Poster del film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Cyborg: He-Man e Spider-Man uniti formano Jean-Claude Van Damme

Nell’ultimo episodio della rubrica I Miti degli anni ’80, s’è parlato di Jean-Claude Van Damme, no? Ecco, nelle due righe in cui c’abbiamo buttato l’occhio alla sua carriera in generale, e sul come e perché sia un personaggio che meriterebbe molto più rispetto e popolarità di quanto attualmente gode, dicevo ‘na cosa in particolare. Ovvero, che negli ultimi giorni mi so’ sfondato a ufo di tutti i suoi primi film. Ora, fra questi, ce n’è uno che non ho menzionato di proposito: sto parlando di Cyborg. Ho evitato di tirarlo in mezzo, perché Cyborg, è un qualcosa di… diciamo particolare. ‘Na specie di prodotto stand alone. Che, in un certo qual modo, per essere capito appieno necessita di un approfondimento.

Approfondimento tra l’altro, che mi dà anche la possibilità di ciarlare di un argomento su cui da un bel po’ di tempo c’avevo voglia di tirare giù due righe. Mi riferisco alla storica casa di produzione Cannon, che durante gli anni ’80, ha tirato fuori certe bombe ma che erano il panico, proprio. Comunque sia, a ‘sto punto è inutile che la meniamo più lunga del necessario, perciò andiamoci a buttare un occhio su He-Man 2Spider-Man Cyborg.

logo della Cannon film che appare nei titoli di testa del film Cyborg

Dunque, dicevo che per capirci, c’era bisogno di un approfondimento, giusto? Giusto. Quindi, partiamo dapprincipio. La Cannon films nacque nel 1967, fondata da Dennis Friedland e Christopher Dewey. A quei tempi, la Cannon ebbe da subito un certo successo perché, fondamentalmente andò a occupare un settore particolare. Sostanzialmente, s’occupava di importare e produrre film porno svedesi. Bello, eh? A ogni modo, stringendo il brodo al massimo: passato il boom degli anni ’70, il settore pornozozzografico cominciava a essere inflazionato. Scelte sbagliate, investimenti fallimentari e nuove leggi fiscali sulla produzione cinematografica et voilà! La Cannon di Friedland e Dewey andò a chiappe all’aria.

Charles Bronson nel film Death Whish in italia Il Giustiziere della Notte

Cosicché, nel ’79 i fondatori originali vendettero la Cannon ai due cugini Menahem Golan e Yoram Globus. Fu grazie a ‘sti due burberi che la Cannon, da piccola casa di produzione pornografica, raggiunse il successo mainstream. Grazie al suo status di outsider e l’approccio a qualunque tipo di produzione cinematografica, negli anni ’80 la Cannon Films divenne un nome importante a Hollywood. Durante il loro periodo di boom, Golan e Globus c’hanno inondati con ‘na caterva di infognatissimi b-movies, molti dei quali diventati poi dei cult. Tipo la saga de Il Giustiziere della Notte, Delta Force o Highlander, tanto per dirne qualcuno. Tutta roba a basso costo, vero. Ma comunque redditizia.

Poster del film Over the Top con Sylvester Stallone

Poi a metà degli anni ’80, Golan e Globus cominciarono a cambiare la loro strategia. Mentre continuavano a produrre sequel su sequel de Il Giustiziere della Notte e robe simili, cominciarono a fare film più costosi e a puntare più in alto. Come Space Vampires e Over the Top con Stallone. Inoltre, allo stesso tempo, la Cannon cominciò ad acquisire i diritti di proprietà potenzialmente redditizie, provenienti da fumetti, libri e serie di giocattoli, pianificando in questo modo di entrare nel mondo dei Big Seven di Hollywood.

Poster del film Delta Force con Chuck Norris e Lee Marvin

Purtroppo, da che mondo è mondo, non bisogna mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Si dice così, no? Eh, peccato che fu proprio questo invece che la Cannon iniziò a fare. In sostanza, l’approccio a ‘sto tipo di nuove, costose produzioni, era quello di vendere i film, ancor prima di averli realizzati. Spendendo cifre enormi per promozione e battage pubblicitari. Voglio dire, ‘na tattica simile, onestamente funziona, certo. Ma quando si tratta di film a basso costo però. Che in tutto venivano a costare un paio di milioni. Di sicuro, non è ‘na cosa che puoi fare quando c’hai intenzione di fare un sequel di Superman.

