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Dal Tramonto all’Alba – I vampiri secondo Quentin Tarantino

Spesso si dice che “prendere ispirazione da”, non vuol dire altro che copiare da chi è meglio di te. Forse è vero come che no, ma di sicuro, in questo senso, nessuno è meglio di Quentin Tarantino nel “cercare ispirazione”: dopotutto, lo stesso Quentin non ha mai fatto chissà quale grande mistero di ‘sta cosa, eh. Anzi, spesso e volentieri ha ammesso di essere un grande appassionato di Spaghetti Western, Giallo all’Italiana e vecchi film Wuxia e Gongfu, da cui attinge “spunti e idee” per i suoi lavori.

Ad alcuni può non piacere come regista, questo è ovvio. Meglio ancora: addirittura può essere schifato; e a me personalmente è capitato di aver a che fare e dire con tipi che detestano lui e i suoi film. Però, indipendentemente da tutto, a me piace. Piace per via di quella sua peculiare caratteristica di prendere cose totalmente alla cazzomannaggia, che fra di loro non hanno nulla a che spartire, e riuscire a trasformarle, dandogli un senso e un’impronta distintiva originale. Insomma, quel che intendo per farla breve, è che i film di Tarantino c’hanno una “faccia” che riconosceresti fra mille. Ora, l’esempio migliore da fare per capirci, è proprio “Dal Tramonto all’Alba”, a cui adesso prendiamo e ci andiamo a buttare l’occhio.

 

Dunque, si diceva di come “le idee siano nell’aria”, no? Con tutta quella cosa del “prendere ispirazione” e compagnia cantante. Tanto per capirci, in un episodio de “Le dieci meglio cose” riguardo una decina di film sui vampiri che m’hanno infognato non poco e che penso sia il caso di buttarcelo un occhio, menzionai un film, un certo “Vamp” con Grace Jones. Beh… qual è il punto adesso? Nulla, salvo il fatto che tra “Vamp” e “Dal Tramonto all’Alba” ci passano dieci anni di differenza, col primo uscito nel ’86 e il secondo nel ’96 invece; e che nel primo c’è una coppia di ragazzi che finisce in uno strip club in realtà covo di vampiri, mentre nel secondo c’è una coppia di fratelli che finisce in uno strip club in realtà covo di vampiri.

Non lo so… è una cosa mia, oppure si nota che c’è una certa “somiglianza” di fondo? A ogni modo, vero è che a volte è un tantino difficile distinguere quella sottile linea che separa la semplice copia da un prodotto ispirato, e ok. D’accordo. Però, al di là di quale che sia ora la verità in merito, secondo me, in certi casi “copiare” non è un male: vedi Pitch Black ad esempio. No, secondo me ciò che fa la differenza, è come “ti giochi le tue carte”.

Dal Tramonto all’Alba

Allora, Dal Tramonto all’Alba inizia in questo squallido convenience store, il “Benny’s World of Liquor”, un posto che sta all’angolo fra il boh e il niente di niente, cioè il luogo ideale per avviare un’attività di successo. Intanto ‘sta bettola è dove lo sceriffo Earl McGraw si reca quotidianamente a fare i suoi acquisti e a intrattenersi in elucubrate discussioni col proprietario, che in summa massima vertono tutte sullo stesso argomento: disprezzo per i diversamente abili, amabilmente chiamati mongoloidi, usare il bagno per “svuotare la proboscide” e l’alcol; che come ci tiene a dire lo sceriffo, dopo una giornata come la sua l’unica cosa che vuole fare è tornare a casa e bere fino a svenire.

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Comunque, nel frattempo lo sceriffo sta a fa’ il suo simposio chiedendo “elegantemente” il permesso di usare la ritirata, scopriamo che nel negozio sono nascosti Seth Gecko e suo fratello minore Richard, il quale ha appena aiutato Seth a evadere di prigione e, siccome stavano per strada, hanno fatto pure un attimo ‘na rapina in banca ammazzando quattro persone. I due sono diretti in Messico e s’erano fermati per comprare una schifosa cartina stradale, visto che nel ’96 non c’erano ancora i navigatori.

