Balle Spaziali (Spaceballs) -film-recensione-Il lato oscuro dello Schwartz

Balle Spaziali (Spaceballs) – Il lato oscuro dello Schwartz

Spaceballs, o Balle Spaziali che dir si voglia, dopo trent’anni funziona ancora come film? Questa è l’amletica domanda. O meglio, realisticamente questa è la prima cosa che m’è venuta in mente, nel frattempo scorrevano i titoli di testa. Mi chiedevo: dopo trent’anni Spaceballs come s’è mantenuto? Funzionerà, reggerà il confronto coi ricordi? Stella Solitaria, Rutto, il Maestro Yogurt e Lord Casco saranno sopravvissuti alla prova del tempo?

Allora, innanzitutto non è mai semplice parlare di uno come Mel Brooks. Tanto meno dei film che realizza. Perché fondamentalmente, Brooks è un uomo che fa ciò che fa essenzialmente per se stesso. Dimenticando che lì fuori c’è un pubblico che non sempre è in grado di afferrare quel determinato tipo di comicità che c’ha in testa. Naturalmente, non intendo mica dire che sia il pubblico a essere troppo stupido per arrivarci, eh. Piuttosto, ciò che fa ridere uno, non è detto che faccia ridere anche l’altro. Tipo, c’è chi si sganascia nel vedere uno che inciampa sulla buccia di banana infame, e chi no.

Perciò, se da un lato, l’essere “fedeli a se stessi” senza scendere a compromessi è da considerarsi un pregio, dall’altro, se ti metti a fa’ film infarciti di cose che probabilmente divertono te ed esclusivamente te, c’è il forte rischio di risultare indigesti.

A ogni modo, siamo nel 1987. Per il decimo anniversario di Star Wars saga, Mel Brooks c’ha tipo la brillantissima idea di tirare fuori la sua “particolare visione” dei film di George Lucas. Ora, non so che aria tirasse precisamente al tempo ma, effettivamente, Il Ritorno dello Jedi era uscito nel ’83. A distanza di quattro anni dalla conclusione della (prima) saga, non sei andato un tantino lungo per giocartela con la parodia?

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Forse che sì, forse che no. Sta di fatto comunque che l’eco dei film di Lucas era ancora molto forte. Nonostante Mel non fosse proprio sul pezzo come si suol dire. Oltretutto, nessuno aveva mai osato prendere di petto la cosa. Cioè di avere il coraggio proprio di prendere per il culo… fare una vera e propria parodia di Guerre Stellari. Perciò… onore a te, Mel.

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Comunque sia, Spaceballs inizia con ‘sta bella sequenza che mostra l’infinita Spaceballs 1. La nave ammiraglia dell’esercito Spaceballs, una bellicosa razza aliena.

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Il cui presidente, Scrocco (Mel Brooks), complotta per appropriarsi della preziosa aria del vicino pianeta Druidia, visto che su Spaceball questa è ormai del tutto finita e, reperibile solo in comode lattine tipo birra.

Balle Spaziali (Spaceballs) -film-recensione-Il lato oscuro dello Schwartz Rick Moranis

A capo dell’esercito Spaceballs invece, c’è il temutissimo Lord Casco (Rick Moranis), conosciuto anche come Casco Nero, in possesso del lato posteriore dello Sforzo. Un potere che… beh sì, insomma… è in grado di stritolare le palle a distanza.

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Nel frattempo, ignari del pericolo che incombe su di loro, gli abitanti di Druidia stanno festeggiando le imminenti nozze della principessa Vespa (Daphne Zuniga) e dell’ultimo principe rimasto in circolazione, Valium (Jim J. Bullock). Vespa però è, come dire… giusto un tantinello schifata dal principe Valium. Così, insieme alla fidata damigella-bot Dorothy (Lorene Yarnell), prende il Mercedes spaziale regalatogli da papino e scappa via.