Infatti, s’arrivò al punto che, nel momento di mettersi a girare i film, la Cannon si trovava in condizione maldisposta a cacciare le cifre necessarie di cui film – come quello di Superman appunto – hanno bisogno. Perciò, via di risparmio matto e disperato su effetti, costumi e set.

Christopher Reeve che interpreta Superman nel film della Cannon Superman IV mentre lotta con l'uomo atomico

Per capirci, quando venne annunciato Superman IV, al di là delle spese di promozione suddette, la Cannon aveva stanziato un per niente irragionevole budget di quasi quaranta milioni. Sfortunatamente, a causa dei troppi progetti in cantiere contemporaneamente e dei flop che avevano fatto i loro film di punta come Over the Top, magia! Da quei quasi qauranta milioni, il budget per Superman IV arrivò a poco più di quindici. Sfido che venne preso a rutti e fischi all’uscita.
Alla fine della fiera, anche il successivo film di He-Man e I Dominatori dell’Universo, seguì le stesse paturnie di Superman IV, e fece poi la stessa fine. Anzi, pure peggio. Che fu un miracolo che venne completato.

Dolph Lundgren nel film He-Man e i dominatori dell'Universo

In un’intervista, Gary Goddard il regista di He-Man, raccontò certi fatti allucinanti. Tipo che ormai la troupe stava lì lì per mandarlo a fancul… dargli forfait. Perché praticamente, stavano lavorando a gratis. E lui, Goddard, doveva mettersi e supplicarli di stare là, dicendo ogni volta che la Cannon li avrebbe pagati da un giorno all’altro.
Ma i tagli erano stati fatti ovunque. Soldi non ce n’erano proprio. Tanto che, sempre Goddard racconta, mentre stavano girando la lotta finale tra He-Man e Skeletor, alle sue spalle la troupe già stava smontando il set, spegnendo le luci e le macchine da presa.

Tuttavia, nonostante questo la Cannon continuava a puntare sul marketing. Con Golan e Globus convinti che questa fosse la scelta giusta. Infatti, tanto di cappello a Globus che, seppur col culo a terra, andò a Cannes nel ’87 ad annunciare Masters Of The Universe 2. Tanto poi, chissene se Dolph Lundgren aveva rinunciato al ruolo. Tanto loro già c’avevano il surfista Laird Hamilton a sostituirlo. Chissene se i soldi mancavano. In qualche modo, sarebbero usciti. Per loro, almeno nella loro testa, le cose erano già belle che fatte.

poster di alcuni film del regista Albert Pyun

Quindi, per realizzare He-Man 2, venne assunto Albert Pyun. Regista di un certo calibro, proprio. Tanto che, lo menzionai qui per via di un suo film, nelle due righe su i peggio cloni di Terminator. Al di là di questo, attenzione però, che il bello ancora deve arrivare. Infatti, in contemporanea con l’inizio della produzione sul sequel di He-Man, Pyun avrebbe dovuto occuparsi anche del film di Spider-Man, con set e costumi già pronti per le riprese. Morale della favola, l’idea era che Pyun avrebbe diretto entrambi i film più o meno simultaneamente. Alternando due settimane di riprese e pausa fra i due progetti.

Breve parentesi: inutile dire che il sequel de I Dominatori dell’Universo, tanto meno l’adattamento di Spider-man videro la luce. Dopo vediamo il perché nello specifico ma, in merito al film di Spider-man, oserei dire per fortuna non fu mai realizzato. Perché stando alle parole di Pyun, pare che Menahem Golan “non abbia mai capito” Spider-Man. Nel senso come concepito da Marvel; praticamente lui s’immaginava – e voleva – il personaggio come una specie di orrenda e grottesca mostruosità. Un uomo-ragno letterale insomma, con otto braccia pelose e cose di ‘sto genere.

Poster del film Spider-man mai realizzato del 1986 prodotto dalla Cannon Films

Tornando a noi, i motivi per cui ‘sti due film non videro mai la luce, sono riconducibili a vari fattori. Ma essenzialmente, il fil rouge resta comunque la pezzenteria. Mi spiego: per quel che riguarda He-Man, nel ’87 la popolarità dei Masters come giocattoli, era in forte declino. Cosa che di certo, non aiutò il film, di suo arrivato troppo lungo per cavalcare l’onda. Senza contare che quando uscì nelle sale, anziché rivelarsi il traino in cui la Mattel sperava, venne preso a rutti e sbadigli. Cosicché, visto il b-movie low-budget che la Cannon aveva tirato fuori, complice anche forse di aver visionato lo script o magari lo storyboard, la Mattel ritirò la licenza di sfruttamento. Stessa cosa, fece la Marvel coi diritti di Spider-man.

