I 20 film di fantascienza più brutti di sempre

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre

Credo ormai sia chiaro quanto mi piacciano i film di fantascienza e il filone in generale, no? Tant’è vero che qui sul Sotterraneo se ne parla spesso. Inoltre, non molto tempo fa, c’ho pure tirato giù due righe su quelli che, per me, sono i dieci migliori film sci-fi distopici. Ora, diciamo che il panorama sci-fi, tanto per fare un’analogia, è un po’ come l’idra di Lerna: per ogni film buono che viene fuori, ne spuntano almeno due che fanno schifo. Come minimo.

A ‘sto punto, come c’abbiamo buttato un occhio ai migliori, credo sia il caso di guardare anche il proverbiale rovescio della medaglia. Ovvero con ‘sta maxi-lista coi venti film di fantascienza più brutti di sempre. Ché il solito gruppo di dieci titoli era troppo poco. Prima d’iniziare però, una piccola – quanto ovvia – precisazione. Innanzitutto, dividerò la cosa in due parti. Dato che già così, solo con dieci film di fantascienza è venuto fuori un bel pippone.

Poi, ‘na cosa piuttosto importante che ci tengo a dire. Naturalmente, non è una regola fissa ma, in linea di massima, un film di fantascienza tanto più è, diciamo ambizioso nella storia, tanto più grande sarà lo sforzo economico, necessario a portare su schermo soluzioni visive decenti.

digital man

Tanto per dire, se prendo e tiro giù ‘na storia che parla, che so… di soldati spaziali in guerra con una razza d’invasori alieni, va. Tipo Starship Troopers, ok? Se l’intenzione è quella di ficcarci dentro tutto il companatico di veicoli spaziali, armi, creature, battaglie, di fare le cose in grande, insomma. È lapalissiano poi che il denaro da mettere in gioco, debba essere considerevole. Tuttavia, se il budget a disposizione mi permette giusto un po’ di plastilina e un rotolo di carta forno, chiunque dotato di quel minimo di buon senso, capirebbe che la cosa non è fattibile.

Tuttavia, ‘sta cosa dei soldi che so’ importanti, non pare essere poi tanto scontata. Perciò ho deciso di sottolinearla. Insieme a trame riciclate e agghiaccianti, scritte da qualcuno che forse c’aveva un cuneo di metallo nella tempia e la bava alla bocca, è un “parametro” che ho voluto prendere in considerazione. In virtù di questo, ecco che cicciano fuori i peggio film di fantascienza.

 

Ultra Warrior (Welcome to Oblivion – 1990)

i venti film di fantascienza più brutti di sempre: Ultra Warrior
Regia: Kevin Tent, Sceneggiatura: Len Jenkin. Data di uscita: 16 marzo 1990

Ultra Warrior è proprio l’esempio perfetto di quanto stavo dicendo. In sé, il film è l’ennesima copia svogliata di Mad Max, e fin qui – più o meno – va bene. Nondimeno, il tuo budget è quantificabile in sputi? Allora non puoi e non devi farti mancare ma niente, proprio. Futuro post-atomico, battaglie, super-mutanti. E già che ci siamo, pure gli alieni. Eppure, per quanto assurdo, guardando il film ti accorgi poi che le farneticazioni degli sceneggiatori iniziano via via ad assumere pieghe sempre più sinistre.

i venti film di fantascienza più brutti di sempre: Ultra Warrior

In pratica, un sistema di difesa missilistica spaziale tipo Skynet (già, c’è anche quel pizzico di Terminator che non guasta mai) va in tilt, e lancia sul pianeta ‘na valanga di testate nucleari. I sopravvissuti al disastro vivono in un landa arida e desertica. Quel che resta del governo invece, si divide in sparuti agglomerati urbani, i quali devono far fronte alla minaccia del temibile Bishop. Il tipo a capo dell’esercito di super-mutanti radioattivi.