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Fondamentalmente, non ci sarebbe stato nessun problema per i due ma: Richie è un pazzo bastardo, psicopatico, maniaco sessuale, stupratore seriale che soffre di allucinazioni. Una personcina veramente ammodo, praticamente. Infatti, entrato per prendere una cartina manda tutto in malora e l’arrivo dello sceriffo complica solo le cose.

Inizialmente Seth tiene tutto sotto controllo ma Richie, in preda alle sue classiche allucinazioni, prende e spara in testa allo sceriffo e tutto finisce in un lago di sangue e il negozio che salta in aria. Bene. Ah! Piccolo appunto: una cosa molto simpatica è che “Kill Bill”, i due “Grindhouse: Death Proof-Planet Terror” e “Dal Tramonto all’Alba” sono tutti legati in una sorta di continuum. Infatti, il personaggio dello sceriffo Earl McGraw appare in tutti i film e, anche se per la prima volta in Dal Tramonto all’Alba, in ordine cronologico questo si colloca dopo gli altri, visto che qui viene ucciso da Richard Gecko.

tarantino dal tramonto all'alba

Tornando a noi, mentre i fratelli Gecko continuano a far salire il bodycount, la scena si sposta e facciamo la conoscenza dei Fuller, nucleo familiare composto dal padre neo-vedovo ex pastore Jacob, e i due figli Scott e Kate. In sostanza a Jacob gli gira storta, sta in crisi esistenziale e così, ha deciso di fare ciò che tutti gli uomini in crisi di mezza età fanno: comprarsi un camper e girare il paese. Solo che a un certo punto stanco di guidare e schifato dalle cuccette del camper, prende la pessima decisione di fermarsi a dormire in un motel. Lo stesso in cui poco prima s’erano fermati pure i fratelli Gecko. Quando dici che c’hai il culo, proprio.

Del resto, la convergenza casuale di fatti e personaggi all’apparenza slegati è una cosa che Tarantino usa spesso e volentieri; vedi ad esempio in Pulp Fiction quando Butch e Marsellus capitano nel negozio di pegni di Maynard trovandosi “ad aspettare” Zed. Ah! Aspetta… sempre a proposito di Pulp Fiction quando Tarantino nel 1990 circa iniziò a scrivere la sceneggiatura di Dal Tramonto all’Alba, scrisse anche il famoso monologo pronunciato da Jules “Ezechiele 25:17”, che inizialmente era stato pensato proprio per il personaggio di Jacob Fuller.

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Ok, allora dicevamo che, mentre Jacob sta parcheggiando incrocia Seth che proprio in quel momento stava tornando dalla sua “avanscoperta”. Il piano, almeno nella sua testa, era abbastanza semplice: Carlos, un potente capo di un cartello di narcos suo contatto, in cambio di una percentuale, permetterà ai fratelli di nascondersi a El Rey, una specie di paradiso per latitanti. Cautelativamente, e sperando nella fortuna, Seth s’era portato pure dietro un ostaggio dalla rapina in banca che sperava di usare – non so come – per passare la frontiera. L’unico suo errore in tutto questo, è stato lasciare la donna sola con Richie. Tanto è vero che quest’ultimo la stupra e poi la massacra a revolverate in faccia. Così, urge un nuovo piano al volo.

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Ed è qui che entrano in gioco i Fuller e il loro camper: con una scusa fanno irruzione nella loro stanza e li costringono a portarli al di là del confine usando il camper come nascondiglio. Fortunatamente per loro, stavolta Seth con un papagno di quelli letali dritto in bocca a Richie, mette una pezza alla situazione che stava per finire in cagnara proprio al casello, e così riescono ad arrivare in Messico. A ‘sto punto Seth si mette a fa’ tutto il grande amicone con Jacob e come ultimo “favore”, gli chiede di portare lui e il fratello al “Titty Twister”, un posto in mezzo al deserto aperto “dal tramonto all’alba”, luogo dell’appuntamento con Carlos.

