anime giapponesi anni 80

Anime anni 80 – Altri 10 cartoni animati con cui sono cresciuto

Ok, anime anni ’80. Dunque: su dieci cartoni animati anni ’80 ci siamo già andati a buttare l’occhio qualche tempo fa, e fin qui ci siamo. Quindi ora, com’è che ci vediamo altri dieci cartoni animati? Anzi, anime pardon. Perché semplicemente, ieri sera m’è salito lo sclero sul periodo delle vecchie reti syndication, piena epoca d’oro della tv per ragazzi. In pratica, quando il palinsesto televisivo mandava cartoni animati, ma tipo diciotto ore su ventiquattro. A farti bruciare le sinapsi, proprio. I più dei quali, erano anime, appunto.

In ogni caso, di sicuro adesso non voglio dire che i cartoni dell’epoca erano il massimo del massimo, eh. Anche perché, a vederle con gli occhi di adesso, parecchie cose mi paiono abbastanza discutibili. Intanto, sono questi i cartoni animati che ci hanno formato. Che c’hanno insegnato ‘na caterva di cose e valori. Mica i Pokemon e le trottole e le Peppa pig di oggi.

Onestamente, ma come si fa a crescere senza l’uomo tigre o Ken il guerriero, che ti insegnano a non cedere mai e non arrenderti alle difficoltà? Questo Peppa Pig te lo insegna? No. Al massimo, l’epilessia è l’unica cosa che può insegnarti. Ok, sorvolando su ‘sto sclero, direi ciancio alle bande e andare a buttarci un occhio a questi altri dieci cartoni animati venuti fuori dal buio degli anni ’80.

 

  • Lady Oscar

Cartoni animati anni 80

Lady Oscar, il cui titolo originale è “Le rose di Versailles”, è un manga di Riyoko Ikeda del 1972. Trasmesso da noi a partire dal 1982.

La trama segue le vicende di Oscar François de Jarjayes, nobildonna cresciuta come un uomo, intrecciarsi con quella di molti altri personaggi (fittizi e non) sullo sfondo degli ultimi anni dell’ Ancien Règime in Francia, scendendo nel dettaglio della vita nella corte di Versailles e della rivoluzione del 1789.

Curiosità: La versione italiana, sempre in virtù del fatto che noi siamo un ottuso popolo di caciottari, è pesantemente censurata. Difatti, nella versione originale la “natura” di Oscar era ambigua e reale mistero per tutti. Di conseguenza, molti dialoghi vennero cambiati, appiattiti e snaturati. Il risultato fu che le scene che più giocavano sull’equivoco dell’identità di Oscar, vennero a mancare. Infatti, nella versione originale tutti si rivolgevano a lei come “COLONNELLO” o “SIGNORE”. Qui mandammo tutto a pizza e fichi, utilizzando un più cristiano-democratico e accettabile “Madamigella Oscar”.

  • Gigi la trottola

Cartoni animati anni 80 e 90

In originale Dash Kappei, è un manga di Noburu Rokuda del 1980. Qui da noi a partire dal 1981.

Il protagonista della storia è Kappei Sakamoto, da noi diventato un agghiacciante “Gigi Sullivan”. A ogni modo, Gigi, presenta due singolari peculiarità: la prima, è che non raggiunge il metro di altezza. Il che farebbe di lui un disabile da prima serata televisiva. La seconda, è che incredibilmente, eccelle in qualsiasi sport decida di praticare. Alla fine, le vicende seguiranno lui che decide di sfidare tutti i circoli sportivi della scuola.

Curiosità: La sigla fu composta da Riccardo Zara ed eseguita dal gruppo “I Cavalieri del Re”. Esiste una versione spagnola del brano, chiamata “Chico Terremoto”, per la prima messa in onda della serie in terra spagnola. Questa però, non fu mai autorizzata da Zara e per questo sospesa dopo poche puntate.

