Demolition Man recensione

Demolition Man – Sylvester Stallone e le tre conchigliette

Ah, il caro Sylvester Stallone… che mondo sarebbe senza di lui, eh? Per dire, ma negli anni, quante, ma quante pellicole di successo ci ha regalato? Quanti personaggi memorabili ci ha dato e, sopratutto, quanto c’ha infognato con le sue storie? Un sacco. Ecco quanto. D’altro canto, naturalmente, è pur vero che nulla è mai perfetto, e tutte le ciambelle non è che possano riuscire sempre col buco: se da un lato è vero che Sylvester Stallone riesce in un particolare tipo di cinema, dall’altro, ci sono certe cose che proprio non sono nelle sue corde.

Tipo la commedia. Perché immagino tutti ricordino l’ignorantissimo “Oscar” o l’agghiacciante “Fermati o mamma spara”, no? Ecco. Oltre questo, n’altra cosa che pare non riuscire benissimo a Silvestro, è la fantascienza. In questo senso, nessuno ti nega il diritto di provarci, sia chiaro; ma fino a un certo punto però. Vedi che la cosa non va? Allora non insistere. Semplicemente non fa per te. Perciò, in virtù di questo, oggi andiamo a vedere uno dei film-sortita di Sylvester Stallone nel mondo della fantascienza di quella analfabeta forte: oggi andiamo a buttare l’occhio a “Demolition Man”.

 

Demolition Man

Los Angeles 1996. I bei tempi in cui si andava in giro a bruciare le cose e si viveva come in un film di Mad Max

. Il classico super poliziotto da film John Spartan (Sylvester Stallone), che c’ha pure il soprannome potente, cioè Demolition Man (che gli aumenta i punti figaggine del 75%), è alle prese col proverbiale “scontro (non) finale” di inizio film, con il suo più acerrimo nemico, il super criminale da film Simon Phoenix (Wesley Snipes).

Sylvester Stallone

A quanto pare, dopo un bel po’ di tempo Demolition Man riesce a mettere alle strette il suo rivale, che per l’occasione s’è barricato in un vecchio palazzo abbandonato e, per non farsi mancare niente, s’è portato appresso pure una trentina di ostaggi che, comodamente ai fini della trama, non si salveranno. Quindi, visto che la legge è sempre un concetto relativo per i super poliziotti da film, in seguito ai fatti di ‘sto prologo, Spartan verrà condannato insieme a Phoenix a “congelamento correttivo” in un crio-penitenziario.

Demolition Man Sylvester Stallone

Com’è come non è, il nostro John Spartan passa i successivi quarant’anni sotto forma di prodotto ittico surgelato; e siamo così nel 2032. Purtroppo però, mentre il nostro si gode la bella vita del surgelato, inizia la procedura di scongelamento di Phoenix, che su carta, dovrebbe sostenere l’udienza per il suo rilascio. Così, dopo neanche un quarto d’ora di film, cominciano a grandinare i va be’ come se non ci fosse un domani; ma andiamo con ordine.

Demolition Man Wesley Snipes

Praticamente, anziché aspettare che lo liberino come previsto, Phoenix ha la brillante idea di mostrare che sia proprio lui il cattivo del film, nel caso non ce ne fossimo accorti. Quindi inizia a menare schiaffi a tutti in generale, un paio di omicidi, così, tanto per gradire et voilà! Via verso nuove avventure. Una volta fuori poi, Phoenix, non si sa come, ma si rende conto di quanto la società sia cambiata durante il suo periodo d’ibernazione: infatti, non c’è violenza, niente crimine, niente minacce alla salute; le fantasie distorte di un hippy rincretinito, insomma. Un incubo di società alla melassa, in cui sono tutti buoni, gentili ed educati.

