Alien 3 film 1992 recensione

Alien 3: Ripley e xenomorfi in cerca d’autore

“La prima volta che ne hanno sentito parlare l’equipaggio fu sacrificato. La volta successiva mandarono i marines, anch’essi sacrificati. Ora, cosa vi fa pensare che si preoccuperanno per un mucchio di ergastolani che hanno trovato Dio nel profondo culo dell’universo?!”
Ecco, ironicamente, questa battuta di Ripley riassume perfettamente quella che all’epoca dell’uscita di Alien 3, era la trilogia di Alien. Ovvero, c’avevamo con Alien di Ridley Scott, un grandissimo film. Il cui seguito, Aliens di James Cameron, a sua volta fu un film magnifico e poi… poi Alien 3 diretto da David Fincher. Un film fatto praticamente col cul… non proprio riuscitissimo.

Ora, dopo il fanta-giga-pippone su Alien e Aliens (che se non c’avete ancora buttato un occhio, basta un click sul benedetto link) l’intenzione era quella di parlare degli ultimi due film e via. Però, Alien 3 è un argomento molto, troppo particolare. In breve, nelle due righe dell’altra volta si diceva come in effetti, Alien e Aliens fossero, come dire… le due facce di una stessa medaglia. Due film che, insieme, andavano a creare una storia logica e coerente, con un inizio, un centro e una fine. In questo senso, Alien 3 non aveva il benché minimo senso di esistere.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

Che ci vuoi fare però, al denaro non si comanda. Perciò, quando gli studios decidono sia giunto il momento di spremere le tettine della vacca per battere cassa, non c’è logica che tenga. E Alien 3 appunto, è un argomento particolare perché è l’epiteto di ‘sta cosa: una produzione difficile, mandata per frasche per anni. Con un periodo di pre-produzione confuso come l’incubo di un ubriacone molesto, nel quale a un certo punto è stato tirato dentro David Fincher.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

In due parole, Alien 3 parte dalla fine di Aliens, con Ellen Ripley, Newt, il caporale Hicks e l’androide Bishop, tornati sulla USS Sulaco. Durante il viaggio di ritorno però, viene mostrato un uovo schiuso all’interno della Sulaco e un facehugger che s’arrampica sulla capsula di Newt. Le scansioni mediche dei criotubi poi, rivelano che il facehugger s’è attaccato a qualcuno dell’equipaggio.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

Scoppia un incendio a bordo e il sistema di controllo, espelle le capsule per l’iper-sonno in un modulo di salvataggio. Il quale, si schianta rovinosamente su Fiorina “Fury” 161. ‘Na specie di fonderia adibita a colonia penale abitata solo da detenuti maschi. I detenuti recuperano il rottame schiantato e portano in salvo Ripley. Tuttavia, anche il facehugger è sopravvissuto e, ‘na volta intrufolatosi nella prigione, infetta Spike. Il cane di uno degli “ospiti” di Fiorina 161.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

Ora, è interessante notare come in Alien 3, la cagnara comincia a volare ad altissima quota in manco cinque minuti di film. Capiamoci, ‘sta sequenza iniziale, c’ha il duplice scopo di collegare questo al film precedente e creare così, un minimo di suspense in vista della “grande rivelazione” su cui ruota la trama. Ma sai che c’è? C’è che se hai visto i precedenti film, sai benissimo che tutto questo è meno credibile di una moneta da tre Euro, per una serie di svariate ragioni.

Primo: siamo nel 1992, ok? La versione canonica, era quella stabilita da James Cameron. In cui la riproduzione degli xenomorfi consisteva nel fatto che la regina, per partenogenesi, grazie alla sua sacca ovipara deponeva le sue belle uova e quando un potenziale ospite s’avvicinava, era bello che fregato dal facehugger.

In Aliens, la regina si libera della sacca molto prima del scontro finale con Ripley; e già questo la dice lunga. Pur volendo concedere il beneficio del dubbio però, quand’è che esattamente, avrebbe avuto il tempo di salire a bordo della Sulaco e schiaffarci un uovo?

