Aliens: scontro finale

Aliens: Scontro finale – 10 curiosità che magari non sapevi sul film

aliens scontro finale

Che lo sappiate oppure no, tanto è lo stesso, esattamente in data 26 Aprile, c’è stato l’ Alien Day. In sostanza, nulla di che se non un simpatico escamotage per tirare fuori e vendere paccottiglia varia a marchio registrato. Che poi, a proposito: com’è che ‘sto Alien Day si “festeggia” il 26 Aprile? Voglio dire, Alien uscì il 25 Ottobre del ’79, mentre Aliens di Cameron invece, il 18 di Luglio del ’86. Quindi Aprile da dove è cicciato fuori?

Molto semplicemente, negli Stati Uniti la data si legge anteponendo il mese al giorno. Perciò, per loro sarebbe 4/26. Ora, notate nulla? 4-2-6 messi così, non vi dicono ma proprio niente niente? Ok, se ci siete arrivati, bene; come me avete avuto una vita degna di essere vissuta. Per tutti gli altri, la data scelta altro non è che un inside joke basato su “LV-426”, ovvero il planetoide dove atterrò la Nostromo.
Tornando a noi, so che per una sorta di parvenza di senso della continuità, sarei dovuto partire da Alien; ma Aliens è il mio film preferito della saga e perciò, chissene. Quindi, a ‘sto punto, tra l’Alien Day e prima che esca “Alien: Covenant”, andiamoci a buttare l’occhio su dieci cose che magari non sapevate su Aliens: Scontro Finale.

 

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Aliens Lance Henriksen

Facciamo che partiamo dal cast, e nella fattispecie, da quel fagiano di Lance Henriksen che si beccò una fantastica intossicazione alimentare.
Innanzitutto, c’è da premettere una cosa: siccome Cameron alla fine non si dimenticò della promessa di fargli interpretare un cyborg, visto che in Terminator il T-800 sarebbe dovuto essere lui, stava tutto preso male nel cercare di dare il massimo. Perciò se ne uscì con un paio di “brillanti idee”.

Aliens Bhisop

In primis, nella sequenza in cui Bishop sta lavorando al microscopio e poi tira una di quelle guardate agghiaccianti, per quella scena Henriksen pensò di mettere delle lenti a contatto a doppia pupilla. Il problema, è che risultò talmente inquietante che Cameron gli disse no, guarda che non c’è bisogno di rendere tutto più “creepiness” di quello che è già. Apprezzo l’impegno, ma lascia stare. Ok, e fuori uno.
Poi non contento, nella sequenza finale, quando viene trafitto e fatto a pezzi dalla regina, per simulare il “sangue” dell’androide, Henriksen fece la bella pensata di usare una combo letale di latte e yogurt. Tanto per, ma in Alien, per la morte di Ash la troupe appositamente evitò di utilizzare materiali simili. Perché nel tempo fra un ciak e l’altro, il calore delle luci sul set e via dicendo, naturalmente, sarebbe andato tutto all’aceto. Nel vero senso della parola. Invece a quanto pare, ‘sta cosa a Henriksen non gli sfiorò manco per un attimo e così, et voilà! Intossicazione alimentare da roba andata a malissimo.

 

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Aliens James Remar

Uno dei protagonisti, il caporale Hicks, come sappiamo venne interpretato da Michael “Kyle Reese” Biehn; e fin qui. Il fatto però, è che Biehn non fu l’attore scelto per interpretare il ruolo. Infatti, inizialmente la parte venne affidata a James Remar, a quel tempo – e in realtà ancora oggi – famoso per aver interpretato Ajax ne “I Guerrieri della Notte”. Alla fine comunque, Remar si fece giusto una settimana di riprese e poi venne cacciato dal set.

Per anni, la versione ufficiale che venne data al pubblico in merito a ‘sta cosa fu “divergenze artistiche” fra lui e Cameron e punto; la cosa finiva qui. Però, apro e chiudo parentesi: bello comunque l’eufemistico tatto usato per non dire “cacciato a calci in culo”. A ogni modo dicevo, qualche tempo fa nell’episodio n°128 del podcast Sidebar, alla fine l’attore ha rivelato il perché venne allontanato: perché, come in molti sospettavano, tirava come un aspirapolvere. A quanto pare, fu la produzione a licenziarlo in quanto venne arrestato per possesso di droga. Così, fuori Remar e dentro Biehn. Ah, oltretutto si dice che Biehn fosse negli States quando Venerdì sera Cameron gli fece un colpo di telefono e Lunedì mattina, già era a Londra sul set pronto a girare.

 

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Aliens marines

Continuando a parlare del cast, è risaputo quanto Cameron sia uno che ci tiene alla precisione. Così, in virtù del fatto che molti dei personaggi in scena, comunque so’ soldati, l’ultima cosa che voleva era che qualcuno prendesse qualche liscio di troppo, facendo quei fatti tipo che impugna una pistola alla cazzomannaggia che nella realtà, si sarebbe già sparato a un piede.

