Visuale dalla distanza del castello di Houska

Castello di Houska: un passaggio verso l’inferno

Allora, andiamo n’attimo con ordine: in questi giorni, per via di alcune letture, m’è salita storta n’altra volta ‘sta cosa del “mistero”, ok? Dato che un po’ di tempo fa tirai giù due righe sul tesoro maledetto di Oak Island, non pensavo che sarei mai tornato a parlare di cose simili ma, tant’è. M’è venuta voglia alla fine. Perché in fondo, scrivere di ‘sti fatti è divertente. E poi perché, ve l’ho chiesto sulla pagina Facebook del Sotterraneo e voi ma a mani bassissime, m’avete fatto capire che la cosa v’aggrada. Perciò, a ‘sto punto, oggi c’andiamo a buttare l’occhio sul castello di Houska, che a quanto pare, venne costruito per sigillare le porte degli inferi.

 

Dunque, a poco meno di una cinquantina di chilometri a nord di Praga, nella parte orientale della foresta Kokorín, sorge il piccolo villaggio di Houska. In sostanza, una frazione di Blatce; a sua volta un villaggio che si trova nella parte meridionale del distretto di Lipa. Ed è qui, su un’isolata collina boscosa, arroccata sul bordo di una scogliera calcarea, che sorge il Castello di Houska. Un castello tra l’altro, che fondamentalmente, non ha il benché minimo motivo di trovarsi lì.

Panorama del castello di houska

Capiamoci: il Castello di Houska, perfetto esempio di architettura gotica, venne edificato presumibilmente tra il 1250 e il 1270 circa, per ordine di Ottocaro II di Boemia. E fin qui, nulla di strano: un sovrano che “semplicemente”, ordina la costruzione di una nuova roccaforte. Se magari però avesse avuto un qualsivoglia tipo di utilità, magari sarebbe stato meglio. Il fatto è, che il Castello di Houska venne eretto in una zona totalmente irrilevante. Sia del regno che a fini puramente strategici. Non solo: abbarbicato nel fitto dei boschi, lontano da rotte commerciali e corsi d’acqua che ne impedivano l’ approvvigionamento.

Ottocaro II di Boemia fondatore del Castello di Houska

Ora, Ottocaro era re di Boemia, duca d’Austria e duca di Stiria. Oltre tutta n’altra caterva di titoli che gli facevano curriculum. A quei tempi, sopratutto verso gli anni ’70 del XIII° secolo che furono i suoi ultimi da sovrano, c’aveva tutta ‘na bella serie di cazzi in cul…  gatte da pelare. Insomma tra guerre, tradimenti, messe al bando e gente che lo insidiava da tutte le parti, mettersi a butta’ soldi e tempo per costruire ‘sto castello inutile, nel bel mezzo del niente in provincia di dove sto, pare n’attimino strano. Che poi, come se ciò non bastasse, a un esame più attento Hrad Houska presentava anche tutta n’altra serie di bizzarrie mica da ridere.

panoramica del castello di Houska

Come per esempio, il fatto che le facciate avessero molte finestre. Peccato che perlopiù fossero murate, mentre altre semplicemente dipinte. E che inoltre, non ci fosse alcuna cinta muraria o qualunque altro sistema difensivo a proteggere il castello. O per meglio dire, in realtà le difese c’erano. Solo che anziché essere all’esterno, erano tutte rivolte verso l’interno, sul cortile. A conti fatti, sembrava che l’intera struttura fosse stata progettata non per impedire ai nemici di entrare. Quanto piuttosto a qualcuno di uscire. A riprova di ciò, non c’erano manco passaggi o scale che conducessero dal cortile ai piani superiori.

Una parvenza di “spiegazione” a tutto ciò, risale al 1541, quasi tre secoli dopo la costruzione del castello di Houska. Quando il romanziere e cronista Václav Hájek, diede alle stampe Hájkova kronika ceská. In sostanza, un trattato riguardante la storia generale delle popolazioni slave, che parte dai primi insediamenti in quelle terre, fino a concludersi con l’incoronazione di Ferdinando d’Asburgo. Ora, la particolarità sta nel fatto che nel trattato, è riportata una storia, come dire… singolare, riguardo la zona e uno strano fosso.

Dettaglio della facciata del castello di Houska

In pratica, la collina dove successivamente venne eretto il castello di Houska, nonché il bosco adiacente, erano evitati come la peste. Perché teatro di assurdi racconti dei primi abitanti del luogo. Infatti, nessuno osava avventurarsi mai nel bosco, e manco morti avrebbero messo piede fuori di casa dopo il tramonto. Questo perché, sulla collina è presente una curiosa fenditura nel terreno, una specie di pozzo naturale, insomma. Dal quale, si diceva che durante la notte venissero fuori delle orribili creature.

