Contagious - Epidemia mortale (Maggie) è un film del 2015 diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail Breslin

Contagious – Epidemia mortale (Maggie)

Onestamente, Contagious – Epidemia mortale, m’ha spiazzato. Completamente. Non tanto per ‘sto titolo, come dire… truffaldino, ecco. Sì, che a differenza del titolo originale, Maggie, è chiaramente messo lì apposta per un unico scopo: farti fare nella testa un collegamento subitaneo Arnold Schwarzenegger-zombie-figata. No.

Piuttosto, m’ha spiazzato per due motivi in particolare. Innanzitutto, dopo quarant’anni d’onorata carriera a spaccare culi come se non ci fosse un domani, chi l’avrebbe mai detto, ma Arnold Schwarzenegger è in grado di recitare. E poi perché

Contagious – Epidemia mortale è un film sostanzialmente atipico

Recensione del film Contagious - Epidemia mortale (Maggie) del 2015 diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail Breslin.

Dico atipico, perché pone l’accento su determinati punti. Su cui spesso – e forse fin troppo volentieri – si glissa bellamente per concentrarsi unicamente sull’azione fine a se stessa. Un approccio alla ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi, eccessiva se non isterica, che cerca in ogni modo di richiamare a sé gli spettatori.

Cose del genere, per quanto mi riguarda, fanno perdere ciò che dovrebbe essere il punto principale di un film: raccontare una storia. Parliamoci chiaro, sono il primo a cui piacciono i film dove tutto esplode minimo ottanta volte. Dove gli eroi non credono nelle magliette e dove gli schiaffi volano facili più delle ipotesi.

Recensione del film Contagious - Epidemia mortale (Maggie) del 2015 diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail Breslin.

Certo, è divertente. Quando tutto è messo lì per farti divertire senza prendersi troppo sul serio, però. C’è un motivo per cui polpettoni di due-tre ore come Transformers o Avengers, la cui trama è riassumibile in un rigo su un post-it, ti scivolano addosso come niente. E si tratta di un ritmo epilettico-iper-cinetico. Che si adatta perfettamente alla soglia d’attenzione di un pubblico di pesci rossi.

Luci, suoni, colori a ritmo sostenutissimo che non dicono nulla, ma fatti passare per qualcosa di più profondo di ciò che siano in realtà. Pertanto, non mi stupisce che per un bel po’ di tempo, Contagious sia rimasto nella Black List delle sceneggiature ritenute non adatte alla proiezione in sala.

Non mi stupisce che Contagious, anzi, Maggie, in molti dopo averlo visto se ne so’ usciti con: “È ‘na palla mortale”. Ovvio, puoi sostituire quel titolo con Blade Runner, Il cacciatore, Stalker o qualsiasi altro nome. Fin quando non c’hanno un ritmo frenetico da sparatutto, tutti ‘sti film saranno sempre ‘na palla mortale.

Recensione del film Contagious - Epidemia mortale (Maggie) del 2015 diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail Breslin.

Allora, la sinossi di Contagious è semplice: un virus sconosciuto è dilagato causando un’infezione pandemica di scala globale. Rinominato Necrovirus, quest’infezione è in grado, in poche settimane dal contagio, di trasformare chi vi è infettato in una sorta di cadavere ambulante. A tutti gli effetti uno “zombie” propriamente detto. Non c’è cura. Non c’è rimedio. Solo una lunga, interminabile attesa prima dell’inevitabile.

Ok, e fin qui non è che ci siano tantissime differenze con dozzine di storie similari. Tranne il fatto che l’infezione, nonostante i danni catastrofici causati e la pericolosità degli infetti, è stata arginata. La vita, per quel che ne concerne, pian piano e con le ovvie difficoltà, torna (quasi) alla normalità.

Abigail Breslin: Maggie Vogel

Wade Vogel (Arnoldone) è un semplice agricoltore. Tra grandi difficoltà e molte incertezze, in questo contesto cerca di provvedere come può alla sua famiglia. Purtroppo, la maggiore dei suoi figli, Maggie appunto, viene morsa e contagiata dal Necrovirus. Da qui partirà il lungo calvario che vedrà il dramma interiore di Wade, diviso tra l’amore per la figlia, e la “cosa giusta” da fare.

Ora, la domanda è molto semplice: sul serio è così facile spaccare quattro parti la testa di uno zombie? Non intendo fisicamente, ma moralmente. Naturalmente, lo zombie, come figura è talmente abusata e sfruttata da essere diventata un cliché. Difficile, ormai, uscirsene con qualcosa di nuovo, in questo senso.

