Avengers: Infinity War film 2018 diretto da Anthony e Joe Russo recensione

Avengers: Infinity War (aggiungi un posto a tavola)

Non ne ho mai fatto mistero. Anzi. L’ho detto e ripetuto anche piuttosto spesso: i film sui supereroi, me le hanno gonfiate tipo mongolfiera. Tanto per capirci meglio, nelle due righe su I peggiori film sui supereroi degli anni ’90, si tirava una media su quanti film fossero usciti dai tempi della Fase 1 (Avengers Assembled) del Marvel Cinematic Universe, con Iron Man. Oggi, contando Black Panther e appunto ‘sto Avengers: Infinity War, so’ usciti la per niente irrilevante cifra di diciannove film.

In questo senso, in questa matta e disperatissima corsa di eroi in costume e cgi, Avengers: Infinity War arriva a distanza di sei anni da The Avengers (2012) e a tre da Avengers: Age of Ultron (2015). Cioè, non so se è chiaro: ma tre film in sei anni, contando i precedenti, diciamo che ad avercene fin qui di ‘sta roba è pure lecito, no? E invece no, a quanto pare. La giostra non si ferma; non può essere fermata. A fronte dell’oltre miliardo e trecento milioni che s’è portato a casa Black Panther, la sola idea di dire basta non è neanche lontanamente contemplabile.

Avengers: Infinity War film 2018 diretto da Anthony e Joe Russo recensione

E così, eccoci con ‘sto Avengers: Infinity War. ‘Na specie di carrozzone autocelebrativo, messo su per festeggiare la fine di un decennio in cui il Marvel Cinematic Universe, ha tirato fuori film a nastro, su cui far salire tutti (ma proprio tutti) e fare festa. Ma di quelle selvagge però, dove la mattina dopo ti svegli nell’armadio. In effetti, da spettatore la sensazione che si ha guardando Avengers: Infinity War, è proprio quella di quando sei andato a sbronzicchiarti leggermente. Capisci a grandi linee cosa accade intorno a te, anche se non hai proprio chiarissimi tutti i passaggi.

Avengers: Infinity War film 2018 diretto da Anthony e Joe Russo recensione

Infatti, se non fossi entrato in sala a luci accese prima della carrellata di trailer, avrei giurato che il film fosse già iniziato chissà da quanto. Già, ché non è solo l’inizio a spiazzarti. Tutta la prima parte del film, non fa altro che sballottarti di qua e di là. Capiamoci, in Infinity War ci saranno almeno ‘na trentina di lead roles, e lo sforzo maggiore, chiaramente, è quello di aggiungere un posto a tavola e farci stare tutti. Ogni attore ottiene i suoi due minuti davanti alla telecamera. Va da sé poi, che su 2h e 40m di film, c’hai poi gli Avengers che ti escono dalle orecchie.

Avengers: Infinity War film 2018 diretto da Anthony e Joe Russo recensione

Oh, bello è bello, sicuramente. Tipo ‘na specie di royal rumble di gente che si prende a schiaffi per tutto l’universo. Però, se ti fermi n’attimo e ci pensi, ti accorgi subito che c’è un grosso ma. Non è solo ‘na questione di buttarci dentro tutto quello che hai. Guardiani della galassia? Ma sì. I Vendicatori? Certo. Uomo Ragno, Pantera Nera, zia Titina pure, perché no. Sbattiamoceli tutti dentro. Il problema è: come leghi assieme tutta ‘sta gente, così diversi gli uni dagli altri (per taglio e toni) venuti fuori da dieci anni di film?

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Tanto per, come fai a tenere insieme Tony Stark lunatico, che s’alterna fra depressione e sparate sarcastiche, e il rigido Dottor Strange? Come ce li fai stare assieme il Thor rincoglionito e mezzo scemo, e il Capitan America cupo e imbruttito al massimo? Ecco, per quel che erano le premesse, non c’avrei scommesso due lire. Invece, questa è una delle cose che più ho apprezzato di ‘sto Avengers: Infinty War. Ovvero la, direi funambolica a ‘sto punto, capacità dei fratelli Russo di trovare il giusto equilibrio in tutto questo.