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Nell’ennesimo frattempo, ci viene introdotto il veicolo spaziale più figo di tutti i tempi. E no, non è la Subaru Baracca. Trattasi bensì della Eagle 5, potente – quanto versatile – camper spaziale. Infatti, vista la sua affidabilità, pure Walter White di Breaking Bad ne prenderà uno.

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A ogni modo, a bordo ci sono il fedele aiutante Rutto (John Candy), un canuomo (perciò il miglior amico di se stesso) e il capitano, Indiana… no. Luke Skyw… neanche. Han Solo? No… Ah, sì! Stella Solitaria (Bill Pullman).

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I due, di professione fancazzisti, c’hanno un enorme debito col criminale galattico Pizza Margherita (Dom DeLuise) a cui devono un milione di dollari stellari entro ventiquattro ore. Comodamente ai fini della trama però, dopo le minacce di Pizza, Stella e Rutto vengono contattati da Re Rolando, padre di Vespa, che appunto gli darà il milioncino se gli vanno a salvare la figlia da Scrocco, Casco e Nunziatella, quest’ultimo il braccio destro di Lord Casco.

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I due, grazie alle loro potentissime armi, cioè marmellata di lamponi, inzaccherano i radar della Spaceballs 1 mettendoli fuori uso. Grazie a ciò, riescono a salvare Vespa. Peccato però Stella Solitaria sia un pidocchioso che s’è scordato di fa’ benzina. Restano così a secco e si schiantano su Vega.

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Naturalmente, come in ogni buon film che si rispetti, non tutti i mali vengono per nuocere: guarda caso infatti, i quattro si so’ schiantati proprio sul pianeta dove vive il leggendario Maestro Yogurt (Mel Brooks), possessore del lato anteriore dello Sforzo. Il quale, non solo li aiuterà ma allenerà anche Stella Solitaria nell’uso dello Sforzo, in maniera tale che possa scontrarsi alla pari con Lord Casco.

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Purtroppo per loro, grazie all’avanzatissima tecnologia Spaceballs, ovvero la “cassetta istantanea”, Lord Casco è in grado di vedere cosa accade nel film e perciò riesce a rintracciarli. Con uno stratagemma rapisce Vespa e così, i nostri eroi Stella Solitaria e Rutto dovranno lanciarsi all’inseguimento del malvagio Casco, sventare i piani di Scrocco e salvare la principessa.

Ecco,  in sostanza questo è quanto basta per quel che riguarda il sunto del film perciò, passiamo oltre e veniamo a “La Domanda”: com’è Spaceballs?

Inizialmente dicevo come, a conti fatti, nessuno avesse avuto il coraggio di prendere e mettersi a piglia’ per il culo i film di Guerre Stellari, giusto? Del resto, se oggi c’è gente sclerata capace di aggredirti addirittura fisicamente se dici qualcosa di male su questi film, figuriamoci all’epoca. Allorché, il buon vecchio Mel sai che ha fatto? È andato direttamente da George Lucas e gli ha chiesto il permesso di parodiare i suoi film. Lucas accettò, ma pose una clausola: in sostanza diceva il film lo puoi fare ma, non dev’essere prodotto alcun tipo di mechandising relativo.

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Il problema per Lucas, stava nel fatto che pupazzetti e paccottiglia varia, sarebbero stati fin troppo simili a quelli originali. Perciò se ne uscì con ‘sto paletto. Che del resto, spiega perché in Spaceballs ci sia l’insistente joke in cui vengono mostrati oggetti a “marchio registrato Spaceballs”. Tipo lenzuola e carta igienica.

Tuttavia, c’è da dire che comunque George Lucas si mise anche molto a disposizione. Infatti, se ancora oggi tutto di Spaceballs risulta top-notch, è perché gli effetti speciali vennero realizzati proprio dalla Industrial Light & Magic di Lucas. Nonché, tutta la fase di post-produzione del film venne realizzata presso lo Skywalker Ranch.

