Fantascienza distopica: i 10 film migliori

Fantascienza distopica: i 10 film migliori

La fantascienza distopica (insieme alla fantascienza post apocalittica), è sostanzialmente il mio genere preferito. Sinceramente, non saprei dire il perché mi affascini tanto. Anzi. A dire il vero, manco me lo sono mai chiesto.

Fantascienza distopica, immagine del gioco Fallout New Vegas
Fallout: New Vegas Obsidian Entertainment, Bethesda Softworks

In sé, la distopìa, antonimo di utopia, non è altro che l’immaginare uno stato o un luogo, a seconda, dove tutto, per un motivo o per un altro, è andato a putt… storto. Un qualcosa dunque, tutto tranne che desiderabile. Riflettendoci adesso, mentre scrivo, è forse questo il motivo per cui sono così attratto dalla fantascienza distopica. Ovvero che, spesso e volentieri, ‘ste storie sono figurazioni di un fin troppo probabile percorso che il nostro mondo potrebbe imboccare.

Ora però, prima di andare avanti, una premessa: la fantascienza è un genere magnifico. Ché, almeno per quanto mi riguarda, vede nell’insieme più della somma delle sue parti. Volendo metterla, diciamo sotto una luce Gestalt. Perciò, prendere una pietra angolare del genere come la fantascienza distopica, cercando di riassumerla in soli dieci film è pressoché impossibile.

In questo senso, chi mi conosce e legge da più tempo, sa perfettamente che non faccio mai classifiche. Perché essenzialmente, so’ ‘na perdita di tempo. Ma tant’è. Visto che siamo sull’internet, è bene specificare. Questi dieci film, non sono i migliori nel senso assolutistico del termine. E di certo, non sono messi in ordine d’importanza. Piuttosto, questa è una, chiamiamola lista, coi dieci film che secondo me, meglio rappresentano il concetto di fantascienza distopica nelle sue varie sfumature.

 

2000: la fine dell’uomo (No Blade of Grass – 1970)

Fantascienza distopica, i migliori film 2000: la fine dell'uomo (No Blade of Grass) 1970
Regia: Cornel Wilde Sceneggiatura: Sean Forestal, Jefferson Pascal Data di uscita: 23 ottobre 1970

Ora, visto che i come e i perché li abbiamo chiariti e ce li siamo tolti di mezzo, direi che il punto migliore da cui iniziare sia proprio questo. No Blade of Grass. Un film bello pesante, arrivato da noi col titolo di 2000: la fine dell’uomo.

Dunque, ‘sto film di Cornel Wilde è un adattamento del romanzo di John Christopher, Death of Grass, pubblicato nel ’56. In pratica, si racconta di un misterioso virus esploso all’improvviso in tutto il pianeta. Il quale, pare abbia cancellato ogni forma di vita vegetale. Dall’erba- appunto – al grano. Va da sé, che le conseguenze siano state devastanti.

Fantascienza distopica_ film-migliori_no blade of grass_1970

Dalla carestia è venuto il panico. Dal panico si è passati all’anarchia, e da lì in un crescendo di violenza sempre più estrema, s’è arrivati persino al cannibalismo. Da qui, la trama segue il tentativo della famiglia di John Custance (Nigel Davenport) di raggiungere da Londra, la fattoria del fratello a nord del paese.

No Blade of Grass è un film provocatorio. Cupo e deprimente. Che mostra con fredda e lucida chiarezza, lo sfacelo verso cui la società, nel suo fragile equilibrio, potrebbe piombare in un attimo. Difatti, ‘sto concetto nel film di Wilde è sottolineato da molte scene violente. Magari non eccessive, se viste in un ottica prettamente moderna. Ma comunque, danno al tutto un tono decisamente fastidioso e inquietante.

Punishment Park (1971)

Fantascienza distopica i migliori film Punishment Park 1971
Regia: Peter Watkins Sceneggiatura: Peter Watkins Data di uscita: 1 Gennaio 1971

Altra bella mazzata, in linea col cupo disfattismo degli anni ’70, arriva pochi mesi dopo No Blade of Grass. Si tratta di Punishment Park, di Peter Watkins. Uno dei primissimi esempi di mockumentary del cinema.