Perciò, mandò tutti a farsi due belle settimane d’addestramento intensivo coi “S.A.S”, il reparto per le operazioni speciali dell’esercito Britannico. Ovviamente, andarono tutti tranne Michael Biehn, Sigourney Weaver, William Hope e Paul Reiser. Il primo perché, come detto poco sopra, sostituì Remar una settimana dopo l’inizio delle riprese. Gli altri invece, non vennero addestrati perché Cameron voleva che ci fosse uno stacco netto fra i ruoli dei personaggi. Quelli dovevano essere soldati e si doveva vedere la differenza fra loro e gli attori che interpretavano i civili senza esperienza.

 

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Aliens colonial marines armor

Restando sempre in tema “realismo”, per dare un senso di “vissuto” ai marines, in piena overdose da viet-movies Cameron diede carta bianca agli attori per la personalizzazione dell’equipaggiamento. E bisogna ammettere, che so’ saltate fuori cose veramente carine tra mezzi ed equipaggiamento.

Tipo Bill Paxton che s’è fatto stampare sulla corazza il nome “Louise”, ovvero il diminutivo del nome di sua moglie per davvero. Oppure, Cynthia Dale Scott, il caporale Dietrich, che c’ ha le parole “Blue Angel” scritte sul retro del suo casco, come omaggio a Marlene Dietrich nel film “L’Angelo Azzurro”. Jeannette Goldstein, nella parte del soldato Vasquez, sull’armatura c’ha scritto “El Riesgo siempre vive”, una specie di massima che significa più o meno che affrontare i rischi ti mantiene in vita, e via dicendo.

Aliens: scontro finale

Del resto, anche per i mezzi sono venute fuori cosucce niente male: ad esempio, fra le tante, una delle più belle è la scritta sulla carlinga della seconda navetta che dice “We aim by P.F.M”. Dove quel “P.F.M.” è l’acronimo che sta per “Pure Fucking Magic”, che alla lettera vuol dire “Miriamo per fottuta magia”; in senso lato vuol dire “Ti becchiamo a culo proprio”.

 

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Aliens: scontro finale

Come sapete e come detto, il film risale al 1986, cioè un’epoca in cui non esisteva la cgi che metteva la pezza a colori e ti salvava il culo. Ergo, tutto era genuino e fatto a mano; e quando dico tutto, voglio dire tutto. Anche i mezzi. Come ad esempio, il fighissimo “M577 APC”, il mezzo di sbarco terrestre dei marines.

Ora, st’ affare sarà bello, futuristico e cattivo, sicuramente. Intanto però, in realtà altro non è che uno di quegli affari che la British Airways usava – e forse usa ancora, non so sinceramente – per trainare gli aerei, “pimpato” al massimo. In pratica, più o meno la forma è rimasta uguale, tranne per il fatto che, quando la produzione andò a comprare uno di questi cosi, c’era il problema che pesava la bellezza di 75 tonnellate. Ma grazie, al buon vecchio olio di gomito, si riuscì ad “alleggerirlo” per rendere più agevoli le riprese, portandolo dal suo peso originale, a sole 35 tonnellate. Una Ferrari, insomma.

 

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Per una cosa come tipo millemila anni, è circolata una voce che in merito al nome della “Weyland – Yutani”, la malvagia società che nella saga si barcamena in oscure macchinazioni per sfruttare gli Xenomorphi come armi biologiche. In sostanza, si diceva che il nome della società venisse da una coppia di ex vicini di casa che Ridley Scott odiava e con cui negli anni ha litigato più volte. In realtà, questa cosa è vera solo in minima parte.

Il nome è stato tirato fuori dal designer Ron Cobb, lo stesso che ha disegnato la Nostromo e le uniformi dell’equipaggio, e che sin dai progetti iniziali, aveva l’idea che la compagnia dovesse avere un nome anglo-asiatico. Questo perché, non dimentichiamoci che siamo negli anni del “Japan Love”, dove se in un film si parlava di futuro, doveva esserci per forza qualcosa di giapponese, perché giapponese = futuro. A ogni modo, il primo nome scelto per la compagnia fu “Leyland-Toyota”. Naturalmente, ‘sta cosa si rivelò infattibile e perciò Cobb, sostituì la L con una W ed ecco fuori Weyland. Per la parte giapponese usò Yutani, ovvero il nome del suo vicino di casa, non di Scott.

 

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Aliens Scontro finale

A pensarci adesso sembra strano però, fra gli sforzi fatti per location e costruzione dei set, l’addestramento dei membri del cast, la sostituzione di Remar a riprese iniziate e quant’altro, tutto sommato le riprese di Aliens scivolarono via abbastanza lisce. Fatta eccezione per Sigourney Weaver. La quale piantò ‘na marea di casini. Primo dei quali fu quando la produzione la contattò per il ruolo e le paturnie che si fece venire.