A ‘sto punto, le licenze erano perse e i film non potevano più esserci. Tuttavia, la Cannon ormai aveva già speso due milioni di dollari per la costruzione di entrambi i set e relativi costumi. Quindi, cosa fare? Semplice: Pyun era stato ingaggiato, no? Allora dalla Cannon gli dissero: senti bro, qua i soldi li abbiamo spesi. Cioè, sbattiti un po’e vedi di tirar fuori qualcosa con cui possiamo usa’ ‘sta roba, che mica la possiamo buttare, eh. E quindi Pyun, nell’arco di un week-end scrisse la sceneggiatura di questo nuovo progetto chiamato Slinger. Successivamente – e non so per quale motivo – ribattezzato Cyborg.

Intro del film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Cyborg, come detto, è stato scritto in fretta e furia in un fine settimana e… sì. In effetti si nota subito ‘sta cosa. Fondamentalmente, il film inizia introducendo subito la storia: ovvero la società è crollata, naturalmente nel classico futuro distopico anni ’80. Le cause non vengono specificate ma, fra le tante, il problema più grave è ‘sto nuovo morbo chiamato “La Peste”, che ha decimato la popolazione mondiale.

set dei film He-Man 2 e Spider-man riutilizzati per il film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Dopo ‘sta breve spiegazione stirata in quindici secondi netti, vediamo ‘sti due tipi che scappano attraverso le rovine della vecchia New York. Con tanto di gente crocefissa a caso, a mo’ di segnaletica stradale.

set del film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Rovine che in ogni modo, non sono altro che il vecchio set di Spider-man adattato alla meno peggio per usare i costumi del seguito de I Dominatori dell’Universo.

Fender Tremolo nel film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Comunque sia, i due stavano così di fretta perché inseguiti da, attenzione: Fender Tremolo, e la sua banda di predoni-razziatori-assassini-psicopatici.

Vincent Klyne Fender Tremolo nel film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Alla fine Fender li raggiunge. Il tizio, Marshall Strat, resta indietro per cercare di rallentare la banda e permettere la fuga all’altra tipa ma, niente. A poco è servito perché viene decapitato in un attimo, con scioltezza e disinvoltura.

film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Alla fine della fiera, a salvarla si presenta Gibson Rickenbacker, uno slinger che, comodamente ai fini della storia forse, si trovava da quelle parti per puro caso. O forse no, perché non è chiarissima ‘sta cosa.

film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Com’è come non è, la tizia appena salvata si presenta come Pearl Prophet, in realtà un cyborg in possesso dei dati per una cura alla peste che ha distrutto l’umanità. La sua missione è raggiungere Atlanta per consegnare i dati a un gruppo di scienziati.

Detto questo, n’attimo che voglio aprire una breve parentesi. Cioè, non so se ve ne siete accorti ma, chiunque abbia anche solo quel minimo di rudimentale dimestichezza con gli strumenti musicali, si sarà perfettamente reso conto che i nomi di ‘sta gente, sono appunto quelli di strumenti musicali. Dalle chitarre Gibson, Fender, Rickenbacker alle batterie Pearl. Fino a finire agli amplificatori Marshall passando per parti specifiche degli strumenti come il tremolo e via dicendo. Ora magari, ‘sta cosa dei nomi probabile sia venuta fuori a causa della fretta di tirar giù uno script in fretta e furia. Probabile. Anche se, Pyun dà una sua spiegazione.

film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

Tornando a noi, mentre Pearl ciarlava, Fender li raggiunge e mette fuori combattimento Gibson. Dopodiché, si offre di portare Pearl ad Atlanta. Non perché interessato a una cura per il morbo, no. Piuttosto, perché una volta arrivato lì, avrebbe modo di distruggere tutto, visto che a lui il mondo così com’è diventato piace e ci sguazza.

scena del film Cyborg della Cannon films 1989

Ovviamente però, Gibson si riprende e si lancia all’inseguimento di Fender, che, assaltato un villaggio di pescatori, ucciso tutti e rubato una barca, si dirige verso Atlanta col cyborg.