La trama è ambientata ai tempi del film. Pertanto siamo nel 1971. L’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, a fronte dei sempre maggiori e più insistenti movimenti anti-guerra, decreta uno stato di emergenza. Dando l’ordine di arrestare chiunque ritenuto essere un “rischio per la sicurezza interna”. Ovvero appartenenti al movimento dei diritti civili. Femministe e obiettori di coscienza. Persino studenti universitari.

I migliori film di fantascienza distopica, Punishment Park 1971

A ‘sto punto, dato che le carceri hanno superato i limiti di capacità, gli arrestati vengono messi di fronte a una scelta: marcire in prigione, scontando tutta la pena. Oppure, tentare il Punishment Park. Una corsa di tre giorni attraverso il deserto, senza viveri, inseguiti dalla Guardia Nazionale. In tutto questo, se i partecipanti, venissero raggiunti dalle forze dell’ordine, saranno giustiziati seduta stante. Altrimenti, raggiunta la bandiera americana alla fine del percorso, verranno perdonati e rimessi in libertà.

Punishment Park di Watkins fa paura. Perché tutto questo, agli occhi dello spettatore, è raccontato da un troupe televisiva inglese. Con l’intero film, girato come un documentario. In modo da sembrare un reportage in loco di eventi reali. Un effetto molto suggestivo e riuscito, accentuato anche dal fatto che Watkins, per il cast si avvalse di attori non professionisti. I quali, hanno improvvisato la maggior parte delle loro linee di dialogo, parlando semplicemente delle proprie convinzioni socio-politiche.

Un mondo maledetto fatto di bambole (Z.P.G.: Zero Population Growth – 1972)

I migliori film di fantascienza distopica Un mondo maledetto fatto di bambole (Z.P.G., iniziali per "Zero Population Growth", crescita zero) 1972
Regia: Michael Campus Sceneggiatura: Frank De Felitta, Max Ehrlich Data di uscita: 1972

Dando per buono l’assioma riguardo ai film che riflettono i contesti socio-politici del loro periodo, altro esempio di come è n’attimo che le cose possano andare all’aceto, è Un mondo maledetto fatto di bambole. Titolo italiano abbastanza discutibile di Z.P.G. che sta per Zero Population Growth (Popolazione a crescita zero). Il film altro non è, che l’ennesimo catastrofico manifesto che, al pari di film come Soylent Green (1973) o La Fuga di Logan (1976) affronta i temi del disastro ambientale e della sovrappopolazione.

In questo senso, nel futuro immaginato dal film di Campus, la Terra è totalmente inquinata. Gli animali sono del tutto estinti e al di fuori delle safety zone, c’è bisogno di apposite maschere anti-gas per respirare. Per di più, l’eccessiva sovrappopolazione, mette a rischio anche la sopravvivenza del genere umano.

I migliori film di fantascienza distopica Un mondo maledetto fatto di bambole (Z.P.G., iniziali per "Zero Population Growth", crescita zero) 1972

Pertanto, il Governo Mondiale, emette ‘sta legge che per trent’anni (almeno), non dovranno esserci nascite. Chiunque infranga tale legge, verrà giustiziato. Neonato compreso. Tuttavia, giusto come contentino, le persone in età fertile che desiderano avere figli, possono andare a Baby-land. Una struttura che fornisce agli aspiranti genitori degli androidi (bambole, insomma) a forma di bambino.

Devo dire che, spesso quando mi trovo a parlare con amici o conoscenti, mi fa strano che quasi nessuno conosca ‘sto film. Nonostante sia intrigante e piuttosto avanti per i suoi tempi. Comunque, sia quel che sia, Un mondo maledetto fatto di bambole è un film che trasuda disperazione da tutti i pori. Un ritratto pesante, di una società totalitaria che controlla ogni aspetto della vita quotidiana. Che pone inoltre, una questione abbastanza spinosa: esiste sacrificio troppo grande per salvare il pianeta?