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Però, per quanto Spaceballs sia curato nella forma, non lo è per niente nella sostanza. L’aver scelto di basare il focus del film sull’impatto visivo anziché su di una storia ben scritta, è il più grave difetto. La trama, fantasiosamente stupida e infarcita di osservazioni autoreferenziali con la rottura della quarta parete, è solo una scusa per incollare gag l’una dietro l’altra. Alcune sono geniali, certo. Come ad esempio la VHS istantanea di Spaceballs che permette ai personaggi di vedere il film durante il film e scoprire cosa accadrà.

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Intanto, sta di fatto che l’umorismo è per lo più radicato nella stupidità e nell’assurdo. Raramente si ride per quelle finezze e quei dialoghi fantastici dai tempi perfetti come accadeva per esempio in Frankenstein Junior. Per capirci, nel ’87 la nave Spaceballs 1 che si trasforma in una mega-donna delle pulizie poteva avere un senso nel periodo d’oro dei Transofrmers. Ok. Va bene il riferimento ma, comunque non fa ridere. Non c’è niente di intelligente, niente di sottile. Ti strappa un sorriso magari per le sue modalità “succhia” e “sputa” ma al di là di questo…

A reggere l’intero film sono John Candy ma sopratutto Rick Moranis. I quali uno morto troppo presto e l’altro ritiratosi troppo presto. I loro personaggi sono veramente fantastici: Candy come uomo-cane è divertente e “affascinante”, con quella coda che “s’infila dappertutto”. Mentre la piccola statura di Moranis, le continue allusioni al suo senso di inadeguatezza e i battibecchi col colonnello Nunziatella sono eccezionali.

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Anche lo stesso Mel Brooks nei panni di Scrocco e Yogurt, bisogna ammettere che il suo lo fa ed è divertente. Ma in definitiva, Spaceballs è probabilmente l’inizio del periodo calante di Mel Brooks. Invecchiato maluccio e non brillante quanto Per favore, non toccate le vecchiette o appunto Frankenstein Junior. Altalenante e non costante nella qualità di scene e dialoghi. Ciononostante, al netto dei difetti, secondo me  Spaceballs rimane comunque un gran bel film. Anche perché quel che di buono c’è, è veramente buono e memorabile.

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Così, tanto per dire, nel film ci so’ ma ‘na marea di citazioni, ok? Tipo Il pianeta delle scimmie, Star Trek, Max Headroom, il Mago di Oz e via dicendo. Ma il meglio del meglio è il riferimento Alien.

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Mentre Rutto e Stella si fermano a una tavola calda spaziale, in un angolo a pranzare c’è l’equipaggio della Nostromo. Tra gli attori, c’è proprio il grande John Hurt, che riprende il suo ruolo rimettendo in piedi la scena in cui il chestburster gli esce dal petto. Uscendosene però con “Oh no, non di nuovo!”

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Poi lo xenomorfo, con tanto di cappello a cilindro e bastone tipo Michigan J. Frog delle Merrie Melodies si congeda zompettando allegramente mentre canta Hello my baby.

Praticamente, una citazione messa in piedi utilizzando una canzone del 1899, un cartone animato del 1955, e un film del 1979. Così funziona Brooks: uno che fa film guidato da ciò che lo diverte, piuttosto da quello che possa far o non far ridere gli altri. Una cosa che a volte funziona e a volte no. Sta di fatto comunque che rimane pur sempre una gran qualità.

Ok, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Spaceballs

Titolo originale: Spaceballs (Balle Spaziali)

Regia: Mel Brooks

Produzione: Mel Brooks

Sceneggiatura: Mel Brooks
Ronny Graham
Thomas Meehan

Starring: Mel Brooks
John Candy
Rick Moranis
Bill Pullman
Daphne Zuniga
Dick Van Patten
George Wyner
Joan Rivers

Casa di produzione: Brooksfilms

Distribuzione:  Metro-Goldwyn-Mayer

Data di uscita: 24 giugno 1987

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