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

Secondo: il facehugger c’ha bisogno di un certo numero di ore per impiantare l’embrione all’interno dell’ospite. In Alien 3 invece, ci mette giusto il tempo di un rutto. Le capsule vengono espulse in una ventina di secondi dalla Sulaco e nessuno, né Ripley, Newt o chiunque altro c’aveva il facehugger attaccato in faccia. ‘Na gestazione lampo, in pratica.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

Terzo: va be’, d’accordo. Per quanto faccia a cazzotti con quanto stabilito nei film precedenti, diamo per buona l’impollinata immediata. Intanto, il facehugger sarebbe dovuto morire comunque, no? Così succede: ‘sti mostrilli vengono fuori dalle uova, s’attaccano, fecondano e muoiono stecchiti, giusto? E no, invece.

Perché in Alien 3, c’è il Siffredi dei Facehugger. Ché non solo infetta uno dell’equipaggio della Sulaco; ma poi c’ha la forza di entrare all’interno della prigione e da’ n’altra botta pure al cane.

Quarto: tutto questo comunque, fondamentalmente è inutile. Visto che nello schianto all’inizio del film, c’è l’errore più grave in assoluto: far morire tutti i personaggi. Non solo perché ‘sta cosa rende il tentativo di creare quel minimo d’intrigo iniziale (giustamente, s’è salvata solo Ripley, chi mai c’avrà l’alieno in corpo, eh?) ‘na perdita di tempo.

Ma anche perché Hicks, Newt e pure Bishop volendo, erano personaggi dal potenziale di sviluppo enorme. Anziché sfruttarli, s’è tranquillamente preferito scorrazzare nel reame del wtf. Giusto perché qualcuno aveva pensato che riproporre Ripley protagonista per la terza volta consecutiva, facendogli fare le stesse cose viste nel film uscito ventitré anni prima, fosse ‘na grande idea.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

A ogni modo, questa è solo la punta del proverbiale iceberg. Se si è arrivati a questo, è semplicemente perché lo sviluppo di Alien 3 è stato un parto lungo e travagliato. Prima dell’arrivo (ma anche dopo, eh) di Fincher, c’è stata ‘na vera e propria battaglia, con decine di morti e feriti per scrivere ‘sto benedetto Alien 3.

Dopo il successo di Aliens, la 20th Century Fox contattò la Brandywine Productions, la casa di produzione fondata da David Giler e Walter Hill. La quale, s’era occupata dello sviluppo e co-produzione dei film fino a quel momento. Solo che, mentre la Fox spingeva per un nuovo sequel, a Hill e Giler non fregava un beneamato di fare un altro Alien, che per loro due film bastavano e avanzavano.

Tuttavia, alla fine i due si lasciarono convincere e cominciarono a tirare giù un primo abbozzo di script. Nelle prime fasi di stesura, l’idea era quella di spostare il setting della storia sulla Terra invasa dagli xenomorfi. C’era pure ‘sta cosa particolarmente bizzarra, che vedeva gli alieni fondersi in una gigantesca creatura che distrugge la città di New York. Peccato che il concetto fosse A) troppo simile allo Stay Puft Marshmallow Man dei Ghostbusters.
B)
da far ridere tutta la fattoria e non solo i polli.

Pertanto, n’altra idea fu quella di Ripley e Newt in questa metropoli futuristica a caccia di xenomorfi sulla Terra. Ma, giustamente, non è che se levi i replicanti e metti gli alieni, non si nota che stai copiando Blade Runner, eh. Oddio, volendo, in sé lo spunto non è manco tutto ‘sto pessimo, credo. Ma credo anche che non avrebbe portato da nessuna parte.

Alla fine, Giler e Hill optarono per una storia divisa in due film. Che avrebbe messo definitivamente la parola fine alla saga. Questa versione, aveva già molto più senso rispetto alle altre, e girava attorno alla Weyland-Yutani Corporation. La quale è in guerra con una fazione militare di socialisti la cui rigida ideologia li aveva portati addirittura ad abbandonare la Terra e vivere nello spazio.