Sandra Bullock

Nel mentre Phoenix si sta dando alla pazza gioia, noi facciamo la conoscenza dell’agente di polizia Lenina Huxley (Sandra Bullock), una sclerata fissata col XX° secolo e tutto ciò che c’è di annesso e connesso. Insieme ad un altro agente, cioè Bill Cobbs a cui non mancano i proverbiali due giorni alla pensione, Huxley va dal capo e gli dice che c’ha la soluzione al problema: Simon Phoenix è un criminale vecchio stampo, quindi, per catturarlo c’è bisogno per forza di un poliziotto vecchio stampo.

Sylvester Stallone

Sì, ma va be’, oh. Fermiamoci n’attimo: capisco che la società moderna non riesca a gestire uno come Phoenix, d’accordo. Però ora non è manco Hulk in preda a una crisi di nervi, eh. A ogni modo, la geniale soluzione è scongelare anticipatamente John “Demolition man” Spartan; perché come ci tiene a ricordarci più volte lui stesso “ci vuole un pazzo per beccare un altro pazzo”. Wow! Che profondità.

Comunque, ci tenevo a sottolineare quanto sia “curioso” il fatto che, nonostante il glorioso passato e i tanti meriti, sia Spartan che Phoenix fossero stati condannati entrambi. Non solo: per di più a Phonenix è stata fissata l’udienza di rilascio molto prima del nostro eroe; al di là di tutti i crimini commessi, eh. Seems legit.

Comunque, John viene scongelato e la nostra bella Huxley gli fa un breve recap della situazione: so passati quasi quarant’anni da quando t’hanno congelato, la tua famiglia è morta, tutti quelli che conoscevi sono morti e se non lo sono stiamo lì lì…

Le tre conchigliette

Ma sopratutto, cosa più importante, per andare al cesso ci siamo evoluti. No, il bidé non l’abbiamo ancora scoperto, però adesso usiamo le tre conchigliette. Al di là di questo, si arriva poi al momento clou del discorso: Phoenix è fuggito e tu lo devi andare a fermare. Possibilmente coi nostri mezzi, ovvero sorrisi e parole educate. Un po’ come Don Matteo, insomma.

Demolition Man museo

Dicto facto. Senza pensarci due volte John rimette l’uniforme e con dietro l’agente Huxley e un collega di quest’ultima, si reca subito a colpo sicuro a un museo di storia del XX° secolo, intuendo immediatamente che Phoenix fosse alla ricerca di un’arma. Questo ovviamente, ovvero essere l’unico ad aver avuto ‘sta brillante intuizione, è data dal fatto che la società in cui si trova, oltre ad essersi lasciata violenza e criminalità alle spalle, ha fatto ciao pure al senso logico e alla capacità di razionalizzazione. Sia mai che un criminale violento, sia proprio alla ricerca di un’arma da fuoco? No, ma quando mai…

Demolition Man

Da qui in poi, John e Simon si scontreranno a più riprese, intrecciando i loro “diverbi” sullo sfondo di una società “imbambolata” e ridotta all’inerzia dei sensi dal capo assoluto di quel futuro, Raymond Cocteau, che ha piegato tutti alla sua melliflua visione di società ideale che, vedendosi minacciato in questo da uno sparuto gruppo di cittadini che crede ancora nel libero pensiero, architetterà il suo piano “geniale”, di cui verremo a sapere poi, in cui rientrava proprio Phoenix.

 

Ok. Finalmente arriviamo alle consuete considerazioni finali e alla fatidica domanda, com’è questo film.
Beh, diciamo che, per usare un simpatico eufemismo, più “americano” di così si muore. Il nostro compatriota Marco Brambilla, regista di ‘sto Demolition Man, trapiantatosi già al secolo negli States, sembra fare di tutto pur di “adeguarsi” e mantenere alto il livello d’ignoranza a tutti i costi.