Arnold Schwarzenegger: Wade Vogel

Ecco, come dicevo all’inizio, in Contagious s’è cercato di porre l’accento su qualcosa di diverso. Su determinate “tematiche umane”, che vedono coinvolti i protagonisti. L’infezione, gli zombie, l’orrore, sono una semplice cornice alle vicende. Sono una metafora, se vogliamo dire così, per mettere in scena un’altra cosa.

In molti film horror, spesso il “mostro” è semplicemente un ostacolo. Serve solo come contrappunto. Nella fattispecie poi, in genere gli zombie-movies risultano noiosi per un semplice fatto: si cerca solo la tanto decantata spettacolarizzazione che si diceva più su. Non c’è una vera e propria storia da seguire. Nella maggior parte dei casi, la classica divisione in tre atti viene ridotta a infezione-sopravvivenza-fuga. Fine.

Semplici sequenze che non raccontano niente. Non ti lasciano niente. Si limitano soltanto a mettere in scena una violenza inutile in buona sostanza, puntando tutto su escamotage visivi. Una storia, sia quel che sia, funziona in base a determinati meccanismi. Se questi vengono a mancare e si utilizza solo un canovaccio per giustificare le azioni dei personaggi, il film risulta debole. Se non inutile.

Recensione del film Contagious - Epidemia mortale (Maggie) del 2015 diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail Breslin.

Contagious, resta comunque un’opera prima di un regista esordiente, girato con un budget che, definire ridicolo – parliamo di un milione e mezzo scarso, roba che oggi non ti ci compri manco un caffè da Starbucks – sarebbe solo un simpatico eufemismo. Chiaro perciò, che abbia una serie di pro ma anche tutta una serie di contro.

Inevitabili alcune ingenuità di fondo, ma tutto sommato, non è roba tanto grave da mandare il film all’aceto. Per esempio, giusto per dire ‘na cosa che ho apprezzato parecchissimo è la fotografia. Infatti, uno dei punti che va decisamente a suo favore, è l’utilizzo, fin dove possibile, di luce naturale. Le esterne al buio quindi, sorpresa, sono buie. E non illuminate a giorno con luci e filtri.

Abigail Breslin: Maggie Vogel 2015

Il cast poi, una sorpresa. Tutti fanno il loro dovere, sono convincenti e credibili nelle parti. Tuttavia, ma mai, mai mi sarei aspettato di vedere un Arnold Schwarzenegger convincente in un ruolo drammatico. Non solo, ma che addirittura riuscisse a sottolineare, tutta una serie di emozioni contestuali al ruolo.

Purtroppo, alla fine Contagious scivola su certe inutili ridondanze. Non tanto dovute alla scrittura, che si fanno seguire bene, quanto semmai a dei cali di ritmo dovuti a un’errata gestione dei ruoli. Forse dovuta alla mancanza di esperienza da parte del regista. In questo senso, il problema maggiore riguarda proprio la Maggie omonima del titolo.

Nonostante il personaggio sia il perno principale della storia, per la fretta di passare attraverso determinati punti, viene ingenuamente appiattita da una mancanza di profondità delle vicende che la coinvolgono. Comunque sia, quello che conta, il messaggio che il film vuole dare, la storia che vuole raccontare, risulta chiara e diretta.

Abigail Breslin: Maggie Vogel 2015

Sì, gli zombie, va be’. Però, una volta tanto, anziché usarli come i soliti mostrilli-shock, c’è stato il tentativo (coraggio?) di fare qualcosa di diverso. Non dico originalissimo, ma intelligente almeno. Cioè, rappresentare lo zombie, la patologia, come un processo anziché uno stato. Cosa che influisce, non poco, anche sulla dinamica delle relazioni umane rappresentate.

Il punto è: ammesso e non concesso il verificarsi di una situazione simile, cosa accadrebbe se quel “mostro” che hai davanti, fosse tuo figlio? O tua madre, tuo fratello, tua moglie? Riusciresti a fracassargli la testa con tanta facilità?

In questo caso, gli zombie vengono ritratti per ciò che sono/che erano: persone. Non mostri. Oltretutto, la chiara quanto ovvia metafora rappresentata dall’infezione è il “male incurabile”. Il dolore di chi assiste, impotente, all’inevitabile disfacimento di una persona cara, e la bruttissima consapevolezza di ciò che accadrà alla fine.

Recensione del film Contagious - Epidemia mortale (Maggie) del 2015 diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail Breslin.

Questo tema viene affrontato con molto tatto e devo dire che funziona molto bene. In quanto è un orrore che non gioca su make-up e spaventi facili. Non cerca d’insultare l’intelligenza dello spettatore col classico “spara-spara” di quart’ordine. No, piuttosto Contagious ha dalla sua la forza di mostrare un orrore subdolo, viscerale. Un orrore che può colpire chiunque e con cui chiunque potrebbe trovarsi a che fare.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

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Contagious - Epidemia mortale
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