” che vanno a pescare fresco fresco di cimitero. Ah, naturalmente, questo vuol anche dire che in proporzione, la creatura sarà dotata, come sottolinea Inga, di un enorme Schwanzstück”. Un fattore decisamente da non sottovalutare, eh.

Frankenstein Junior 1974 Igor e il cervello anormale

Così, una volta ottenuto il corpo perfetto, tutto sembra andare bene. Almeno fino a quando, mandato alla ricerca del cervello perfetto, Igor non fa cagnara mandando tutto all’aceto. Difatti, avrebbe dovuto prendere il cervello di un certo Hans Delbrück, scienziato e pure santo. Però, spaventato da un fulmine, lo fa cadere spalmandolo sul pavimento. Perciò ripiega su un cervello di fortuna:  che dovrebbe appartenere a un certo Ab-Normal.

Ovviamente, Igor non dirà nulla dello scambio, e giustamente, Frederick inconsapevole, trapianterà nella creatura un cervello anormale.
Bene, arrivati a ‘sto punto non credo sia il caso di andare oltre. Perciò, facciamo che passiamo a “La Domanda”: com’è ‘sto Frankenstein Junior?

Innanzitutto, all’inizio ho detto ‘na cosa piuttosto precisa. Cioè, che Frankenstein Junior, è stato il primo film a dire qualcosa di nuovo sulla creatura di Mary Shelly, dopo quarant’anni di film usciti, più o meno, ininterrottamente. Inoltre, che si distingueva per un dettaglio. Per capirci, v’ho messo qua i trailer uno dietro l’altro di: Frankenstein, La moglie di Frankenstein, Il figlio di Frankenstein e Frankenstein Junior. Guardateli n’attimo: notate niente?

Allora, il fatto è, che nonostante il filone parodistico in genere sia piuttosto prolifico, la maggior parte dei film ricorre allo slapstick o all’iperbole. Cose che, spesso e volentieri, trascendono nel demenziale. Tanto per capirci con un esempio, vedi Balle Spaziali. In questo caso, il “malvagio” Lord Casco com’è rappresentato? Con Rick Moranis, un ometto piccolo e gracilino, con indosso la suit di Darth Vader.

La differenza sostanziale, è che l’elmo di proporzioni enormi e assurde, lo fa somigliare a una statuetta bobblehead a grandezza naturale. Sì, indubbiamente l’impatto visivo è molto divertente, chiaro. Però, la dinamica degli eventi in questo caso si regge tutta sull’aspetto “assurdo-demenziale” dei personaggi.

Frankenstein Junior Igor lupo ululà castello ululì

Al contrario, Frankenstein Junior, caratterizza i suoi personaggi con una lieve sfumatura caricaturale. Che unita a tutta una serie di dialoghi brillanti, dà vita a sequenze che definire memorabili sarebbe solo un simpatico eufemismo. Come per esempio la scena del lupo ulula, no?

Inga: Lupo ulula…
Dr. Frankenstein: Lupo “ululà”?
Igor: Là.
Dr. Frankenstein: Cosa?
Igor: Lupo ululà e castello ululì.
Frederick: Ma come diavolo parli?
Igor: È lei che ha incominciato!
Frederick: No, non è vero!

Frankenstein Junior Marty Feldman Aigor

Oppure, un altro esempio è l’incontro tra Frederick e Igor. Purtroppo però, nonostante il nostro doppiaggio di Frankenstein Junior sia uno dei lavori meglio riusciti in assoluto, per questioni d’idioma alcune finezze si so’ perse per forze. Tipo questa, appunto. Quando Frederick arriva alla stazione, si presenta e dice che il suo nome si pronuncia Frankenstin.

Dopodiché chiede, “tu devi essere Igor?” Di tutta risposta Marty Feldman dice a sfottò “no, si pronuncia Aigor”. Il punto è, che seppur tradotto letteralmente, Feldman in originale pronuncia “Eye-gore” con un primo piano che sottolinea il gioco di parole che fa riferimento agli occhi dell’attore stesso.

Frankenstein Junior 1974

Comunque, queste non sono le uniche cose ad aver reso grande Frankenstein Junior. Al di là della bravura di attori come Gene Wilder e Marty Feldman, è piuttosto come ogni aspetto, ogni dettaglio trovi la sua giusta collocazione. Per dire, basta notare – come dicevo – la sequenza di apertura. Oppure, tra le tante cose, il laboratorio. Mel Brooks fu così maniacale, che le scenografie per questo, provengono dal set originale del film “Frankenstein” del ’31.

Forse la cosa più bella di Frankenstein Junior, il dettaglio di cui parlavo che lo distingue dalla massa, è che si può ridere con lui. Non di lui. In altre parole, quello che sto cercando di dire, è che anche se la regia di Mel Brooks si rifà (volutamente) a quelle di James Whale, Tod Browning, George Waggner, Rowland V. Lee e compagnia cantante, non si ha mai quella brutta sensazione che stia semplicemente sfruttando il materiale originale.

Al contrario, Mel Brooks con Frankenstein Junior fa due cose, secondo me, fantastiche. In primis, ‘sto film è ‘na specie di lettera d’amore verso un genere, un certo tipo di film, insomma. Palese che Brooks adori e perciò, secondo punto, il modo in cui fra il serio e il faceto senza ricorrere al demenziale, sottolinea ironicamente tutti i cliché dei film horror degli anni ’30 e ’40. Con, come dire… delicatezza, ecco. Un po’ come quando si ricordano con ironia le cazzate fatte da quando si era ragazzi.

Ecco, a questo punto non credo ci sia altro da dire, perciò credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro

 

Frankenstein Junior

Titolo originale: Young Frankenstein (Frankenstein Junior)

Regia: Mel Brooks

Produzione: Michael Gruskoff

Sceneggiatura: Mel Brooks
Gene Wilder, basato su Frankenstein
di Mary Shelley

Starring: Gene Wilder
Peter Boyle
Marty Feldman
Cloris Leachman
Teri Garr
Kenneth Mars
Madeline Kahn

Distribuzione: 20th Century Fox

Data di uscita: 15 dicembre 1974

 

 

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Frankenstein Junior
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