Allora per difendersi, la brava gente c’ha bisogno dell’eroe a marchio registrato. Quindi viene ingaggiato il protagonista, Kenner. Che, non solo deve fermare i villani mutanti ma, deve pure trovare il tempo di cercare un minerale rarissimo. Il quale serve a costruire delle super-bombe, perché già che si trova c’è da fermare l’invasione degli alieni che sono un minaccia più grande di Bishop. Sul serio, mancava solo l’Uomo-Orso-Maiale e stavamo a posto.

Lady Terminator (1989)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre: Lady Terminator 1989
Regia: H. Tjut Djalil Sceneggiatura: Karr Kruinowz Data di uscita: 1989

Altro film di fantascienza deliziosamente delirante, è questo Lady Terminator. In ogni buon conto, la costante è sempre la stessa: copiare, copiare e ancora copiare. Come se non ci fosse un domani. Difatti, il titolo potrebbe ingannare. Nel senso che si potrebbe pensare giusto a un richiamo, per attirare dell’ignaro, innocente pubblico. E invece no. Tolti quei giusto cinque rognosi minuti, ecco una bella copia fatta con la carta carbone del film di Cameron.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre: Lady Terminator 1989

Per sommi capi, quel po’ d’introduzione che c’abbiamo parla di un’antropologa. Di quelle che mettono un paio d’occhiali e c’hanno la scienza che gli esce da tutti i pori, insomma. Le sue ricerche la portano a quello che pare il titolo di un peplum dei più scrausi anni sessanta: la leggenda de La Regina dei Mari del Sud. La quale, una volta trovata, la regina in maniera molto “elegante” s’impossessa dell’antropologa.

Da qui in poi, segue il delirio più totale. Immaginate questo: sostituite le scene chiave di Terminator in cui appare Schwarzenegger. Ovvero la discoteca, la stazione di polizia, l’inseguimento in autostrada e via dicendo. Che tanto qui ci sono tutte. Al posto suo, c’è ‘sta tizia con uno sguardo vacuo da piccione menomato. La quale, ogni due e tre s’accoppia con gente a random a cui strappa i genitali (attenzione, senza usare bocca o mani, quindi immaginate cosa usi come arma). Tutto mentre è all’inseguimento delle versioni povere di Sarah Connor e Kyle Reese.

 

American Cyborg: Steel Warrior (1994)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre American Cyborg: Steel Warrior
Regia: Boaz Davidson Sceneggiatura: Boaz Davidson, Christopher Pearce Data di uscita: 7 gennaio 1994

Che te lo dico a fare, se Terminator del ’84 fu un successo tale da generare tanti di quei knock-off che ci si annega, il successone di Terminator 2 ne fece venire giù a valanghe. Così, fra i tanti piccioni molesti che s’azzuffavano per racimolare le briciole sfruttando la scia di successo del film, ecco che nel 1993 esce American Cyborg. Nel caso ve lo steste chiedendo, la risposta è sì. Il protagonista è proprio Joe Lara. Il tipo che ha interpretato Tarzan nel film Tarzan a Manhattan e successivamente, il telefilm di metà anni novanta.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre American Cyborg: Steel Warrior

A ogni modo, l’originalissima trama è questa. Dopo la terza guerra mondiale, gli esseri umani sono diventati sterili. Per di più, pure soggiogati all’impero delle macchine. Poi c’è Mary (guarda la fine analogia del nome, eh). L’unica tizia al mondo, attenzione, ad aver concepito un feto.

Ora, non si sa come e perché, per mettersi al sicuro la ragazza deve raggiungere l’Europa. Che a quanto pare sembra essere zona franca. Ovviamente, le macchine non vogliono che la donna partorisca il probabile salvatore dell’umanità, mi pare giusto. Così, inviano un cyborg killer per uccidere lei e di conseguenza il suo futuro figlio. Però, indovina un po’? A proteggerla e accompagnarla fino a destinazione c’è un altro cyborg, ma buono.