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Del resto, si capisce subito perché è stato scelto proprio il Titty Twister come posto visto che è, come dire… di gran classe, ecco. Una specie di club per soli gentleman, se vogliamo. Infatti, c’hanno pure l’imbonitore che decanta il programma del posto. Tipo:

“Allora, passere, passere, passere! Entrate qui da noi, amanti delle passere! Qui al Titty Twister trovate le belle passere a metà prezzo. Diteci come la volete e noi vi daremo le migliori passere del Messico a prezzi stracciati. Allora, potete trovare passere bianche, passere nere, spagnole, passere cinesi, passere bollenti, passere gelate, passere bagnate, passere profumate… eh eh eh, e poi passere pelose, passere insanguinate, passere affamate. E abbiamo passere di seta, passere di velluto, passerine di plastica. Troverete passere dorate e passere argentate. Volete una bella passera? Entrate, amanti della passera, e se non la trovate qui vuol dire che non esiste. Venite qui, amanti della passera! Amanti della passera, approfittate della nostra offerta “prendi due, paghi una e un penny”. Sì, se prendete una passera al prezzo normale avrete a disposizione un’altra bella passera dello stesso tipo e come più vi piace solo per un penny. Vi rendete conto? Una bella passera per un penny! Se trovate un’altra passera a meno… fottetevela!”.

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Al di là delle fantastiche offerte, all’interno del locale facciamo la conoscenza di alcuni avventori: tra i quali: Aiden “Sex Machine” Tanner, interpretato dal leggendario mago degli effetti speciali Tom Savini che, come viene detto nei contenuti speciali s’era fatto prendere un po’ troppo la mano dall’effetto realtà, scucendo papagni veri in bocca a molti attori tra cui anche George Clooney.

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Questa bella biondina qui a cui Sex Machine frega la birra e che in effetti non ha nessuna importanza ai fini della trama, e lo menziono solo perché in realtà è Greg Nicotero, altra leggenda degli effetti speciali che s’è prestato al gioco con Tom Savini e,

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dulcis in fundo, Frost. Ex veterano della guerra del Vietnam interpretato da Fred Williamson, uno che c’ha tipo un curriculum sterminato di film blaxploitation e sci-fi alle spalle, tra cui “I Nuovi Barbari” e “1990: I Guerrieri del Bronx” di Enzo Castellari, “I guerrieri dell’anno 2072” di Lucio Fulci e via dicendo. Che poi lo sappiamo: a Tarantino piace un sacco andare a pescare ‘sta gente che naviga sul viale del tramonto riportandoli “in vita”.

Che so, vedi John Travolta ad esempio. Praticamente la sua carriera era defunta prima di avere successo con Pulp Fiction. Oppure David Carradine in Kill Bill, per dire. Ah! Visto che ci siamo, inizialmente Williamson avrebbe dovuto interpretare Sex Machine e Tom Savini Frost. Poi alla fine i ruoli, per un errore mi pare, vennero invertiti.

dal tramonto all'alba

A ogni modo, tutto sembra andare bene. Il clima tra i Fuller e i Gecko sembra essersi fatto sereno, con Seth e Jacob che stanno brindando “alla famiglia” e Richie che condivide le sue perversioni con Scott tutto stonato da una tempesta di culi e tette. Fino a quando, non si arriva al clou della serata, l’evento, il pezzo forte: lo show di Santanico Pandemonium, la prima donna del Titty Twister. Non è che ora c’abbia molta importanza ma… segue breve carrellata d’immagini esplicative.

dal tramonto all'alba

dal tramonto all'alba from dusk till dawn salma hayek

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Ecco, Salma Hayek in versione maialona da battaglia è un qualcosa che non si vede tutti i giorni e quindi, mi pare normale che tutti stanno presi malissimo da lei che s’agita tutta sensuale.

dal tramonto all'alba from dusk till dawn salma hayek

Almeno fino a quando la donna non rivela la sua vera natura: un mostruoso “vampiro del cazzo”, e come lei tutto il resto del personale e ballerine del locale, che danno il via a una di quelle mattanze number one.
Ok, arrivati a ‘sto punto mi pare inutile allungare il pippone più del necessario e perciò, il “domandone”: com’è questo film?