2022: i sopravvissuti (Soylent Green – 1973)

Fantascienza distopica i migliori film 2022: i sopravvissuti (Soylent Green) 1973
Regia: Richard Fleischer Sceneggiatura: Stanley R. Greenberg Data di uscita: 19 aprile 1973

Presumo che, a ‘sto punto, sia chiaro quanto fosse allegro ‘sto periodo pre-Star Wars, no? Infatti, l’avevo menzionato prima: Soylent Green. Adattato da noi come 2022: i sopravvissuti. Che al pari di Z.P.G., con giovialità e leggerezza, riprende e dice la sua, sulla questione del sovrappopolamento.

Basato sul romanzo del 1966 Largo! Largo! (Make Room! Make Room!) di Harry Harrison, Soylent Green ne riprende giusto il corpus centrale. Quindi, l’anno è il 2022. Il pianeta è ormai al collasso a causa della sovrappopolazione e dell’inquinamento.

Fantascienza distopica e post apocalittica: Soylent Green scena della raccolta

Inutile sottolineare la forbice sociale che separa ricchi e poveri ma, unico comun denominatore è la Soylent Corporation. Dato che ormai il cibo è diventato un bene più unico che raro, tutti dipendono dal Soylent Green. Sullo sfondo, il detective Frank Thorn (Charlton Heston) è stato incaricato di indagare sull’omicidio di un ricco industriale, membro del consiglio della Soylent Corporation.

Sì, forse 2022: i sopravvissuti è magari invecchiato un tantino maluccio. Ciò non toglie comunque, che il suo è ancora un messaggio molto potente. Macabro, certo. Ma comunque potente. Tanto per, viene detto che il Soylent è una specie di cracker fatto di alghe e plancton. Invece, la realtà è ben diversa; e no, non è fatto con l’olio di palma.

Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici (A Boy and His Dog – 1975)

Fantascienza distopica i migliori film Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici (A Boy and His Dog)
Regia: L. Q. Jones Sceneggiatura: L. Q. Jones Data di uscita: 14 Novembre 1975

Voglio concludere ‘sta, diciamo parentesi riguardo i gioiosissimi anni ’70 con il film Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici. Conosciuto anche come Apocalypse 2024. Ora, prendendo n’attimo le distanze, visionando queste opere è facile capire l’enorme sfiducia e paura di quanti vissuti in piena guerra fredda. I quali, nel caso fossero autori, non facevano altro che trasporre su carta le paranoie di quell’epoca.

Questo è proprio il caso di A boy and His Dog. Film del 1975 basato su un romanzo breve di Harlan Ellison (lo stesso Ellison che pianterà un casino enorme con Terminator) pubblicato nel ’69. La diegesi che costituisce l’ossatura della fantascienza post apocalittica c’è tutta: il terzo conflitto mondiale. La paura del nucleare. Nonché, tutti gli orrori annessi e connessi che hanno distrutto la Terra.

Don Johnson nel film di fantascienza distopica a boy and his dog del 1975

Da questo contesto, sopravvivono in pochi, e il nuovo ordine sociale che viene alla ribalta dai cocci restanti è la violenza. Si lotta per sopravvivere e per soddisfare bisogni primari. Come nutrirsi e fare sesso. Ché le donne ormai, sono più rare del ghiaccio nel deserto. Sullo sfondo, ci sono il quindicenne Vic (Don Johnson) e il suo cane – frutto di esperimenti – telepatico Blood.

La storia di Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici in sé, è di quelle brutte. Brutte e disturbanti che ti lasciano quel gusto amaro in bocca per via di ciò che accade. Non c’è moralità e il distorto concetto di “amore” di un ragazzino cresciuto in un contesto simile, viene a galla con prepotenza riguardo una scelta che lo stesso si troverà a compiere.