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Mi spiego meglio. Naturalmente, Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.) è quello che ottiene più tempo sullo schermo, e va be’. Tanto ormai… Gli scambi col Dottor Strange (Benedict Cumberbatch) sono piuttosto brillanti e divertenti. Tuttavia, è su Thor (Chris Hemsworth) che ci vorrei spendere n’attimo due parole in più. Che per come avevano canonizzato il personaggio in Thor: Ragnarok era, come dire… n’indecenza va bene? Invece qui, è stato n’attimo il passaggio da Zio del Tuono a Dio del Tuono.

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L’inizio del film è piuttosto drammatico. Con Thor e Loki primi a comparire in scena, per la storia che vuole raccontare Infinty War, per come sta andando a impostarla, non c’è spazio per le minchiate. E fin qui ci siamo. Quando poi nel suo, diciamo segmento s’incontra coi Guardiani della galassia, ho pensato eccallà, è fatta. Se nel film precedente s’era deciso che Thor è ‘na specie di rincogliostonato, che prima di fa’ mezza cosa deve spara’ mille cazzate, allora it’ show time: riecco lo zio degli scappati di casa.

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Invece, e lo dico molto onestamente, è stata la cosa forse più azzeccata. I siparietti dei Guardiani, con Peter Quill/Star Lord (Chris Pratt), geloso del muscoloso Dio del Tuono, che lui invece è a giusto un panino dall’obesità, è (non saprei come altro definirlo) giusto. Giusto perché non si eccede in questo senso. La cosa non viene tirata per le lunghe e per i capelli, scendendo nel ridicolo. Anzi.

È interessante notare che a differenza dei film dedicati ai Guardiani, qui in Avengers: Infinity War la situazione è diametralmente opposta. Nel primo, i momenti drammatici erano semplici framezzi, per dare un cambio di ritmo a ‘na storia buttata lì per essere principalmente una baracconata. Mentre nel secondo, come detto, la funzione è totalmente diversa: è un alleggerimento atto a stemperare un finale drammatico.

Inoltre, tra ‘na cazzata (poche in realtà) e l’altra, si riesce a infilare pure lo spazio riflessivo. Quello di Thor, un tizio vissuto per oltre un millennio. Il cui unico scopo è combattere finché non arriverà qualcuno più forte di lui ad accopparlo. Diciamo che finalmente, si vede un Thor imponente. A cui hanno ridato di nuovo tutta la sua dignità, insomma.

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Al di là di questo comunque, la cosa che forse più di ogni altra mi ha sorpreso è Thanos (Josh Brolin). Il filo conduttore unificante su cui ruota la storia di Avengers: Infinity War. Un tiranno intergalattico, superstite di un pianeta i cui abitanti sono andati incontro a un’estinzione di massa a causa del sovrappopolamento. Bisogna dire che Thanos, c’aveva pure provato a mettere in gioco ‘na soluzione: sterminare metà della popolazione. Casualmente e senza favoritismi, affinché l’altra metà prosperasse assicurando il futuro della specie.

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Ovviamente, mica lo ascoltano. Gli danno semplicemente del pazzo e via. Che poi avesse ragione è solo ‘na cosa secondaria, eh. Così, decide di ottenere i poteri del Guanto dell’Infinito, per riportare l’equilibrio nell’universo. Il quale (a detta sua) sta lentamente andando incontro alla fine del suo pianeta natale. Probabilmente, Thanos è il miglior cattivo in assoluto mai visto finora in questa tipologia di film. Non tanto perché fra doppiaggio e motion capture, Brolin dà vita a un personaggio fantastico. Quanto semmai, per via del fatto che non è il solito pupazzo buttato lì, tipo scusa.

Faccio un esempio abbastanza banale, così ci capiamo. Prendiamo, che so… I Fantastici 4 del 2005. Victor Von Doom/Dr. Destino nel film, non c’ha manco una motivazione realmente valida per dare contro gli eroi. Lo fa solo perché deve farlo. Lui è il cattivo designato. Una piatta sagoma di cartone appena caratterizzata, il cui unico scopo è giustificare le azioni eroiche dei (poco) Fantastici 4. Non c’è altro.