Certo, è difficile credere a ‘na cosa simile. Ovvero racconti di contadini che farneticavano di aver visto strani esseri alti e neri, ibridi per metà uomini e per metà bestie, aggirarsi di notte nel bosco. Solo che, a un certo punto gli avvistamenti iniziarono a moltiplicarsi e farsi insistenti. Così come gli attacchi al bestiame e ai locali, che scomparivano senza lasciare tracce.

Pertanto, gli abitanti disperati, tentarono di chiudere il pozzo provando a riempirlo di terra. Niente da fare. Per quanti sforzi facessero, qualunque cosa veniva inghiottita dalle tenebre. Come se non esistesse un fondo. Dopodiché, sembra che venne eretta una costruzione in legno di enormi dimensioni, dallo scopo ignoto, i cui resti erano ancora visibili alcuni secoli dopo al tempo della costruzione del castello.

Interno del castello di Houska

A ogni modo, ai tempi della misteriosa struttura in legno precedente il castello di Houska, risale una delle storie più curiose. In sostanza, un nobile locale, affascinato e incuriosito dalle voci riguardanti mostri notturni et similia, si mise in testa di scoprire cosa si nascondesse in quelle profondità ritenute senza fine. Cosicché, prese vari condannati a morte e gli offrì una possibilità: chiunque si fosse fatto calare nel pozzo riportando eventualmente ciò che avesse visto, avrebbe avuto in cambio la grazia.

Il primo tizio che si fece calare giù con una corda, un ragazzo di circa vent’anni, dopo alcuni metri di calata nel silenzio assoluto, iniziò a urlare come un ossesso. Venne tirato su in fretta e furia. Stando a quanto riportato, per quei pochi minuti nel pozzo, era emerso palesemente invecchiato. Dimostrando una cinquantina d’anni anziché i venti che aveva in realtà. I capelli erano del tutto sbiancati e le suole delle scarpe erano stranamente bruciate. Il tizio in questione, rimase in stato catatonico e morì due giorni dopo. Nessuno riuscì a farsi dire cosa avesse visto. Dopodiché, nessuno si avvicinò più alla collina e al misterioso pozzo senza fondo. Almeno, fino a quando non venne costruito il castello. Tra l’altro, rimasto disabitato per decenni dopo la sua costruzione. E qui terminano i resoconti del trattato di Václav.

cappella del castello di Houska

Facciamo un passo avanti. Nel XVII° secolo, durante la Guerra dei Trent’anni, tra il 1630 e il 1635, alcuni documenti parlano di un gruppo di soldati mercenari svedesi che occupò la zona. A capo, c’era un generale di ventura, certo Oront. A quanto pare, ‘sto tipo c’aveva una brutta fama, perché ritenuto dedito all’alchimia e alla magia nera. Comunque sia, Oront e i suoi soldati stanziatisi nel castello di Houska, erano diventati un vero e proprio incubo per gli abitanti dei villaggi circostanti. Addirittura si vociferava che utilizzasse i locali per strani e sgradevoli esperimenti che metteva in pratica nei sotterranei del castello. In ogni caso, documenti ufficiali riportano che Oront venne assassinato da due cacciatori assoldati appositamente.

Al di là di questo, dopo la Guerra dei Trent’anni, il castello di Houska cominciò a subire varie modifiche. Dapprima, per un decreto emesso dall’imperatore Ferdinando III che rendeva i castelli privati più accessibili e meno fortificati. Infatti, vennero eliminate le difese interne e i bastioni. In seguito, agli inizi del XVIII° secolo, la struttura gotica della costruzione venne rimodellata in linea con lo stile rinascimentale. Oggi invece, dopo l’abbandono totale del periodo comunista, nella sua forma attuale il castello di Houska è ancora una struttura imponente, nonostante i lavori di ammodernamento da parte degli attuali proprietari, Jaromir Simonek e Blanka Horova.

affresco della cappella del castello di Houska

Intanto, otto secoli dopo, le uniche parti del castello a non aver mai subito modifiche, sono i sotterranei e la cappella. In effetti, quando gli operai di Ottocaro II si misero all’opera, il pozzo senza fondo era stato già sigillato con lastroni di pietra e ferro. Su cui poi, venne realizzata la cappella dedicata all’Arcangelo Michele. Figura nota per essere il capo degli eserciti di Dio contro le forze del male. Ora, gli affreschi sulle pareti della cappella sono tra i più antichi d’Europa, e raffigurano Michele in due diverse scene. In una, mentre combatte un drago, una delle più vecchie rappresentazioni che simboleggiano il male. Mentre nell’altra, tiene in mano la sua spada e indica il Giudizio Finale.