Fondamentalmente, la Weaver si stava a fascia’ la testa prima di spaccarsela, incaponendosi sull’ipotesi che le cambiassero il carattere del personaggio, e che tutto ciò di buono fatto col film precedente potesse essere snaturato da uno script ridicolo. Attenzione, apro e chiudo parentesi: certe cose andrebbero registrate. Eh, Sigourney che accetti di girare “Alien 3” e “Alien – La clonazione”? Comunque, a quanto pare, alla fine la nostra Ripley si convinse quando lesse il copione, che definì straordinario sia per la storia in sé che per come Cameron, “con straordinaria precisione”, avesse scritto il suo personaggio. Oltre naturalmente, il bel lavoro nel sottolineare il legame madre-figlia instaurato tra Ripley e Newt. Onestamente, c’ho i miei dubbi sui motivi di questa bella “lisciata di pelo”; e più giù vediamo perché.

 

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Aliens set

Non tutti sanno che, AliensBatman di Tim Burton hanno una cosa che li “accomuna”. Ovvero, come potete notare dalla diapositiva il set utilizzato in Batman per le sequenze della Axis Chemicals, non è simile. Non è uguale, non è una copia, no. Bensì, è proprio lo stesso set usato in Aliens per mettere in scena la colonia di Hadley’s Hope.

Praticamente Burton lo riciclò senza tanti complimenti. L’unico problema fu quando la troupe di Batman arrivò per le riprese. Difatti, quelli di Aliens avevano lasciato praticamente tutto com’era e chi s’è visto s’visto: bozzoli, bava aliena appiccicata dappertutto, melma e tutte le schifezze varie usate per simulare la materia organica dell’ostile razza aliena che veniva spalmata sulle pareti a suon di fucilate. Praticamente, gli scagnozzi di Cameron avevano finito le riprese e ciao. Roba che quando poi c’andarono i cristiani per fare Batman, ci vollero giorni solo per ripulire tutto.

 

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Terminator

Per la serie “Cameron lo scherzone”, forse convinto di avere un gran senso dell’umorismo, o forse semplicemente in preda a un delirio d’onnipotenza, iniziò a ficcare in Aliens citazioni varie e più o meno esplicite a Terminator. Anzi, poco ci mancò alla “fusione” dei due universi narrativi.

Aliens scontro finale

Per farla molto breve, la citazione più esplicita è nella sequenza in cui si parla delle armi in dotazione ai colonial marines, dove fra queste ci sono i Plasma Phased Rifle; cioè i fucili al plasma. Nel primo Terminator, quando il T-800 si reca all’armeria per “acquistare” delle armi, al negoziante chiederà proprio un “fucile al plasma” di quel tipo. Poi, l’amalgama disperatissima s’è evitata per un soffio quando, parlando di Ash, Bishop dice a Ripley che quest’ultimo era un modello Hyberdine 120-A/2. Ora, al di là dell’aver mantenuto l’assonanza del nome, sta di fatto che nella prima stesura originale, durante il dialogo venne usato il nome “CYBERDYNE”, ovvero la società che costruirà Skynet e a sua volta darà vita ai Terminator.

 

  • 1

Per concludere, torniamo al discorso che facevamo prima in merito ai patemi che Sigourney Weaver si stava facendo salire con tutti i suoi “forse” e “non lo so” e come le cose stessero prendendo una certa piega proprio a causa sua. Fondamentalmente, la Weaver, diciamo che si “convinse” quando lesse il copione, ok? Ok.

Nel frattempo lei “leggeva”, il problema principale però era un altro: Cameron s’era praticamente inchiodato sul fatto che, senza il personaggio di Ripley, Aliens non si poteva fare. Ovviamente, di ben altra idea erano i produttori della Fox, che nel mentre, stavano a “discutere” (leggi scannandosi) le specifiche salariali della Weaver, il cui agente, continuava a tirare su. A un certo punto le cose si misero così brutte, che addirittura la Fox disse a Cameron di riscrivere una nuova sceneggiatura che non includesse la Weaver.

Però, a Cameron detto lo scherzone ‘sta cosa non andava giù. Le cose a modo suo o niente. Perciò ordì e mise in piedi tutta una diabolica macchinazione: essendo amiciccissimo di Schwarzenegger, sapeva che il suo agente lavorava per la stessa agenzia e conosceva quello della Weaver. Così, chiamò in via “informale” l’agente di Arnoldone, spiegandogli i vari casini e dicendogli che s’era scocciato di tutta ‘sta storia e offrire direttamente ad Arnold il ruolo da protagonista. Naturalmente, “il pesce abboccò all’amo” e chiamò l’agente di Sigourney Weaver, per dirgli oh, guarda che mo’ ci mettiamo Schwarzenegger nel film, eh. Morale della favola? La sapete: alla fine la protagonista di Aliens è Ripley.

Detto questo, credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

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Aliens: Scontro finale - 10 curiosità che magari non sapevi sul film
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Aliens: Scontro finale - 10 curiosità che magari non sapevi sul film
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Dieci curiosità sul film Aliens: Scontro Finale.
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Il Sotterraneo del Retronauta
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2 thoughts to “Aliens: Scontro finale – 10 curiosità che magari non sapevi sul film”

  1. quando non c’era la cgi e ci si doveva ingegnare, era tutto più bello. sono sempre interessanti questi retroscena dei retrocinema.

    e poi il aliens piace ancora adesso

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