Il protagonista di questo presunto Alien 3, sarebbe dovuto essere il personaggio di Michael Biehn, il caporale Hicks. Mentre Sigourney Weaver, come Ripley sarebbe dovuta tornare come protagonista nell’ipotetica seconda parte, in quello che su carta era previsto fosse Alien 4. E tutto si sarebbe concluso in un’epica battaglia fra gli xenomorfi e gli esseri umani.

Alien 3 William Gibson

Bene, un soggetto più o meno c’era e, per quanto quelli della Fox non fossero proprio convintissimi, sganciarono la grana. Nondimeno, cominciarono a mettere i primi paletti: l’idea va bene, ma a dirigere ‘sto Alien 3 vogliamo n’altra volta Ridley Scott. Ah, e tutti e due i film devono essere girati contemporaneamente ché dobbiamo sparagnare.

Ecco, Scott lo voleva pure fare ma, c’aveva troppi impegni. Perciò, si provò a ripiegare su Clive Barker, visto il successo di Hellraiser. Lo contattarono e gli chiesero di scrivere e dirigere il film ma Barker, rispose che a lui di Alien non fregava ‘na beneamata mazza di niente. Si finì quindi che nel Settembre del 1987, Giler e Hill contattarono lo scrittore William Gibson per scrivere la sceneggiatura del terzo film.

Gibson, che come dicevo nelle altre due righe (vi ricordo il link che v’ho messo all’inizio) fu influenzato da Alien per Neuromante, accettò subito. Anzi. Inizialmente la sua intenzione era quella di portare avanti e sviluppare la storia quella tipo Blade Runner. Manco il tempo di dirlo, che i produttori gli dissero frena ciccio. Vola basso con la fantasia che ‘sta roba costa e i soldi so’ pochi. Quindi ingegnati e inventati qualcosa d’economico.

Tra l’altro, c’era pure la questione di Sigourney Weaver. Che c’aveva ancora il dente avvelenato con la produzione, ché in Aliens gli avevano tagliato la scena della figlia Amanda. Perciò, non c’aveva la benché minima intenzione di fare un altro film. Così Gibson, s’è dovuto ingegnare nel tirar fuori qualcosa che non la coinvolgesse.

Nella sua versione di Alien 3 dunque, William Gibson decide di usare come protagonisti Hicks e Bishop. La storia invece, è ambientata a bordo di una grande stazione spaziale chiamata Anchorpoint. Dove la Weyland-Yutani inizia la sperimentazione genetica sul materiale organico alieno recuperato dai resti di Bishop a bordo della Sulaco.

Inoltre, riprende anche il concetto abbozzato da Hill e Giler con la Union of Progressive Peoples. ‘Na specie di Unione Sovietica futuristico-spaziale, in lotta con la Weyland-Yutani. Alla fine sia Anchorpoint che la stazione spaziale UPP sono invase dagli xenomorfi, e Hicks e Bishop devono collaborare con i sopravvissuti per distruggere le creature.

La sceneggiatura poi termina con un cliffhanger per Alien 4. In cui gli xenomorfi modificati geneticamente sono diretti verso la Terra a bordo della Sulaco. Quindi Bishop suggerisce a Hicks che se vogliono salvare la razza umana, devono rintracciare il pianeta originale degli xenomorfi e distruggerli.

Ecco, questa versione della sceneggiatura di William Gibson per Alien 3 è la più nota. Dato che so’ anni che è possibile trovarla sull’internet. Più difficile da trovare invece, è la sua seconda versione. In pratica, la prima bozza era molto improntata verso l’azione, sulla scia di Aliens. Tuttavia, il tempo non è che si ferma, eh. Nel frattempo il muro era venuto giù e l’Unione Sovietica stava lì lì per fare la stessa fine. Quindi ‘na storia di comunisti nello spazio, non è che c’aveva poi tutto ‘sto senso. Pertanto, la seconda bozza invece, nei toni s’avvicinava molto più al primo Alien.