Demolition Man

In generale, già il tema “dystopian future” era, ed è tuttora un genere alquanto abusato, ma il fatto che il film cerchi di pescare a piene mani da opere letterarie di un certo spessore, come ad esempio “Il Nuovo Mondo” di Huxley  se non altro evidente anche dal personaggio della Bullock che ha lo stesso nome, sminuendoli senza pietà, è qualcosa di avvilente.Così come è avvilente l’incongruenza su cui poi è basata la storia. Tipo che, Demolition Man è un super poliziotto super decorato ma, visto che non ha salvato gli ostaggi allora gli viene data la stessa condanna di Phoenix; cioè, ma c’ha un senso ‘sta cosa?

Wesley Snipes Demolition Man

Inoltre, se la società in cui protagonista e antagonista si ritrovano, ha perso qualsivoglia tipo di inciviltà tipica del passato, tanto che millemila poliziotti si so’ fatti prendere a sputi e pernacchie dal cattivo, allora le “guardie” del crio-penitenziario, a che servono? Stanno lì in amicizia presumo. Ovviamente, questo è solo un esempio fra tanti che si susseguono nel film, e di come in generale, una storia con del potenziale venga piegata alla banalizzazione e alla semplificazione estrema, così da essere applaudita pure dal più distratto dei Peter Griffin che si trova a guardarla.

Anche se, indipendentemente da questo, credo che il problema maggiore di Demolition Man sia il non seguire una linea di condotta. Nel senso che, a un certo punto è palese la forzatura nel ficcare assieme disperatamente “elementi da botteghino” fra i più disparati quali: azione tamarra (poca in realtà), esplosioni d’attenzione, elementi da peggio commedia di quart’ordine, battutine sceme e gag ancora più tristi. Tutto buttato così alla rinfusa dietro la scusa dell’auto-ironia e con la presunzione di voler tirare fuori pure la morale riflessiva. Sapete però qual è l’unica morale della favola? Pura ignoranza americana.

Sly Stallone e Sandra Bullock

Però, in virtù del fatto che per me in ogni cosa c’è sempre un “ma”, come nel caso del Dredd “Stallonesco” uscito poco tempo dopo, bisogna ammettere che nonostante tutta la stupidità di fondo, questo film piace. Demolition Man come film d’intrattenimento riesce. Il punto è questo: anche il peggio e più abusato dei cliché, il più ignorante e il più stupido, se sfruttato a dovere, riesce. Alla fine della fiera, la storia semplice, i personaggi da cartone animato, la fase love interest telefonata, le sequenze d’azione da manuale, sono tutte cose che messe insieme a conti fatti divertono. Poco conta che si tratti di una puerile baracconata con pretese più alte di quello che può permettersi, perché come ho detto, il punto fondamentale, cioè “farsi guardare con piacere”, lo fa e riesce.

In definitiva, Demolition Man è come il cibo del McDonald: sai che è spazzatura, loro sanno che è spazzatura, ma te la pubblicizzano come fosse oro. Alla fine te la vai a mangiare e nonostante tutto t’è pure piaciuta. Questo è Demolition Man. Un panino da fast food.

Detto questo, credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned e sopratutto Stay Retro.

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Demolition Man
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

7 thoughts to “Demolition Man – Sylvester Stallone e le tre conchigliette”

  1. In quest’articolo cerchi in ogni modo di fare battute che evidentemente consideri”sagaci”, pur di fare apparire questa spassosa fanta-action-comedy ben peggio fine quello che è…Non rendendoti conto però che il forte pregiudizio che hai sul film -o su un intero genere in particolare? – ti fanno prendere delle grosse cantonate.

    Ad esempio, chiedi che senso abbia che il personaggio di Stallone riceva la stessa condanna del criminale interpretato da Snipes e soprattutto che quest’ultimo venga “scongelato” prima di lui; tutto questo viene spiegato in maniera convincente nel film, ma evidentemente te lo sei perso, preso dalla foga di giudicare e basta.
    Stessa cosa per la presenza stessa delle guardie….Il motivo è CHIARO E ASSOLUTAMENTE LOGICO, e il fatto che ponga queste perplessità mi fa supporre che in realtà ‘sto film tu non l’abbia nemmeno visto interamente, ma soltanto qualche spezzone. Quel che ti basta per venire qui a sputare sentenze, senza cognizione di causa.