Le Dernier Combat (The Last Battle – 1983)

Fantascienza distopica i migliori film Le Dernier Combat film 1983, diretto da Luc Besson
Regia: Luc Besson Sceneggiatura: Luc Besson, Pierre Jolivet Data di uscita: 6 aprile 1983

Ora, col passaggio al decennio successivo, è piuttosto evidente il, diciamo cambiamento, avvenuto nella fantascienza, no? Grazie a film come Guerre Stellari (1977), Mad Max di Miller (1979), Flash Gordon (1980), I banditi del tempo di Terry Gilliam (1981), 1997: Fuga da New York di Carpenter (1981),  Tron (1982) e via dicendo, è chiaro come negli anni ’80 la componente action iniziasse a occupare una posizione di maggior rilievo all’interno del genere.

In questo periodo, un giovane Luc Besson, se ne uscì col suo primo lavoro da regista: Le Dernier Combat. Un film decisamente insolito, arrivato sul mercato statunitense col titolo di The Last Battle. Tirato su con quattro spicci, Le Dernier Combat è girato in bianco e nero, nonché in tutto il film vengono dette, o meglio, sussurrate solo due parole.

Fantascienza distopica_ film-migliori_Le Dernier Combat_1983 di Luc Besson

Come detto, non ci sono dialoghi. La trama segue il protagonista, semplicemente accreditato come “L’Uomo” (Pierre Jolivet), in questo ipotetico, criptico e desolante futuro. Dove, a causa di un evento sconosciuto, il mondo è diventato un ambiente arido e desertico. Nonché, sempre a seguito di ciò, gli esseri umani hanno perso la capacità di parlare. Nel suo tentativo di mettere insieme i pezzi per costruire un piccolo aeroplano, L’Uomo s’incontrerà dapprima con “Il Dottore” (Jean Bouise). E poi con “Il Bruto” (Jean Reno), un uomo violento che più volte cercherà di ucciderlo.

Oggi come oggi, Luc Besson è conosciuto ai più per film come NikitaLéon e Il Quinto Elemento. Tutti successi largamente apprezzati, certo. Tuttavia, per quel che mi riguarda (sia me che nell’ambito della fantascienza), il suo lavoro migliore resta questo Le Dernier Combat. Oltre al fatto che, sia alquanto palese una certa influenza Kammerspiel, stile e forma si accordano perfettamente col contenuto del film. Il che magari, sarà una questione di povertà di mezzi. Probabile. Cionondimeno, tutte queste particolarità rendono il film di Besson estremamente caratteristico.

Seksmisja (Sexmission – 1984)

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Regia: Juliusz Machulski Sceneggiatura: Juliusz Machulski, Pavel Hajny, Jolanta Hartwig Data di uscita: 14 maggio 1984

Lo so, effettivamente Sexmission, traslitterazione dell’originale Seksmisja, come titolo è abbastanza equivoco. Questo è certo. Però, devo ammettere che comunque è uno dei film più brillanti che abbia mai visto. Il perfetto esempio di satira, verso qualunque tipo di regime totalitarista e cieco fanatismo di sorta.

Uscito in Polonia nel 1984, in pieno periodo comunista quindi, è diventato subito un film di culto. In pratica, lo scienziato Albert Starski (Olgierd Łukaszewicz) e il divorziato Maximilian Paradys (Jerzy Stuhr) si offrono volontari per un esperimento. Essenzialmente, sarebbero dovuti restare in sospensione criogenica per tre anni. Invece, a causa di un errore, restano ibernati per cinquantatré anni. Risvegliandosi in un mondo in cui gli uomini, ora considerati come il male assoluto, si sono estinti a causa di un conflitto nucleare. Le donne, rifugiatesi sottoterra, ora governano il mondo, tramite un regime femminista totalitario.

Fantascienza distopica i migliori film Seksmisja 1984

Sono quasi certamente sicuro, che fra le fonti d’ispirazione per questo Sexmission, ci sia sicuramente Il Dormiglione di Woody Allen (1973). Altro fantastico esempio di quando la fantascienza e la commedia si uniscono. Al di là delle ovvie similitudini di fondo (uomini ibernati che si risvegliano in una sorta di futuro distopico), entrambi i film sottolineano una cosa molto importante: il potere della satira.