Alien 3 Renny Harlin
Renny Harlin

Tuttavia, anche se qualcosina l’avevano apprezzata, la produzione bocciò entrambe le sceneggiature di Gibson. Siccome poi era stato assunto Renny Harlin (il regista di Die Hard 2) per dirigere Alien 3, chiesero a Gibson di scrivere un’altra sceneggiatura insieme a lui. Ma indovina un po’ com’è andata a finire? Che dopo ‘na serie di malcontenti, Gibson mandò tutti a fancul… diede forfait. A ‘sto punto Giler e Hill abbandonarono l’idea della storia in due parti, e si concentrarono sulla realizzazione di un singolo film.

Ed ecco che venne assunto così Eric Red (sceneggiatore di The Hitcher e Near Dark) per scrivere Alien 3. La sua sceneggiatura prevedeva che tutti i personaggi precedenti (compresa Ripley) fossero uccisi dagli xenomorfi prima dell’inizio della storia. La quale sarebbe continuata su ‘sta specie di gigantesca stazione spaziale che, sotto la sua cupola, ospitava un’intera città. Con tanto di campi di grano all’aperto e fattorie, addirittura.

La grande idea di Red, era che sotto la città, il resto della stazione fosse una struttura di ricerca ad alta tecnologia, dove gli scienziati militari stanno segretamente allevando gli xenomorfi. Segue poi solito incidente fatale, mattanza d’ordinanza e compagnia cantante. Attenzione perché poi, alla fine della storia, la stazione stessa viene infettata (come, non ne ho idea) e si trasforma in una gigantesca creatura xenomorfa biomeccanica.

Quando presentò questa sceneggiatura, Eric Red ottenne contemporaneamente due grandi risultati: schifare Renny Harlin che abbandonò la regia, e farsi licenziare. Da quel che mi pare di aver capito, per anni Red è stato preso per il culo a causa di ‘sta cosa. In seguito, rinnegò la sceneggiatura affermando: “Questa spazzatura è il prodotto di un lavoro arrangiato in poche settimane di continue conferenze e scenate isteriche dello studio, che metteva fretta per produrre qualcosa al più presto, perciò il risultato è completamente orribile”.

Alien 3 David Twohy
David Twohy

Licenziato Eric Red, viene assunto David Twohy. Sceneggiatore e futuro regista di Pitch Black. La sua versione della storia è ambientata molti anni dopo Aliens. In una prigione spaziale in orbita attorno alla Terra, chiamata Moloch Island. Qui i detenuti, vengono impiegati come bassa manovalanza in una gigantesca raffineria che lavora i minerali estratti dagli asteroidi.

La prigione inoltre, viene utilizzata segretamente dalla Weyland-Yutani per allevare e condurre esperimenti illegali sugli Xenomorfi. Molti dei quali prevedono l’uso dei detenuti come esche. Anche qui segue poi classico incidente di routine, gli xenomorfi si liberano, prigionieri e personale sopravvissuti si alleano per sopravvivere e bla bla bla. Sembra bello, no?

O almeno, con Twohy le cose per Alien 3 sembravano essere arrivate finalmente a un punto. Di conseguenza, viene chiamato Vincent Ward per dirigere il film e… come se ne esce il tipo? Che sì, è disposto a prendere l’incarico; ma non con la sceneggiatura scritta da Twohy. Ché lui ne aveva n’altra più bella e si doveva usare la sua. Ovviamente, che te lo dico a fare: la Fox diede il via libera a Ward per sviluppare la sua storia. Appena David Twohy venne a sapere della cosa, se ne andò. Sbattendo tutto lo sbattibile.

Alien 3 Vincent Ward
Vincent Ward

Vincent Ward ora c’aveva campo libero. E insieme allo scrittore John Fasano, comincia a sviluppare la sua sceneggiatura di Alien 3. La sua storia è ambientata su ‘sto planetoide chiamato Arceon. ‘Na specie di pianeta-monastero (fatto di legno) abitato solo da monaci (maschi) luddisti.

Inizialmente, credono che “la stella d’oriente” (la direzione da cui proviene la capsula di salvataggio di Ripley), sia un segno di buon auspicio. Tuttavia, con Ripley arriva anche un facehugger sul pianeta. E i monaci cominciano a credere che l’alieno, sia ‘na specie di punizione divina per i loro peccati e cazzate di questo genere.