Lunar Cop – Poliziotto dello spazio (Lunarcop – 1995)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre Lunar Cop - Poliziotto dello spazio (Lunarcop) è un film del 1995 diretto da Boaz Davidson
Regia: Boaz Davidson Sceneggiatura: Terrence Paré Data di uscita: 1994

Uno dei tanti problemi dei film di fantascienza brutti, forse il più grave, è che tutto sommato su carta alcuni ce l’hanno pure del potenziale. Per esempio, questo Lunar Cop appunto. Il quale, dello stesso Boaz Davidson, il regista che c’ha regalato il suddetto American Cyborg, poteva addirittura essere qualcosa di vagamente decente.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre Lunar Cop - Poliziotto dello spazio (Lunarcop) è un film del 1995 diretto da Boaz Davidson

In buona sostanza siamo sempre di fronte al classico riciclone feroce di Mad Max. Su questo, stai sicuro non ci piove. La differenza è che siamo nell’anno 2050. A seguito della classica catastrofe nucleare, la maggior parte di quelli che potevano permetterselo, si sono trasferiti sulle colonie lunari. A un certo punto, si scopre che gli scienziati delle colonie, sono riusciti a sintetizzare il siero amaranto. Una specie di agente chimico che potrebbe riportare la Terra a com’era un tempo, prima delle radiazioni.

Che succede però? Un gruppo di terroristi terrestri fa irruzione nella colonia e ruba il siero. A recuperarlo viene mandato Joe. Un poliziotto (lunare) che giunto sulla Terra, si troverà a essere il difensore di un gruppo di tizi insinuati dalla più classica e pezzente banda di predoni post-atomici motorizzati. Fra una mossetta di finto-karate qui e una sparatoria su set di cartapesta là, il film scorre. Offendendo pian piano, oltre Mad Max, anche Blade Runner, Terminator e n’altra manciata di film di fantascienza. Tutti in un colpo solo.

Vendetta dal futuro (Hands of Steel – 1986)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre: Vendetta dal Futuro di Sergio Martino
Regia: Sergio Martino, Sceneggiatura: Sergio Martino, Elisa Briganti, Ernesto Gastaldi, Data di uscita: 9 agosto 1986

Giustamente, nel bailamme di cialtroneria di cui abbiamo parlato finora, di sicuro non potevamo mancare noi italiani a dare il nostro contributo, eh. Comunque c’è da dire che, incredibilmente, questo film di fantascienza di Sergio Martino, cautelativamente firmatosi con lo pseudonimo di Martin Dolman (che così fa più importante), è sempre ‘na poverata, certo. Intanto, è comunque il migliore (o il meno peggio, a seconda) di quelli visti fin qui.

Sì, la storia fa acqua da tutte le parti, però… qualcosina si salva. Inoltre c’è da dire che oltreoceano, Hands of Steel è riuscito a guadagnarsi anche un certo seguito. La storia è, ovviamente, il solito potpourri di Terminator e Mad Max. Col cyborg di turno (che attenzione ha un nome: Paco Querak) mandato (non da Paperopoli) ad assassinare lo scienziologo di turno.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre: Vendetta dal Futuro di Sergio Martino

Com’è come non è, a un certo punto emerge il lato umano di Paco. Che si rifiuta di portare a termine il compito, e perciò costretto a darsi alla macchia. Ora, il fuorviantissimo poster in cui ci sono elicotteri che sparano raggi laser, cisterne che esplodono, paesaggi fantascientifici, beh… nel film non c’è niente di tutto questo. Però c’è da puntualizzare una cosa.

Nonostante tutto, nel film di Martino ci sono certe idee che in effetti, saranno riprese da lì a breve da registi molto più affermati. Sia in film di fantascienza che non. Mi riferisco a due cose in particolare:
A) Paco si rifugia in questa cittadina sperduta, fingendosi uomo di fatica. Quando la situazione s’imbruttisce, per risolvere le questioni senza scrocchiarsi le dita tipo Kenshiro, si ricorre al braccio di ferro. ‘Sto fatto, prende buona parte del film che praticamente, con i dovuti rimaneggiamenti, l’anno successivo sarà Over the Top con Stallone.
B) Il cyborg, con tanto di nome e cognome, in cui si risveglia il lato umano mai del tutto morto, è sostanzialmente il leitmotiv di Universal Soldier (I Nuovi Eroi) con Van Damme. Coincidenze? Io non credo.