Come nel film di Allen, anche in Sexmission per quanto serio sia il tema trattato, per esempio il significato di uguaglianza nella società contemporanea, con intelligenza e ironia, dimostra che prendere in giro qualcosa è il modo migliore per criticarlo.

Orwell 1984 (Nineteen Eighty-Four – 1984)

I migliori film di fantascienza distopica Orwell 1984 (Nineteen Eighty-Four)
Regia: Michael Radford Sceneggiatura: Michael Radford Data di uscita: 10 ottobre 1984

1984 è l’opera più conosciuta di George Orwell, che a sua volta, è diventata quasi eponimo della fantascienza distopica. Voglio dire, se a me dici fantascienza distopica, bam! La prima associazione mentale che faccio, è con 1984. A ogni modo, del romanzo di Orwell esiste una precedente trasposizione cinematografica, risalente al 1956. Diretta da Michael Anderson è arrivata da noi col titolo Nel 2000 non sorge il sole. Fondamentalmente, per quanto mi piaccia, comunque preferisco Orwell 1984 (titolo italiano di Nineteen Eighty-Four) di Radford.

La trama, immagino sia ampiamente conosciuta, ma tant’è. Dopo una devastante guerra nucleare, il mondo s’è diviso in tre grandi superpotenze continentali: Oceania, Eurasia ed Estasia. Il protagonista, Winston Smith (John Hurt), vive nella Londra del 1984, capoluogo di Pista Uno. Ovvero, il territorio una volta conosciuto come Gran Bretagna ora appartenete all’Oceania.

Fantascienza distopica: i migliori film 1984 di Michael Radford

Smith è un piccolo burocrate, che lavora per il Ministero della Verità. Il suo compito è quello di riscrivere costantemente la storia secondo le direttive del Partito. Regime totalitario-dittatoriale il cui leader indiscusso è Il Grande Fratello. In un mondo dove il libero pensiero è proibito e tutti sono sotto costante sorveglianza, Winston commette due grandissimi reati: delitto di eterodossia, scrivendo un diario coi suoi pensieri. E innamorarsi di Julia, un altro membro del Partito.

Il film di Radford mi piace perché resta praticamente fedele al materiale d’origine. Riesce bene a sottolineare il grigio e spaventoso mondo immaginato da Orwell. Trasmettendo perfettamente la totale mancanza d’umanità e l’opprimente, costante presenza del Partito. Così come, John Hurt è incredibile nell’interpretare un personaggio tormentato come Smith.

Kin-dza-dza! (1986)

Fantascienza distopica i 10 migliori film Kin-dza-dza! 1986
Regia: Georgij Nikolaevič Danelija Sceneggiatura: Georgij Nikolaevič Danelija, Revaz Gabriadze Data di uscita: 1 dicembre 1986

La Soviet sci-fi, o fantascienza sovietica se preferite, (fin troppo) spesso passa in sordina. Poco o per nulla pubblicizzata, anche a causa dell’ingombrante presenza dell’industria Hollywoodiana, è un prodotto – purtroppo – diventato di nicchia. Quando poi, certi titoli dovrebbero (meriterebbero di) essere conosciuti in lungo e in largo. Tipo come, che so… Solaris (1972), Stalker (1979), Quell’ultimo giorno – Lettere di un uomo morto (1986) o il più recente È difficile essere un Dio (2013).

Stessa cosa, vale per questo Kin Dza Dza!, una commedia satirica dal retrogusto piuttosto amaro. Un giorno, “Zio” Vova (Stanislav Ljubšin) uscito di casa per comprare il pane per cena, incontra l’amico Ghedevan “Il Violinista” (Levan Gabriadze). Parlando del più e del meno, i due s’imbattono in un tizio, all’apparenza un barbone, che gli chiede indicazioni su come tornare sul suo pianeta. Preso per pazzo, il senzatetto mostra ai due un dispositivo con delle coordinate spaziali. Vova e Ghedevan lo toccano, e si trovano catapultati sul pianeta Plyuk.