  • Tartarughe Ninja

anime giapponesi anni 80

Serie a fumetti americana ideata da Kevin Eastman e Peter Laird nel 1984. Da noi a partire dal 1988. (Qui ‘na decina di serie tarocche nate dal successo delle Tartarughe)

So bene che questo non è un anime; ma m’andava di metterlo. A ogni modo, la serie è un calderone di vari generi mescolati fra loro, dalla fantascienza alla cultura giapponese. Segue le vicende di un gruppo di tartarughe geneticamente mutate e addestrate da un topo che le ha rese dei formidabili guerrieri ninja. Loro diventeranno i protettori della città, scontrandosi con una nutrita schiera di avversari sempre molto sopra le righe, capeggiati dal malvagio Shredder.

Curiosità: A un certo punto esplose una vera e propria “febbre” per le tartarughe ninja, tanto da definire un intero periodo come “turtlemania”. Da qui si ebbe un’invasione di merchandising di ogni genere: gadget, magliette, accessori e quant’altro a cui si poteva apporre un logo. Addirittura le nostre, arrivarono persino a lanciarsi nel campo della musica formando una… band. Tenendo concerti a non finire. Alcune indiscrezioni vogliono che il gruppo si sciolse a causa della dipendenza da droga di Michelangelo.

  • Bia la strega

Cartoni animati anni 80 e 90

Anime realizzato dalla Toei in Giappone nel 1974. Da noi dal 1981

La trama vede Bia arrivare sulla terra, per una specie di periodo di prova. Tipo Amish, insomma. Insieme a lei, arriva anche la sua rivale Noa, con cui dovrà scontrarsi più volte visto che, entrambe, sono le due principali candidate al titolo di “Regina delle streghe”. Cosa che, naturalmente, darebbe la possibilità di sedere sul trono del regno della magia.

Curiosità: Nella versione originale, i nomi di Bia e Noa erano rispettivamente Meg e Non. Inoltre, “Bia” fu il primo anime nel suo genere a dare il via al fenomeno del “fanservice”, avendo una certa componente voyeuristica al suo interno. Difatti, la sessualità di Bia era spesso rimarcata, e molte scene la ritraevano con una vestaglia da notte trasparente cui era possibile vedere l’intimo, o nei momenti in cui era dedita farsi il bagno.

  • CITY HUNTER

Cartoni animati anni 80 e 90

Manga scritto e disegnato da Tsukasa Hojo nel 1985. Da noi arrivato molti anni dopo nel 1997.

La storia segue le avventure di Ryo Saeba e Kaori Makimura che insieme formano City Hunter, un gruppo indipendente, che agisce nell’ombra e che può essere assoldato come guardia del corpo o detective privato.

Curiosità: Visto il successo e gli ascolti che la serie animata generò da noi su varie emittenti private, il gruppo Mediaset acquistò i diritti per la messa in onda su reti nazionali. Però, visti i contenuti abbastanza spinti, si sarebbe dovuto ricorrere a troppi tagli e adattamenti. Del resto, pratica comune per molti cartoni animati dell’epoca ma, in questo caso, i maneggiamenti erano troppi. Quindi non se ne fece più nulla. Venne persino realizzata una sigla scritta da Enzo Draghi e cantata dal figlio Christian, che per la mancata messa in onda, venne riutilizzata come base per il cartone dei Transformer.

  • DAITARN III

serie anime anni 80 e 90

Nasce come serie anime in Giappone nel 1978. Da noi a partire dal 1980

Il protagonista è Haran Banjo, sorta di incrocio fra un agente segreto alla 007 e un eroe di film sulle arti marziali. Il suo odio irriducibile e quasi psicotico verso la razza meganoide è di fondo, il centro principale delle vicende in ogni puntata.

Curiosità: L’autore di Daitarn è Yoshiyuki Tomino, lo stesso di Gundam. Inoltre il Daitarn, con i suoi 120m di altezza, è uno dei mecha più alti mai ideati, superato in dimensioni solo da pochi altri.