    1. Allora, se siano o meno “battute spassose”, a dirti la verità non saprei. L’unica cosa che posso dirti, è che questo è semplicemente il mio modo di parlare; a cui cerco di rimanere quanto più fedele possibile. Che piaccia o non piaccia, per me, è un fattore secondario.
      In secondo luogo, no. Non ho nessuna “fretta di giudicare”. Questo è solo il mio parere su un film e in ciò vale quanto suddetto: puoi essere d’accordo come che no. Per me è uguale. Anzi, mi fa piacere che tu abbia voluto dire la tua perché d’altronde, questo è il senso di un pagina “pubblica”.
      Punto terzo, sì, il film l’ho visto e forse, dico forse, magari dovresti darglielo un occhio in maniera un po’ più approfondita visto che le mancanze e i paradossi ci sono, eh. Non mi so’ inventato nulla e chiunque può guardare il film per confutare ciò.
      Ultimo ma non meno importante, “venire qui a sputare sentenze”!? Guarda che questo è il mio, attenzione dico mio blog personale; è pubblico certo. Ma fino a prova contraria, sono gli altri che “vengono qui”. In questo caso, a sputarmi sentenze. Non so se ti sei reso conto della paradossalità della tua affermazione.
      In ogni caso, ti ringrazio per la partecipazione. Un abbraccio.

  2. anche a me piaceva anche se ero consapevole della pezzenteria. alla fine per intrattenere un’ora del nostro tempo va più che bene. qualche pestaggio c’è, il futuro distopico c’è ed è quanto basta ad un ragazzino degli anni 90 per farselo piacere.
    ricordo sempre la storia delle 3 conchigliette, che ovviamente non sono mai riuscito a cogliere, così come il momento in cui i protagonisti entrano in casa e per accendere la luce bastava pronunciare luce.
    no ma dai, che cosa stratosferica era? invece oggi scopri che è una cosa possibilissima

  3. Per fortuna questo blog/sito/forum o quello che è, è seguito da pochissima gente, e se lo seguono è perché vogliono sentir recensire film da uno che il cinema dovrebbe evitarlo. L’ironia non è la tua arma migliore, ma neanche la critica cinematografica…

    1. Ah, quindi sapresti quante persone seguono il blog? Curioso. Sopratutto, mi piacerebbe sapere come.
      In ogni caso, sì, la critica cinematografica non è il mio settore e non è che ne abbia mai fatto chissà quale gran mistero. Queste, sono solo due righe col mio parere in merito a cose di cui mi va di parlare.
      Poi, se con la mia ignoranza, e quella di tutti “quei pochi” che leggono le due righe tanto per occupare un po’ di tempo, offendiamo nella sensibilità grandissimi critici, accreditati in lungo e in largo come probabilmente sarai tu, che posso dirti? Scusa, ti va bene?
      Una cortesia, appena uscirà il tuo prossimo manuale di cinema, linkamelo così magari imparo qualcosa.

      1. Sono allibito che uno possa scrivere una recensione di un film senza capirci niente …quando dici che snipes viene rilasciato prima di stallone ma non capisci come mai mi sembra che non serva un genio per capire che snipes è stato rilasciato per volere del capo di san Angeles perché vuole che ammazzi il capo dei rivoltosi …e cmq demolition man CAPOLAVORO ASSOLUTO !!!!

        1. Ok, grazie per avermi fatto notare quanto non capisca niente. Ne prendo nota.
          E si, certo… Kubrick, Buñuel, Lang scansatevi ma subito, proprio. Che c’è Brambilla con Demolition Man che è capolavoro assoluto!11!!1

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