In tutto questo, a parte l’Arcangelo Michele, ci sono ovviamente anche altre scene: alcune raffigurano la crocifissione, mentre altre San Cristoforo, ok? Ciò che è strano però, è che su una delle pareti è presente una figura totalmente fuori contesto e del tutto inusuale per l’arte del periodo. Sostanzialmente, è stata dipinta una creatura dal busto di donna e il resto del corpo di un cavallo, nell’atto d’incoccare una freccia con la mano sinistra. Cioè, praticamente è stato dipinto un centauro.

Sorvolando sul fatto che nel Medioevo, la mano sinistra era considerata come un segno del diavolo, non solo è un fatto estremamente insolito che sulle pareti di una chiesa, venga raffigurata una figura della mitologia pagana. Tanto più, che a quanto sembra, questo sia l’unico dipinto in cui è presente una “donna” arciere mancina. In merito, alcuni ricercatori ritengono che questo dipinto sia legato alle storie delle creature che di notte emergevano dal pozzo, ritenuto un portale verso l’Inferno, sepolto sotto il pavimento della cappella.

L’ultima bizzarria riguardo il castello di Houska, risale ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, durante l’occupazione nazista della Cecoslovacchia fra il 1939 e il 1945. Il castello, fondamentalmente, non aveva alcun significato rivelante: né a fini strategici per la guerra, né tanto meno per lo sforzo d’occupazione. Però, è largamente risaputo quanto Hitler e il suo numero due, il capo delle SS Heinrich Himmler, fossero ossessionati dalle filosofie occultistiche che sostenevano e giustificavano in linea di massima il corpus delle SS e del nazismo in generale.

Perciò, buona parte dei fondi dello sforzo bellico, erano destinati alla Forschungsgemeinschaft Deutsches Ahnenerbe. Meglio conosciuta come Ahnenerbe. Il corpo corpo d’elite di Himmler, divisione delle SS per le sue ricerche sul paranormale e relative sperimentazioni. In effetti, non è chiarissimo cosa i tedeschi facessero nel castello di Houska, perché alla fine della guerra, naturalmente, s’affrettarono a distruggere ogni traccia e ogni documento.

L’unica cosa certa, è che Himmler era a conoscenza della porta per l’inferno sepolta sotto la chiesa nei sotterranei del castello di Houska. Naturalmente, con un fatto simile, le illazioni ti vengono buttate in faccia pochi cent la tonnellata. Tanto per, durante i lavori di ristrutturazione del castello in epoca moderna, vennero ritrovati i corpi di tre ufficiali delle SS. E tutti e tre, presentavano i segni di una morte per esecuzione. Perciò, le cause della morte di tre nazi possono essere tante, ovvio. Però, comunque è strano che non uno, non due ma ben tre ufficiali venissero giustiziati sul posto. Questo porta a pensare che, probabilmente, dovevano aver fatto (o visto) qualcosa di grave.

Sia quel che sia, dal termine della guerra, negli ultimi anni il castello di Houska è diventato accessibile al pubblico. Vengono organizzate delle visite guidate di una mezz’oretta, ma solo in determinate aree. Visto che gli attuali proprietari, non hanno la sicurezza che l’intera zona sia stata liberata dalle mine terrestri tedesche. Motivo tra l’altro, per cui non vengono autorizzati scavi al di sotto della cappella per determinare la posizione del famoso pozzo senza fondo, ritenuto una porta per gli inferi.

Arrivati a ‘sto punto, non credo ci sia altro da dire in merito. Di storie e leggende riguardo il castello di Houska, ce ne sono ancora a pacchi. Ma, fondamentalmente, sarebbe inutile riportarle qui. Perciò, ribadisco quanto dissi in merito al pozzo di Oak Island: io so’ come San Tommaso, se non vedo non credo. Sopratutto quando si tratta di storie simili. Però, in effetti, di stranezze il posto è pieno. Così com’è strano che tante persone, nel corso dei secoli, si siano date da fare in quel luogo. Comunque sia, ognuno è libero di vederla e credere in ciò che vuole. Anche per questo su Facebook vi dissi che questo era un argomento da prendere con le pinze.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Castello di Houska: un passaggio verso l'inferno
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Le misteriose e inquietanti leggende riguardo la porta verso l'inferno nascosta nei sotterranei del Castello di Houska.
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Il Sotterraneo del Retronauta

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Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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