L’impero di Ash (Empire of Ash – 1988)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre L'impero di Ash (Empire of Ash) è un film del 1988 per la regia di Michael Mazo
Regia: Lloyd Simandl, Michael Mazo Sceneggiatura: Lloyd Simandl Data di uscita: 1988

Ok, L’Impero di Ash è veramente uno dei film di fantascienza più brutti e scandalosi che abbia mai visto. Non tanto per la desolante quanto imbarazzante pochezza di mezzi e idee. Piuttosto, perché per tirare su questa inutile porcheria, ci si so’ messi in due. Intendo due registi. Tra cui uno è pure lo sceneggiatore.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre L'impero di Ash (Empire of Ash) è un film del 1988 per la regia di Michael Mazo

Supportato da un faraonico budget di, attenzione, ben cinquantamila dollari, alla fine della fiera il film è l’ennesima offesa a Mad Max. Con giusto una piccola differenza. Che tra l’altro è anche l’unica, pidocchiosa idea carina di tutta ‘sta baracconata. Essenzialmente, la trama che i due volevano mettere in piedi è l’ormai classico futuro post-atomico. E dunque?

Dunque, non c’hanno avuto manco la forza di spostarsi in un paesaggio adatto come location. Perciò, vedi i predoni spostarsi fra ruscelli idilliaci, fiumi immacolati e rigogliose foreste verdi del Canada. E qui l’idea: non c’è di mezzo il “nuculare” (perché si dice così) e si va per frasche. In tutti i sensi. Con la scusa del virus che ha decimato la popolazione, gli “infetti” si spostano in bande di rastrellamento. Il cui compito è procurarsi sangue non contaminato per trasfusioni che gli allunghino la vita. Ecco, questa è veramente l’unica cosa carina di un altrimenti inutile perdita di tempo.

Xtro – Attacco alla Terra (1982)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre Xtro Attacco alla Terra film del 1982 di Harry Bromley Davenport
Regia: Harry Bromley Davenport, Sceneggiatura: Harry Bromley Davenport, Iain Cassie, Robert Smith, Data di uscita: 6 dicembre 1982

Ecco, Xtro è uno di quei film di fantascienza che non ho mai capito. Nel senso che non ha arte e né parte. Stranamente psichedelico e psichedelicamente strano. Oggi è considerato un cult, ma personalmente, non ne ho mai capito il motivo sinceramente.

Sostanzialmente, ciò che l’affossa, oltre alla perenne noia di fondo, è che non ha nulla che sia possibile definire come storia. Per essere chiari, il film dice e non racconta. Ci “spiega” che un giorno, un bifolco e suo figlio stanno così, a zuzzurellare fra i campi come rimbecilliti. D’un tratto il bifolco viene rapito da un fascio luminoso. Punto. Passano tre anni, e la moglie giustamente ha cercato d’accasarsi con qualche altro abitante della zona. Nonostante il figlio speri ancora nel ritorno del padre. Cosa che, effettivamente, di punto in bianco avviene.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre Xtro Attacco alla Terra film del 1982 di Harry Bromley Davenport

Arrivano gli alieni, inseminano una cristiana a random e questa partorisce il bifolco rapito anni addietro già adulto. Il quale, vorrebbe riprendersi la sua vecchia vita tornando a casa. Solo che la sua nuova natura, è un ostacolo giusto un tantino difficile da sormontare. Oltre essere la scusante perfetta per mettere in scena orrori di varia natura.

Ora, come dicevo, non c’è una storia; non si segue un arco narrativo. Tu stai lì e hai l’impressione di guardare scene, non solo slegate le une dalle altre, ma che addirittura provengano da film diversi. Ogni sequenza sembra una scusa, buttata lì solo per mostrare una sfilza di espedienti visivi. Posso capire che, uscito nel 1983 Xtro abbia subito la forte influenza di Alien, certo. Però, diamocela una linea di condotta. Cerchiamola una soluzione di continuità. Qua a un certo punto saltano fuori pure i clown nani killer. E no. Non scherzo.