Alien 3 storyboard

Il progetto fanta-meta-religioso di Ward comunque, è andato avanti fino al punto di sviluppare vari progetti e diversi set da utilizzare nel film. Ciò nonostante, anche dopo avergli promesso pieno controllo creativo, la 20th Century Fox comincia a remare contro Ward. Infatti, sorpresa sorpresa, ingaggiano gli scrittori Greg Pruss e Larry Ferguson per riscrivere la sceneggiatura.

Morale della favola, come David Twohy prima di lui, pure Ward manda tutti a fanculo. Cosicché, i produttori Walter Hill e David Giler, provano a mettere ‘na pezza a ‘sta situazione: prendono le sceneggiature di Twohy, Ward e tutto quello che c’è stato nel mezzo fra le due, e le fondono assieme. Dando vita a ‘na specie di mostro di Frankenstein, in pratica.

Alien 3 storyboard

Dopodiché, viene assunto David Fincher, un ragazzetto di manco trent’anni. Fondamentalmente, i motivi alla base di questa scelta, sono essenzialmente due. Innanzitutto, Fincher era un regista di video musicali. E il suo apporto, avrebbe potuto dare al film quell’aspetto “giovane e dinamico” che fa sempre troppo trendy.

In secondo luogo, appunto, era giovane. All’attivo c’aveva giusto qualche video e alcuni spot televisivi. Per questo alla Fox pensarono, tanto questo fino a ieri beveva l’acqua dalle pozzanghere. Ce lo voltiamo e ce lo giriamo come una cotoletta, e lui è pure contento di fa’ il pupazzetto nostro.
Eh, certo… proprio così, insomma. Fortunatamente, David Fincher s’è rivelato una persona di carattere.

David Fincher sul set di Alien 3
David Fincher

Effettivamente, c’è da dire che Fincher non ha mai fatto mistero del suo odio nei confronti di Alien 3; di quanto lo schifasse ‘sto film. Tanto che, tra l’altro, in un paio d’occasioni se n’è pure uscito dicendo che forse, non c’è nessuno che detesti Alien 3 quanto lui. E voglio pure dire, no? Un film del genere, avrebbe potuto benissimo stroncargli la carriera sul nascere.

Fortunatamente non è stato così, ma durante la produzione, Fincher ha subito continue interferenze e pressioni su come o non come il film dovesse essere fatto. Hill e Giler gli schiaffarono in mano quel mostro di Frankenstein tutto raffazzonato che era la sceneggiatura, nemmeno completa del resto, e gli dissero tié, bello. Divertiti. In tutto questo, quando alla 20th Century Fox si resero conto che non era la marionetta da manovrare a piacimento che credevano, la situazione s’imbruttì malamente.

Cioè, io non so se sia chiara la cosa, eh. La cagnara di proporzioni mastodontiche che s’è venuta a creare. Siamo partiti dal 1986 circa che Alien 3 era stato commissionato, ok? Da allora, a scrivere ‘sto film ci si so’ messi David Giler, Walter Hill, William Gibson, Eric Red, David Twohy, Vincent Ward, John Fasano, Greg Pruss e Larry Ferguson. E Ii bello è che la cosa non è manco finita qui.

Come detto, Hill e Giler avevano fatto un pastocchio di sceneggiature e l’avevano data a Fincher. Che a sua volta c’ha dovuto mettere mano per completarla, aiutato dall’autore Rex Pickett. Il quale ha revisionato la maggior parte del lavoro svolto dagli autori precedenti, per poi essere licenziato in tronco. Reo di aver appoggiato Fincher contro lo studio, dicendo che il film doveva seguire la storia che aveva in mente lui.

Alien 3 è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - Scontro finale (1986)

Alla fine, siamo arrivati al 1991. Cinque anni e sette milioni di dollari dopo, spesi in sceneggiature. Riprese iniziate e la storia manco era stata completata. La cosa più allucinante, è che oltre tutto quanto detto finora, Fincher s’è trovato a un certo punto con la sceneggiatura che continuava a cambiare durante le riprese.