Avengers: Infinity War film 2018 diretto da Anthony e Joe Russo recensione

Invece Thanos irradia ferocia e sentimento inaspettato. Ha una sua personalità e delle motivazioni che lo spingono ad agire e contrapporsi al resto dei personaggi. Ha una caratterizzazione che ti spinge anche a considerare psicologicamente le sue azioni. Anche il rapporto che Thanos ha con le sue due figlie adottive, Gamora (Zoe Saldana) e Nebula (Karen Gillan), sono un aspetto per niente trascurabile.

Entrambe piene di risentimento nei suoi confronti, il loro desiderio è quello di uccidere il padre putativo. E questo, è un altro fattore che consente a Brolin di costruire un personaggio degno, imponente e pieno di sfumature. Per farla breve, Thanos non è solo la minaccia che fa tornare insieme i Vendicatori che avevano bisticciato. La sua forza è incontestabile e la minaccia palpabile. Gli eroi continuano a lanciarsi contro di lui nel tentativo di fermarlo. Ma l’unica cosa che ottengono è quella di farsi fare il culo a strisce.

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A ogni modo, dai trailer, sul serio, m’aspettavo la classica accozzaglia di cose buttate lì, giusto per. Tanto ormai, qualunque cosa i soldi li fai a prescindere. Sempre e comunque. Nondimeno, mi so’ dovuto ricredere. Onestamente, se dovessi fare un’analogia, direi che Avengers: Infinity War è una giostra. Di quelle infami, pensate per sbatterti su e giù, senza tregua.

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Infatti, dopo lo sbattone iniziale per far convergere i vari personaggi, la seconda parte di Avengers: Infinty war, si assesta su lidi decisamente più omogenei. Col resto del film occupato dalla enorme, disperatissima quanto classica battaglia finale a Wakanda. In cui, devo ammettere, ci so’ stati un paio di momenti che c’avevano scritto su epicità a caratteri cubitali. Effettivamente, su questo non c’è molto da dire. Ma – perché c’è sempre un ma che spunta – per quanto puoi tirare la corda prima che il pubblico s’incazzi a bestia?

Infinyt War, come detto, è una giostra che ti porta a fare su e giù, e va bene. Il finale drammatico e spiazzante lascia gli spettatori come stocchi sotto sale (giuro, ieri alla fine del film in sala era calato un innaturale silenzio sepolcrale). Felici sì, ma comunque presi per il culo per via di un finale, vero, che non arriva. Ché Avengers: Infinty War è solo un lato di un dittico; metà film il cui seguito è previsto per l’anno prossimo.

Naturalmente, una spiegazione a quel finale c’è, ovvio. Più… rustica di quel che si pensi, in realtà. Dato che i contratti scadono e a un certo punto, dopo anni, alcuni attori ce l’hanno piene d’interpretare sempre gli stessi ruoli. Al momento, Avengers: Infinity War è un film che funziona. Anche se fondamentalmente come gangbusters, dato che tutto gira intorno a Thanos, comunque funziona. Tuttavia, c’è da vedere come e se le cose funzioneranno quando il quadro sarà completo.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Avengers: Infinity War

Titolo originale: Avengers: Infinity War

Regia: Anthony Russo
Joe Russo

Produzione: Kevin Feige

Sceneggiatura: Christopher Markus
Stephen McFeely

Starring: Robert Downey Jr.
Chris Hemsworth
Mark Ruffalo
Chris Evans
Scarlett Johansson
Benedict Cumberbatch
Don Cheadle
Tom Holland
Chadwick Boseman
Paul Bettany
Elizabeth Olsen
Anthony Mackie
Sebastian Stan
Danai Gurira
Letitia Wright
Dave Bautista
Zoe Saldana
Josh Brolin
Chris Pratt

Casa di produzione: Marvel Studios

Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Data di uscita: 27 Aprile 2018

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Avengers: Infinty War
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Avengers: Infinity War (aggiungi un posto a tavola)”

  1. Mi hai messo curiosità, però immagino che prima di vederlo bisogna aver visto quantomeno gli altri film sugli avenger (e quelli li ho visti), e degli altri personaggi principali. Se uno ad esempio non si è visto tutti i film di Thor o Capitan America, si perde qualcosa?

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