Nukie (1987)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre Nukie
Regia: Sias Odendaal, Michael Pakleppa Sceneggiatura: Ben Taylor Data di uscita: 1 luglio 1987

Al fondo non c’è mai limite. Basta scavare. Questo è il caso di Nukie: la più terribile, indecente, vergognosa fagianata mai prodotta sulla falsariga di E.T. di Spielberg. Fondamentalmente, questo tipo di film juvenile-oriented che si spacciano per film di formazione da alte pretese, m’hanno sempre annoiato in un maniera spropositata. Figuriamoci poi, quando so’ pure spaventosamente mal realizzati.

Tanto per fare un esempio, un film come Alla Ricerca della Valle Incantata di Don Bluth, certo non è che sia chissà quale grandissimo capolavoro. In fin dei conti però, è veramente piacevole da guardare. Siccome tutti gli elementi sono perfettamente bilanciati: c’è una bella storia, infatti. Che segue tempi narrativi calibrati. Personaggi ben definiti e caratterizzati (nel senso non “originali”, ma distinguibili). Vicende adattate per essere comprese da un pubblico infantile, ma mai che scadano nel ridicolmente stupido. Del resto, apprezzabili anche da un pubblico più adulto.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre: Nukie film 1987

In Nukie invece, non c’è niente di tutto questo. Lo vedi, e tutto quello che vuoi fare è semplicemente sputare sullo schermo. Detto in due righe, ci so’ questi due esseri spaziali che non c’hanno manco una navicella ma viaggiano fra le stelle sotto forma di boh, non saprei… fasci luminosi!? Comunque, passano vicino alla Terra, ne restano affascinati e si schiantano.

Solo che uno, Meeko, cade da un lato. Precisamente negli Stati Uniti, e viene immediatamente catturato dalla “Space Foundation”, organizzazione col simbolo pericolosamente uguale alla Nasa. L’altro, il nostro Nukie, si schianta in Africa, facendo poi amicizia con due ragazzini di una tribù autoctona e una scimmia. Da qui, la ricerca di Meeko e un modo per ripartire. Questo è quanto.

A guardarlo, piuttosto che un film di fantascienza vero e proprio, t’è chiaro subito che chi l’ha prodotto aveva in mente un’unica cosa: il guadagno. Con la convinzione che per tirare su soldi a palate, bastasse semplicemente sfruttare in modo orripilante qualunque cliché possibile e immaginabile. Tipo l’alieno puccioso (non è vero Nukie è orripilante nel design) et voilà! Ficchiamoci pure i bambini africani e le scimmie-mascotte che in quel periodo tiravano bene e il gioco è fatto.

Techno Warriors (1999)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre techno warriors 1999
Regia: Phillip Ko Sceneggiatura: Al Marcelo, Phillip Ko Data di uscita: 1999

Uno dei miei film preferiti, non solo di fantascienza ma in generale, è The Last Starfighter (Giochi Stellari). Penso lo ricordiate, no? C’ho pure tirato giù due righe non molto tempo fa. Oppure, n’altro film di fantascienza che m’ha sempre infognato malamente è Tron. Col giovane Jeff Bridges trasformato in codice e trasportato all’interno dell’universo digitale, in cui si gioca realmente la vita.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre techno warriors 1999

Ora, questo è per dire che il tema videogames, è un concetto abbastanza duttile. Sfruttato non solo da anni, quanto fattibile nell’essere utilizzato come focus per una storia d’intrattenimento. Ovviamente, ci sono sempre i dovuti distinguo da fare. Tipo, un conto è avere le capacità per sfruttare un tema simile. Altro paio di maniche, è fare le cose alla cazzomannaggia. Che poi, i risultati li conosciamo benissimo. Vedi Street Fighter, Mortal Kombat, oppure l’agghiacciante Double Dragon.