Allora, all’inizio di ‘sta pappardella si parlava di copiare o non copiare, questo è il dilemma. Praticamente una delle “accuse” che più spesso ho sentito muovere nei confronti di Quentin Tarantino. L’esempio in questo caso, s’era fatto con Vamp, un film uscito la bellezza di dieci anni prima di questo, nonché quattro prima che Tarantino scrivesse ‘sta sceneggiatura che affidò poi all’amico Robert Rodriguez per la regia.

Ora, il fulcro del soggetto in effetti, può non essere originalissimo al cento per cento, ok. Però, ciò che conta è che “Dal Tramonto all’Alba” non è un rip-off; non dà l’impressione che Tarantino si sia detto “oh, che figo! In ‘sto film questi vanno a cerca’ delle spogliarelliste che poi so’ tutti vampiri, ora lo faccio pure io”. No, Dal Tramonto all’Alba è una “creatura unica”, sogno bagnato di ogni adolescente e apogeo di tutto ciò che può desiderare questo tipo di pubblico. Un film per adolescenti fatto da un adolescente, troppo cresciuto e coi soldi che gli escono dalle orecchie.
In sostanza è come vedere un mashup di due film diversi legati insieme. Da un lato, c’è una prima parte da Hostage Movie che va nel Trhiller Roadkill rozzo, grezzo, violento e sboccato. Poi all’improvviso, una seconda metà che non c’ha nulla da spartire che esplode e ti spiazza con una trionfale, trashissima gorefest piena di culi, tette, mostri e sangue. Realisticamente parlando, è impossibile, secondo me, definire Dal Tramonto all’Alba una scopiazzatura. No, piuttosto lo definirei “il delirio di un nerd che non fa altro che citare cose su cose”; d’altronde, Tarantino in sostanza non è proprio questo?

E infatti, il film se ne cade di citazioni. Partendo da quelle più o meno autoreferenziali come i fratelli Gecko, specie di variazione fraterna sulla scia di “Natural Born Killers”; tra l’altro sempre scritto da Tarantino ma girato da Oliver Stone con cui poi stava arrivando alle mani, facendo poi rimuovere il suo nome dai credits del film tanto rimaneggiarono la sceneggiatura. Oppure le fasi d’asserragliamento in stile “Notte dei Morti Viventi” e “Distretto 13 – Le brigate della morte” di Carpenter. Quest’ultima poi, manco tanto velata come citazione, visto che Scott c’ha la t-shirt del film.

Non basta, ne vogliamo mettere ancora?  In origine, nella prima bozza stesa il personaggio di Satanico Pandemonium  avrebbe dovuto chiamarsi “Blonde Death”. Alla fine, Quentin Tarantino decise, visto il setting, d’ingaggiare una stella latino-messicana ed ecco che cicciò fuori Salma Hayek. Il nome altro non è che il titolo di un film horror messicano misconosciuto, Santanico Pandemonium appunto, conosciuto qui da noi come “La novizia indemoniata”. Dai persino il titolo del film, “Dal Tramonto all’Alba”, è un omaggio ai vecchi drive-in che in piena epoca dei midnight movies segnavano la lunghezza degli spettacoli, che appunto andavano “Dal tramonto all’alba”.

In definitiva, Dal Tramonto all’Alba” è un film che secondo me non si può non amare. Certo, ha qualche imperfezione, come un finale spinto un po’ troppo velocemente (anche se c’è da dire che comunque vennero tagliati ben venti minuti del rissone coi vampiri) e comprimari che avrebbero meritato un po’ di spazio e caratterizzazione in più, certo. Ma d’altronde la perfezione non esiste. Quindi, al di là di questo, per me, Dal Tramonto all’Alba si becca quattro ok di Fonzie su cinque, visto che Tarantino, ha dimostrato di saper giocare le sue carte, mettendo il suo in ogni cosa che fa, anche se non originalissima.

scala fonzie

Bene, e con questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned e sopratutto Stay Retro.

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Dal Tramonto all'Alba
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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