Fantascienza distopica i 10 migliori film Kin-dza-dza! 1986

I Plyukaniani, sono molto avanzati tecnologicamente, e addirittura hanno capacità telepatiche. Ma la società e il pianeta versano in gravi condizioni. Il pianeta è un deserto, che presenta qua e la rovine di antichi edifici. Mentre dal punto di vista sociale, le relazioni sono di tipo quasi barbarico. Con l’aggravante che tutti, cercano di approfittarsi di chiunque e qualunque cosa, pur di trarne profitti o vantaggi.

Kin Dza Dza! è un film fantastico secondo me. Che mette in scena una commedia asciutta, piuttosto graffiante. Da un punto di vista estetico, è sorprendente. Ed è così ben concepito, che ci si sente spaesati come i protagonisti, piombati in questo mondo orribile e divertente.

Bunker Palace Hôtel (1989)

Fantascienza distopica i migliori film Bunker Palace Hôtel 1989
Regia: Enki Bilal Sceneggiatura: Enki Bilal, Pierre Christin Data di uscita: 14 giugno 1989

L’ultimo film che voglio menzionare, è questo Bunker Palace Hotel. Diretto dal pittore e fumettista francese Enki Bilal. Noto ai più per i suoi lavori di fantascienza surrealista , tipo la The Nikopol Trilogy. Del resto, diventata il soggetto del film Immortal Ad Vitam (2004).

Ora, anche se Immortal ad Vitam (sempre diretto da Bilal) è scenograficamente sontuoso e ricercato, la situazione, è simile a quanto dicevo di Besson poco più su. Nel senso che, Bunker Palace Hotel e Immortal ad Vitam sono un po’ come Le Dernier Combat e Il Quinto Elemento: in cui, da un lato c’è un film valido e largamente conosciuto. Dall’altro, uno che para non abbia mai sentito nominare nessuno ma, sempre secondo me, decisamente migliore.

Fantascienza distopica i migliori film Bunker Palace Hôtel 1989

In una immaginaria dittatura di un mondo futuristico, è scoppiata la ribellione. Gli uomini di potere si affrettano verso il Bunker Palace Hotel, un bunker costruito molto tempo prima, proprio in previsione di una situazione simile. Ma una spia ribelle si insinua nel bunker e, anche se individuato e riconosciuto subito, viene comunque lasciato libero di muoversi. Osservando il delirio e il folle decadimento della classe elitaria.

Essenzialmente, Bunker Palace Hotel, è tanto grande nei temi quanto nel suo distopico vigore visivo. Le scenografie danno un’esperienza visiva incredibilmente affascinante e suggestiva. Onestamente, non saprei come altro descrivere ‘sto film. Se non come “singolare”.

A ‘sto punto, credo di aver detto tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro

 

Fantascienza distopica: i 10 film migliori

  • 2000: la fine dell’uomo (No Blade of Grass – 1970)
  • Punishment Park (1971)
  • Un mondo maledetto fatto di bambole (Z.P.G.: Zero Population Growth – 1972)
  • 2022: i sopravvissuti (Soylent Green – 1973)
  • Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici (A Boy and His Dog – 1975)
  • Le Dernier Combat (The Last Battle – 1983)
  • Seksmisja (Sexmission – 1984)
  • Orwell 1984 (Nineteen Eighty-Four – 1984)
  • Kin-dza-dza! (1986)
  • Bunker Palace Hôtel (1989)
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Fantascienza distopica: i 10 film migliori
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Un breve elenco di quelli che, secondo me, sono i dieci film di fantascienza distopica più riusciti e rappresentativi
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Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Fantascienza distopica: i 10 film migliori”

  1. dirò con tutta sincerità che ho visto solo orwell 1984 e seksmisja. spero di riuscire a recuperare anche gli altri, le descrizioni che c’hai buttato mi intrippano parecchio

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