Jean-Claude Van Damme e Deborah Ritcher in una scena del film Cyborg prodotto dalla Cannon films nel 1989

Ancor più ovviamente però, c’è pure il tempo di ficcare a gratis Nady, l’interesse amoroso del protagonista, che lo accompagnerà durante il viaggio. E fine. Perché in fin dei conti, Cyborg è tutto qui. L’intera diegesi nasce, cresce e muore nei primi venti minuti di film. Non ci sono approfondimenti, non c’è backstory, non c’è una sola miserabile spiegazione a ciò che accade. Semplicemente c’è Van Damme che fa le sue cose da Van Damme.

Quindi, questo è necessariamente un male? Cioè, la mancanza di una struttura narrativa forte fa di Cyborg un film da tirarci a raffica lo sciaquone? Non proprio.

Allora, vanno specificate un paio di cose: innanzitutto, in quel preciso momento, la carriera di Van Damme era appena esplosa. Nel senso che, Cyborg uscì nel mezzo di Bloodsport e Kickboxer, due dei suoi film di maggior successo. In questo senso, la Cannon spingeva forte su di lui. Inoltre, Van Damme ormai s’era guadagnato la fama di stella del cinema di arti marziali, pertanto, era questo che alla fine ci si aspettava da lui. Che facesse le mossette e le capriolette che l’avevano reso famoso. Ma Pyun era di un altro avviso. Non voleva realizzare il film di arti marziali che Cannon voleva cucire addosso al suo attore di punta.

Predoni nel film Cyborg con Jean-Claude Van Damme

Difatti, ci furono dei contrasti. Pyun per la sua storia aveva immaginato un qualcosa di molto più oscuro e sanguinoso. Una storia sci-fi noir, realizzata però come ‘na specie di opera rock, girata in bianco e nero dai dialoghi minimali. Comprensibilmente, Cannon invece spingeva per un action marziale molto più orizzontale e in linea col Van Damme di quel periodo. Alla fine, Pyun dovette cedere. Fece dietrofront e nonostante il lavoro già fatto, realizzò un nuovo montaggio, stavolta a colori. Con nuove linee di dialogo e senza la base heavy metal sparata a palla per tutto il film.

In definitiva, come sarebbe stato Cyborg nel suo taglio originale? Non lo so. Forse meglio, forse peggio. Chissà. Intanto così com’è, è un film che mostra il fianco a fin troppi difetti. Povero contenutisticamente parlando. Perciò, non soprende che venne stroncato dalla critica. Attenzione però: il fatto che venne preso a fischi dalla critica specializzata, non significa che fu un flop. Anzi. In realtà, Cyborg fu un grosso successo commerciale. In effetti, i set vennero riciclati dalle produzioni fallite del seguito de I Dominatori dell’Universo e Spider-man. A conti fatti, l’unico investimento fatto su questo progetto, fu di appena cinquecentomila dollari. Rispetto a un incasso di oltre dieci milioni

Vincent Klyne Fender Tremolo nel film Cyborg del 1989 con Jean-Claude Van Damme

A ‘sto punto, l’ultima cosa che resta da dire è che, indipendentemente da tutto, Cyborg è un film che merita almeno una visione. Perché, la dice lunga il fatto che un b-movie vecchio di quasi trent’anni, perlopiù disprezzato, venga ricordato ancora oggi per il suo stile unico. Spaventosamente sopra le righe. Dove l’azione solida delle arti marziali si fonde in una miscellanea di generi che vanno dallo sci-fi allo spaghetti-western. Oltretutto, Cyborg non è solo un film. E un’istantanea di un momento particolare della storia del cinema. L’ultimo prodotto di uno studio unico. Infatti, la Cannon sarebbe fallita definitivamente da lì a cinque anni.

Ma, ironia della sorta, un film realizzato con quattro spicci, da cui nessuno s’aspettava niente e raffazzonato sulle ceneri di due grandi produzioni andate fallite, si rivelò il più grosso successo commerciale degli ultimi anni della Cannon.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Cyborg: He-Man e Spider-Man uniti formano Jean-Claude Van Damme
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Retrospettiva sul film Cyborg e la casa di produzione Cannon Films.
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Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

One thought to “Cyborg: He-Man e Spider-Man uniti formano Jean-Claude Van Damme”

  1. comprensibilmente questo cinema mi lasciò un po’ di amaro in bocca. però c’era van damme, e van damme faceva le cose da van damme. quindi una sufficienza gliela si dà di diritto

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