Dalla produzione, gli mandavano le pagine riscritte via fax per essere filmate il giorno dopo. Non solo. C’era l’imperativo che dove necessario, la storia doveva anche essere ottimizzata per poter utilizzare nelle riprese progetti e i costosi set realizzati fino a quel momento.

Ora, in tutta onestà, non voglio nemmeno immaginare di essere nei panni di David Fincher all’epoca. Esordiente a cui viene messo in mano un progetto di ‘sta portata e importanza. Pressioni da ogni parte, sia per il film che da quelli che mettevano il denaro, col fiato sul collo come i vampiri. E dopo aver passato tutto questo, essere preso pure a sputi e pernacchie.

Così, tanto per dire, all’uscita Alien 3 in patria fu un floppone. I fan scontenti, critiche per lo più negative e per di più, ci si mise pure gente di un certo livello a dire quanto facesse schifo il film. Tipo Alan Dean Foster, per esempio. Che definì la morte dei protagonisti principali del film precedente, una vera oscenità. Oppure James Cameron, che la prese quasi sul personale.

La decisione di far morire Hicks, Newt e Bishop, era come uno schiaffo in faccia. A lui, e a tutti i fan di Aliens. Pure Michael Biehn la prese malissimo. Infatti, dopo aver appreso della morte del caporale Hicks, pretese e ottenne di essere pagato per l’uso della sua immagine in Alien 3. E la cifra che chiese del resto, era addirittura superiore al suo compenso per Aliens.

Alien 3 assembly cut

Al di là di tutto, la cosa divertente (se così vogliamo dire) è che la sordida storia della produzione di Alien 3 è quasi più interessante del film stesso. In buona sostanza, in sé il film non è altro che un semplice copia e incolla di quanto si vede nel primo Alien. Stesse situazioni, stesse dinamiche, stesse meccaniche di avanzamento della storia… Cosa piuttosto misera, in effetti. Ma il peggio, è che solo aver raggiunto ‘sto risultato è stato praticamente un miracolo.

Sia chiaro, al di là di tutto a me Alien 3 piace anche, eh. Sono pure consapevole delle migliorie apportate al film, grazie all’assembly cut che aggiunge tipo mezz’ora in più di scene tagliate. Come lo xenomorfo che viene fuori dal bue e non dal cane, per dire. Tuttavia, questa edizione è stata pubblicata ben dodici anni dopo l’uscita del film nelle sale. E per quante migliorie possa apportare, di certo non è Borghese che col suo voto ribalta il risultato.

Alien 3, che lo si detesti o lo si ami alla follia, era, è e rimane un brutto film per tanti, troppi motivi. Anzi. Personalmente, credo che Roger Ebert, sia l’unico ad aver sintetizzato perfettamente la situazione: “Alien 3 è uno dei film brutti più belli che abbia mai visto. È un trionfo per quanto riguarda la direzione artistica e un disastro della sceneggiatura, e gli occhi lo apprezzano più della mente. Guardandolo, ne siamo assorbiti. Alla fine, siamo delusi, perché ciò che accade nel film è molto meno interessante di come appare mentre sta accadendo”.

Personalmente, non saprei come meglio esprimere il concetto.

Ebbene, detto questo credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

Alien 3

Titolo originale: Alien 3

Regia: David Fincher

Produzione: Gordon Carroll
David Giler
Walter Hill

Sceneggiatura: David Giler
Walter Hill
Larry Ferguson

Soggetto: Vincent Ward

Starring: Sigourney Weaver
Charles S. Dutton
Charles Dance
Paul McGann
Brian Glover
Ralph Brown
Danny Webb
Christopher John Fields
Holt McCallany
Lance Henriksen

Casa di produzione: Brandywine Productions

Distribuzione: 20th Century Fox

Data di uscita: 22 Maggio 1992

 

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Alien 3
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Retronauta

Il Sotterraneo è la casa del Retronauta, il tuo amichevole ricordatore di quartiere.

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