 

  • STARZINGER

anime giapponesi anni 80

Anime giapponese realizzato dalla Toei nel 1978. Da noi a partire dal 1981.

In generale la trama vede il progressivo diminuire dell’energia cosmica che mantiene l’equilibrio nell’universo. Cosicché la Principessa Aurora, è chiamata a compiere il lungo viaggio che risolleverà le sorti delle galassie. Ad accompagnarla nella sua avventura ci saranno tre cyborg che la difenderanno dai pericoli.

Curiosità: l’anime è basato su un manga di Leijii Matsumoto, autore prolifico è molto importante, che a sua volta si rifà al classico letterario “Viaggio in occidente”.

  • A TUTTO GAS

anime giapponesi anni 80

Anime prodotto dalla Tatsunoko nel 1985. Da noi arrivato nel 1992.

Il protagonista, Marco, è un giovane meccanico di belle speranze che sogna di poter partecipare, e vincere, il Gran Premio (di non so cosa). Nonostante la pochezza dei mezzi a disposizione, riesce a trasformare un utilitaria in un bolide e a realizzare il suo sogno.

Curiosità: L’auto del protagonista era una Toyota Celica XX, “trasformata” nel cartone in un bolide capace di gareggiare contro qualunque cosa e su qualunque terreno. Il nome che le venne dato fu Mechadock.

  • L’Ape Magà

anime giapponesi anni 80 e 90

Anime giapponese sempre edito da Tatsunoko nel 1970. Arrivato da noi molti anni dopo nel 1989.

Tristissimo cartone animato che si concentra sulle avventure di un’ape orfana, alla ricerca del suo posto nel mondo.

Curiosità: In realtà il cartone arrivò da noi – come nostra sacrosanta abitudine – non tanto per il suo carattere educativo, bensì per sfruttare il successo di un’altra opera simile: L’ape Maya. Difatti, il titolo originale della serie è “Storie di insetti – L’orfano Hutch”. Come si evince di conseguenza, l’ape protagonista era maschio, e si chiamava Hutch appunto. Qui da noi però subì un’operazione lampo di cambio sesso per poter essere più apprezzato dal pubblico.

  • Mila e Shirio

anime giapponesi

Manga scritto e disegnato da Jun Makimura e Shizou Koizuimi edito in Gaippone nel 1984. Da noi a partire dal 1986.

Classica serie sportiva dove le vicende, seguono la protagonista Mila che fra allenamenti degni di tana delle tigri e ritmi da denuncia penale, fratello minore scemo e genitori snaturati, fra una frustata e l’altra prima delle partite, riesce anche a innamorarsi di Shiro (appunto) e a coronare i suoi sogni.

Curiosità: Sempre per la nostra famosa abitudine e attinenza alle marchette/conoscenze, per far aver più seguito al cartone, il nostro doppiaggio palesa più volte che Mila sia la cugina di Mimì (e le ragazze della pallavolo), protagonista di una serie simile andata in onda da noi alcuni anni prima. In realtà, questo non è assolutamente vero. Le due serie erano totalmente slegate e non avevano il benché minimo punto in comune a parte il tema di fondo. Però che gli vuoi dì? Le conoscenze fanno curriculum.

Bene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Anime anni 80 - Altri 10 cartoni animati con cui sono cresciuto
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Dieci serie anime anni '80 con cui sono cresciuto.
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Il Sotterraneo del Retronauta

Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

2 thoughts to “Anime anni 80 – Altri 10 cartoni animati con cui sono cresciuto”

  1. ottima carrellata. me li vedevo tutti, a parte l’ape magà che non mi sembra di aver mai sentito nominare. o semplicemente non ricordo.
    Sbaglio o gli anime jappo degli anni 70 e 80 avevano mettevano sempre una tristezza di fondo?

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