Onestamente, credevo che Double Dragon fosse il peggio del peggio. E invece… ho visto ‘sto Techno Warriors. Allora, c’è sto tizio fissato coi videogames. Talmente bravo e forte con un picchiaduro, attenzione che arriva il bello, che il boss finale del gioco gli prende storta e decide di venire nel mondo reale per rapirlo. Il motivo? Il boss del gioco, teme che un giorno l’umano possa spodestarlo e prendere possesso del mondo virtuale (l’ho detto che il mondo virtuale si chiama MegaComputerWorld?) di cui è a capo. In compenso però, c’è da dire che tutto ciò è solo la punta dell’iceberg. Infatti, poi il film peggiora.

The Roller Blade Seven (1991)

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre The Roller Blade Seven
Regia: Donald G. Jackson Sceneggiatura: Donald G. Jackson, Scott Shaw Data di uscita: 1991

Probabilmente, anzi, sicuramente di arte non ne capisco ‘na mazza. Probabilmente sono troppo grezzo. Ciò nonostante, so riconoscere una fagianata quando la vedo. Il punto è (come ho letto e non credevo possibile) che ‘sto The Roller Blade Seven, pare essere il capostipite di un movimento chiamato Zen-Cinema. Scuola di pensiero che prevede la messa in scena di una storia, senza il benché minimo straccio di script realizzato in precedenza a fare da supporto. ‘Na specie d’improvvisazione, volendo sintetizzare al massimo il concetto.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre The Roller Blade Seven

Personalmente parlando, mi pare ‘na bella cazzata. Difatti, Roller Blade Seven n’è appunto la prova. Il termine arte comunque, non l’ho buttato a casaccio, no. A quanto pare, gli autori del film hanno continuato per anni a farsi scudo dietro questa parola. Sbattendosi male ogni volta che qualcuno criticava apertamente ‘sto film.

A ogni modo, in brevis c’abbiamo: il protagonista, un certo Hawk. Che viene mandato in missione da Padre Donaldo per salvare sua sorella, suor Sparrow, rapita dal malvagio signore del male Pharaoh. Quest’ultimo, è il signore assoluto di un mondo chiamato Wheelzone. In cui tutti si muovono su roller o skate, a seconda delle preferenze. Peccato che Hawk ci arrivi in sella a un Harley, ma tant’è.

Comunque sia, per portare a termine la sua missione, il nostro protagonista dovrà avvalersi dell’aiuto dei funghi del potere, e imparare ad andare sui roller per poter sconfiggere i vari personaggi che di volta in volta gli si pareranno contro. Personaggi che coprono una vasta gamma di stereotipi e assurdità, del resto. Tipo ninja sui pattini, minotauri in armatura, cavalieri. Persino tizie in topless con completini fetish.

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre The Roller Blade Seven

Direi sia facilmente intuibile come niente, ma proprio niente di tutto ciò abbia il benché minimo senso, no? Tralasciando il fatto che visivamente tutto faccia abbastanza pena, e l’impressione sia di guardare delle riprese fatte da qualcuno di poco lucido e attaccate poi con lo sputo, il problema principale è che tutto il film si prende drammaticamente sul serio. Troppo sul serio. Per dire, se magari fosse stato un progetto tipo Kung Pow, due risate te l’avrebbe pure fatte fare. Al contrario, l’intenzione era di andare a parare su cose inaccostabili, tipo Zardoz. Il che, è tutto un che dire.

Bene, con questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

I 20 film di fantascienza più brutti di sempre

  • Ultra Warrior

  • Lady Terminator

  • American Cyborg: Steel Warrior

  • Lunar Cop

  • Vendetta dal Futuro

  • L’Impero di Ash

  • Xtro

  • Nukie

  • Techno Warriors

  • The Roller blade Seven

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I 20 film di fantascienza più brutti di sempre
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Prima parte di uno speciale sui venti film di fantascienza più brutti di sempre. Ché il solito gruppo di dieci titoli era troppo poco.
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Il Sotterraneo del Retronauta

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Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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